2012.04.11 – Giovanni Battista Boni (Potenza Picena 1875 – Fermo 1964) – Il “Perosi delle Marche” di Giovanni Martinelli

Pubblicato il 11 aprile 2012 da admin

 

Giovanni Martinelli

Nato a Potenza Picena il 19 dicembre 1875, Giovanni Battista Boni può essere considerato fermano a tutti gli effetti, essendosi trasferito a Fermo, dove poi morì, sin dal 1912.
Quasi autodidatta, studiò musica con il padre, musicista anch’egli, e con il direttore della banda locale, poi prese gli ordini e, sacerdote, fu musicista versatile, agile compositore, ma soprattutto didatta e promotore della formazione e della pratica musicale.
Visse, ai primi dello scorso secolo, il fermento che andava montando anche in ambiente musicale dopo la riforma in senso ceciliano voluta, nella proposta musicale, da Pio X. In questo contesto, come ha scritto il musicologo Peretti, fu sorprendente la sua attività di didattica e di propaganda della musica sacra «riformata» e, al di là del valore della prolifica produzione musicale, ancora sorprende la capacità che ebbe nel valorizzare e promuovere le sue opere.
Con il fratello impiantò a Fermo la «Edizioni Samel» (che sta per Società anonima musicale editrice libraria) per la quale uscirono a stampa sia le partiture delle composizioni di Giovanni Battista sia i testi da lui composti. Fondò diverse riviste di musica sacra, liturgia e teologia(«La Cappella Aloisiana» poi «Rivista delle Riviste di Musica Sacra», «Sal Terrae»; «Tesoro musicale dalle piccole cantorie») tutte indirizzate verso la promozione della musica sacra e delle formazioni musicali locali.
Fondò e diresse cappelle musicali, compose decine di opere di buona qualità, e musica che propose e diffuse negli ambienti ecclesiastici del tempo. Boni ebbe il merito di comporre musica sì pregevole, ma comunque di facile esecuzione, per cui le sue composizioni, stampate e diffuse, potevano essere utilizzate intutte le parrocchie, e la formula editoriale d’avanguardia da lui introdotta di allegare partiture alle riviste musicali funzionò. Purtroppo non ebbe le necessarie risorse economiche per ampliarne la diffusione, altrimenti si sarebbe trattato di un vero evento editoriale.
«Scuola pratica d’armonia senza maestro», editata prima a fascicoli poi ristampata più volte in unico testo, consentì lo studio della musica in modo elementare ed efficace, anche al di fuori delle scuole proprie. Centoquindici le sue composizioni censite, mentre non si ha più traccia delle sue opere Il guitto della Maremma, melodramma in due atti su libretto di A. Rapanelli, allestito con successo a Fermo, e Fanciulla di Loreto, opera lirica ispirata alla vita di Giovanna d’Arco.
La notorietà che acquisì e i meriti raggiunti, guadagnarono al Boni l’appellativo di «Perosi delle Marche», e ciò basta per affermare l’importanza della sua opera. Morì a Fermo il 31 ottobre 1964.
Giovanni Martinelli

 

Giovan Battista Boni

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