2019.03.08 – Bernardino Luini , Storie della Passione di Cristo, affresco, 1529, Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Lugano (le altre fotografie si riferiscono sempre alla stressa chiesa). L’affresco rinascimentale più rilevante della Svizzera. di Gennaro Natale

Pubblicato il 08 marzo 2019 da admin

Gennaro Natale

Gennaro Natale

La composizione pittorica è impostata secondo la concezione medievale per cui i dipinti delle chiese devono riproporre al popolo la narrazione evangelica. L’affresco presente l’evento centrale dell’annuncio cristiano – La Passione, Morte e Resurrezione del Cristo – in una sequenza di sette episodi che vanno dalla preghiere nel Getzemani all’Ascensione in Cielo. Il Luini, pittore rinascimentale che ormai padroneggia la tecnica prospettica, non giustappone le scene in riquadri separati (come si può osservare nella chiesa sorella di Santa Maria delle Grazie a Bellinzona, di pochi decenni precedente) ma, sfruttando la profondità della scena, colloca i diversi episodi nei tre piani di un enorme spazio unico.

In primo piano la Crocefissione domina l’insieme pittorico. Vi si possono riconoscere il buon ladrone, alla destra del Cristo; il ladro impenitente; il centurione rappresentante l’autorità romana, in basso a sinistra in groppa ad un cavallo bianco; Maria sorretta dalle donne, ai piedi della croce del ladrone buono; il centurione ravveduto, anch’egli su di un cavallo, tra le croci del buon ladrone e quella del Cristo; un giovinetto, ai piedi della croce di Cristo, simbolo dell’umanità redenta, che indica il crocefisso; e, sotto la croce, il teschio di Adamo verso cui cola il sangue del Redentore; Satana, alle spalle del giovinetto, raffigurato da un giovane che regge uno scudo con lo scorpione, simbolo del male, apparentemente trionfante; Il soldato che porge la spugna imbevuta di aceto, alla sinistra della croce di Cristo; San Giovanni apostolo, in basso in posizione centrale tra la croce di Cristo e quella del ladro impenitente; forse l’autoritratto del pittore nella foggia di un funzionario romano a cavallo, dietro a San Giovanni; i soldati che si giocano a dadi la tunica di Gesù, ai piedi della croce del ladro impenitente; autorità ebraiche, dietro i soldati.

In secondo piano, precedono in ordine cronologico da sinistra: la preghiera nell’orto degli ulivi con i tre discepoli prediletti assopiti; il processo ricordato con l’episodio dell’incoronazione di spine e del dileggio; la Via Crucis con la caduta del Cristo.
Seguono, secondo una costruzione rigorosamente simmetrica: la Deposizione nel sepolcro; il riconoscimento del Risorto da parte di Tommaso apostolo; l’Ascensione di Cristo in cielo.
La Resurrezione, sempre secondo la sensibilità medievale più aderente alla Scrittura, non viene raffigurata poiché nessun credente ne è stato testimone diretto. Un bimbo biancovestito, sito tra l’episodio della Deposizione e quello dell’episodio di San Tommaso, la simboleggia con discrezione.

Gennaro Natale

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