2013.04.06 – Recensione del film COME UN TUONO di Alfonso Rossi

Pubblicato il 07 aprile 2013 da admin

Alfonso Rossi

Sono stato al cinema , ho visto il film COME UN TUONO di Derek Cianfrance : racconta della provincia americana , vicino agli Appalacchi , un film circolare , comincia con un uomo che sale su una moto e finisce on un uomo sulla moto .

Si tratta di tre storie che si succedono tra loro temporalente .

La prima storia ha come protagonista Ryan Goslin che interpreta uno scatenato Stunt Man , Luke ,che scopre di aver un figlio di un anno a sua insaputa e per aiutare la madre ( Romina interpretata da Eva Mendez ) del bimbo diviene un rapinatore di banche , ma Romina , che , sentitasi abbandonata si era messa con un uomo di colore , Kofî, non ne vuol sapere dei suoi soldi , e una domenica cerca di sfuggirgli , ma Luke , inseguendola , finirá alla Cattedrale , dove , in una scena stile “Il laureato” , spalancando le porte , troverá il suo bimbo biondo che viene battezzato tra le braccia scure del suo antagonista nero .

La seconda storia ha come protagonista Bradley Cooper che interpreta il poliziotto , Avery,tutto legge e rigore ( figlio del procuratore capo in pensione ) si imbatte col rapinatore e dallo scontro ne esce con tremendi sensi di colpa , finisce per scontrarsi con i suoi colleghi poco corretti ,e poi sceglie di far carriera, diverrà un eroe , ma inviso ai suoi colleghi ( che egli denunzierá e questi gli giureranno vendetta ), tenterà la carriera elettorale cercando di vincere le elezioni a Procuratore  della Repubblica .

La terza storia ha come protagonisti De Haan e Cohen che interpetano i figli dei primi due ( Jason e Aj ) e dell’incontro scontro tra di loro. Il film analizza l’intrecciarsi di torbide storie familiari ambientate nella cittadina di Schenectady , il cui nome deriva da una parola degli indiani Mohawk e significa ” oltre i pini” e corrisponde al titolo originare del film : ” The place beyond the pines ” e richiama la scena decisiva posta verso la fine del film .

Il film é impostato come una tragedia greca : ricorda l'”Orestea” e di come le colpe dei padri finiscono per determinare il destino dei figli : questi ultimi sentono l’ineludibile magnetismo e al tempo stesso il forte desiderio di ripudio verso le storie e le vicende dei padri: un film teso tra determinismo e destino dove é forte il richiamo del sangue : raccontata col passo lungo dei “Grandi Romanzi”., col sovrastare plumbeo di un cupo teorema che richiama storie bibliche e sembra condizionato da un destno gia’ scritto : una storia di anime piccole che si ergono come titani , una storia di rancori e vendette , di richiami della paternitá e di sensi di colpa .

L’emblema della storia é il globo di ferro dove nel primo ( e stupendo ) lungo pianosequenza si sfidano gli Staunt Man : un globo chiuso come la prigione mentale che il destino stringe sul cuore dei protagonisti , un globo circolare come é circolare la vicenda narrata .

Ai fini narrativi é consigliabile seguire i passaggi di mano della foto di famiglia di Luke e del denaro frutto dell’ultima rapina .

Bella é la figura del meccanico solitario che vestendo i panni del rapinatore saggio spiega a Luke la sua filosofia sul concetto di rapina : pochi colpi e poi basta , mai usare le armi , afferrare subito il piû debole , non farsi prendere dal gusto del denaro , pensare prima al tempo e poi ai soldi , dopo tre colpi la polizia impara il metodo e cosî via .

Il titolo italiano del film fa riferimento alla frase ( detta appunto dal meccanico olandese )piû importante che caratterizza tutta la storia :”

Se corri come un fulmine ti schianti come un tuono ” .

Un grande film , che ha il passo di un romanzo di Thomas Mann : da vedere !

Alfonso Rossi

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