2012.09.22 – Rotary Club della Provincia di Fermo – Montappone – Il Distretto del Cappello: le necessità per lo sviluppo futuro

Pubblicato il 23 settembre 2012 da admin

Rotary Club della Provincia di Fermo

Il Distretto del Cappello oggi: le necessità per lo sviluppo futuro di Paolo Marzialetti

È innanzitutto con grande soddisfazione che prendo la parola a fronte di una iniziativa che ha avuto l’attenzione e la partecipazione di tutti gli attori del nostro territorio, che voglio  ringraziare a nome degli imprenditori del nostro Distretto del Cappello. Rinnovo dunque, dopo averi o già fatto in precedenza nell’apertura di stamattina, i nostri più sinceri ringraziamenti ai quattro Rotary del Fermano ed ai loro presidenti e soci che qui li rappresentano per la sensibilità che hanno avuto volendo aprire questo percorso attraverso le eccellenze del Fermano proprio partendo dal nostro Distretto. Il mio ringraziamento va naturalmente al Sindaco ed all’Amministrazione Comunale che ci ospitano ed a S.E. Il Prefetto di Fermo Emilia Zarrilli, che da quando è arrivata nel nostro territorio ha subito voluto conoscere il nostro Distretto e da allora non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza. Saluto il Presidente della Giunta Regionale Gian Mario Spacca, che fin da quando ha avuto la’ delega alle Attività Produttive ha sempre riservato una particolare attenzione al nostro Distretto. Penso al riconoscimento per il nostro prodotto del Marchio di Origine e Qualità 1 M Marche Eccellenza Artigiana, ottenuto nel Maggio 2009 quale primo prodotto del Tessile-Abbigliamento nelle Marche, ma che andrebbe ora promosso ed implementato per arrivare ad ottenere anche il riconoscimento da parte della UE del Marchio Eco-Label, oltre che agevolando la ricostruzione di tutta la filiera della nostra paglia autoctona la cosiddetta “Paglia lervecella” ed utilizzandolo quale fattore aggregante per la creazione di reti d’impresa anche nel nostro Distretto. AI nostro fianco, oltre naturalmente all’indispensabile supporto della Regione Marche abbiamo il CO.SIF (Consorzio di Industrializzazione del Fermano) con il quale abbiamo sottoscritto, tramite il Consorzio Cappeldoc Marche, un protocollo d’intesa e del quale ringrazio il Presidente Bertuzzi ed il Direttore Novembre per essere oggi qui presenti. Riguardo all’internazionalizzazione delle nostre imprese dobbiamo riconoscere alla Regione Marche attraverso il competente ufficio di aver sempre fatto il possibile in questi anni per rendere fattibili le nostre proposte di concerto con il sistema camerale e con le nostre associazioni di categoria. Ma le iniziative destinate al nostro comparto, quale Accessorio Moda, devono essere oggi più che mai inserite e promosse assieme al più ampio settore dell’Abbigliamento, soprattutto guardando ai mercati nuovi come quelli orientali e consolidati come quelli europeo e americano. Infatti anche se i nostri numeri sono piccoli rispetto ad altri distretti produttivi quale quello calzaturiero, soprattutto dopo il rallentamento dei consumi interni,a fronte del1a forte vocazione all’esportazione delle nostre imprese che si attesta sul 65170% del fatturato complessivo che si aggira attorno ai 150 mln di Euro, ci viene riconosciuto il primato quale Distretto del Cappello più importante d’Europa. In quest’area tra le valli del Tenna e del Chienti, a cavallo tra le attuali province di Fermo e Macerata, diamo lavoro a circa duemila persone compreso l’indotto ed i sindaci presenti, che ringrazio di essere intervenuti, ne possono dare diretta testimonianza. Un numero di occupati considerevole rispetto ad un fatturato sei volte inferiore rispetto ad esempio a quello del solo Gruppo Tod’s di Della Valle, ma spalmati in quasi novanta piccole e micro imprese che superano ampiamente le cento unità considerando l’indotto. Non voglio entrare nel merito del riassetto delle province, ma se riassetto ci