2017.04.28 – CONSIDERAZIONI A LATERE DEL TESTO DELLA CONVENZIONE TRA IL ROTARY (DISTRETTO) E IL COMUNE DI ARQUATA DEL TRONTO IN RELAZIONE AGLI INTERVENTI A FAVORE DELLE ZONE TERREMOTATE di Alfonso Rossi

Pubblicato il 28 aprile 2017 da admin

Alfonso Rossi - Presidente anno 2016-2017

Alfonso Rossi

La bozza di convenzione  prevede una vera e propria fase di trattativa diretta, evocando in proposito i poteri di urgenza di cui alla L. N. 225/1992, istitutiva della Protezione Civile. Orbene in detto caso ritengo, sommessamente, che forse andrebbe da parte del soggetto pubblico meglio puntualizzato e manifestato l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera, soprattutto  se essa non è, come mi pare, finalizzata ad una soluzione emergianziale ma alla realizzazione di una vera opera di ricostruzione e rilancio economico che, per nella peculiarità della situazione, in via generale potrebbe non essere interpretata come opera di protezione civile.

Dall’altro, l’esame della bozza di manifestazione di interesse e del provvedimento amministrativo di indizione della procedura (con messa a bando della locazione/concessione del terreno pubblico per la realizzazione dell’opera)  non so quanto sia pienamente coerente con il sopraddetto contratto.

Primariamente, si prevede che a seguito della manifestazione di interesse dei privati, l’amministrazione si riserva di indire comunque una procedura aperta: ciò è probabilmente dovuta al fatto che non ci si aspetta la partecipazione di altri soggetti alla manifestazione di interesse (oltre che nel superiore rispetto delle norme in materia di appalti ed opere pubbliche), ma, data l’indicazione programmatica, nell’eventualita’ di piu’ partecipanti comunque dovrebbe effettuarsi la procedura ad evidenza pubblica (con conseguente problematiche per il Rotary in termini di rischio di competere con altri soggetti: mi rendo conto che la mia è un’ipotesi molto remota ma mi sento di esaminare doverosamente ogni aspetto possibile).

Secondariamente, se l’idea è quella di locare o concedere  in uso l’area pubblica per realizzare l’opera, è opportuno (se non necessario) che tale conferimento passi comunque per una procedura pubbicista (inclusa quella, piu’ semplificata, della manifestazione di interesse e della conseguente procedura negoziata di cui al modello previsto agli atti amministrativi). Sarebbe opportuno,  da parte della PA,  una  maggiore chiarezza circa il modello civilistico di conferimento, visto che nel modello di manifestazione di interesse mi pare si discuta di locazione, mentre nell’atto di indizione si discute piu’ genericamente di “concessione in uso”: inoltre, se il bando o la procedura intendessero scegliere il  modello della locazione, ritengo andrebbe previamente indicato, quantomeno in via generale, il criterio di identificazione dell’oggetto del ribasso e/o del controvalore del canone (ovvero: si mette a bando un vero canone? Oppure va parametrato secondo il controvalore dell’opera attualizzato?).

Infine, mi sento di rappresentare qualche minima perplessita’ sull’ipotesi di una concessione in locazione  dell’area: onde evitare problematiche contrattuali, fiscali e di conflitti di oneri e competenze, manutentive o altro, tra comune-locatore  e associazione-conduttrice e realizzatrice dell’opera, forse potrebbe selezionarsi un modello civilistico (o meglio pubblicistico) piu’ semplificato, con una convenzione pubblico/privato nella quale si dà atto delle modalità di attuazione e realizzazione dell’opera, autorizzando il privato ad accedere all’area e ivi operare (tra l’altro secondo l’istituto dell’accessione non credo si manifesterebbero problematiche circa la titolarita’ del bene). Quest’ultimo modello, non so se piu’ semplificato ma indubbiamente più chiaro, potrebbe comunque imporre (o quantomeno consiliare) di effettuare una ricerca di soggetti interessati, ma l’oggetto della procedura potrebbe essere più direttamente rappresentato dalla bozza di convenzione per la donazione, senza passare per un contratto di locazione.

Ritengo anche che il nobile e utile scopo della donazione garantiscono trasparenza ma che ardua opponibilita’ di questioni troppo formalistiche: d’altro canto, il rigore formale e la complessita’ delle norme, soprattutto quelle pubblicistiche che regolano contratti e appalti di opere pubbliche, non possono essere disattesi superficialmente.

Alfonso Rossi

 

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