2016.12.15 “La Radiofrequenza dei turbinati inferiori” di Simonetta Calamita

Pubblicato il 16 dicembre 2016 da admin

Simonetta Calamita

Simonetta Calamita

L’ipertrofia dei turbinati inferiori e’ dovuta a setti nasali deviati, sinusiti croniche, allergie o predisposizioni genetiche, e impedisce una normale respirazione. I pazienti, dunque, sono costretti spesso ad utilizzare un apposito spray. L’intervento in radiofrequenza che consiste in una diatermocoagulazione ad alta frequenza dei turbinati nasali ,viene effettuato in anestesia locale e non richiede esami preparatori o cure antibiotiche nella fase postoperatoria. Il paziente può riprendere le normali attività quotidiane immediatamente e, nel caso di russamento notturno, l’operazione è in grado di ridurlo sensibilmente.

Come si utilizza in Otorinolaringoiatria

Questa tecnica è utilizzata prevalentemente nel trattamento conservativo dell’ipertrofia (rigonfiamento) dei turbinati. I turbinati, nella parete laterale nasale, garantiscono il riscaldamento e l’umidificazione dell’aria inspirata. Tuttavia, se si rigonfiano in maniera persistente, come avviene spesso per allergia, sinusite cronica, esposizione a sostanze irritanti, deviazione del setto opposta alla parte che poi si ipertrofizza, aumento di peso, predisposizione genetica, provocano una difficoltà respiratoria persistente.

In genere sono presenti 3 turbinati per fossa nasale: inferiore, medio e superiore; in alcuni individui esiste un quarto turbinato, il supremo. I turbinati hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare l’aria che respiriamo, al fine di ottimizzare gli scambi gassosi fra polmoni e sangue.

L’ipertrofia dei turbinati interessa soprattutto i turbinati inferiori, i più grandi e significativi funzionalmente e costringe non di rado all’uso cronico di spray nasali decongestionanti per poter respirare in maniera sufficiente. Si ha così una temporanea retrazione della mucosa dei turbinati, cui segue però dopo poco un rilasciamento e quindi la necessità di nuovo utilizzo di vasocostrittori, con l’effetto di sviluppare una sorta di dipendenza verso questi farmaci.

L’ipertrofia dei turbinati inferiori determina presenza di  muco che  si accumula nelle cavità del massiccio facciale.insorgenza di sinusite cronica   requenti raffreddori, diminuzione ed alerazioni dell’olfatto frequenti otiti ,Insorgenza di asma bronchiale comparsa di russamento ed apnee del sonno ·mal di testa ricorrente

Come si effettua l’intervento

Un manipolo specifico viene inserito nella sottomucosa del turbinato ipertrofico, in genere il turbinato inferiore, il cui tessuto in eccesso subisce un processo di vaporizzazione. Si ottiene in tal modo uno spazio maggiore nella fossa nasale corrispondente, senza la necessità di alterarne l’architettura osteocartilaginea. La procedura è quasi sempre bilaterale.

La terapia è eseguita in anestesia locale, simile a quella del dentista senza necessità di esami preoperatori, non richiede tamponamento post operatorio né alcuna terapia antibiotica e consente la ripresa delle normali attività già in giornata. Durante l’intervento non viene provocato sanguinamento significativo ed il dolore per il paziente è pressoché assente. La riduzione volumetrica dei turbinati inferiori, nei casi di russamento nasale, riduce anche il rumore respiratorio notturno.

Dottssa Calamita Simonetta

 

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