2015.02.18 – “Gneo Pompeo Strabone – (Fermo 135 a.C. . Roma 87 a.C.) – Il console che decise le sorti della “guerra sociale” di Giovanni Martinelli

Pubblicato il 19 febbraio 2015 da admin

Giovanni Martinelli

Giovanni Martinelli

Gneo Pompeo Strabone (Gnaeus Pompeius Strabo), padre del ben più famoso Pompeo Magno, fu un protagonista di primo piano della guerra sociale che nel I sec. a.C. costrinse Roma a fronteggiare la lega dei popoli italici che aveva come fulcro centrale Ascoli. Le sue legioni furono determinanti per il successo finale.
Nato a Fermo intorno al 135 a.C. da una agiata famiglia di proprietari terrieri, Strabone (secondo Plinio così detto per il suo strabismo) percorse parallelamente due carriere, quella politica e quella militare. Vincendo la diffidenza del massimo organismo repubblicano verso la provenienza rurale, riuscì a farsi nominare senatore, e nel 104 a.C. fu inviato come questore in Sicilia.
Ebbe indubbie capacità militari che mise in luce quando, con la carica di Console attribuitagli nell’89 a.C., alla testa delle sue tre Legioni assunse il comando delle operazioni militari nella guerra sociale, concetrandole, dopo aver domato Peligni, Marsi, Vestini, nel vittorioso assedio della città di Ascoli dove, dopo l’occupazione, trucidò i ribelli e costrinse parte della popolazione all’esilio. Per questo successo, che gli diede imemdiata fama a Roma, pretese l’onore del trionfo.
Per strategia politica, premiò gli alleati del nord Italia, facendo concedere alle popolazioni della Gallia cisalpina, attaverso la promulgazione della Lex Pompeia, i diritti latini. Ciò gli accrebbe la fama, tanto che l’antica Alauda, creato colonia, nell’88 a.C. si chiamò in suo onore Laus Pompeia (l’attuale Lodi), come ricorda, con gratitudine, una lapide sulla facciata del palazzo comunale.
Dopo questi successi si ritirò con i suoi legionari, ormai un suo esercito personale, nel Piceno, osservando da lontano i nuovi rivolgimenti politici romani, e l’avvento al potere di Lucio Cornelio Silla che, in marcia verso la Grecia contro Mitridate, gli impose di mettere le sue armate a disposizione del nuovo Console Rufo, cosa che non fece mai.
Nel dualismo fra Silla e l’ascendente Gaio Mario, nell’87 a.C. Strabone fu chiamato dal Senato a intervenire militarmente: sembra che, non convinto da che parte schierarsi, esitò lungamente prima di rispondere alla chiamata contro le truppe di Cinna e Sertorio, evitando lo scontro e cercando una soluzione diplomatica.
Non sono chiare le circostanze della sua morte, comunque avvenuta fuori dal campo di battaglia nell’estate dell’87, prima ancora dello scontro militare fra le due fazioni, e dopo essere stato salvato dal figlio da un complotto contro di lui. Secondo alcuni morì vittima di un filmine negli accampamenti, secondo altri per una pestilenza diffusasi nelle truppe.
Alla sua morte il comando delle Legioni passò al figlio che le ricondusse nel Piceno. Quel giovane ventenne, di li a poco sarebbe stato protagonista del triumvirato e delle vicende finali della repubblica di Roma, destinato a passare alla storia come Pompeo Magno, il grande.
Giovanni Martinelli

Pompeo Strabone

Pompeo Strabone

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