2013.02.08 – “Giovani talenti: Simone Carannante” di Angelica Malvatani

Pubblicato il 09 febbraio 2013 da admin

Angelica Malvatani

Non provate a chiedere se Simone vi capisce, non ci provate nemmeno ad aiutarlo perché convinti che non ce la possa fare. Simone capisce, Simone ce la fa, la sua forza di volontà e il suo sorriso gli bastano per andare oltre i suoi limiti.

E non puoi dire di conoscere la felicità se non l’hai vista stampata sul suo viso, in una mattina gelata di febbraio. Simone Carannante è uno degli studenti migliori del liceo artistico Preziotti, lui che vive su una carrozzina, lui che non parla se non grazie ad un computer e ad un complesso sistema di comunicazione. Lui che non riesce ad usare le mani eppure ha saputo ricostruire al computer le mani disegnate a Botticelli e poi rappresentante nei secoli, in mostra in questi giorni alla Cisterna Art Cafè, insieme con i lavori dei suoi compagni della seconda B. Una pagella eccellente, voti importanti e compiti perfetti, senza alcuna facilitazione, che gli sono valsi un dono grande da parte dell’Ufficio scolastico regionale, su richiesta del preside Roberto Capponi.

La Soprintendente Ellida Savoretti ha consegnato ieri a Simone un computer che gli consentirà di studiare ancora meglio e di conseguire risultati ancora più significativi. Racconta l’insegnante di sostegno di Simone, Gennaro Avano: “Simone non vuole sconti, ha un metodo tutto suo per esprimersi ma la sua preparazione è di altissimo livello. L’ultimo compito in classe di matematica l’ha fatto meglio di tutti i suoi compagni. Ha una grande intelligenza ed è pronto a mettersi in gioco, partecipando pure alle lezioni di educazione fisica. Per questo è particolarmente importante che abbia gli strumenti giusti per lavorare al meglio, perché può dare ancora molto”.

Con Simone ci sono sempre mamma e papà, i fratellini Jonathan e Iael, la sua vita è veramente piena e felice: “Siamo originari di Napoli, spiega la mamma, qui abbiamo trovato un contesto veramente accogliente. Una città piccola è la misura ideale per Simone e in questa scuola si è sempre sentito accolto, sicuro e felice. Sono veramente contenta di vederlo oggi così emozionato”. Jonathan è sempre accanto al fratello maggiore, orgoglioso pure lui di vivere questo momento.

Quando Simone prende la parola, con l’aiuto del suo computer e del messaggio che ha registrato apposta, gli occhi di tutti si lucidano: “Vorrei ringraziare tutti, sono emozionato ed onorato di ricevere questo dono. Soprattutto ringrazio i miei insegnanti, il mio educatore Mirko Tocchetto, Stefania Illuminati. Qualcuno tempo fa ha detto a mio padre che io ero uno ‘sfasciacarrozze’. Eppure questo sfasciacarrozze oggi è riuscito a realizzare la mano di Botticelli.

E fate attenzione a quello che dite perché io vi capisco benissimo”. Il preside del liceo artistico Roberto Capponi, juventino, scherza spesso con Simone che è tifosissimo del Napoli, parlano di calcio e il lunedì si commenta sempre la partita.

Si commuove spesso Capponi nel raccontare il grande coraggio di Simone, la sua serietà e l’impegno: “Vederlo tanto attento e pieno di voglia di fare ci riempie di soddisfazione. Oggi ha uno strumento in più e per noi vale il ringraziamento per la serenità che ci trasmette sempre col suo modo di essere”. L’insegnante Lucia Postacchini parla della sorpresa di trovare una mente tanto abile e attenta, un carattere così forte e deciso, una tale voglia di vivere e di farcela.

Per l’Ufficio scolastico Regionale Ellida Savoretti ha raccontato: quando ho ricevuto la lettera del preside Capponi che chiedeva aiuto per un alunno particolarmente meritevole non ci ho pensato neanche un attimo. Il suo è l’esempio di quanto si possa realizzare con l’impegno e con il merito, da parte nostra solo il dovere di esserci e di accompagnarlo in un percorso che è di certo in salita ma che può essere affrontato con l’aiuto di tutti”.

L’ex preside della ragioneria, Anna Maria Vecchiola, ha spiegato ai compagni di Simone il valore di avere un amico come lui: “E’ un arricchimento reciproco, nel confronto e nell’incontro con una persona diversa e piena di storie e di cose da scoprire”.

Simone sorride, sorride sempre, muove le mani che l’emozione di oggi quasi non riesce a contenerla. Preme i pulsanti che gli consentono di dire grazie ma oggi non servono parole, basta il suo sorriso contagioso e la voglia di vivere che trasmette. Con l’amore grande della sua famiglia a circondarlo.

Angelica Malvatani

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