La storia del Club – Conviviali del mese di marzo 1981

Pubblicato il 02 marzo 2011 da admin

RIUNIONE CONVIVIALE DEL 6 MARZO 1981

Fermo, Hotel Astoria , ore 20,30.
Presiede il Vice Presidente: Dott. Raffaellangelo Astorri
Sono presenti 25 Soci:
Alalecona , Astorri Antonio, Astorri Raffael1angelo, Borsoni, Breccia Fratadocchi Ignazio, Canonici, Cavalletti, Corchia, Fattenotte , Felzi, Frenicchi, Lucentini, Luciani, Maffei, Mancini, Perugini Piergiorgio, Pestilli, Propcrzi Silvio, Raccamadoro Ramelli Francesco, Romani Adami, Sabbatini, Signore, Tosoni Livio , Zaccarelli, Zama.
Percentuale 37,08%
La serata è completamente dedicatata all’informazione rotaiana.

 
RIUNIONE CONVIVIALE DEL 20 MARZO 1981

Fermo, Ristorante “Il F’rantoio” , ore 20,30
Presiede il Presidente: Dott. Gaetano Perugini.
Sono presentinti 39 Soci:
Alalecona , Albanesi, Astorri Antonio, Astorri Raffaellangelo, Borsoni, Canonici, Catalino, Cavalletti, Cavazzutti, Cifola, Corchia, De Feo , Di Stefano, Emiliani Fabrizio, Fattenotte, Felsi , Frenicchi , Grisostomi Travaglini Emidio, Grisostomi Travaglni raffaele, Guerrieri Paleotti, Lucentini, Luciani, Maffei, Mancini, Mancini Spinucci
Natale, Peruginini Gaetano, Perugini Piergiorgio, Pestelli , Prignacchi , Properzi Silvio, Raccamadoro Ramelli Francesco, Ripa, Romani Adami, Sabbatini, Signore, Zaccarelli, Zamaa; a cui va aggiunta la presenza del Socio, Filippo Fratalocchi alla Conviviale del Rotary Club di Roma Sud-Est del giorno lO marzo 1981.
Percentuale: 59,09%
Sono presenti le Gentili Signore:  Alaleona Anna; Albanesi Luciana, Astorri Paola ,De Feo Giulia, Emiliani Anna, Felsi Franca, Grisostomi Travaglini Eva, Grisostomi Travaglini Lina, Guerrieri Paleotti Clara, Lucentini Nanda, Mancini Spinucci Pia, Natale Ditta, Perugini Perla, Perugini Silvana, Pestelli Trieste, Prignacchi Liana,
Properzi Elena , Raccamadoro Ramelli Maura, Romani Adami Teresa, Signore Rossellina , Zaccarel1i Laura Franca, Zama Giulia.
Sono graditissimi ospiti del Club:
Prof . Livio Magnani – Relatore della serata e gentile Signora Liana.
Sono altresì graditi ospiti dei Soci:
Dott. Ubaldo Buschi (di Corchia), Avv. Giancarlo Pacini (di Sabbatini).
Al tocco della campana, il Presidente Pcrugini dice:
“Sono oltremodo lieto di riprendere questa sera dopo una forzata assenza per malattia, di oltre due mesi, le mie funzioni  Presidente del Club.
Nel porgere a tutti i partecipanti all’odierna Conviviale, ed in particolare alle gentili Signore ed ai graditissimi Ospiti, il più caro saluto, mi è gradita l’occasione, per ringraziare, ancora una volta, di tutto cuore gli amici rotariani di Fermo che, nella loro quasi totalità, mi sono stati affettuosamente vicini durante gli oltre due mesi di mia “sofferta assenza”.
Un vivo grazie rivolgo all’amico Vice Presidente Dott. Paffaellangdo Astorri per avermi degnamente sostitito e rappresentato durante la mia assenza.
A nome mio e del Club, mi è infine gradito, porgere all’amico Rotariano del Club di Poma Prof. Silvio Migliani ed alla sua gentile Consorte, Sig.ra Liana, il più cordiale saluto di benvenuto nella nostra Città, unitamente al più vivo ringraziamento per aver voluto accettare l’invito a partecipare alla Conviviale di questa sera per intrattenerci con una Relazione, avente per tema un argomento di interesse attuale quale quello di: L’INFLAZIONE, UNA TASSA CUI E’ DIFFICILE SFUGGIRE.
