2013.03.18 – “L’umanesimo e la tecnica – della Valle a Tipicità” – di Angelica Malvatani

Pubblicato il 18 marzo 2013 da admin

 

Angelica Malvatani

La bellezza che deve salvare il mondo. La qualità, la forza di un territorio, della cultura e della ricchezza immensa di un Paese, l’Italia, che della sua bellezza qualche volta non sa che farsene.

 Si parlava di questo in un convegno organizzato da Stefano Luzi della Daca Tre Elle, il centro del discorso era l’umanesimo e la tecnica, un connubio oggi necessario per una rinascita che possa vedere protagonisti i più giovani. Ospiti d’eccezione, guidati da Andrea Brusa, caporedattore Marche de Il Resto del Carlino. C’era il critico d’arte Philippe Daverio, insieme con due nomi di assoluta rilevanza nel mondo imprenditoriale, Diego Della Valle e Domenico Guzzini, con l’assessore regionale Sara Giannini e direttore di Ubi Banca Marche Nunzio Tartaglia.

Luzi ha spiegato il senso del convegno, dedicato soprattutto ai giovani: “Da questo incontro vorremmo uscisse un documento da inviare al prossimo Ministro della cultura, per dirgli che la formazione è una cosa fondamentale e le imprese e il mondo della scuola devono camminare insieme”.

La prima domanda per Della Valle, a lui è stato chiesto perché l’Italia non riesce a prendersi cura del suo patrimonio culturale, anche se lo stesso Papa Francesco ha raccomandato di riscoprire il senso della bellezza. “Questo Paese dovrebbe considerare il turismo e la cultura insieme l’industria più importante.

Cultura significa avere le città a posto, i monumenti, che sono i più belli del mondo, in ordine, così come i musei. Ed è un po’ il contrario di quello che accade nel nostro paese”. Della Valle ha ricordato l’iniziativa che l’azienda Tod’s ha messo in campo, per la ristrutturazione del Colosseo: “Un monumento che è di tutti, non è una sponsorizzazione e non potrebbe esserlo, fare cose importanti per monumenti tanto significativi non può avere contropartite. Io credo sia fondamentale, in tempi come questi, la solidarietà.

Nei momenti cupi, dicevano i nostri vecchi, chi ha di più mette di più ma con le liti da pollaio non andiamo da nessuna parte, noi siamo pronti da due anni e possiamo partire col cantiere solo tra pochi giorni”.

Della Valle ha ricordato che in un paese in cui la bellezza è ovunque e lo stile di vita legato a cose semplici piace a tutti, abbiamo un sistema di trasporti che non aiuta: “Tra un po’ nelle Marche ci si arriva col cammello. Io dico che siamo in un momento tragico, saremo in questa crisi ancora per gran parte del prossimo anno ed è ora di smettere di parlare e di cominciare a fare qualcosa, bisogna andare oltre le chiacchiere che resistono il tempo di un convegno”.

E ancora, le elezioni e il mostro che si è creato che è tutto il contrario della stabilità che ci serve, le parole da dire ai nostri figli, dentro mestieri nobili come il tappezziere e l’idraulico, la solidarietà come dovere per gli imprenditori.

In questo senso è andato anche il discorso di Daverio che ha sottolineato che ogni italiano dovrebbe adottare un ricco e aiutarlo a spendere bene i suoi soldi, a favore delle cose belle che fanno grande questo paese: “Spendiamo un sesto di quello che spendono i tedeschi e abbiamo un patrimonio che è trenta volte quello dei tedeschi, sarà tempo di cambiare direzione?”.

Angelica Malvatani

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