2013.10.29 – “Riabilitazione psicosociale” di Silvana Zummo

Pubblicato il 30 ottobre 2013 da admin

Silvana Zummo

Silvana Zummo

Sono 17 milioni gli italiani con problemi di salute mentale, principalmente ansia, depressione, insonnia .

Oltre 1 milione soffre di un disturbo post-traumatico da stress.

In Europa ogni anno quattro europei su dieci, pari a 165 milioni di persone, si ammalano di un disturbo psichico che li rende fragili.

Nel vecchio continente, ancor più che nel resto del mondo, oltre un caso su quattro di disabilità è dovuto a malattie mentali con ansia,depressione o abuso di sostanze e alcool.

Nel corso della vita il 60% delle donne e il 45% degli uomini andrà incontro a disturbi psichici, in un caso su tre persistenti e gravi, ma meno del 20% si rivolge ad un professionista della salute mentale e quindi appena il 5% riceve le terapie adeguate: la spesa per i farmaci e psicoterapie non arriva al 5% del totale, ma disabilità e qualità della vita chiedono un conto salato ai pazienti.

In particolare, tra le donne, colpite quasi il doppio rispetto agli uomini, entrano anche le conseguenze della violenza domestica, un problema balzato alle cronache solo in periodi recenti. Situazioni prevenibili e curabili, purchè chi ne soffre o chi sta vicino a chi soffre si confidi con il proprio medico o con uno specialista, vincendo il sentimento di paura e vergogna rispetto alle malattie mentali.

I disturbi mentali purtroppo rappresentano uno dei più gravi e diffusi problemi di salute pubblica, e nonostante le malattie mentali siano tra le maggiori cause di disabilità e quindi di costi sociali diretti e indiretti, i trattamenti sono spesso scarsi e poco tempestivi e pure le risorse stanziate per la ricerca scientifica in questo settore risultano irrisorie, un decimo rispetto ai fondi destinati alla ricerca sul cancro.

Per questo è fondamentale aumentare le risorse dedicate alla salute mentale, accrescere la prevenzione, promuovere cure adeguate e sostenere la riabilitazione.

Con riabilitazione si intende un processo che ha come obiettivi quelli di identificare, prevenire e ridurre le cause dell’inabilità e nello stesso tempo aiutare la persona a sviluppare e usare le proprie risorse e capacità in modo di acquisire fiducia in se stessa e aumentare il livello di autostima facendo leva su ciò che vi è di sano e non sulla patologia.

Essa è un metodo di trattamento che ha lo scopo fondamentale di attivare processi di cambiamento finalizzati ad aumentare il potere contrattuale della persona, le sue possibilità di scambio di risorse e affetti, la sua autonomia, il suo senso di responsabilità verso se stesso e verso gli altri. La riabilitazione si differenzia dall’assistenzialismo in quanto si pone come obietto non solo la soddisfazione dei bisogni, ma soprattutto lo sviluppo di risorse affinché il soggetto impari a soddisfare i propri bisogni.

Il concetto di riabilitazione in psichiatria porta a riconsiderare il concetto di malattia e di cura, l’obiettivo non è più in senso stretto la guarigione, ma il raggiungimento di una sorta di equilibrio e di reciproco adattamento che consentano un’integrazione armonica ed accettabile nell’ambito sociale.

Gli strumenti di lavoro nella riabilitazione psicosociale sono diversi, fondamentale è la terapia occupazionale che agisce in tre aree : attività della vita quotidiana, attività lavorative, gioco e tempo libero mirando a sviluppare nell’individuo il più alto livello di competenza individuale e di migliorare la qualità della vita del paziente portatore di disagio psichico.

All’interno di queste tre aree di performance la terapia occupazionale, mediante strategie e tecniche differenti, agisce sulle diverse componenti cognitiva, psicologica e psicosociale. Nell’ambito dei Dipartimenti di Salute Mentale, la riabilitazione psicosociale viene attuata in Strutture Residenziali e Semiresidenziali.

Silvana Zummo

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