dev’essere ci sentiamo in dovere di dare un segnale al Presidente della Giunta Regionale, oltre che a tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti, facendo solo constatare che anche il Distretto del Cappello, come quello calzaturiero, storicamente e naturalmente protende verso il maceratese comprendendo anche i comuni di Mogliano, Loro Piceno e Sant’Angelo in Pontano con un numero più limitato di imprese ed addetti che vanno ad aggiungersi ai “fermani” Falerone e Monte Vidon Corrado, che oltre naturalmente a Montappone e Massa Fermana ne rappresentano il core-business. Tutto ciò quasi in assenza di infrastrutture viarie, che tranne qualche bretella di collegamento tipo la Vallemarina, sono rimaste quelle di un tempo e gli insediamenti produttivi, malgrado sia stato fatto il possibile per approntare delle aree idonee pur in presenza di tutte le difficoltà di tipo geomorfologico del nostro crinale, sono diversi rispetto ai tipici insediamenti di tipo prettamente “industriale” ed anche la logistica in questi anni ha mutato la sua connotazione in rapporto alle nostre tipologie di prodotto. Si fa meno ricorso allo stoccaggio delle merci e delle materie prime e nel contempo la velocità, la rapidità sono diventati fattori sempre più determinanti. Restano dunque assolute priorità per il nostro Distretto la realizzazione delle infrastrutture viarie quali la Mare-Monti e quella dell’asse vallìvo deJJ’Ete Morto che ci permetterebbero di essere collegati al sistema viario della Quadrilatero, ormai arrivato a buon punto. Nel frattempo abbiamo cercato di sopperire a tale gap infrastrutturale utilizzando le strade telematiche, carta vincente del governo regionale soprattutto per le zone interne e più lontane come la nostra dalle grandi vie di comunicazione, ma che ora andrebbero aggiornate con le ultime e più evolute tecnologie. Le nostre fabbriche, i nostri laboratori o come li chiamano i francesi i nostri “ateliers” rappresentano una manifattura diffusa, un grosso artigianato con una notevole componente di manualità che ci ha permesso quasi di non sentire nel nostro Distretto il problema della delocalizzazione, di cui noi abbiamo forse conosciuto solo l’aspetto competitivo andando ad acquistare e produrre in Cina e nei paesi dell’Estremo Oriente fin dalla meta degli anni settanta dapprima solo le materie prime e poi quei prodotti finiti destinati alla fascia medio bassa del mercato, mantenendo invece nel nostro Distretto la produzione di tutto il segmento di alta gamma fino ad arrivare a quello del lusso. Ma se l’occupazione nel nostro Distretto è stata salvaguardata in questi decenni, in maniera lungimirante, mettendola al riparo dal pericolo asiatico sfruttandone al contrario le opportunità e le potenzialità che derivavano da quell’area economica, non vorremmo invece che possa in prospettiva essere messa in pericolo dalla miopia di chi pensa di risolvere il problema della competitività andando a produrre l’eccellenza.dei nostri prodotti quali scarpe, borse, cappelli, abiti di lusso, ovvero il nostro Made in Italy, attraverso i laboratori cinesi qualora irregolari, sparsi sul territorio. Dieci anni or sono attraverso una fattiva collaborazione tra noi imprenditori, associazioni di categoria e comuni del Distretto ne arginammo l’ingresso. La recente sentenza del Tribunale di Forlì del luglio scorso sull’argomento, destinata a fare Giurisprudenza, ci darà una mano in tal senso. Confidiamo dunque che anche le nostre istituzioni prendano coscienza di tale problematica in maniera seria e responsabile al• fine di far rispettare quelle regole che possono dare linfa vitale anche al nostro Distretto, per ricreare le condizioni di quanto avvenuto tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta dove vi è stata una proliferazione di imprese ed un aumento degli occupati.

Montappone, 22 settembre 2012

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