2015.08.02 – “Quando è il bambino a russare: i disturbi del sonno in età pediatrica” di Simonetta Calamita

Pubblicato il 02 agosto 2015 da admin

Simonetta Calamita

Simonetta Calamita

Il problema colpisce il 20% dei piccoli. Le apnee notturne predispongono a diabete e arterosclerosi. È considerato un problema esclusivo degli adulti, eppure 1 bambino su 5 russa durante il sonno. Il 3% dei piccoli, invece, combatte con un disturbo più complesso: le apnee notturne (OSAS – Obstructive sleep apnea syndrome) e la mancanza ricorrente di ossigeno nel sangue può predisporre al diabete e all’arterosclerosi. La dottssa Calamita Simonetta Otorinolaringoiatra e Specialista nei Disturbi Respiratori del sonno consiglia ai genitori di tenere d’occhio i segnali indicatori di possibili problemi.
Per molti anni la medicina ha studiato con attenzione soprattutto i problemi legati al russamento notturno nell’età adulta, ritenendo erroneamente che le conseguenze negative delle difficoltà del respiro fossero appannaggio soprattutto di quella fascia di età. E’ stato necessario prima comprendere che la manifestazione della malattia era profondamente differente nel bambino rispetto all’adulto. L’adulto che dorme male la notte è sonnolento nel corso della giornata, viceversa il bambino testimonia la mancanza di riposo notturno con iperagitazione (ha letteralmente i “sette spiriti”): da quel momento si è cominciato a considerare con estrema attenzione i problemi correlati al russamento abituale e alle apnee notturne in età pediatrica.
Le cause sono molteplici ed è noto il legame di questi disturbi con altre patologie: nel primo anno di vita è stato evidenziato il rapporto tra apnee e gli episodi di ALTE (Apparent Life-Threatening Events, ovvero quella condizione apparentemente rischiosa per la vita dei lattanti) Numerosi studi scientifici provano poi la relazione tra apnee e sindrome metabolica, con bambini predisposti a obesità, diabete e a persistenti infiammazioni delle vie aeree. E’ ben conosciuta anche l’influenza negativa dell’ipossia (la mancanza ricorrente e intermittente di ossigeno nel sangue provocata dai disturbi del respiro nel sonno) sul cuore e sul sistema vascolare, con la predisposizione di giovani e giovanissimi all’aterosclerosi.
Più in generale, in età prescolare e scolare il disturbo del respiro nel sonno ha un impatto negativo sul rendimento scolastico, sull’atteggiamento relazionale e sul comportamento del bambino. “La fase di sonno profondo è estremamente importante per lo sviluppo del bambino e la fatica continuativa a cui i piccoli con questi disturbi sono sottoposti, li espone a futuri problemi. Multifattoriale la genesi del problema, multidisciplinare deve essere pertanto la terapia, con il concorso di più specialità, sia mediche che chirurgiche: dall’otorinolaringoiatria all’ortodonzia, alla pneumologia, senza dimenticare la radiologia, la pediatria, la logopedia.
Il consiglio per genitori e insegnanti è di prestare molta attenzione ai segnali: il russamento costante notte dopo notte; incubi notturni; fare la pipì a letto; iperattività durante il giorno o disattenzione a scuola possono essere indicatori di problemi del respiro che non vanno trascurati o sottovalutati. Il secondo passo è programmare una visita con lo specialista otorino con competenze riguardo tale disturbo per indagare le cause del disturbo e per definire la terapia più idonea.
Simonetta Calamita
Specialista Otorinolaringoiatra – Foniatra – Disturbi respiratori del sonno

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