Dopo di che, il Presidente, dà lettura del seguente brillante “curriculum vitae ” del relatore: Prof. Livio Mignani, è un giornalista in economia. fin dal Lontano 1947, Scrive per giornali e riviste italiane e straniere.
In Italia sul Il Sole 24 ore, il Corriere della Sera” e sulla “Rivista Bancaria”. All’estero su] Giornale de Geneve, il Figaro, il Corriere del Ticino, Expansion. Voleva fare il Diplomatico ed aveva studiato legge a Roma e poi in Svizzera; ma sembra non abbia mai trovato il tempo per prepararsi seriamente al concorso per la carriera diplomatica.
Forse è stato un bene perchè in genere un giornalista non ha peli sulla lingua e come Diplomatico avrebbe rischiato qualche scivolone. Noi l’abbiamo conosciuto perchè è stato relatore all’ultimo Congresso del nostra 2080 Distretto ad Alghero, svolgendo efficacemente un terribile tema:
“Quale è stata l’Italia degli anni ’80’81”?. E’s tato ottimista: chi sa se un anno dopo lo è ancora? Gli cede quindi la parola.
Il Prof. Mignani esordisce dicendo: “Grazie, si ad Alghero sono stato ottimista, perchè esiste  sempre un fondo del pozzo; i pareri sono discordi sul livello di queste fondo; tutti quelli che credono che il fondo è stato toccato, non possono che prevedere una ripresa. D’altronde il popolo italiano è un popolo che si è sempre arrangiato e quando le cose vanno veramente male, trova sempre i rimedi per sopravvivere. Ecco, in fondo, il mio ottimismo, ma quasi un ottimismo che nasce dal pessimismo massimo, cioè ho sempre detto: ci risolleveremo da soli, non saranno i politici che ci risolleveanno , saremmo noi che ci tireremo fuori, però si può andare male fino ad un certo punto.
Oggi devo parlarvi di un male che ci affligge ormai da molti anni: l’inflazione, fenomeno che era di attualità anni fa e che è di attualità ancora oggi. Temo -ecco perchè non sono molto pessimista – che sa di attualità anche domani o dopo domani. L’inflazione non è una malattia che si debella facilmente; soprattutto un ‘inflazione come in Italia. Molti si chiedono: perchè l’inflazione italiana così elevata, la più elevata di tutti i paesi industrializzati? Se vogliamo considerarci paese industrializzato, voi sapete che abbiamo superato il 2l% di inflazione media ne11’anno 1980, le previsioni della CEE di pochigiorni fa per il 198], sono del 18,7% e taluni dicono che si è ottimisti. Prima di tutto dopo le promesse di nuove rivendicazioni che i Sindacati hanno fatto a Montecatini e, sopratutto, dopo le dimostrazioni di debolezza da parte dei Ministri Economici che abbiamo scelto fra i migliori economisti – diciamo gli economisti aderenti a Partiti, non i migliori d’Italia –  e che dimostrano di essere più deboli degli stessi politici. Ecco perchè la previsione della CEE, fatta sempre d’accordo con la burocrazia italiana, è considerata forse un più ottimistica; comunque si basa sulla idea che ci sarà un pò di recessione, di caduta di domanda nel 1981, quindi la pressione sui prezzi potrebbe essere inferiore.
