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2017.10.22 – Senigallia – Seminario sull’effetivo – Rotary e futuro – come stare insieme e fare gruppo in un Club e in un territorio – Intervento di Alfonso Rossi – video di Brenda Turtureanu

Pubblicato il 24 ottobre 2017 da admin

Alfonso Rossi - Presidente anno  2016-2017

Alfonso Rossi – Presidente anno 2016-2017

 CONSIGLI AI PRESIDENTI RELATIVI ALLO STATO DELL’EFFETTIVO
Ringrazio il Governatore Valerio, il Past Governatore Ferruccio Squarcia e Lucio De Angelis per l’opportunità che mi viene data.
Quanto esporrò è dovuto al fatto che nel mio anno di Presidenza (2016/17) presso il Club di Fermo, ho incrementato l’effettivo del mio Club di ben 22 unità e quindi le mie parole vogliono essere consigli diretti a chi svolge o svolgerà il ruolo di Presidente per incrementare l’effettivo.
Cari amici rotariani siamo qui riuniti per il “Seminario dell’Effettivo” e pertanto e’ d’ obbligo una domanda:
Cos’è l’Effettivo? Effettivo deriva letteralmente dalla parola latina “facere” ma in realtà il significato proviene dal participio effectus, aver fatto, aver fatto molto che in termini militari veniva usato per indicare la forza effettiva di una compagnia, di un esercito, di un plotone. L’effettivo quindi indica la forza di un gruppo e aumentare l’effettivo vuol dire aumentare la forza di un gruppo.
Per migliorare l’ effettivo è importante fare un’ opera di reclutamento . Da cosa deriva la parola reclutamento? Deriva “recrure’ ” che in francese vuol dire ricrescere come se dopo una perdita numerica si riparte e si ricresce ma vi è anche un’altra etimologia che parte dalla parola tedesca “reklut” che vuol ripezzare cioè sostituire le pezze mancanti di un vestito con altre pezze.
Io preferisco la prima derivazione etimologica perchè è quella più vicina a noi ma anche la seconda è ricca di significato poiché sottointende la ricostruzione, nei vari settori dove fuoriescono soci, l’ingresso di persone che possano validamente ricoprire gli ambiti sociali perchè il Rotary, per la sua “vocazione generalista”, tende a portare nella sua squadra i rappresentanti di tutte le attività e tutte le professioni per cui deve essere l’espressione migliore della società in cui opera.
Effettivo vuol dire forza, quindi più aumenta l’effettivo più il Club è forte. E’ ormai tramontata la vecchia idea per cui una elite lobbistica di un ristretto numero di membri è forte più questo gruppo è ristretto. La forza del Rotary è rappresentata dalle professionalità. Più professionalità diverse inseriamo in squadra e più le nostre capacità di azione e interazione tra i membri e verso l’esterno crescono.
Secondo il principio fondamentale, che ci deve sevire come stella polare, secondo cui l’unione fa la forza.
Viviamo nel periodo del post Millennial dove la frequentazione sociale avviene più sovente in via telematica che in riunioni effettive di gruppi associativi. Questo ha determinato una crisi nell’organico non solo del Rotary Club ma anche nell’associativismo in generale.
Quali sono i motivi per cui è possibile rilanciare un associativismo effettivo di persone che si riuniscono nella quotidianità della vita associativa al di fuori di quello strumento che è lo schermo , lo smartphone o il web?
E’ ovvio che il web è una forma di difesa perchè evita il contatto ed evita quindi di mostrare la faccia e costituisce un elemento di sicurezza per chi vuole vivere la vita associativa soltanto virtualmente.
Il vantaggio delle associazioni soltanto virtuali sta nella possibilità di bloccare un contatto, uscire da un gruppo o da una chat con un semplice click ma queste associazioni sono associazioni per pavidi ovvero per persone che temono il contatto umano. Abbiamo quindi un prevalere del cosiddetto “associazionismo virtuale” sul cosiddetto “associazionismo reale”.
