2012.07.11 – “Near zero – da dove incominciamo?” di Stefania Bellabarba

Pubblicato il 11 luglio 2012 da admin

Stefania Bellabarba

Cari amici, vorrei proporvi, questa volta, un vademecum da rispettare per entrare nell’imminente futuro come fautori positivi. Ho già ben sottolineato l’importanza del “NEAR ZERO” (consumo quasi zero di energia riferito all’edilizia); ora bisogna applicare tutto ciò che lo renderà possibile. Prendiamo per efficace il detto di sempre e cioè che:” il mattone è il miglior investimento”. Ora più che mai, in questo particolare riscontro storico negativo dell’economia, dobbiamo ristrutturare le nostre proprietà per proteggerci dalle calamità naturali e contemporaneamente dobbiamo investire nel futuro. Qualsiasi cittadino deve essere coinvolto in quell’operazione di cui oggi si parla molto, l’ingegneria finanziaria. Pianifichiamo il da farsi allora, è molto semplice: in primis, la sicurezza sismica, capiamo bene quindi che un edificio, magari un attico, fronte mare e anche con ampi terrazzi se non sicuro riguardo la sismica, non bisogna essere dei grandi architetti per accorgersene, non è un buon investimento. Facciamo controllare i nostri edifici realizzati prima della legge sulla simica.Subito dopo l’operazione appunto di ingegneria finanziaria, l’efficientamento energetico che produrrà reddito dopo l’ammortamento della spesa di intervento. Un buon investimento, quindi è reddito reale, ad ognuno di noi credo faccia piacere ridurre i consumi o addirittura annullarli, è possibile, funziona! Produco reddito, non inquino, niente emissione di CO2, la certezza di produrre posti di lavoro, ma soprattutto l’esser grandi educatori per i nostri figli, sia io genitore, insegnante, o amministratore. Le detrazioni e gli incentivi ci sono, muoviamoci, chiediamo ai nostri tecnici consigli e soprattutto numeri, quelli di spesa e quelli poi di risparmio a lavori ultimati. Rendiamo sicuri quindi i nostri edifici e contemporaneamente non graviamo negativamente più né sull’ambiente, né sul nostro portafoglio, inoltre comfort del focolare domestico, a scuola in ufficio in ogni dove. Debbo subito chiarire che si può e si deve intervenire sull’esistente, con accuratezza, determinazione e tanta competenza, nel migliore dei modi, si preserveranno nuovi consumi dei suoli, siamo tutti d’accordo credo, proteggiamo il poco che resta dopo la pesante cementificazione. Proteggiamo le nostre riserve naturali, i boschi, i fiumi, le nostre dolci colline. Solo ieri mio figlio 11 anni mi ha detto tornando dal mare, stavamo percorrendo il lungo Tenna: “mamma sarebbe bello poter fare il bagno sul fiume come raccontano i nonni e subito dopo, spero di non vedere più il fiume in strada come nei giorni dell’alluvione, vorrei solo bagnarmici dentro!” Significativo questo, dovremmo avere qualche senso di colpa? Decisamente si. Cosa abbiamo fatto del nostro territorio? Un uso non monitorato bene, mi limito a dire, interveniamo ora nel ripristino di quello che la natura ci aveva dato in prestito, è triste ammetterlo, ma è cosi. Possiamo e dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi. Riusciamo a domandarci cosa accadrebbe se ci chiudessero i rubinetti del fossile? Non abbiamo più tempo, siamo oramai alla fine della fonte fossile, i prezzi continueranno ad aumentare perché la quantità sta esaurendo. I suoi costi denigrano l’economia, finiranno per distruggerla. L’unica soluzione è utilizzare la fonte naturale di energia per eccellenza: il sole, catturarlo immagazzinarlo in accumulatori e utilizzarlo all’occorrenza, solo cosi potremo far fronte ad un futuro da vivere in un ambiente sano outdoor e indoor. Rispettando quello che la natura ci ha permesso di condividere, saremo buoni educatori per le nuove generazioni, lasceremo che il futuro evolva senza creare paura , incertezza e povertà di valori.

Stefania Bellabarba

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