2018.12.13 – “L’Italia che verrà” di Marchetto Morrone Mozzi

Pubblicato il 13 dicembre 2018 da admin

Marchetto Morrone Mozzi

Marchetto Morrone Mozzi

La storia che segue è tratta da una cronaca dell’anno 2118. Temo però sia sempre di grande attualità.

Correva l’anno 2118 e il Governo italiano era alle prese con la terribile crisi dello spread che aveva raggiunto quota 1000.

Il ministro del Tesoro Triacono continuava però a rassicurare tutti i giorni che non ci sarebbero effetti negativi né sull’occupazione né sulla produzione industriale. Insomma gli italiani potevano dormire sonni tranquilli che tanto la situazione era sotto controllo.

E’ proprio un tesoro di Ministro!

E metteva in guardia: le preoccupatissime previsioni dei tecnici del Ministero dovevano essere considerate carta straccia.

Infatti, ripeteva continuamente Triacono, basta guardare le profetiche quartine di Nostradamus per rendersi conto della situazione. Se il saggio ha previsto la rivoluzione francese, l’ascesa di Hitler, la bomba atomica e l’11 settembre, ma non dice nulla sullo spread a quota 1000, vuol dire, senza dubbio alcuno, che i conti sono in ordine!

E allora che dire? Facile, concludeva il Ministro, è la prova provata di quanto i tecnici siano schierati a favore dell’opposizione dai cui scranni l’onorevole Berdusca continuava ad dichiararsi sempre preoccupatissimo per l’imminente arrivo al potere dei comunisti.

E a quelli che gli facevano notare che il Primo Ministro SI-Con-Te aveva solide radici cristiane, Berdusca, corrugate le sopracciglia, rincarava la dose dicendo che i catto-comunisti sono da temere più dei comunisti duri e puri. E quindi, giù con prediche inneggianti alla rivoluzione liberale, la riduzione di tasse e sulla creazione di milioni e milioni di posti di lavoro.

E mentre il sommo esperto dell’economia italiana s’inerpicava sui suoi molto esoterici e ancor più spericolati ragionamenti, il Ministro Perdutini proseguiva la sua battaglia contro gli immigrati che continuano ad arrivare occupando il suolo italiano.

E siccome la marineria italiana è tutta schierata con le opposizioni, Lui stesso sale a bordo di una cannoniera della Marina Militare e, poppa al vento, brandendo il Vangelo, guidava la rincorsa a tutti i barconi. In pochi giorni ne ha trovati diciotti e gli ha ordinato di restare immobili in mezzo al mare.

Interviene a questo punto la Chiesa, che per l’occasione ha riunito d’urgenza la CEI. I vescovi italiani, di fronte al pericolo per le vite umane, dichiarano che non possono assistere inerti allo scandalo dei profughi in mare e si offrono di poter ospitare i derelitti.

Tanto poi, pensano ma non dicono, li sparpagliamo su tutte le Chiese della penisola e siccome non ce n’è manco mezzo cristiano, scappano tutti e chi s’è visto s’è visto.

Tanto chi se ne accorge, ora pro nobis?

Il braccio di ferro tra Perdutini e la Chiesa, viene però brillantemente risolto dal ministro dei Trasporti Tonignello che irrompe nel dibattito con la sua geniale proposta: mettiamo a disposizione dei migranti il famoso traforo Tripoli – Palermo e così non ci saranno più sbarchi di clandestini ma arriveranno tutti in Italia comodamente a passeggio. Al più si tratta di mandare qualche corriera umanitaria a prenderli.

La proposta sollevò, come si può immaginare, un fracasso enorme. Dove avrà saputo il si-fa-per-dire Ministro che c’è un traforo sottomarino tra Tripoli e Palermo, si chiedevano stupefatti bipartisan i parlamentari?

Bruno Vespa allora, per fare chiarezza, organizza subito un ciclo di puntate per verificare la correttezza della notizia.

Intanto il Presidente della Camera Belfico si dichiara subito contrario all’uso del traforo per motivi di tutela e conservazione dell’ambiente e anche per evitare che un’importante specie marina (uno strano pesce giallo-verde) possa risultare disturbata dal passaggio di troppe corriere tutte insieme. Teme, infatti, che la ridotta capacità di riproduzione possa portare all’inevitabile estinzione della preziosa specie.

Sul dibattito interviene però la colf di sua moglie, regolarmente sottopagata e senza versamenti contributivi, ma esperta di questioni legate alla riproduzione, per rassicurare i media che i pesci giallo-verdi se ne infischiano delle corriere e continueranno a riprodursi come hanno sempre fatto.

Le cronache del 2118 non potevano ignorare Di Pejo, l’astro nascente della politica italiana.

Le fortune politiche del giovincello sono legate alla sua granitica intransigenza moralista. Se un politico sbaglia, se ne approfitta o non paga le tasse che vada a casa. Questo il suo motto. Il suo bizzarro banzai a 5 stelle e strisce.

E però si da il caso che strani animali che si aggiravano nelle periferie napoletane, sembra fossero jene, hanno trovato il Di Pejo a bagnomaria in una piscina collocata ai bordi della villetta di sua proprietà mentre festeggiava e brindava con amici.

Accatastata? No.

Pagava l’IMU? No.

Reddito dominicale? No.

Nota al fisco? No.

E’ allora andato a casa? No.

Ma certo, era una stalla dal dopoguerra quando, come tutti sanno, a Napoli, prima della crisi edilizia, usavano costruire stalle con tanto di piscina a sfioro. E se lo dice lui c’è da crederci. Lui è esperto di stalle. Anzi no, è esperto di 5 stalle.

Intanto, arrivati al 2118, gli acuti giornalisti riuniti da Lilli Gruber, si accorgono che nella legge di bilancio continuano a mancare i provvedimenti sul reddito di cittadinanza e su quota 100, che, per decorrenza dei termini, è diventata quota 200.

Ma per forza, sostiene Travallio, la colpa è tutta dei burocrati targati UE che non vogliono capire la straordinaria scossa che quota 200 darebbe al Paese: in fin dei conti il diritto maturerebbe con 80 anni di anzianità contributiva e 120 di età anagrafica. E finalmente le promesse elettorali sarebbero rispettate. Quota 100, promessa nel 2018 diventa quota 200 nel 2118. Basta saper far di conto e ci si rende conto che tutto fila liscio!

E il reddito di cittadinanza? Semplice, la prebenda era stata promessa nel 2018 a tutti quelli di pura razza italiana e siccome dall’ultimo censimento ci si è accorti, a Perdutini piacendo, che nessun residente rispetta più tali caratteristiche, nel rispetto delle promesse di appena 100 anni prima, l’aiutino non viene dato a nessuno. Così è se vi pare.

Potrei andare avanti a lungo ma interrompo qui la storia che avrei definito scritta a cavallo tra il verosimile ed il faceto.

Purtroppo, scrivendo, mi è sembrata troppo sbilanciata a favore del verosimile.

Marchetto Morrone Mozzi

 

 

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