Cosa possono offrire in più le associazioni che si riuniscono effettivamente?
Senz’ altro quello che offrono in più è un’ amicizia effettiva e non virtuale, una reale stretta di mano e un abbraccio tra persone di cui ci si può fidare. L’associazionismo reale invece è per coraggiosi, persone in grado di affrontare una controparte realmente, anche scontrandosi, ma realizzando un incontro reale che può tradursi in una forte amicizia, una vera fratellanza, perchè nell’associazionismo reale i legami son così stretti che ci si sente come in una famiglia, il nuovo membro viene accolto come in un ambito familiare.
Quindi per poter rilanciare, in epoca di web, l’ associazionismo effettivo bisogna mettere sul piatto della bilancia, a favore di chi vuole entrare a farne parte, la possibilità di partecipare di persona ad un gruppo di amici dotati di buona volontà che fanno squadra per migliorare la società.
Quali armi ho adottato io per far crescere il mio Club?
– 1: aprire il Club alla società civile quindi incrementare gli inviti, organizzare serate ad invito, fare in modo che partecipino persone, soggetti che hanno un ruolo, una presenza, un posto all’interno della società e che possono avere molti contatti in modo tale da far crescere la consistenza del Rotary all’interno del panorama della società civile. La metafora è quella del castello. Il Rotary fino ad ora è stato sempre visto come un castello su una collina dove una elite si riuniva e veniva assediato da altri che volevano entrare o gli erano ostili; ma questo tempo ormai è tramontato. Oggi fuori dal castello abbiamo accompati non più gruppi desiderosi di entrare o persone nemiche bensì persone che ci ignorano del tutto, presi dai loro cellulari e dai loro telefonini. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo uscire tra loro e scegliere i migliori sia sotto il profilo professionale che sotto il profilo umano che come integrità morale che come empatia e portarli a visitare il castello da dentro, per fargli capire che non è quel luogo temuto ma è un luogo accogliente appunto come una famiglia. Quindi seguendo questa metafora cosa dobbiamo fare? Dobbiamo abbassare i ponti levatoi della nostra fortezza per uscire al di fuori di essa e raccogliere chi sta accompato all’esterno e convincerlo a partecipare alla nostra squadra. Per estendere la metafora delle mura del castello, queste mura non devono essere esse stesse un simbolo di censo e privilegio che ci rendano ostili alla società civile e, pensando ad un futuro, sarebbe il caso addirittura di demolirle per pensare a un luogo più ampio e accogliente per i membri migliore della società.
– 2: estendere, in virtù della nostra vocazione generalista, la partecipazione a categorie diverse da quelle solite tradizionali dei primari ospedalieri, dei professori universitari,dei chirurghi, degli avvocati importanti, degli industriali,degli ingegneri e dei Notai. Quindi estendere la presenza all’interno del Club di figure altamente rilevanti nel tessuto sociale come quella degli operatori del web, degli insegnanti (che hanno a che fare con i giovani e quindi possono interessarli al nostro movimento, tenuto conto che molti degli obbiettivi e dei programmi del Rotary sono diretti proprio ai giovani ed i giovani corrispondono al futuro), degli artigiani (che sono importantissimi per passare il testimone del lavoro ai giovani, intendendo lavoro non solo come tecnica ma anche come amore e passione) e di tutte quelle altre categorie (a titolo di esempio ma in via non esaustiva: preti, giornalisti sia di carta stampata che televisivi, che sono molto utili al Club per aumentare la visibilità perchè non è importante solo fare ma anche far sapere), artisti e pubblicitari che sono state escluse in passato dalla vita rotariana ma non per questo devono essere considerate portatrici meno pregievoli di valori positivi ed entusiasmo ( non a caso tra i primi 4 fondatori figuravano un sarto e un commerciante di carbone, categorie che in base ai criteri adottati fino ad oggi non potrebbero neppure affacciarsi al recinto del Rotary). Una categoria a parte sono i giovani in relazione alla quale si deve tener conto della loro poca redditività nonchè del fatto che sono impegnati nella delicata fase di avvio della fase lavorativa e familiare per cui bisogna farli entrare a gruppi in modo tale che comunque non si sentano come in un “centro per anziani”, che li farebbe sentire a disagio.
