2013.08.12 – “Democrazia e Mistero” di Luca Romanelli

Pubblicato il 14 Agosto 2013 da admin

Luca Romanelli

Le vacanze estive, allentando la pressione del dover fare, regalano tempi preziosi per la meditazione. Ho ripreso, dopo “Essere Cristiani”, “Dio Esiste?” di Hans Küng, un testo del ’78 ma ancora fondamentale. Küng ripercorre la storia del pensiero moderno in un geniale tentativo di “purificazione” della fede cristiana, reinterpretandola alla luce delle categorie e dell’ermeneutica del nostro tempo.

La critica all’immagine antropomorfa di Dio viene assunta, insieme con quella al “dogmatismo della ragione”, per approdare ad un’intuizione di Dio come “velato” ma presente fondamento dell’essere ed insieme “interlocutore umano assolutamente fidato”. Dio è Mistero, i nostri concetti sono intrinsecamente incapaci di comprenderlo, ma possiamo dargli del Tu, rispondendo ad una chiamata (una Rivelazione) con un libero atto di fiducia.

Anche il nostro Io è mistero. La ragione, come ha dimostrato Kant, non può afferrarlo. La psicologia e la letteratura moderne (penso all’amato Borges) ne hanno sondato la sconcertante “informità”.

Eppure da un dialogo “aperto” e “fiducioso” tra i due Misteri possono scaturire la libertà e la capacità di trasformare il mondo. Un Dio “totalmente altro” ma allo stesso modo “vicino” accende nell’uomo il desiderio di indagare il proprio Mistero e di trascendersi, senza mai quietarsi in qualche illusoria o abitudinaria verità; di ricercare la giustizia, la verità e la felicità oltre ogni menzogna o compromesso imposti dal potere politico, mediatico, accademico o religioso. Pur sapendo che la ricerca non avrà fine e potrà fallire in questo tempo, la speranza diviene lo spazio di realizzazione della nostra autentica umanità.

Al contrario, la disperazione che nasce dal nichilismo o da un Dio/Natura sentito come indifferente all’uomo, allo stesso modo che la pretesa di ingabbiare Dio, il mondo e la persona umana in essenze e logiche determinate da fideismi o ideologie sono alla radice dell’angoscia e del totalitarismo. Penso al superomismo nazi-fascista, alla brutalità del comunismo “scientifico”, alla cieca sottomissione orientale all’autorità, all’intolleranza delle teocrazie, alla narcosi operata in Occidente dal consumismo e dalla tecnocrazia.

Lo slancio verso il Mistero e la Speranza esigono inoltre l’amore per il prossimo e fondano l’uguaglianza, la tolleranza e la solidarietà civile indispensabili alla democrazia. Se non “posseggo” la Verità e nemmeno me stesso ma sono alla ricerca di entrambi come posso chiudermi nell’egoismo, nell’odio o nel razzismo? Come posso non condividere la ricerca con chi vive a fianco a me, rispettandone le scelte e tutelandone la dignità? La libertà del mio prossimo non è infatti lo scomodo confine della mia ma diviene condizione irrinunciabile della mia “rivelazione”, attraverso il dialogo e la condivisione.

Luca Romanelli  

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