2016.01.26 – “ Filo interdentale vs scovolino” di Andrea Giammarini

Pubblicato il 26 gennaio 2016 da admin

Andrea Giammarini

Andrea Giammarini

Negli ultimi tempi, grazie anche all’informatizzazione dell’informazione, capita frequentemente di leggere, su giornali e social network, articoli che parlano dell’utilizzo di strumenti per la pulizia degli spazi interdentali. In particolare il dibattito sull’efficacia del filo ha dilagato anche su tweetter e facebook dopo la pubblicazione, da parte di un giornale inglese (Daily Mail) di un Articolo intitolato. “ Utilizzare il filo interdentale può essere una perdita di tempo, e fa più male che bene , secondo i principali esperti di odontoiatria”. La versione online di questo articolo ha ricevuto numerosi commenti ed è stato condiviso ben 6300 volte. Questo mostra quanto l’opinione pubblica sia più attenta alle questioni che riguardano la salute orale ma anche quanto un articolo di questo genere possa essere fuorviante per la stessa.

Anche nelle nostre realtà i pazienti leggendo tali notizie si trovano spiazzati ed è proprio a noi odontoiatri che si rivolgono per conoscere lo strumento più adatto per la pulizia degli spazi interprossimali. Dobbiamo partire quindi dal presupposto che per raggiungere la salute orale è necessario l’utilizzo di uno strumento per la pulizia interdentale, sia esso filo o scovolino, e che entrambi questi strumenti hanno il loro campo di applicazione. L’articolo pubblicato in Inghilterra infatti fa riferimento ad un XI  workshop europeo di parodontologia dell’ EFP (European Federetion of Periodontology) intitolato “Periodontal Health for a better Life” tenutosi nel novembre del 2014. Da questo sono scaturiti articoli scientifici (review) pubblicati sul Journal of  Clinical Periodontology  e delle linee guida che possono essere consultate sul sito www.prevention.efp.org.  I pazienti a cui si fa riferimento hanno caratteristiche ben precise: sono pazienti in cura per il trattamento della malattia parodontale e che seguono un adeguato sistema di richiami che permetta un educazione del paziente all’igiene domiciliare e una continua rimotivazione.

La conclusione a cui sono giunti i gruppi di lavoro è che non sono state trovate evidenze scientifiche del fatto che l’uso del filo interdentale , in pazienti che hanno gengivite o parodontite, conferisca qualche beneficio in termini di efficacia; tuttavia in situazioni di salute gengivale e spazi interdentali stretti, il filo rimane l’unico mezzo disponibile per la pulizia degli spazi interprossimali. In realtà quindi non viene rifiutato del tutto l’utilizzo del filo interdentale ma si ritiene necessario distinguere due tipologie di pazienti e consegnare a ciascuno il giusto mezzo di pulizia interprossimale.

Nei pazienti affetti da gengivite o malattia parodontale generalmente ci troviamo di fronte a spazi interprossimali abbastanza ampi da permettere il passaggio delle scovolino e questo è lo strumento di elezione nel loro caso . Dobbiamo inoltre specificare che oggi in commercio possiamo trovare anche scovolini con diametri di 0,4mm, quindi piuttosto ridotti.

Nei pazienti sani lo spazio interprossimale risulta troppo stretto per permettere il passaggio dello scovolino e quindi il filo interdentale rimane l’unico strumento appropriato.

Conoscere lo stato di salute della proprio bocca è quindi fondamentale per scegliere il proprio strumento di pulizia interprossimale.

Filo o scovolino? A ciascuno il suo!

Andrea Giammarini

 

 

 

 

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