2013.10.29 – “Il Bruxismo nei bambini” di Leila Makki

Pubblicato il 30 ottobre 2013 da admin

Leila Makki

Leila Makki

Capita spesso che i genitori si rivolgano preoccupati al pediatra perché il loro bambino produce nel sonno uno sgradevole rumore, stridente e quasi metallico, dovuto allo sfregamento dei denti dell’arcata superiore contro quelli dell’arcata inferiore.

Questo digrignamento dei denti, provocato dalla contrazione involontaria della muscolatura masticatoria, soprattutto durante il sonno, viene definito bruxismo. Si tratta di un fenomeno estremamente frequente in età adulta ma spesso riscontrabile anche in età pediatrica.

Fino a qualche anno fa il bruxismo veniva annoverato fra le parasonnie, insieme con sonnambulismo, incubi, terrori notturni, enuresi notturna, sonniloquio; oggi viene definito un disturbo motorio del sonno. Esso interessa circa un bambino su dieci, con un’incidenza maggiore in età prescolare e con una tendenza a scomparire durante la crescita. L’esatta causa del bruxismo non è stata mai individuata e sono stati chiamati in causa fattori locali, sistemici e psicologici.

I fattori locali sono costituiti da interferenze occlusali o fattori irritativi e infiammatori.

Le cause sistemiche comprendono i parassiti intestinali, le carenze nutrizionali, le allergie e le malattie endocrine. Anche gli eventi che sottopongono un bambino ad uno stress che non riesce a gestire ( nascita di un fratellino, cambiamento di scuola, conflitti familiari) possono essere responsabili della comparsa di questo fenomeno.

Sembra comunque che gli episodi di bruxismo siano sempre legati ai cosiddetti “micro-risvegli”, brevissime interruzioni del sonno dovute ai motivi più vari, comprese le malattie e le condizioni più frequenti nei bambini, come raffreddore, otite, bronchite, laringite, ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi, russamento e episodi di apnea notturna.

In genere il bruxismo non causa alcun disturbo o danno al bambino e non deve perciò destare alcuna preoccupazione nel genitore; in casi particolarmente eclatanti si possono evidenziare come conseguenza usura dei denti, mal di testa o mal d’orecchie, in particolare al momento del riveglio.

La terapia consiste semplicemente, laddove possibile, nell’identificazione ed eliminazione di eventuali cause scatenanti, locali, sistemiche o psicologiche che siano, per le quali il bruxismo può costituire un “campanello d’allarme”.

In tutti gli altri casi, visto che spesso questo disturbo si risolve spontaneamente durante la crescita, la strategia più adatta risulta essere quella del wait and see cioè dell’attesa vigile.

Leila Makki

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