Io penso che tra il 18,7% e il 22% o 25% grande differenza non c’è per noi comuni mortali, che ci preoccupiamo, soprattutto, di salvaguardare un pò del nostro reddito e un pò dei nostri risparmi. Dicevo perchè è così alta in Italia e perchè nessuno riesce, nessuno dice nessun governo – ne sono passati tanti dal 1970, quando in fondo questa nuova ondata è cominciata, dopo il dannoso autunno caldo – nessuno è ancora riuscito a debellarla. Intanto cominciamo a dire, in sintesi, che cosa possiamo considerare come nazione: io posso dirvi – un’idea , una definizione che non è ortodossa – che l’inflazione è il risultato della cattiva amministrazione del paese, al punto che se voi volete giudicare della buona o cattiva amministrazione di un Paese, guardate al suo tasso di inflazione; quanto più il paese è male amministrato, quanto più i governanti sono deboli, quanto meno riescono ad opporsi alle rapine dei gruppi organizzati – vi spiegherò perchè le chiamo rapine dei gruppi organizzati – tanto più le finanze sono dissestate, tanto più l’inflazione ? elevata. Quindi, quando si discute se questo governo opera bene o opera male, guardate il tasso di inflazione che ha realizzato ed avrete un facile argomento di conversazione. Perchè rapine di gruppi organizzati? Perchè l’inflazione fuori dai tempi di guerra, quando le cause sono altre, l’inflazione nasce, deriva, soprattutto, dalla lotte che i gruppi organizzati svolgono o combattono per accaparrarsi la fetta più grossa del reddito del Paese. Immaginate una torta, siamo tutti intorno al tavolo a cercare di tagliarci la fetta più grossa e i coltelli degli uni tagliano sui coltelli degli altri; ne viene fuori la grande confusione, ne viene fuori l’inflazione. Anche questa non è una definizione ortodossa: un economista salterebbe su a dire come effettivamente  dal punto di vista strettamente economico,l’inflazionc nasce dal fatto che la domanda di beni e di servizi, che si manifesta in un paese, supera l’offerta dei beni e dei servizi. E quando questi gruppi organizzati, si tagliano delle fette più grosse, riescono a farsi dare più moneta e la maggior moneta affluisce alle famiglie che si presentano sul mercato con troppa moneta, di fronte ai troppo pochi beni e servizi prodotti dall’altra parte: ecco quindi la domanda e l’offerta di cui parlano gli economisti. Come è che questa domanda può così allargarsi e i redditi delle famiglie, soprattutto, essere così importanti? In Italia, lo sapete, siamo riusciti, soprattutto dopo l’autunno caldo, ad aumentare salari, stipendi, pensioni e previdenze sociali – oggi anche con il sistema sanitario nazionale ed i suoi conseguenti sperperi – in misura assolutamente sproporzionata alle nostre capacità di offrire a fronte di questa massa di denaro, altrettanti beni e servizi. Si dice: la colpa è di questo eccesso di spesa pubblica, di questo irrazionale espandersi, esplodere della spesa pubblica. Dire questo e dire innalziamo la spesa pubblica, non basta ormai più; bisogna salire a monte della spesa pubblica. Non molti di voi, sanno, probabilmente che il 70% di questa enorme spesa pubblica, non solo dello Stato, ma anche quella dei Comuni, delle Provincie, Regioni ecc” più pensioni, gratifiche, sovvenzioni ed altro.  Se prendete il Bilancio dello Stato, trovate persino trasferimenti a favore di imprese deficitarie nelle più varie forme. Ultimamente avete sentito la Finsider chiedere sei miliardi e le aziende deficitarie chiedono aumenti di capitale: si parla di risanamento. Tutte storie, tutto va in salari, stipendi, mense, gratifiche e compagnie bella. Sprofondiamo viepiù in quella definizione di stato assistenziale che Guido Carli nel 1965, in una delle ultime celebrazioni della giornata del risparmio – in seguito questa ipocrisia italiana è stata eliminata – aveva denunciato inutilmente.
