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2017.07.19 – Il sisma bonus: classi di rischio e detrazioni fiscali di Daniela Diletti

Pubblicato il 20 luglio 2017 da admin

Daniela Diletti

Daniela Diletti

Approvato nella legge di bilancio, il sisma bonus 2017 consente di fruire di un’importante detrazione fiscale nel caso in cui su un immobile adibito a civile abitazione o attività produttiva vengano effettuati interventi di adeguamento o miglioramento sismico.

Lo scopo del legislatore è quello di favorire la massima mitigazione della vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, problematica sempre più attuale considerato che una parte del nostro patrimonio immobiliare è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa di riferimento per le zone sismiche (L.64/74)

Il decreto individua 8 classi di rischio sismico (A+ -classe di rischio minimo, A, B, C, D, E, F, G -classe di rischio maggiore), stabilisce due metodi (semplificato e convenzionale) per associare una specifica classe ad ogni edificio analizzato, nonché la detrazione fiscale possibile a seconda del miglioramento raggiunto, il cui indicatore è rappresentato dalla classe ultima conseguente all’intervento effettuato.

Il metodo semplificato si basa sulla classificazione macrosismica del fabbricato e consente solo valutazioni di tipo speditivo. E’ utilizzabile unicamente per strutture in muratura e consente l’attribuzione della classe sulla base di un semplice rilievo delle caratteristiche costruttive del fabbricato e delle vulnerabilità specifiche riscontrate.

Il metodo convenzionale, invece, può essere applicato a qualsiasi tipologia di edificio e si basa sugli usuali metodi di calcolo previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni.

In entrambi i casi il dato finale è rappresentato dalla valutazione della riduzione del Rischio sismico post operam, traducibile quindi nel passaggio di classe, che può essere unico o plurimo a seconda che si adotti il metodo semplificato o convenzionale.

Come si articola la detrazione fiscale

Per le spese sostenute dal 01/01/17 al 31/12/21, sugli edifici adibiti ad abitazioni private ed attività produttive, ubicati nelle zone sismiche ad alta, media e bassa sismicità (1, 2, 3), spetta una detrazione del 50%, da ripartire in 5 anni, fino ad un importo massimo di € 96.000,00 per ogni unità immobiliare.

E’ previsto inoltre un aumento della percentuale di detrazione qualora l’intervento consenta una riduzione del rischio sismico tale da determinare il miglioramento della classe di rischio

per abitazioni ed edifici produttivi:

70% nel caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore

80% nel caso di passaggio a due classi di rischio inferiore

per condomini/parti comuni

75% nel caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore

85% nel caso di passaggio a due classi di rischio inferiore

Cosa fare

Il proprietario o i proprietari che intendono accedere al beneficio fiscale incaricano un professionista per la valutazione della classe di rischio iniziale e la redazione del progetto.

Il progettista individua le opere da eseguire e determina la classe di rischio a seguito del completamento delle opere e assevera i valori delle classi di rischio e l’efficacia dell’intervento

Il proprietario può procedere al pagamento delle fatture ricevute

Il direttore dei lavori ed il collaudatore attestano al termine dell’intervento la conformità al progetto

Nel caso di stabili condominiali è possibile cedere il bonus sia alle imprese che effettuano i lavori, sia ad altri soggetti ad esclusione degli istituti di credito. Ciò consente quindi anche a chi non versa l’IRPEF o ha poche tasse da pagare di non perdere il vantaggio fiscale della detrazione.

Il sisma bonus 2017 sicuramente non risolverà di tutte le problematiche legate alla sicurezza degli immobili privati connessi agli eventi tellurici che da sempre flagellano il nostro territorio, ma rappresenta sicuramente un ottimo punto di partenza. Da anni le norme stabiliscono come intervenire sui fabbricati esistenti, ovviamente con oneri a totale carico dei cittadini. La recente normativa invece, prendendo atto dell’evidente vulnerabilità delle nostre abitazioni anche per eventi sismici di media e bassa entità, consente ai proprietari di recuperare in termini fiscali i costi sostenuti, stabilendo quindi di fatto che la sicurezza dei nostri stabili, quindi delle nostre esistenze, non sia una problematica esclusivamente privata. Gran parte del patrimonio immobiliare, caratterizzato da strutture in cemento armato, è stato edificato prima dell’entrata in vigore della legge per le costruzioni in zona sismica (L.64/74) e la nostra storia è testimoniata da edifici in muratura che spesso negli anni del dopoguerra sono stati oggetto di interventi invasivi e poco rispettosi della tipologia e tecnica costruttiva originaria. Ciò non significa che finora si sia sempre sbagliato, ma che con l’evolversi della scienza, della tecnologia e con l’esperienza maturata nei terremoti più o meno recenti è stato possibile mettere a punto tecniche di analisi che ci consentono oggi di proteggere meglio il patrimonio immobiliare esistente.

In tale ottica il sisma bonus rappresenta un’ottima opportunità.

Daniela Diletti

 

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