2012.10,18 – “Le nuove linee guida per promuovere l’istruzione tecnico-professionale” di Margherita Bonanni

Pubblicato il 18 Ottobre 2012 da admin

Margherita Bonanni

Il giorno 12 ottobre 2012, presso l’istituto alberghiero di Senigallia, il sottosegretario Elena Ugolini ha incontrato i dirigenti degli istituti tecnici e professionali per illustrare lo  schema di decreto  recante linee guida in materia di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico professionale a norma dell’articolo 52 del decreto legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito nella legge 4 aprile 2012 n. 35, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Le linee  guida hanno per oggetto indirizzi, standard e strumenti per coordinare, semplificare e promuovere l’istruzione tecnico-professionale, anche a livello terziario, con particolare riferimento agli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.). Le linee guida intendono perseguire i seguenti obiettivi:

a) accompagnare e sostenere l’implementazione delle misure di semplificazione e promozione dell’istruzione tecnico - professionale, anche in vista dell’attuazione della legge 28 giugno 2012, n. 92 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, articolo  4, comma 55, con riferimento alla promozione ed al sostegno della realizzazione di reti territoriali che comprendono l’insieme dei servizi di istruzione, formazione e lavoro;

b) promuovere  i percorsi in apprendistato  come opportunità di immediato accesso al lavoro  dei giovani e di crescita economica e sociale;

c) realizzare le misure di cui alla lettera a),  dando definitivo  impulso all’applicazione dell’art. 13, comma 2,  del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007 n. 40, che ha introdotto, nel sistema educativo e formativo nazionale, la costituzione, in ambito provinciale o sub-provinciale, dei Poli tecnico-professionali, sulla base della programmazione dell'offerta formativa, comprensiva della formazione tecnica superiore, di competenza esclusiva delle Regioni.I Poli costituiscono una modalità organizzativa di condivisione delle risorse pubbliche e private disponibili, anche ai fini di un più efficiente ed efficace ricorso agli spazi  di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative, con  il pieno utilizzo degli strumenti previsti dagli ordinamenti in vigore. Nel quadro della citata norma,  i Poli possono essere costituiti progressivamente, a partire dalla realizzazione di progetti pilota, sulla base delle determinazioni delle Regioni, anche in ambito interprovinciale, con riferimento alle caratteristiche del sistema produttivo del territorio, da aggregazioni tra soggetti pubblici e privati formalizzate attraverso  accordi  di rete, redatti nel rispetto degli standard minimi di cui all’allegato C). La costituzione dei Poli può essere promossa anche dalle Fondazioni I.T.S. nell’ambito delle misure di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c) , del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008;

d) semplificare gli organi e la governance degli Istituti Tecnici Superiori (I.TS.) e potenziarne  il ruolo come istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica, la cui offerta si configura in percorsi ordinamentali. Essi  costituiscono il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione, nella logica delle “smart specialization”. Le Regioni considerano, nella loro autonomia, l’inserimento degli I.T.S. nell’ambito delle strutture accreditate per l’alta formazione, ai fini della partecipazione agli interventi cofinanziati dall’Unione europea.

e) determinare l’organizzazione delle commissioni degli esami finali per il rilascio di diplomi di tecnico superiore, nel rispetto dei criteri generali di cui all’articolo 8 del  decreto del Presidente Del Consiglio Dei Ministri  25 gennaio 2008, secondo quanto previsto all’allegato D).

GLOSSARIO

- aree economico professionali: sono intese come un sistema di referenziazione statistica, realizzato a partire dai codici delle attività economiche (classificazione ATECO) e dai codici della Nomenclatura delle Unità Professionali. Le aree economico professionali sono state adottate per la referenziazione al mondo del lavoro della IeFP (Accordo in sede di Conferenza unificata 27 luglio 2011), dei profili nazionali degli Istituti Tecnici Superiori (decreto interministeriale MIUR / MLPS del 7 settembre 2011) e dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore in corso di revisione;

- filiera produttiva:  è intesa come insieme delle attività interrelate che si articolano lungo la catena del valore di un prodotto/servizio - comprende tutte le attività che concorrono alla creazione, trasformazione, distribuzione, commercializzazione e fornitura di quel prodotto/servizio. Per estensione, può comprendere, altresì, la rete delle attività professionali direttamente o indirettamente connessa alla filiera produttiva. Ai fini di cui alla presente Intesa, la filiera costituisce un quadro di riferimento generale, senza vincoli definitori stringenti, per costruire e articolare l’offerta formativa sul territorio;

- filiera formativa: è intesa come insieme dei percorsi per il conseguimento di: - diplomi di istruzione tecnica e di istruzione professionale, a conclusione dei percorsi scolastici, di durata quinquennale, degli istituti tecnici e degli istituti professionali; - qualifiche professionali, di durata triennale, e diplomi professionali, di durata quadriennale, a conclusione dei percorsi del sistema di istruzione e formazione professionale (di seguito denominato IeFP); - certificati  di  specializzazione tecnica superiore, di durata annuale, a conclusione dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore di cui al Capo III del D.P.C.M (IFTS); -  diplomi di tecnico superiore a conclusione dei percorsi del Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.), riferiti alle aree tecnologiche di cui al  Capo II del d.P.C.M. 25 gennaio 2008. Le filiere formative assumono, come quadro di riferimento, gli indirizzi dell’Unione europea in materia di apprendimento permanente, le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni di cui al Capo III del decreto legislativo n. 226/2005 e alla legge n. 92/2012; possono comprendere anche ulteriori articolazioni territoriali dell’offerta formativa, anche a livello terziario,  sulla base delle determinazioni delle Regioni.

- parchi tecnologici/ distretti ad alta tecnologia: sono  intesi come reti o aggregazioni di aziende, supportate da  strutture di ricerca specializzate nel trasferimento tecnologico e da strutture di consulenza,  capaci di promuovere l’evoluzione delle filiere produttive verso una dimensione tecnologica;

- cluster tecnologici: sono intesi come aggregazioni di imprese università e altre istituzioni pubbliche e private della ricerca e da altri soggetti attivi nel campo dell’innovazione, organizzate intorno a tecnologie abilitanti (General Purpose Technology, GPT) cioè tecnologie pervasive che trovano applicazione in tutti i settori dell’economia e della società. I cluster tecnologici sono  pertanto intesi come propulsori della crescita economica sostenibile dei territori e dell’intero sistema economico nazionale.

L’incontro è stato molto concreto ed operativo; i dirigenti presenti hanno fatto proposte e illustrato i progetti posti in essere per migliorare le competenze degli studenti in relazione alle aspettative del mondo del lavoro. In particolare la sottoscritta ha fatto il punto della situazione dell’ITS “Nuove Tecnologie per il made in Italy-settore moda calzature” che ha come scuola capofila l’ITIS Montani e ha sottolineato la presenza nell’Istituto di cluster  tecnologici.

Margherita Bonanni

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