2013.02.06 – “Recensione del film “LES MISERABLES” di Tom Hooper” di Alfonso Rossi

Pubblicato il 06 febbraio 2013 da admin

Alfonso Rossi

Tratto dall’omonimo musical che ha spopolato a Broadway ( piû che dal romanzo di Victor Hugo) é impostato come un’opera lirica della durata di 3 ore dove i dialoghi sono sostituiti dalle canzoni .

Il cast é formato da grandissimi attori che qui devono anche fare i cantanti anche se non sempre le loro voci sono all’altezza: ad esempio Russell Crowe ( che recita nei panni di uno Javert in modo sublime , rendendolo meno monolitico rispetto al romanzo e roso sul finale da dubbi interiori ) manca di potenza nei toni più alti.

La Anne Hathaway impersona una Fantine memorabile, da Oscar , impersonando il ruolo anche fisicamente tanto da sembrare anoressica: impressionante la scena del taglio di capelli :sembra che per maggior realismo se li sia tagliati veramente. Hugh Jackman nei panni di Jean Valjean é troppo monolitico come attore, poco sfaccettato, ma ha la potenza canora di un vero cantante!Ottime cantanti la Cosette giovane e la Eponime donna!

I locandieri Thenardier (Bonham Carter e Baron Cohen) per quanto leggeri come cantanti recitano in chiave molto comica il loro ruolo!

Il film é di grande forza epica: memorabile la scena iniziale dove i forzati a braccia riconducono nel bacino di carenaggio un veliero!

Altro momento di grande commozione é il momento in cui il vescovo salvandolo dona a Valjean i candelabri d’argento determinandone il destino.

Rimarchevole la descrizione delle compagne di fabbrica di Fantine, che esprimono tutta la malvagitá puritana del piccolo borghese.

La descrizione della prostituzione e del relativo degrado é di un dark impressionante.

Le scene madri arrivano con la rivolta di Parigi del 1932: stupendo il canto polifonico, ognuno con i suoi sogni di tutti i protagonisti la notte prima della rivoluzione: ognuno con l’aspettativa di realizzare il giorno dopo i suoi profondi desideri.

Uno dei momenti più forti , da applauso a scena aperta é il funerale del generale Lamarque

e lo scoppio della rivoluzione vera e propria, canto che ancor più si eleva con l’alzarsi dei vessilli sulle barricate!

Il momento più commovente del film é la morte del ragazzino Gavroche sulle barricate! Scene intense sono sempre tutti gli scontri/confronti tra i due protagonisti principali: il poliziotto implacabile e il forzato fuggiasco: sopratutto quello decisivo sulle barricate.

Tutta la forza dell’oscurità viene espressa nella scena della fuga per le fognature.

La fucilazione dei rivoltosi repubblicani richiama famosi dipinti del Goya! Il tormento finale di Javert é alto e sublime grazie all’interpretazione di Crowe che qui sfodera una voce da “mezzo basso”.

Il finale col riapparire di Fantine nella veste di accompagnatrice per il viaggio finale e il riemergere potenziato del tema delle barricate come potente monito e slancio di Libertá é di nuovo da applausi!

Insomma una fiammeggiante galoppata, al seguito di un grande romanzo del romanticismo storico, nella Francia della Restaurazione, quando ancora troppo forte era la nostalgia dei tre ideali rivoluzionari di LIBERTÉ EGALITÉ E FRATERNITÉ, pur vivendo la maggior parte della popolazione nel degrado e nella miseria o nella paura (come ben si percepisce quando i rivoluzionari trovano alla fine tutte le porte sbarrate) !!

Un film che legittimamente può ben concorrere all’Oscar perché rivoluziona il musical, escludendo coreografie e balletti , usando una infinità di grandangoli e inquadrature o laterali o in diagonale , spostando di continuo il punto di visione e facendo sentire lo spettatore dentro la scena (cosa cui contribuisce senz’altro il fatto che i cantanti cantano in presa diretta e non in play back )! Insomma un musical come un’opera lirica!

Ma col testo in inglese (e coi sottotitoli) , quando forse , data l’ambientazione in Francia e il testo di Hugò c’era da aspettarsi testi in francese .

La trama rispecchia la complessità del grande romanzo!

Hugò ( che scrive 20 anni dopo Manzoni ) mutua da i promessi sposi il concetto che la Storia (permeata dal concetto di Grazia e influenzata dall’intervento consolatore della divinità ) é la Grande Pacificatrice che guarisce ogni ferita !!!

Ma c’é anche il concetto che il valore di uomo é nelle sue azioni ( sopratutto se condotto dalla Grazia Divina ) e non dalle qualifiche giuridiche , come quella di galeotto o quella di prostituta , che gli umani ritengono trattarsi di marchi indelebili e che invece per Hugò sono come scritte sulla sabbia: Valjan per tutta la storia lotta (mentre la rancorosa implacabilitá di Javert lo vuole ridurre al numero 24610, ossia al numero che era stato attribuito al forzato) per riaffermare il suo nome e la sua identitá!

Si può senz’altro dire che trattasi dell’ultimo grande racconto del romanticismo che ne racchiude la somma e ne custodisce il testamento!!

Alfonso Rossi

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