Gli “unici limiti negativi” sono legati all’integrità morale dell’aspirante nuovo socio, da controllare rigorosamente, ma anche alla capacità di empatia che può avere nell’inserirsi in un gruppo (è sconsigliabile far entrare persone che conflittualizzano eccessivamente e che possono creare dissidi all’interno dell’associazione). Fare entrare un socio non integro moralmente o non empatico (o addirittura antipatico) non corrisponde ad un incremento di un numero in più ma magari può portare la perdita di dieci numeri effettivi, per cui bisogna essere prudenti con questi profili.
– Inoltre per aumentare l’effettivo è opportuno abbassare le “quote” di ingresso o quantomeno rateizzarle, perchè la crisi economica ha ridotto i redditi anche delle professioni tradizionali ma soprattutto, dovendo aprirci a professioni che non hanno le redditività di quelle tradizionali, bisogna andare loro incontro anche sotto il profilo economico (è proprio il profilo economico che ci rende “antipatici” rispetto alla collettività ed ostacola l’ingresso di nuovi soci perchè spesso siamo visti come una casta chiusa, arroccata dietro trincee di censo e privilegio e ciò rischia di renderci il resto della società ostile);
Percorso consigliabile da far fare all’ospite fino a diventare socio:
In primis dovrà essere premura del Presidente organizzare molte serata ad invito.
In secundis chiedo ai Presidenti e ai soci anziani di avere la mente multitasking ossia, venendo a contatto, nell’ ambito della loro vita professionale o civile, con numerose persone, valutare contemporaneamente con la mente se queste persone rappresentano ambiti importanti della società civile, se hanno le doti di integrità morale e di empatia giuste per essere ammessi e nell’ipotesi invitarli assolutamente a delle serate di Club, ma gli inviti si devono organizzare in base al tema della serata, perchè se la serata si svolge su un tema sanitario è il caso di invitare soprattutto operatori del mondo della salute (un avvocato si annoierebbe in una serata del genere) di organizzare le serate in modo emozionante in modo che l’ospite si senta esso stesso emozionato e desideroso di parecipare alla vita del Club. All’inizio della serata il Presidente deve aver cura anche che l’ospite sia inserito in quei tavoli dove, o per amicizie o per vicinanza professionale topografica (del luogo dove vive o lavora), trova degli amici accoglienti che lo fanno sentire come in famiglia e lo fanno star bene durante la serata. Alla fine della serata il Presidente o chi lo sotituisce deve affrontare l’ospite per un feedback. Se il feedback è negativo chiedere quali sono le motivazioni, se il feedback è positivo iniziare tampinando un’ opera di sano stalking per aver il suo curriculum. Inoltre sarà cura del Presidente organizzare una bella cerimonia di investitura in modo tale da emozionarlo ulteriormente con una serata indimenticabile che, rimanendo nella memoria, difficilmente lo porterà ad abbandonerà in futuro il Club.
Per far si che l’ospite decida di diventare socio io mi sono attenuto alla regola delle “3 E”: Energia, Emozione ed Entusiasmo.
