2018.11.13 – “Invecchiare in salute: quali percorsi?” di Angelica Malvatani

Pubblicato il 13 novembre 2018 da admin

Angelica Malvatani

Angelica Malvatani

Un sguardo al futuro, da costruire oggi. È l’impegno che si è dato il Rotary di Roma capitale, coinvolgendo il Rotary di Fermo in un percorso concreto, per aprire la discussione sulle tante problematiche che si aprono nella gestione delle persone anziane, nel prevedere per loro anni pieni e sereni.

A Fermo si è tenuta la seconda tappa del progetto romano, che si è poi concretizzato in un gemellaggio tra i due club, una giornata ricca di spunti, di ospiti e tutti di altissimo livello.

Il punto di partenza è preciso, in Italia e poi nelle Marche, in particolare nella provincia di Pesaro e Urbino, si vive a lungo. La popolazione arriva mediamente a 83 anni, solo un anno in meno rispetto a quella del Trentino Alto Adige che si conferma la regione più longeva d’Italia.

Stile di vita, appropriatezza delle cure, un approccio a tutto tondo che è stato raccontato al Royal di Casabianca; il presidente del Rotary Club di Fermo Emanuele Intorbida ha parlato di un momento di grande importanza, per aprire una riflessione concreta.

L’assistente del Governatore del Distretto 2090, Sandro Lautizi ha portato i saluti di Gabrio Filonzi che è arrivato in serata, la Presidente dell’Ordine del Medici della Provincia di Fermo Annamaria Calcagni ha parlato di una attenzione per la vecchiaia che nel Fermano e nelle Marche è particolare: <La conquista dell’allungamento della vita l’abbiamo raggiunta, il problema che dobbiamo affrontare è migliorare la qualità della vita, in un territorio, quello fermano, particolarmente interessato alla situazione, con 174 mila abitanti e ben 45 ultracentenari>.

Il punto della situazione lo ha fatto l’ingegner Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, l’istituto di ricerca che dal 1964 si impegna a cogliere e interpretare i fenomeni di trasformazione della società.

De Rita ha parlato di tre forti disallineamenti dentro un paese che sta invecchiando:

Le persone vivono di più ma lo scorso anno sono nati meno bambini di qualunque altro periodo e questo crea un problema di tutela sociale, di assistenza sociale, di dimensione strutturale dei servizi di assistenza.

I non autosufficienti raddoppieranno, e intanto abbiamo una società impaurita che sente di non avere risorse, capacità e prospettive, di fronte al progressivo avanzamento età media.

Un paese di vecchi che si affaccia su un continente di giovani, l’Africa, che raddoppierà nei prossimi anni la popolazione. È il primo insieme di fattori che impauriscono.

Il secondo problema è quello che il Censis ha chiamato il rancore sociale.

Viviamo da troppo tempo una crisi economica nei consumi, negli investimenti, nella crescita di redditi, sono 10 anni di rallentamento, non abbiamo ancora recuperato il Pil del 2007, si è bloccato l’ascensore sociale.

 Il rancore è qualcosa che ti marcisce dentro, è il rancore di chi sperava di fare qualcosa di più, di chi ha fatto sacrifici per far studiare i figli. Quasi il 70 per cento dei laureati lavora nei due anni dopo la laurea sottoutilizzando le competenze.

Un rancore che non sappiamo che strade prenderà, un problema aperto, un avvelenamento che spiazza le persone più anziane. Un rancore che bisognerà superare, un lutto che non si metabolizza.

La società italiana si è piantata, è cambiata anche la mentalità delle nostre imprese, abbiamo avuto uno sviluppo per distretti, realtà locali piccole, strette e super specializzate, con banche locali, e una comunità locale che reggeva. Un modello industriale che ha fatto la fortuna dell’Italia come interazione dei territori, vinceva la competenza e la capacità di essere dentro una globalizzazione che oggi spiazza gli anziani.

La filiera tende a porre ai margini le persone più anziane, non hanno quella capacità di stare nel mondo in una dimensione globale.

Il futuro è riaffermazione dell’inconscio, è l’anziano che distingue, non è il giovane che fa un altro mestiere>.

Il dottor Osvaldo Scarpino past president dell’associazione italiana di psicogeriatria ha parlato di  <solitudine ed Alzheimer, due priorità in ambito sociale e sanitario>: <Uno su 5 ultra cinquantenni è a rischio isolamento sociale, la solitudine aumenta il rischio di morte, le famiglie uni personali sono aumentate in 20 anni del 50 per cento. La solitudine è intesa come emarginazione, descrive uno stato emotivo, una sensazione che fa aumentare il rischio di demenza del 40 per cento. La solitudine si cura? Bisogna costruire ponti tra le persone. La vecchiaia non si vive da soli ma si costruisce insieme, se mettiamo da parte gli anziani abbiamo perduto il bene della loro saggezza>.

