2018.10.09 – Dante Zeppilli – (Fermo 1896 – Gaggio di Marcono, VE, 1918) – Il coraggioso tenente degli Arditi di Giovanni Martinelli

Pubblicato il 09 ottobre 2018 da admin

Giovanni Martinelli

Giovanni Martinelli

“Pensa che sono stato un eroe, ed avrai un Angiolo che  pregherà Iddio per te”: sono parole struggenti, cariche di serena profeticità del sacrificio che lo porterà alla morte ad appena 22 anni: scriveva così pochi giorni prima di cadere durante la grande offensiva passata alla storia come “seconda battaglia del Piave” (“battaglia del solstizio” come la ribattezzò D’Annunzio) il giovane tenente fermano Dante Zeppilli alla zia Colomba vedova Interlenghi che l’aveva cresciuto come un figlio. “E’ giunta l’ora di dar tutta la nostra forza, la nostra giovane vita se occorre” scriveva ancora, pronto al gesto estremo pur di vedere l’Italia vittoriosa.

Nato a Fermo il 20 giugno 1896, era ufficiale degli Arditi, il corpo speciale utilizzato soprattutto lungo il Piave in azioni estreme, di grande eroismo, spesso senza speranza. Si era già distinto in precedenti azioni tanto da meritarsi a San Pietro e San Marco di Gorizia durante l’ottava battaglia dell’Isonzo (10-13 ottobre 1916) una medaglia d’argento con la seguente motivazione: “comandante la prima ondata di attacchi, con slancio e ardimento mirabili, sotto il fuoco intenso dell’artiglieria e di mitragliatrici nemiche, prendeva possesso della prima e seconda linea di trincee avversarie, facendo ben 136 prigionieri, di cui 3 ufficiali; e con abile mossa costringeva una mitragliatrice avversaria a ritirarsi”.

Confermò più volte il suo entusiasmo giovanile, anche quando il 18 giugno 1918 si offrì volontario in una “ardita e rischiosa operazione”. Fu il suo esempio a trascinare con irruenza contro il nemico i suoi arditi; ferito una prima volta continuò l’attacco sotto il fuoco nemico fino a che, colpito gravemente, non fu portato nell’ospedale da campo di Gaggia di Marcon.

La sua fu una morte santa: sentendo avvicinarsi l’ora, chiese che la sua medaglia d’argento fosse offerta alla Madonna del Pianto di Fermo “mia madre celeste”. Morì il 19 giugno 1918, il giorno prima di compiere 22 anni. Prima di spirare disse a chi lo assisteva “domani è la festa di san Luigi, il mio compleanno… quanti bei ricordi di fanciullezza, ma non importa, festeggerò in Paradiso”.

Gli fu conferita una medaglia d’argento alla memoria. Scrisse il comandante del XII Reparto d’assalto alla zia Colomba: “Egli fece tutto il suo dovere d’italiano, di soldato e di ardito: mai figura più bella, più forte fibra vibrante di robusta fede, ebbi ai miei ordini”.

Il ten. Zeppilli riposa nel cimitero di Gaggia. Fermo gli ha dedicato una via.

Giovanni Martinelli

Dante Zeppilli

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