Energia che deriva dal greco “ergos” che significa opera ovvero mostrare le opere che si possono fare insieme e la forza per attuarle, ovvero far percepire al visitatore che il Club e’ basato su opere effettive e non solo su parole;
Emozione, che deriva il suo significato dall’espressione latina “e-motus” cioè che esce dall’animo e si proietta verso l’esterno con l’auspicio che possa sgorgare anche dentro l’animo di un semplice invitato o visitatore il medesimo forte sentimento partecipativo che anima la vita del Club;
Entusiasmo deriva dalla parola greca “en-Teos” ovvero avere Dio dentro, aver dentro la fiamma di chi vuole portare dei miglioramenti nella società;
A queste “3 E” ci sarebbe da aggiungere una quarta E, la E dell’”Efficienza” per mostrare al visitatore che il Club è un’ entità ben organizzata, ben efficiente e che realizza realmente i suoi programmi e passa dalle semplici parole all’ azione de alla realizzazione di opere concrete, con una buona organizzazione in relazione alla quale il nuovo socio possa diderare di entrarne a far parte come membro.
Una volta entrato, per mantenere l’Effettivo e far in modo che il socio entrato da poco non fuoriesca rapidamente dal Club va applicata la regola, che io ho ripreso dalle sentenze giudiziali (dati i miei trascorsi professionali), del “PQM” (come si usa nelle sentenze) ma che traduco in “PCM” ovvero Passione, Condivisione e Motivazione.
Passione che deriva dalla parola greca “patio”, sofferenza, significa che l’aspirante nuovo socio deve respirare un clima di passione, di sofferenza ma anche di gioia, facendogli percepire un sentimento di squadra (o in termini di sofferenza verso i problemi o in termini di amore verso l’obbiettivo che si vuole raggiungere) che inducano il visitatore a desiderare di parteciparvi.
Condivisione che deriva dall’espressione latina “cum-dividere” ossia vedere e capire insieme in quanto il bello del Rotary è affrontare insieme le difficoltà e raggiungere insieme gli obbiettivi.
Motivazione che presa letteralmente vuol dire motivare all’azione ossia fare in modo che il socio che partecipa all’attività del Club sia motivato a prendersi la responsabilità di attività concrete del Club e si senta desideroso di agire nel miglioramente della società utilizzando gli strumenti che gli mette a disposizione il Club.
Questi sono gli elementi che determinano la possibilità che l’ospite porti poi il curriculum e chieda di essere iscritto. Però per poter raggiungere questo risultato bisogna aumentare gli inviti, tampinare gli aspiranti soci come stalker per avere il loro curriculum e fargli vivere una bella forma di esperienza cerimoniale di ingresso.
Cosa è di ostacolo a ciò? Ciò che non ispira il visitatore ad iscriversi è sentire un clima di tensione, di invidia, di gelosia, di divisione del Club e antagonismo tra i soci. Per contrastare ciò è opportuno che nel Club si respiri un clima di amicizia e di armonia.
Per poter ottenere meglio il risultato occorre che il Club sia unito, che abbia progetti, attività e interessi validi (anche per migliorare la società in cui viviamo) da esporre all’aspirante nuovo socio per potergli rendere appetibile l’ingresso.
Quindi cosa deve fare il Presidente? Il Presidente deve evitare le polemiche tra gruppi, settori e persone quindi gettare acqua sul fuoco sugli attriti, cercare di prevenire l’insorgere di controversie, spegnendo in anticipo potenziali liti o conflitti, e anticipando il loro insorgere perchè un visitatore si accorgerebbe facilmente di un clima ostile di litigiosità. Il Presidente pertanto avrà cura, qualora sorgano polemiche di sorta, di non dare peso ad esse perchè nulla alimenta più un fuoco che buttarci sopra altra benzina.
Cosa dovrà fare il Presidente per risolvere questi problemi ed evitare questi rischi?
Studiare degli strumenti di armonia tra cui va ricordata l’organizzazione di serata a Caminetto, serate in cui il socio possa parlare davanti a tutto il Club della sua vita professionale e familiare o comunque privata (hobby, passioni ed altro) in modo tale che possa essere conosciuto meglio, gite o tour all’esterno e momenti di vita al di fuori di quella del Club ed inoltre utilizzare uno strumento importantissimo che è la delega.
