2013.02.02 – “Recensione del film IN DARKNESS” di Alfonso Rossi

Pubblicato il 03 febbraio 2013 da admin

Alfonso Rossi

Anievska Holland che racconta dei rastrellamenti nel ghetto di Leopoli che i nazisti operarono nel 1944 e degli ebrei che sfuggirono ai campi i concentramento nascondendosi nelle fognature, ricattati dappprima da uno stagnaro addetto alle fogne che li aiuta per denaro, il quale tuttavia, quando gli ebrei non hanno piû soldi, li aiuterá per mero sentimento umano.

Il fatto é vero, verrá in futuro narrato in un libro da una bimba che fa parte del gruppo.

L’idraulico metterá a rischio la propria vita.

Il film si riparte in scene con luce, ambientate “sopra”, feroci e violente, che raccontano con i toni del documentario, le efferatezze dei nazisti, e narrano la vita della famiglia dello stagnaro (con la moglie che a chiacchiere ritiene giusto aiutare gli ebrei mentre poi a fatti ha paura di aiutarli) e scene al buio, girate “sotto”, nella fognatura, dove, tra i topi e i gli scarichi maleodoranti, si sente tutta la puzza e il malessere delle fogne, in uno stato di totale claustrofobia, tra amori, odi, rancori e atti di solidarietá.

Il pericolo incombente e il ritmo incalzante aiutano la spettatore a resistere alla durezza feroce del film; un pugno allo stomaco: tanto da chiedersi di continuo se ció che si vede puô essere mai avvenuto davvero!

 Il modificarsi dell’atteggiamento dell’idraulico, dapprima delinquente che andava (come uno sciacallo) di soppiatto a derubare le case abbandonate dagli ebrei e poi, alla fine, risulta diventare un vero eroe (che finge di farsi dare i soldi davanti a tutti dal capo degli ebrei, ma i soldi li ha forniti segretamente lui, per non sembrare fesso ) é il punto di forza del film.

Impressionante quando il bambino, il giorno in cui, all’arrivo dei russi, finisce la guerra, vuole scappare alla madre e tornare nella fognatura perché “fuori ho paura “.

Eccezionale il lavoro sulle luci : la capacitá di narrare ( e anche con gran forza e bel ritmo ) nel buio della fognatura , e poi a all’uscita alla fine la luce si fa sfocata e abbagliante, come a riprodurre L’effetto di cecitá cui gli ebrei che riemergono dal sottosuolo son soggetti. sui titoli di coda poi si leggerá il destino che seguirá.

Un film difficile e carico di sofferenza, che fa vivere allo spettatore, in soggettiva gli abnormi sacrifici cui saranno sottoposti i protagonisti: molto duro e molto bello: voto 8!

Alfonso Rossi

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