Lettera di febbraio 2008 del Governatore Massimo Massi Benedetti: La comprensione mondiale

Pubblicato il 01 febbraio 2008 da admin

Governatore anno 2007-2008

Governatore anno 2007-2008

Lettera del Governatore
Tema del mese di Febbraio 2008: La comprensione mondiale

Cari amiche ed amici rotariani,
   l’obiettivo più alto e più ambizioso del Rotary è la costruzione della pace nel mondo per garantire all’Umanità un futuro migliore.
   La comprensione internazionale è il prerequisito necessario ed imprescindibile se si vuole davvero realizzare tale sogno.
   Per comprendere bisogna prima conoscere, riflettere, giungere ad una sintesi del significato più profondo delle conoscenze acquisite; ed è proprio alla luce dei valori del Rotary che possiamo apprezzare in pieno la bellezza e la ricchezza delle diversità.
   Non può esserci comprensione se non vi è rispetto e se non vengono valutate nella loro pienezza le aspirazioni, i desideri, le necessità degli “altri”.
   Per comprendere non possiamo non rapportarci ai nostri stessi desideri, aspirazioni, esigenze, e questo ci deve spingere a conoscere in primo luogo noi stessi, le nostre specificità, le nostre radici, i nostri obiettivi. E’ questa la condizione necessaria per poter stabilire un confronto fra diversi che porti a delle sinergie senza che si debba abdicare ai propri principi o si debbano rinnegare le proprie origini. Comprendere significa anche definire una linea di confine fra quello che si ritiene giusto e quello che non è accettabile per il bene dell’Umanità.
   Il Rotary ci offre delle opportunità uniche per conoscersi e comprendersi sia nel nostro stesso ambito locale, distrettuale, nazionale sia, e forse soprattutto, a livello internazionale, attraverso gemellaggi, conventions e programmi di scambio. Tra questi ultimi, tanto per fare un esempio, ci sta particolarmente a cuore il GSE, il cui valore più importante è proprio quella ospitalità nelle nostre case che ci permette di condividere gli aspetti più affettivamente caratterizzanti della nostra vita con dei nuovi amici che avranno così la possibilità di conoscerci più profondamente e proprio per questo stabilire vincoli di amicizia destinati a durare nel tempo.
   I progetti umanitari, così diffusi nel Rotary, non avrebbero senso e sarebbero destinati ad avere effetti disastrosi se non facessero riferimento alla comprensione delle necessità alla luce dell’ambiente e della cultura locale. E’ questa la garanzia perché venga tutelata la dignità di chi è in uno stato di bisogno, ma anche perché vengano superate barriere ritenute insormontabili e soprattutto perché si possano cogliere delle opportunità di arricchimento reciproco formidabili e spesso inaspettate.
   Ma se noi andiamo verso il mondo, anche il mondo viene verso di noi, oggi come sempre, anche se ci sembra una cosa nuova. E dobbiamo essere consapevoli che in questo caso la conoscenza e la comprensione sono d’obbligo non solo per aiutare gli altri, ma anche per aiutare noi stessi. Dobbiamo essere molto attenti nel comprendere quanti vengono nel nostro paese per costruire e non per delinquere ed aiutarli in un percorso sempre difficile.
   La nostra esperienza di popolo di migranti ci insegna quanto possa essere difficile la integrazione in un paese straniero, ma ci dice anche con quanta soddisfazione possiamo guardare ai tanti italiani in tutti gli angoli del globo, che, pur mantenendo l’inprinting delle loro radici, contribuiscono a rendere più grandi le nazioni in cui si sono integrati e di cui hanno accettato le regole.
   Noi Rotariani possiamo fare molto per favorire questo processo di ntegrazione.
   Avviciniamo queste nuove comunità, facciamoci aiutare a capire quali siano i problemi nei loro paesi di origine, coinvolgiamoli nella definizione dei nostri progetti facendo leva sul loro amore per una madrepatria lontana ed aiutiamoli così a capire quali siano i valori di quella che è, e sarà, la madrepatria dei loro figli.
   Non arrocchiamoci su posizioni difensive preconcette, giochiamo di anticipo, facciamo conoscere in modo operativo i valori della società in cui vogliono integrarsi, cerchiamo di capire quanto nelle loro culture di origine può essere utile alla nostra stessa società.
   Ricordiamo che, come vi sono stati grandi imperatori e grandi papi, scienziati, nati in paesi lontani, che si sono eretti a baluardo della nostra cultura e dei nostri valori, anche questi nuovi cittadini esprimeranno le classi dirigenti di domani e come tali rappresenteranno una percentuale non trascurabile dell’effettivo dei nostri club, come, del resto, avviene già in tanti altri paesi.
   Creiamo quella sinergia basata sul rispetto reciproco che nulla a che fare con il relativismo strisciante e disastroso, così di moda oggi, che tanti danni sta producendo rischiando di rendere intollerante e razzista un popolo che, proiettato geograficamente e storicamente nel Mediterraneo, ha fatto della integrazione di culture diverse l’elemento qualificante nei momenti del suo massimo splendore e più importanti della propria storia, dalla civiltà romana, alle repubbliche marinare, al Rinascimento, solo per citarne alcuni.
   E’ questo un processo delicato che può essere efficace solo se si è ben saldi nei propri principi e si riconosce l’importanza del rispetto dei valori dell’uomo. Non vi può essere spazio per ambiguità, strumentalizzazioni, connivenze, la posta in  gioco è troppo alta, ma è proprio per questo che siamo Rotariani.

Massimo

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