Poi c’è a fronte eli questa massa eccessiva di denaro che le famiglie percepiscono, anche lo squilibrio dal lato dell’offerta perchè in fondo, se questa massa di denaro, trovasse difronte a se, un forte sviluppo della produttività, una forte offerta di beni e di servizi a costi decrescenti, l’inflazione potrebbe diminuire ed invece a cosa assistiamo? Ad un crescendo di assenteismo sconosciuto in altri paesi e reso possibile, voi lo sapete, dallo Statuto dei Lavoratori, dovuto, mi ricordava il vostro Presidente, ad un illustre marchigiano, che rende impunita l’assenza e dovuto al]’immobilità del lavoro, per cui le imprese non possono organizzare bene la lavorazione e si trovano con reparti sovraccarichi ed altri con insufficiente manodopera, alla conflittualità di cui gli ascoltatori attenti della Radio Televisione sentono i bollettini di guerra quotidiani: sciopero qui, sciopero lì, in modo che tutti lo sappiano e si comportino di conseguenza e diciamo anche ad un crescendo di personale infingardo. Se un Paese, non lavora, se un paese un si rimbocca le maniche – guarda il Giappone che è l’antitesi dell’Italia e che alla fine della guerra era molto più povero dell’Italia ed oggi è molto più ricco dell’Italia – non può arricchirsi; la torta resterà piccola e l’inflazione non farà che aumentare. Si dice che la colpa è degli Sceicchi, dell’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, di questa tassa che ci viene imposta. Questa tassa è stata imposta  a l’Italia, così come è stata imposta alla Svizzera; in Svizzera, negli anni scorsi i prezzi sono aumentati del 1-2% all’anno. In Italia negli anni scorsi siamo andati sul 15-16-17%. Perchè? Perchè in Svizzera si lavora, perchè la Svizzera ha rivalutato il Franco ed ha reso perciò meno costose le importazioni, Ecco la reazione giusta ed intelligente di un paese che non ha pressioni internazionalistiche interne, che non ha il parassitismo dilagante come purtroppo abbiamo noi. Allora non veniamo a dire che è colpa degli Sceicchi: è colpa nostra che non abbiamo potuto, per le nostre malattie interne, reagire alla tassa degli Sceicchi come avremmo dovuto. Avrei desiderato rispondere prima, visto che abbiamo cominciato tardi, al punto chiave di questa mia conversazione e cioè:”inflazione, tassa alla quale non si può sfuggire”. Dire poi che non è proprio vero che non si può sfuggire; l’inflazione agisce veramente come un’imposta: può sembrare strano, ma se voi riflettete, il fatto solo dell’aumento dei prezzi crea un premio per chi ha dei debiti ed una tassa per chi ha dei crediti, chiunque risparmia e quindi non mette i soldi sotto al materasso , come Arpagone, ma mette i soldi in Banca o in altra parte, gli resta il denaro.
In fondo, se riflettiamo, anche il biglietto di Banca sotto la mattonella è un prestito fatto allo Stato: ecco chi ci rimette ed ecco chi ci guadagna; ma è un’imposta assolutamente iniqua. lo sono del parere che il cittadino ha un dovere civico di ribellarsi a questa imposta, proprio per la sua iniquità, così come dal punto di vista morale e non scandalizzatevi, l’evasore fiscale a fronte eli una legislazione espropriatrice, è pienamente giustificato in coscienza ad evadere il Fisco. E’ una opinione personale che può essere da voi condivisa o non. Il Fisco deve avere aliquote giuste: se le aliquote sono espropriatrici abbiamo il diritto di difenderci perchè se è vero che dobbiamo dare a Cesare, quel che è di Cesare, io vorrei che si potesse dire o scrivere non date a Cesare ciò che non è di Cesare. Come possiamo difenderci da queste espropriazioni e da questa tassa sull’inflazione? Sarei immorale se dessi il rimedio più efficace, diventare cioè debitori. Se ci indebitiamo e investiamo poi questo debito in, beni reali, diventeremo degli speculatori e non avremo più diritto a questa coscienza pulita che io ritengo possa vantarsi di avere colui che lotta e si difende contro l’inflazione. In primo luogo possiamo difenderei sul piano politico, perchè siamo dei cittadini che disponiamo di un voto; in secondo luogo impegnando bene i nostri risparmi in modo da salvarli dalla inflazione e se questa nostra azione non avesse successo, pretendere almeno la indicizzazione del risparmio così, come si è fatta da tempo la indicizzazione delle mercedi. In questi tre punti infondo, ho già concluso la mia conferenza, ma li voglio illustrare meglio.
Sul piano politico e mia moglie oggi in macchina, mentre venivamo a Fermo, diceva che siamo i burrattini del voto. Si, perchè certamente noi, da buoni italiani, usiamo il voto per votare contro qualcuno, usiamo il voto per sostenere qualcuno che ci può aiutare, per fornirgli la poltrona e non usiamo il voto in modo logico dicendo: “voto per colui che mi difende dall’inflazione”.  Guardate l’uso del voto da parte di coloro che noi consideriamo degli infanti, ma che dimostrano di essere molto più maturi di noi: gli Americani. Carter con una politica di debolezza, di confusione di idee, di incertezza, ha lasciato sviluppare negli Stati Uniti un ‘inflazione che questo Paese non aveva conosciuto neppure nei tempi di guerra. Proprio questo comportamento di Carter è stata una delle principali ragioni del successo di Reegan, che ha avuto i voti di coloro che hanno creduto in ciò? che Reagan prometteva e cioè di combattere l’inflazione all’interno. Avete voi mai sentito un politico italiano mettere come primo obiettivo di combattere l’inflazione? lo non l’ho sentito; eppure da noi l’inflazione è quasi il doppio che negli Stati Uniti.
