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201610.15 – “Con quale criterio le aziende selezionano il loro futuro collaboratore?” di Massimo Maccari

Pubblicato il 15 ottobre 2016 da admin

Massimo Maccari

Massimo Maccari

Tante volte mi chiedo come mai alcune persone perdono il lavoro ed apparentemente sono persone che meritano, mentre altre ricevono costantemente nuove proposte?

Allora la domanda è “con quale criterio le aziende selezionano il loro futuro collaboratore?”
oppure “quanto incidono le competenze tecniche e quanto le doti relazionali?” o “come essere certi di essere considerati indispensabili dai propri titolari e dai clienti?”

Difficile rispondere a queste domande! Per farlo ho provato a capire cosa sta succedendo nel mondo del lavoro e soprattutto nella “nuova azienda”. Una delle risposte che mi sono dato è che, molto probabilmente, si stanno rafforzando due tipi di richieste, totalmente diverse tra loro:
1. La richieste di prezzi sempre più bassi (collaboratori sottostipendiati).

  1. La richiesta di eccellenza assoluta (collaboratori con competenza fuori media).

Nel primo caso ogni considerazione diventa superflua, dal momento che rivaleggiare con merci provenienti dall’oriente o con lavoratori extracomunitari disposti a tutto diventa impossibile. L’unica alternativa rimane il secondo caso, ovvero accrescere la propria qualità o le proprie competenze per essere preferiti da chi cerca il meglio.

Per quanto riguarda i prodotti o i servizi è molto semplice capire cosa intendiamo per qualità, meno facile è invece comprendere quali sono le competenze che rendono oggi (e renderanno in futuro) ambìto un collaboratore o un professionista.

Il primo mito da sfatare secondo me è che siano principalmente le competenze “tecniche” a fare la differenza, ovvero le conoscenze acquisite in un percorso scolastico o lavorativo. Tranne rari casi, in cui l’esperienza è davvero fondamentale (ad esempio nella medicina o nell’informatica), nella maggior parte dei casi le aziende, quando selezionano sulla base dell’eccellenza, guardano in realtà altri fattori, molto spesso collegati all’approccio che la persona ha con gli eventuali colleghi, clienti o fornitori e con le situazioni in generale che gli si presentano.

Ma quali dovrebbero essere queste qualità? In particolare, sicuramente, l’abilità nel risolvere problemi o imprevisti, la capacità di far fronte allo stress, le doti organizzative e di gestione del tempo e l’abilità nel relazionarsi con clienti, fornitori, colleghi, collaboratori diretti o superiori.

La lacuna importante però è che purtroppo nessuna scuola insegna tutto questo (o perlomeno ancora non lo fa) e spesso le persone che sono prive di talenti naturali su questi aspetti rischiano di essere esclusi da selezioni o da promozioni. Professionisti estremamente competenti ma limitati dal proprio carattere potrebbero in futuro essere scartati a favore di persone meno abili tecnicamente ma più brillanti, responsabili e organizzate.

Ma come si può ovviare a tutto questo?

In realtà la risposta è molto semplice e la costanza in sincronia con la volontà di ogni singolo individuo, attraverso dei seminari o corsi specifici o letture molto interessanti sull’arte della comunicazione in generale possono aiutare la persona a crescere a patto che quest’ultima riesca ad essere ricettiva, umile e soprattutto “aperta” a nuovi orizzonti, nuovi scenari e nuove sfide.

La comunicazione efficace, ancora una volta, sarà di aiuto per la creazione di un futuro di tutto rispetto per ognuno di noi.”

Massimo Maccari

 

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