Cos’è la delega?
La delega è il principale strumento di coinvolgimento
La delega è infatti lo strumento che consente di far partecipare più soci possibili all’interno dell’attività pertanto il Presidente deve delegare a più soggetti possibili le varie attività del Clb in modo tale da rendere tutti partecipi, condividere tutta l’esperienza di un anno, di un progetto insieme. La delega è il principale strumento per coinvolgere il socio alla vita del Club e verrà concessa dal Presidente per singoli settori, progetti o attività è quella che può consentire a chi la riceve di potersi sentire lui stesso responsabile dell’attività a lui delegata, cosi’ da sentire su di se la responsabilita’ e l’orgoglio di avercela fatta, ma anche di percepire che grazie al suo singolo settore da lui portato avanti la squadra ha realizzato un obbiettivo e quindi poter dire un domani con orgoglio: “io c’ero!”, “io faccio parte di questa squadra”, “io sono quella pedina che ha determinato il successo dell’operazione”.
All’uopo è opportuno che il Presidente usi espressioni e forme verbali che facciano sentire anche nelle parole e nei termini usati il senso di squadra e quindi è opportuno che il Presidente eviti l’autoreferenzialismo, l’uso eccessivo della parola “io” ed usi più spesso la parola “noi” attribuendo i meriti dell’attività del Club all’intera squadra.
Un buon Presidente deve condividere con tutta la squadra i meriti, i risultati e i successi e invece deve assumersi e fare proprie le responsabilità in caso di difficoltà o addirittura di insuccesso.
Ecco se riuscissimo in questo obbiettivo, non solo rendiamo orgogliosi i membri di far parte della squadra del Club ma riusciremmo anche a far percepire ad un eventuale visitatore che è bello partecipare all’attività di un Rotary Club.
A chiusura di queste righe faccio presente che tutto quanto sopra esposto corrisponde al cosiddetto “affiatamento”, termine che esprime una vicinanza tale che si viva la vita del Club come in un unico fiato, come se stessero i membri fiato a fiato.
Voglio sottolineare a tal proposito che sono stato umilmente nominato in sede distrettuale quale Presidente della Sotto Commissione Affiatamento e che i membri della detta sotto commissione sono i seguenti: Aldo Taticchi, Roberto Calai, Serafina Garbati, Maurizio Marchegiani, Gianfredo Cagnotto, Filiberto Mastrangelo e Alessandro Borgani;
Siamo stati delegati dal Governatore a fare in modo di accrescere l’affiatamento non solo dei soci all’ interno dei singoli Club ma anche dei Club tra loro e comunque nell’ambito dell’intera famiglia rotariana (Rotaract, Interact, Innerwheel).
Per cui con la sotto commissione stiamo organizzando verso marzo un evento per far crescere l’affiatamento e il Governatore ci ha delegato a formulare un questionario a cui invito tutti i Presidenti (eventualmente siano troppo impeganti anche i Segretari) a rispondere e il cui esito ci sarà utile per decidere le strategie per migliorare l’affiatamento del Distretto.
E’ bello poter vivere la vita del Rotary non solo all’interno di un singolo Club ma anche all’interno della cosiddetta “famiglia rotariana”, in modo tale che anche coniugi, compagni/compagne e figli partecipino alla vita del Club; questo affiatamento deve riguardare anche i rapporti tra Club diversi in modo tale che si favoriscano iniziative dove partecipino più Club e aumentino le conoscenze, le capacità e indirettamente anche le forze per meglio far operare il movimento rotariano nel nostro Distretto.
Vi ringrazio per l’attenzione e vi porgo il mio più sentito abbraccio.
Un augurio finale:
che si raggiunga l’obiettivo
di migliorare l’effettivo
INSIEME COL ROTARY PER FARE LA DIFFERENZA
Alfonso

 

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