2017.05.07 – Rotary Club Fermo – Forum Distrettuale sul Volontariato – “Rotary e volontariato: istruzioni per l’uso” – intervento e video di Serenella Ciarrochi

Pubblicato il 09 maggio 2017 da admin

Serenella Ciarrocchi

Serenella Ciarrocchi

Il tema di questo Forum: il volontariato. La risposta: noi ci siamo di Serenella Ciarrocchi

“Noi ci siamo!!  Noi della squadra del Rotary ci siamo.

Ma non siamo soli come vedrete dalle immagini, siamo insieme ad altre squadre di volontari. tutti  uniti

Per dare fiducia – solidarietà e vicinanza a coloro che il  24 agosto, il 30 ottobre, il 18 gennaio e durante tutta la sequenza sismica che ha  colpito l’Italia centrale,   hanno visto svanire il proprio futuro.

La terra trema,  il tempo si ferma,  paesi in quell’attimo eterno e  in un batter d’ali,  sembrano perdere  la loro identità nella polvere,  portando con se’ un tributo di  vite. 299 risultano le vittime i cui corpi vengono   recuperati  sotto le macerie attraverso l’enorme lavoro di vigili del fuoco, di tante altre forze dell’ordine  e dei volontari della protezione civile accorsi da tutta Italia. Mentre sono risultate  duecento fortunatamente  le persone estratte vive.

Da subito  uomini e donne  del  volontariato   sono scesi in campo, togliendo spazio alle loro famiglie non si sono  risparmiati, dedicando tutto il loro tempo disponibile a quanti  in quel momento stavano chiedendo aiuto. Una, dieci, cento squadre al servizio del territorio colpito dal terremoto ognuna con specifiche competenze. Si consolida in questa triste occasione  anche quel ponte  di solidarietà con la task force del PGE, Programma gestione emergenze di Confindustria che sin da subito  ha consentito di portare quei beni necessari alle popolazioni in difficoltà.

Agire coordinati,  essere  precisi  nelle richieste,  puntuali nelle risposte, veloci nel trasmettere le informazioni  e verificare le reali esigenze, le parole chiave del progetto. Così i volontari nel loro operare tra i paesi dell’appennino incontrano vite spezzate,  ma anche tante storie di speranza,  di voglia di rinascere e ripartire nonostante tutto. L’obiettivo quello di aiutarli a  superare il momento non solo con i beni materiali,  ma  anche con il sorriso e  con qualche parola di conforto.

In alcune occasioni le giornate sono risultate  pesanti e faticose, ma i  momenti importanti e le strette di mano  hanno mitigato la stanchezza poichè  ci hanno fatto sentire. Fieri di essere riusciti a far sorridere quelle persone che hanno visto tremare anche le loro più elementari certezze’: giovani o anziani con lo sguardo velato di tristezza.

Il tema del volontariato  rotariano   era stato oggetto,  circa due mesi prima di questi gravi eventi sismici.

L’8 luglio dello scorso anno infatti  a Roma è stato sottoscritto da parte  dei  13 distretti  italiani  del Rotary International e del  Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. Un protocollo d’intesa su tale importante argomento,   con  l’ impegno di  istituire in ogni distretto una “unità Rotary di Protezione Civile” . Un lavoro intenso  da programmare e portare avanti  con la collaborazione di tutti.

Servire al di sopra di ogni interesse personale l’obiettivo che è risultato coincidere  pienamente  con le finalità proprie anche  della Protezione Civile. Quei valori di fratellanza e di service,  sono divenuti così per molte comunità dell’Italia centrale colpita dal sisma,   una solida base a cui aggrapparsi. Va precisato,  che chi  opera nel volontariato,  ritiene  che sia necessario abolire dal proprio vocabolario mentale,   la parola impossibile  in quanto fortemente convinto  che malgrado tutto  il mondo attraverso la solidarietà si possa in qualche modo migliorare.

Nel volontariato non  risulta  importante compiere chissà quali grandi gesti,  ma è fondamentale che tutto quello che si fa,  lo si porti avanti con onestà e cuore. E’ certo che più le cose si fanno con spontaneità  più risultano belle. Purtroppo poca tregua per le popolazioni già stremate, con circa 9 mesi di sequenze sismiche.

Una cronologia per riepilogare il  difficile periodo per le popolazioni del settore appenninico delle 4 regioni: Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche,  che ha fatto registrare  oltre  49.000  scosse di questo  che sembra un terremoto infinito. Sono risultati circa 12.000 gli sfollati ,  che fanno avere ben chiara l’ampiezza dell’evento.

Il motore della solidarietà che ci ha visto coinvolti   ha registrato oltre tremila ore di volontariato ed un numero di interventi superiore a 300. Un grande cuore che ha pulsato tra le comunità con una presenza sul posto   quasi costante  e  quotidiana per le molte richieste di aiuto,  giunte a catena dai  comuni del cratere. Un volontariato come  rete di protezione sociale,  in grado di  consentire e  di poter offire alla collettivita’  oltre ai beni materiali,   anche supporti specifici  e professionali,  grazie anche alla presenza di tecnici  di alta specializzazione che si sono messi a disposizione nelle varie aree di intervento. Un elemento importante e’ stato anche per il nostro club rotary di fermo la possibilta’ di  fruire  in questi 9 mesi di una  base logistica dell’operazione messa a dispozione  da parte  un socio del club  componente dello staff. Una sensibilità  di una  imprenditrice rotariana  che ha  consentito attraverso la sinergia con il progetto PGE di Confindustria,   di poter garantire quanto necessario nei comuni  colpiti,   con  la collaborazione dei  volontari  di protezione civile che si sono fatti carico conseguentemente,  sia del trasporto che della consegna nelle varie zone di tutto il necessario.

Per concludere  nel filmato viene proiettato l’ultimo intervento di alcuni  giorni fa,  girato nel comune di  Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, un simbolo di grande speranza e tenacia. La giornata di festa in cui nonna Maria rimasta senza casa,   ha potuto abbandonare  la roulotte in cui alloggiava da tempo,  grazie alla sua grande voglia di andare avanti e di non allontanarsi dalla sua terra, alla generosità degli imprenditori del programma Pge, alla costante  vicinanza di noi  volontari  e della comunità ottenendo cosi’ una nuova sistemazione: un moduolo abitativo che oggi lei stessa ama definire  “la mia bella villetta”.

Sono queste piccole cose che fanno grande un intervento di volontariato.

Serenella Ciarrocchi

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