2012.03.14 – “A Fermo con il Rotary, una esecuzione del requiem di Mozart per non dimenticare l’Aquila” di Norberto Dionisi

Pubblicato il 15 marzo 2012 da admin

 

Norberto Dionisi

L’ iniziativa è dei Rotary Club della Provincia di Fermo che invita i Rotariani del Distretto il 13/04/2012 al Teatro dell’ Aquila per ascoltare insieme la grande “Messa del Requiem” composta da Mozart nel 1791, lasciata incompiuta, eseguita per l’ occasione dal Coro e dall’ Orchestra del 700 Italiano diretta dal Maestro rotariano Alfredo Sorichetti che al Rotary ha dedicato appuntamenti musicali di rilievo in Italia e all’ Estero, per tenere vivo l’ impegno del Club e del Distretto alla ricostruzione della Facoltà di Ingegneria nella Università dell’ Aquila.
Coerente alla sensibilità musicale di noi fermani, non è da poco che il Rotary proponga l’ ultima e la più discussa delle composizioni di Mozart, il suo testamento musicale di musicista e di uomo per avere affidato alla musica il mistero della morte attraverso sensazioni sonore a volte forti, a volte modulate e dolcissime contemperate in un continuo fra loro, legate dalla connotazione di un quadro timbrico trascendente, unico ed irripetibile in Mozart che senza accorgersene, stava chiudendo la sua vita di genio, proprio sulle partiture del Requiem.
Rattristato e disilluso dal quel mondo che poc’ anzi lo aveva ammirato, dimenticato dal pubblico ma non dai creditori e compromesso in salute, dopo otto anni Mozart torna alla solennità della musica religiosa accettando per 50 ducati la commissione del conte Walsegg di comporre una messa da requiem con il segreto intento a farla propria solo dopo la morte del Compositore, per esaltarsi a suo modo di far intendere che con 50 ducati potesse comprarsi l’ immortalità.
Nel fluire dell’ opera, l’ armonia è semplicemente grandiosa e solenne ma anche dolce e disperata nella incarnazione musicale di una spiritualità che non ha pari, filtrata delle invenzioni stravaganti e giocose di un Mozart questa volta e per l’ ultima volta, serio e maturo, che nella “Messa da Requiem” si mescolano e si stemperano fino ad impadronirsi dell’ animo di chi la ascolta e con la musica inseguire Mozart verso la trascendenza.
Le linee vocali sono purissime ed il dialogo degli strumenti è mesto e grandioso, in un ordito composito tragico ma anche poetico con cui quel “figlio della luce” si confronta in uno slancio supremo di coniugare insieme ragione e religione attraverso un quadro sonoro di ineguagliabile suggestione, quasi a percepire armonie non di valenza terrena e sulle misure del “Lagrimosa”, con l’ immagine persa della Vergine sotto la croce, nella notte del 4 dicembre 1791 Mozart cessava di vivere.
Aveva 35 anni, troppo pochi per morire, ma a lui sufficienti per garantirsi l’ immortalità anche nella fine di un genio che il giorno seguente, sotto la pioggia e senza amici veniva sepolto in una fossa comune, preceduto da un prete e seguito da un cane randagio; non da quel pubblico che molte volte lo aveva applaudito e tanto spesso anche allora, di corta memoria nel riconoscergli lo spirito incredibilmente grande e non sempre meritato.
Sovente, nel corso della esecuzione del “Requiem” giunto alla misura del “Lagrimosa”, l’ orchestra ed il Coro si tace per ricordare in silenzio con quell’ ultima nota la fine di un genio irripetibile che a sei anni lasciava ammirata l’imperatrice Maria Teresa quando volle sentirlo suonare ed a 35 anni essere il più grande musicista del suo tempo, anche se il suo tempo non se ne accorse o meglio, non volle più accorgersi di un musicista morente che lasciava il dono di un lavoro immortale e con la voce ha dato voce all’ animo umano, fino a sentire la musica ascoltando il silenzio nel momento in cui il Coro si tace, perchè la musica è dentro di noi a parlarci di sentimenti.
Quando allo Sferisterio, in una serata d’ estate l’ orchestra intonò le prime misure del “Lagrimosa” ed il Coro si tacque, quel momento mi sembrò senza tempo, tanto subii quel silenzio. Alzai lo sguardo e vidi quell’ ultima nota salire alle stelle e sparire con esse.
Pensai che qualcosa di bello stesse volando per sempre, ma abbiamo la musica che Mozart ci ha lasciato per ultima e quelle note del Requiem, le sue ultime stesse che il Rotary di Fermo ci invita ad ascoltare e sentire che ci brillano dentro, serene e silenziose, belle e luminose, proprio come in una notte di stelle.
Norberto Dionisi

 

 

 

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