2014.08.07 – “Serafino Aceti de’ Porti (Fermo 1496 – Bologna 1540) – Scrittore mistico e celebre predicatore” di Giovanni Martinelli

Pubblicato il 07 agosto 2014 da admin

 

Giovanni Martinelli

Giovanni Martinelli

Se non fossero le opere, ristampate più volte dopo la morte, a parlare per lui, poco si saprebbe di un importante scrittore ascetico e celebre predicatore fermano vissuto nel XV sec., Serafino da Fermo.

Nato nel 1496 a Fermo nella potente famiglia degli Aceti de’ Porti (agli inizi del secolo Antonio si era insignorito della città), probabilmente andò a studiare a Bologna, vivendo il mondo universitario sia bolognese sia padovano, per poi farsi, più avanti negli anni, chierico agostiniano.

La sua mistica si espresse nella linea di Battista da Crema (Giovan Battista Cerioni), il domenicano che a Milano fondò la congregazione poi detta dei Barnabiti dalla chiesa dove sorsero, osteggiato dall’Inquisitore card. Gian Pietro Carafa (futuro Paolo IV), tanto da fargli dire alla notizia della scomparsa che era morto fuori dalla Chiesa. Di questa affinità mistica, l’Aceti lasciò traccia in una delle sue tante opere – molte editate postume – il Trattato brevissimo della conversione intitolato alle Donne convertite di S. Magdalena, in coda al quale aggiunse un’apologia di Battista.

Comune legame fra loro fu la figura di Antonio Maria Zaccaria, il medico che si fece santo servendo i poveri prima a Padova poi nella sua Cremona, fondando la Compagnia dei Chierici Regolari di San Paolo. Ebbero un cammino di conversione parallelo (alcuni autori vorrebbero che l’ingresso di Serafino nell’ordine dei Canonici Regolari Lateranensi, ai quali poi contribuì a dare una regola, abbia coinciso con la conversazione, ad opera di Battista, dello Zaccaria), tanto che l’Aceti fu fra gli amici stretti che assistettero il giovane nel trapasso (1539).

Serafino da Fermo fu un mistico, convinto dell’abbandono della volontà per l’opera della grazia, dell’intima preghiera, del percorso di santificazione personale attraverso una vita di rinunce sempre protesa verso l’alto. Al suo tempo fu rinomato predicatore, visitò le maggiori città e fu al centro di polemiche con i circoli illuminati che andavano formandosi. Focose, nel 1537, le prediche contro il pensiero della sorgente accademia modenese, che spostava il suo interesse dalla discussione filosofica a quella religiosa, e la denuncia come luterana de El Summario della Sancta Scriptura.

Conobbe, e ne scrisse la biografia, le mistiche Margherita Molli e Gentile Giusti, poi beatificate, scrivendo nel 1535 Vita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile. A Ravenna, sull’esempio dello Zaccaria, contribuì con la sua predicazione alla nascita delle Suore del Buon Gesù.

Se la sua opera più nota resta il Trattato della mental creatione, a cura di seguaci e ammiratori si ebbero più edizioni nella quali fu raccolto il suo pensiero, in particolare Opere utilissime & spirituali, del reueren. p.d. Serafino da Fermo, canonico regulare, & predicator rarissim, la cui ultima edizione fu ridata alle stampe nel ‘700.

Serafino da Fermo morì a Bologna, poco più che quarantenne, nel 1540.

Giovanni Martinelli

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