2014.11.25 – “La Caritas di Fermo” di Angelica Malvatani

Pubblicato il 26 novembre 2014 da admin

Angelica Malvatani

Angelica Malvatani

Un luogo per sentirsi accolti, per ricevere speranza prima che denaro. La sede della Caritas a Fermo, in via Palestria, è uno spazio rinnovato, il sabato mattina il centro di ascolto è aperto e arrivano telefonate di chi si vergogna di arrivare di persona e passaggi di gente realmente disperata. Il coordinamento qui è di don Checco Monti e negli ultimi mesi sono stati elargiti oltre 15 mila euro per aiuti estremi, bollette, affitti, situazioni di difficoltà vere e verificate, di famiglie per lo più, italiani per lo più, i poveri nella sostanza.

I poveri ci riguardano e c’è ancora posto per loro, sottolinea il Vescovo Luigi Conti, la riforma della Caritas è stato un progetto enorme cui ha voluto mettere mano subito, impostando la nascita di una fondazione, Cartias in veritate, immaginando una rete di centri di ascolto, di mense, di case di accoglienza il più possibile diffuse sul territorio della Diocesi più grande delle Marche, 300 mila anime da assistere.

I fondi per la carità arrivano dall’8 per mille ma anche dal fondo voluto da Diego Della Valle che destina una parte del fatturato alle situazioni di disagio e viene gestito appunto dalla Fondazione. Per quest’anno ci sono già a disposizione 320 mila euro, una cifra che va distribuita a 26 Caritas locali che hanno il dovere e l’impegno di assegnarli secondo criteri che ritengono opportuni.

Molti sono aiuti quotidiani, bollette, costo per le auto, il gas, siamo intorno agli aiuti annuali di 700 mila euro, la somma più alta di quanto eroghino tutti i comuni messi insieme. “Quando lo scorso anno si è dato vita alla fondazione, spiega il vescovo, si è fatto un bilancio degli ultimi 4 anni ed eravamo giunti ad erogare la cifra di 3 milioni e 610 mila euro distribuiti dalla Caritas, oggi 700 mila euro in un anno ma i bisogni sono sempre in aumento.

Quello che manca ai poveri non è solo il pane, la casa, il lavoro, ma è una buona notizia”.

Lo scorso anno sono passate per i centri di ascolto Caritas quasi 2 mila persone, oltre il 70% di loro non hanno lavoro ma c’è anche un 10% di precari e di lavoratori che non riescono comunque a sostenere le spese e la difficoltà di questa vita.

Quasi il 90% di loro chiede cibo, abiti, oltre la metà vive in famiglia con i figli.

Il Vescovo li ascolta, interviene nei casi più gravi, offre risposte come si può, con umiltà e sempre in silenzio.

Negli ultimi mesi sono arrivati in Caritas casi di sfratto per almeno 60 famiglie, negli ultimi anni sono centinaia le persone che hanno parlato della fame di casa, di lavoro, con qualche problema di salute e disagio familiare.

Per la Caritas di Fermo ci sono 25 centri di distribuzione di alimenti, per 1873 nuclei familiari assistiti nel 2013, ce ne sono già 1342 nel 2014. sono attive tre mense, a Fermo, Civitanova e Sant’Elpidio a Mare da settembre, a Porto Sant’Elpidio c’è un servizio refettorio, con la distribuzione di pasti già pronti.

Erano 8 i centri di ascolto nel 2009, sono diventati 19 e se ne avvieranno altri 8 presto.

Alcune zone come la Valtenna, la Valdaso sono poco coperte ma ci sono prospettive pronte.

Ci sono case di accoglienza a Porto Sant’Elpidio e a Civitanova Marche, ma ci sono anche accordi con alberghi e villaggi turistici per situazioni di emergenza.

È Monsignor Pietro Orazi a presentare il nuovo sito della Caritas della Diocesi di Fermo, iniziativa di don Sebastiano Serafini, curata dall’architetto Barbara Moschettoni. www.caritasdiocesifermo.it, in rete dallo scorso luglio, è realizzato in collaborazione con tutta l’equipe diocesana, uno strumento concreto per far sapere quello che si fa, le possibilità, i punti di riferimento.

Ci sono anche le esperienze di servizio civile. Oggi ci sono 11 giovani impiegati ma sono stati lanciati altri 3 progetti, in fase di approvazione, per 24 nuovi posti.

C’è anche il progetto “Far bene fa bene”, dedicato agli studenti del terzo e del quarto anno di superiori che possono dare la disponibilità per un mese di volontariato in varie strutture legate alla Caritas.

Si porta avanti anche il progetto di sensibilizzazione di Caritas nazionale “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”, con una pubblicazione dedicata ai più piccoli per parlare di cibo, della fame, dello spreco, con l’aiuto di fiabe da tutto il mondo. “Quello che cerchiamo di dire, spiega don Vinicio, è che la nostra Diocesi è sensibile, attrezzata e capace, ha costruito una territorialità di risposte, una consistenza vera, sono risorse reali non come nei Comuni che la maggior parte delle risorse va alla gestione dei progetti e ai poveri arrivano le briciole.

Noi non sottraiamo risorse a chi ha bisogno”.

Angelica Malvatani

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