2012.06.05 – “Il Rotary, i giovani e le nuove generazioni nel Distretto 2090” di Alberto Breccia Fratadocchi, PDG

Pubblicato il 05 giugno 2012 da admin

 

Alberto Breccia Fratadocchi

Una analisi dei progetti dei Club del Distretto 2090 negli ultimi venti anni   dimostra che una certa attenzione ai Giovani c’ è sempre stata, attraverso l’assegnazione di borse di studio, ma con costante leggera diminuzione nel tempo. In questo settore di particolare importanza per alcuni anni è stata l’assegnazione di borse di studio ai giovani studenti universitari in Albania  Si è invece mantenuta costante la collaborazione con i Rotaract Club, basata però sulla richiesta dei giovani del Rotaract e senza che avvenisse un consistente travaso di soci dal Rotaract ai Rotary Club. La costituzione in Ancona del Club Rotary “25-35 non ha risolto quest’ultimo problema nel Distretto, perché non risolve il problema alla base come di seguito dimostrerò. Il Congresso distrettuale di questo anno è incentrato sul tema “ Rotary, Nuove Generazioni, Futuro e Crescita”. Sull’onda del Progetto Nuove Generazioni che si intende far partire in forma triennale. Ho letto in grosse linee quest’ ultimo progetto e mi ha fatto ricordare un simile progetto dell’ Associazione industriale , sede di Fermo, di venti anni fa. Allora partì con un corso di formazione promosso dalla CEE, prosegui con un impegno di alcune Imprese del Fermano,.che si assunsero l’onere finanziario per il suo svolgimento pratico nelle Industrie. Il nuovo Progetto si presenta senza un bilancio, senza un impegno da parte della classe industriale, senza una previsione economica. Mi auguro che al Congresso tutti gli aspetti sopra evidenziati possano essere chiariti. Per le Generazioni future il nostro Distretto 2090 ha svolto due belle azioni. Una magnifica nella ricostruzione di una parte della Facoltà di Ingegneria del L’Aquila e l’altra, coordinata da Paolo Appoggetti, che sta coinvolgendo, Industrie per lo svolgimento di stages , Istituti Tecnici  Industriali ed altre Scuole Medie superiori, Accademie ed Università denominata “ FENICE”, già iniziata con una partecipazione fattiva di questi Enti e che meriterebbe un po’ di spazio al Congresso ed una maggiore diffusione nel Rotary. C’è però una osservazione che ho fatto nel passato ma non è stata recepita. Essa parte dalla constatazione le Associazioni che coinvolgono i giovani, come quelle sportine o confessionali, hanno presenti insieme nelle loro strutture Giovani ed Anziani anche se in parte distinti nelle loro attività. Questa forma di organizzazione permette lo sviluppo e la continuità nel tempo delle Associazioni ed una loro maggiore penetrazione nella Società
La mia proposta, già fatta, come ho detto  nei tempi passati, e rimasta senza risposta,  consisteva in un nuovo modello del Club Rotary, ossia nel trasformare il Club portandovi le componenti rotariane, riconosciute (o quasi) dal Rotary International, primariamente  i Rotariani – i Rotaract e . Le componenti sarebbero dovuto diventare sezioni del club, autonome nello  volgimento di attività proprie ma con azioni comuni di maggior respiro. Tutte le azioni però sarebbero state discusse insieme, preventivamente, per prenderne coscienza comune. Si sarebbero dovute applicate quote distinte conformemente alle caratteristiche delle componenti. Ritengo che questa “rivoluzione” ci permetterebbe di essere più credibili dai Giovani e più apprezzati dalla Società per i maggiori risultati raggiungibili e per la più ampia rappresentanza della Società presenti nei Club senza abdicare ai principi di serietà, qualità e moralità professionale  dei singoli Membri
Perché non fare una proposta al Board di sperimentare questo nuovo tipo di Club nello sviluppo del programma Generazioni Future?
Alberto Breccia Fratadocchi

 

 

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