2013.01.24 – “Non aderenza alla terapia consigliata causa di morte” di Alessandra Pompei

Pubblicato il 24 gennaio 2013 da admin

Alessandra Pompei

Asma, enfisema e bronchiti ostruttive (BPCO), affliggono circa sette milioni di pazienti nel nostro Paese e aumentano al ritmo di 300mila nuovi casi l’anno, rappresentando la terza causa di morte dopo le sindromi cardiovascolari e neoplastiche. La terapia d’eccellenza è somministrata con uno spray che, usato nel modo corretto, può salvare la vita.

 Eppure un paziente su tre considera inefficace questo presidio farmacologico. Lo dimostra un’indagine Doxa commissionata dalle Società Italiane di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAIC), di Medicina Respiratoria (SIMER) e dall’Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAI-TO), presentata a Milano al convegno Progetto aderenza del paziente alla terapia.

 «I dati dell’indagine – commenta Giorgio Walter Canonica, direttore della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’università di Genova – confermano quello che osserviamo quotidianamente: l’uso dei farmaci, in particolare per l’asma e la BPCO, non è conforme a quanto prescritto.

Un milione di pazienti non ha mai usato gli erogatori; 1,3 milioni hanno smesso di farlo perché ritengono questa terapia troppo blanda rispetto a pillole e iniezioni (in realtà i farmaci sistemici, a differenza degli spray, presentano maggiori effetti collaterali e sono prescritti per cicli brevi); 2,7 milioni li usano “a singhiozzo”, quando i sintomi peggiorano o solo in situazioni di emergenza. Appena 1,7 milioni, cioè 1 paziente su 4, usa l’erogatore ogni giorno.

 L’inadeguata aderenza alla terapia aumenta del 20% il rischio di ricoveri e raddoppia i costi (per le malattie respiratorie ogni anno si spendono 14 miliardi di euro, pari a un punto del Pil)».

 «L’aderenza al trattamento – osserva Francesco Blasi, ordinario di Malattie Respiratorie dell’Università Statale di Milano – è direttamente correlata al tempo dedicato al paziente e a quella che possiamo definire “qualità dell’educazione”, che prevede la spiegazione della malattia, delle ragioni della scelta di una terapia piuttosto che un’altra e delle modalità di esecuzione del trattamento.

 Se manca l’alleanza medico-paziente, la corretta assunzione della terapia può essere pregiudicata. Un esempio è la Finlandia dove la mortalità per asma si è drasticamente ridotta grazie a una campagna educativa mentre in Italia per questa patologia contiamo ancora circa 450 decessi l’anno».

Alessandra Pompei

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