Il professor Agostino Consoli  docente di Endocrinologia Università D’Annunzio di Chieti, direttore del CeSI met, ha sottolineato la necessità di dare più vita agli anni, di mettere al centro delle cure le persone e custodire la loro esistenza in pieno.

Ospite anche il Direttore Generale dell’INRCA di Ancona, insieme con il dottor Pietro Scendoni, responsabile Unità Operativa di Recupero Rieducazione Funzionale e Reumatologica  INRCA di Fermo.

Genga ha sottolineato che gli anziani sono a rischio anche perché spesso smettono di curarsi, per motivi economici: <Il nostro istituto porta avanti la ricerca tra le tematiche legate all’invecchiamento attivo, uno in particolare riguarda l’ambito rurale, per dimostrare come un nuovo coinvolgimento degli anziani nelle aziende dell’agroalimentare della regione possa dare un contributo alla loro salute ma anche alla nostra economia. E ancora cerchiamo soluzioni di telemedicina, per curare il più possibile le persone a casa loro>.  Scendoni ha illustrato i progetti dell’INRCA per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi, una delle malattie più invalidanti e pericolose per gli anziani, con enormi costi sociali: <Sta partendo ora uno studio per lo ‘smart village’, per immaginare un nuovo modello di assistenza socio sanitario, per soluzioni e servizi per anziani over 75 con una piattaforma di ambient assisted living>.

Interessante l’intervento di Emanuela Virardi, ricercatrice della fondazione onlus Igea che ha parlato di un lavoro di ‘allenamento’ per il cervello, un organo per sua natura molto pigro.

Non è mai troppo presto per cominciare con la prevenzione, come ha ribadito anche Amedeo Duranti, presidente della cooperativa Coos Marche, che ha illustrato i servizi tarati per la terza età per i quali la formazione degli operatori è costante e approfondita.

Dottor Mario Signorino, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia del Murri, che ha spiegato come l’Area Vasta 4 di Fermo è stata la prima ad organizzare un percorso integrato per la gestione dei disturbi cognitivi e delle demenze: <Deve essere per forza un sistema integrato con l’Inrca, per mettere in campo neurologi, geriatri, psicologhe, assistenti sociali, infermieri e oos. Siamo in grado di mettere in campo una presa in carico terapeutica e azioni di supporto al paziente e ai familiari. Il presidio dedicato è quello di Montegranaro che purtroppo soffre di una forte carenza di personale. Molto è stato fatto ma tanto si potrebbe fare se solo ci fosse personale dedicato. Oggi lavorano i medici del mio reparto al Murri, in 5 mesi sono state fatte 60 visite, poi controlli, a sei mesi, e abbiamo visto 149. In generale sono passati di qui 861 utenti. Il Centro diurno Alzheimer è aperto dalle 8 alle 18,30, dal 2004 al 2018 ha ospitato 218 pazienti, tra gli 81 e i 90 anni, i pazienti stanno al massimo due anni, qualcuno cinque anni>.

tefano Ricci, Dirigente del Servizio Salute della Regione Marche, ha annunciato l’imminente presentazione del Piano Sanitario della Regione che avrà una parte dedicata alla programmazione a favore dell’anziano.

Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Gaetano Amoroso, presidente del Rotary di Roma Capitale, per dire che l’impegno del Club non si ferma, che la vita dei nostri anziani ci sta a cuore, che il futuro passa per forza da quelle radici.

Angelica Malvatani

LINK:
2018.11.09 – IMMAGINI dal Convegno del Rotary Club Fermo e Rotary Club Roma  Capitale dal titolo  “Invecchiare in salute: quali percorsi?” – http://www.rotaryfermo.info/2018/11/11/2018-11-09-immagini-dal-convegno-del-rotary-club-fermo-e-rotary-club-roma-capitale-dal-titolo-invecchiare-in-salute-quali-percorsi/
2018.11.09 – VIDEO dal Convegno del Rotary Club Fermo e Rotary Club Roma  Capitale dal titolo  “Invecchiare in salute: quali percorsi?” – http://www.rotaryfermo.info/2018/11/11/2018-11-09-video-dal-convegno-del-rotary-club-fermo-e-rotary-club-roma-capitale-dal-titolo-invecchiare-in-salute-quali-percorsi/

 

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