2017.09.02 – “L’arte spiegata” di Gennaro Natale – San Carlino di Borromini

Pubblicato il 02 settembre 2017 da admin

Gennaro Natale

Gennaro Natale

Qui non c’è solo la rivelata geniale bravura architettonica. C’è il sentimento, la poesia che il Borromini possedeva.
Un uomo si giudica pure dalle sue creazioni: qui c’è rotondità, dolcezza, comunicativa e abbraccio.
Qui dentro non c’è nulla di provvisorio come il fasto. L’artista ci offre una lezione di vita.
La facciata della chiesa è un’espressione di fede, di cultura e d’innovazione. Quella stessa innovazione che quando percorreva a piedi la strada per Roma gli faceva mormorare “che non sarebbe mai stato uguale agli altri”.
L’ellisse e l’ovale, il concavo e il convesso; questa alternanza imprime alla facciata un respiro o anche una rotazione continua su se stessa.
Dio, in quanto Luce, ha una struttura dinamica. Il respiro è della chiesa poiché è viva, e lo ritroviamo in altre chiese da lui costruite.
La decorazione della cupola è eccezionale. Il motivo è enfatizzato con i cerchi concentrici che snodano croci, ottagoni ed esagoni come i grani di un rosario. Ogni cupola di chiesa rappresenta il cielo, ma questa ha il simbolo di un cielo ermetico.
Nel punto massimo della cupola c’è un triangolo inscritto in un cerchio con raggi intorno. Nel triangolo la colomba dello Spirito Santo, è la raffigurazione della Trinità.

Ricordiamo che il triangolo è anche il simbolo del fuoco.Nelle Corporazioni e nella Massoneria poi è chiamato il “Delta Luminoso”.
Il simbolo iniziatico per eccellenza è l’occhio entro il Delta Luminoso. Questo è esattamente raffigurato, sempre su disegno del Borromini, nei timpani dei confessionali.

Gennaro Natale

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