Pretendiamo dai politici che si impegnino in una lotta seria all’inflazione, che significa in prirno luogo, abbandono della demagogia. Denunciamo sopratutto  poi le ipocrisie di coloro che dicono di difendere la moneta e che invece sono i principali nemici: i Sindacati ed i Comunisti -vedete non so fare il diplomatico, perchè parlo chiaro –  Ci sono esempi recentissimi  impressionanti: ieri il Parlamento ha approvato una ridivisione delle aliquote “del1’IRPEF'” per I bassi redditi a fronte di un aumento delle aliquote degli alti redditi. Tipica votazione di carattere inflazionistica: i bassi reddidi sono moltissimi, gli alti redditi sono pochi; per cui compromettono le entrate fiscali; poi i bassi redditi vanno tutti al consumo, alti redditi vanno a risparmio o se si sgrava il basso reddito si aumentano i consumi, se si sgrava l’alto reddito si aumentano i risparmi. Cosa succede dopo questa decisione: Ma su emendamento comunista, quelli che si dicono i difensori della moneta che avremo più inflazione;l’alternativa naturalmente, forse tale emendaamento non passerà così al Senato così vedremo come andrà a finire.  Comunque è matematico: questa richiesta comunista dimostra quanto sia falsa la loro pretesa difesa della moneta e quanto siano in malafede o ingenui coloro che li appoggiano o li sostengono, pure militando in altri partiti. Voglio darvi in materia un esempio, perchè ho portato con me un giornale: “lntervista del Ministro Andreatta al Giornale Sole 24 ore” del 21 Febbraio, mi pare.
Vi leggo una frase: era in discussione la legge finanziaria in Parlamento ed il Ministro Andreatta aveva ceduto qualche cosa, cioè circa duemila miliardi di aumento delle spese pubbliche alle richieste dei Comunisti. Ma, dovè la pagina? La cosa più divertente di chi parla è di sfogliare gli appunti: speriamo di aver preso il giornale giusto, no, invece ho preso il giornale sbagliato, ho preso il 28 Febbraio, invece del 21 Febbraio. Non posso quindi più citarvela e debbo allora raccontarvela, dicendovi più o meno quello che Andreatta affermava: “Si ho dovuto cedere qualche cosa, dico duemila miliardi di maggiore aumento della spesa pubblica del Paese; – “perchè i comunisti hanno accettato questo limite di duemila miliardi, perchè ne chiedevano tremila ed io,grazie all’accettazione della loro richiesta ho accresciuto la loro cultura di governo; in fondo essi rappresentano 1/3 del Paese e non potevamo arrivare alla rottura”. Ma come, un democristiano considera rottura il rifiutare le proposte della opposizione? Allora sono alleati! Peccato che non posso leggervela, debbo recitarvela a memoria. Io sono allibito, me la sono segnata ed alla prima occasione la racconto, perchè è veramente uno si domanda: ecco perchè abbiamo l’inflazione, perchè siamo male amministrati ed abbiamo dei governanti deboli, fuori da qualsiasi colore, perchè io penso che chiunque passa al Governo da questi partiti, o di qualsiasi partito di destra o di sinistra, corre il rischio di essere debole come quelli che ci sono.
