2012.11.13 – “Amedeo Berdini (Sant’Elpidio a Mare, 1919 – Milano, 1964) – La breve stagione d’una bella voce” di Giovanni Martinelli

Pubblicato il 13 novembre 2012 da admin

 

Giovanni Martinelli

Fu fortunato: lo ascoltò un amico di Beniamino Gigli, e il grande tenore lo incoraggiò sulla strada del bel canto. Cominciò così la breve stagione di Amedeo Berdini, nato a Sant’Elpidio a Mare il 6 luglio 1919. Figlio di povera gente, entrò in seminario, ma ne uscì per seguire la passione per la musica. Grazie a Gigli andò a studiare a Roma dal montegiorgese Manlio Marcantoni, poi a Milano. Nel 1947 vinse la prima edizione del prestigioso Premio «Belli» a Spoleto, dove debuttò in agosto come protagonista ne L’Arlesiana di Cilea, ricevendo i complimento dell’anziano autore, presente alla serata, e della stampa, che lo esaltò come uno dei più promettenti tenori. Il vero debutto avvenne l’anno dopo in Boheme al San Carlo di Napoli, e cominciò una carriera che lo portò nei maggiori teatri, specializzandolo nel repertorio liederistico e sacro, e facendolo apparire nelle tante registrazioni di autori minori con le Orchestre della Rai. Eccolo a fianco della Callas nel concerto inaugurale della Sagra Musicale Umbra a Perugia nel 1949 nella prima ripresa moderna dell’oratorio sacro San Giovanni Battista di A. Stradella, diretto da Furtwangler con l’Orchestra di Santa Cecilia insieme a Mirella Freni nella nona di Beethoven, scelto da don Lorenzo  Perosi per cantare innanzi a Pio XII nel 1952, a fianco della Dow e della giovanissima Anna Moffo per i Concerti Martini &Rossi nel 1955. Tante le opere che registrò per la Rai con le migliori orchestre e i maggiori direttori del tempo (Giulini, Previstali, Ziino, Gui, Schenchen, Molinari Pradelli, Basile etc.): Il trionfo dell’onore di A. Scarlatti, L’amore dei tre re di I. Montemezzi, La battaglia di Legnano di G. Verdi, Il Duca d’Alba di G. Donizetti, L’olandese volante di Wagner, Kovanshina di M. Mussorsgky, Le maschere di Puccini. Con lui nel cast i vari Protti, Bruscantini, Christoff, Siepi, Panerai, la Barbieri. Non ebbe paura di registrare anche opere prime per la radio, come I due timidi di uno sconosciuto Nino Rota (1950), Volo di notte di Dallapiccola, Il processo di Cristo di Porrino. L’archivio Rai conserva ancora decine e decine di sue interpretazioni di partiture rare o dimenticate. Fra le ultime apparizioni al «Massimo» di Palermo nel 1963 con l’opera Il diavolo in giardino, musiche di Franco Mannino su testo e regia di Luchino Visconti. Nel maggio del 1964 era in stagione con Cavalleria rusticana e Pagliacci ancora al «San Carlo» di Napoli. Ebbe una malore in scena che i medici sottovalutarono, consigliandogli di tornare a Milano dove risiedeva con la moglie, Antonietta Cannarile, soprano sposata nel 1964. Il cuore non resse e morì quattro giorni dopo. La sua fu la breve stagione di una bellissima voce.

Giovanni Martinelli

 

Amedeo Berdini

 

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