Ho detto la seconda azione nella difesa da questa iniqua imposta dell’inflazione, è collocare bene i propri risparmi, cercare di salvarli senza fare debiti. Non voglio assolutamente spingervi a fare debiti, perchè non fate che accrescere l’inflazione e quindi sarei immorale nel dire questo. Dovrei fare una seconda, forse anche una serie di conferenze per cercare di dirvi come si può tentare di diminuire le perdite dell’inflazione, o persino annularne l’effetto, nel limite in cui ci riusciamo. Perchè tutti voi converrete con me che chi di voi, soprattutto giovani, non ha ancora la casa propria, l’acquisto di un appartamento è il miglior collocamento di risparmio se prima casa ; se seconda casa cominciano le vessazioni fiscali e tante altre cose per cui non ve la consiglio, ma vi consiglio di investire per l’educazione dei vostri figli, Qui a Fermo poi dove avete creato tante iniziative in questo luogo sopratutto nel settore calzaturiero, sapete che i1 miglior investimento è  istallare dove lavoriamo; l’ impresa familiare è veramente la prima cosa dove dobbiamo mettere i quattrini, anche se può fallire; che nelle fasi di inflazione vanno meglio i commercianti è che le produzioni in genere perchè dal negozio al commercio o a11’ingrosso, o allo studio professionale, all’opificio, alla fabbrica, sono tutti ottimi investimenti antinflazione per i proprietari, parmi, per i1 resto c’è il mercato dei Titoli, i depositi in banca ecc.
Sto preparando – questa volta spero di aver portato il foglio  giusto .. uno studio di come sono anedate a finire dal 1962 ad oggi, le varie forme di investimento. Non ad oggi, diciarno, ma al giugno del 1980. Chi ha tenuto i soldi nel materasso, di 100 lire se ne ritrova 19, dico cento lire del 1962; nei depositi bancari, investendo ad interessi composti tutti gli interessi, quindi senza mangiare i fondi, rinvestendo e lasciandoli, chi ha messo 100 lire se ne ritrova 52, al giugno scorso e adesso forse 45; chi ha comperato dell’oro – avrei dovuto fare questo calcolo sulle Sterline d’oro che sono, insieme ad altra moneta, le uniche che hanno circolazione legale in Italia (nessuno da noi è autorizzato in questo paese libero che perchè in materia valutaria ha mantenuto una legislazione comunista, che è stata poi ulteriormente aggravata nelle pene, tanto da allinearci ai paesi dell’Est – sostengo sempre che per i socialisti i reati valutari SOnO come per i cattolici il sesto comandamento -, ebbene chi ha cornperato oro nel 1961, per cento lire si ritrova oggi 485 lire ~ non è male! Ha quindi quintuplicato il suo capitale.
Perchè chi lo avesse comperato non nel 1961, ma lo avesse comperato nel 1970 ne avrebbe persino di più: invece di 485, ne avrebbe 611, Perchè? Perchè sino al 1970 l’oro non è aumentato; chi avesse oro da prima della guerra, diciamo dal 1938, perchè prima della guerra ci sono degli italiani che hanno messo dell’oro in tasca che poi se lo sono tenuti nei forzieri , quell’oro oggi, non ha reso niente; è costato, qualche volta gli è stato rubato, oggi con gli interessi composti, credo che non si ritroverebbe con molti quattrini, con quell’oro di allora, perchè è passato troppo tempo dal 1938 sino al 1970, con un prezzo de1l’oro immobilizzato, o I titoli di Stato: reinvestendo tutti gli interessi, chi nel 1962 aveva comperato a 100 lire titoli di Stato, si ritrova con 33 lire ogei, e vi dico reinvestendo l’interesse, l’interesse composto, dovrebbe trovarsi più o meno con 300 o 250 lire: se ne ritrova invece 33. E le azioni che sono c osì aumentate in questi ultimi tempi? Ebbene, chi nel 1962 aveva comperato un’azione per 100 lire, si ritrova oggi 17 lire, ma con la rivalutazione quest’ultimo anno e mezzo (sembra una cosa spettacolare) chi ha compcrato un anno e mezzo fa, ha raddoppiato o triplicato i propri fondi; chi ha comperato invece azioni nel 1962, si ritrova con 17 lire. Non ci sono in un Paese organizzato per 1’esproprio del capitale, forme di investimento mobiliare, tali da assicurare un rendimento superiore all’inflazione. Perchè se questo esistesse, finirebbe l’esproprio organizzato del risparmio che consente a  questo Stato di tirare avanti, come sta tirando avanti. Poso solo dirvi che va per la maggiore, l’acquisto dei BOT, Buoni del Tesoro Ordinari, a tre, sei, e dodici mesi . Prendiarno il caso di BOT di 12 mesi; hanno cominciato ad essere venduti alle Banche per investimento libero ne] 1977; a disposizione del pubblico sono soltanto da quattro anni.
Dunque chi quattro anni fa avesse cornprato dei BOT ad un anno ed avesse poi reinvestito gli interessi, nel 1977, nell’81 di 100 lire investimento si ritroverebbe con 92 lire. La perdita non è grande, perchè cosa signinca l’nvestire 100 lire e ritrovarsi con 92 lire senza aver goduto di nessun interesse? c’è sempre una perdita, perchè è il miglior investimento mobiliare che oggi ancora esiste. lo termino con questa casistica perchè vi direi cose che sapete meglio di me.
Tesi finale. Io ho sostenuto, sono del parere che non dovete indebitarvi perchè è immorale data l’inflazione, Perchè ormai siamo giunti ad un punto tale nel nostro Paese che dobbiamo decidere: o il govcrno combatte seriamente l’inflazione, oppure i i cittadini cominciano a dire: “bene il governo non la coinbatte, dobbiarno adattarci, cioè dobbiamo “fare il salto”, passare dalla situazione di paese civilizzato alla situazionedi paese sud americano , passare cioè ad una situazione di inflazione cronica ed allora noi dobbiamo pretendere indicizzazioni di tutto, tutto sarà indicizzato perchè se tutti si indicizzano, si vive in una inflazione crescente ti po Cile, Brasile, Argentina e tutti i paesi del Sud America; perchè ognuno riesce in questa lotta, gomito contro gomito, almeno in questa giungla, perchè in fondo diventa un sistema da giungla, a salvare qualche cosa attraveso la legalizzazione di ogni forma di indicizzazione, e su questa via il Governo  sembra mosso. E’ di pochi giorni fa, l’approvazione di un articolo della legge Finanziaria che autorizza il Governo ad emettere prestiti indicizzati, prestiti pubblici indicizzati, sia pure dopo deduzione degli aumenti che vengono dal rincaro delle importazioni o da rincari delle Imposte Indirette. E’ stato scritto che questa è una resa davanti all’inflazione, che è una vergogna e così via. lo ritengo che è una forma di realismo da parte di chi ci ha richiesto; l’ha richiesto il Ministro del Tesoro Andreatta , il quale evidentemente ritiene che la sua battaglia contro l’inflazione è destinata all’insuccesso. E allora si cautela.
In Inghilterra sarà, tra pochi giorni emesso un prestito al 2%, ma totalmente indicizzato al costo della vita e verrà a dare il 2% più del costo della vita; quindi da noi il 12% è la massima indicizzazione consentita per quella dei salari, e dopo questi abbiamo l’indicizzazione dell’equo canone: 75% di un affitto molto basso, ma chi oggi è acquirente di un appartamento occupato, quindi ad un prezzo di un circa 40% inferiore a quello che sarebbe se fosse libero, viene a godere, su quel capitale svalutato, di un fitto basso che poi gli si rivaluta del 75% e tornando alle forme di investimento mobiliare, dico che in questa situazione italiana, non è poi così male questo equo canone date le altre situazioni. Perchè io ritengo che il giorno in cui noi veramente diciamo: rinunciamo a coabitare con l’inflazione e se si vuole veramente cornbatterla, bisogna cominciare sulla scala mobile: il Governo perchè in questo è stato sempre battuto sia nei tentativi di sopprimerla che di ritoccarla. Allora chiediamo ]l’indicizzazione di tutti i risparmi, il riconoscimento delle clausole di modificazione di qualsiasi prestito, clausole che non possono mai essere contestate, ivi compresa la clausola oro e così via.
Su queste mie opinioni io chiudo; se ci fosse qualcuno che, malgrado l’ora tarda, volesse avere una risposta a qualche quesito, io sono a completa disposizione e con questo ringrazio tutti.
Dopo la brillante ed esaustiva relazione fatta dal Prof. Migliani attentamente seguita, risponde da tutti i commensali e calorosamente applaudita, il Presidente Perugini ringrazia vivamente e procede su di essa alla discussione, alla quale chiedono di intervenire con domande varie alcuni soci ai quali il Prof. Migliani dà esaurienti risposte.

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