2008.06.06/08 – Relazione del Governatore Distrettuale Massimo Massi Benedetti al XXIV Congresso del Distretto 2090 – 51° dalle origini – Norcia 6 – 8 Giugno 2008

Pubblicato il 08 giugno 2008 da admin

Governatore anno 2007-2008

Governatore anno 2007-2008

Relazione del Governatore Distrettuale  Massimo Massi Benedetti al XXIV Congresso del Distretto  2090 51° dalle origini  – Norcia  6 – 8 Giugno 2008
Rappresentante del Presidente internazionale Aydin Izmirli e signora Oya, carissime Amiche ed Amici Rotariani, autorità civili e religiose,giunti alla fine del mandato questo è il momento di trarre le conclusioni di un anno intenso, faticoso, ma ricco di esperienze e che rimarrà per me e per Nicoletta indimenticabile. Nonostante la mia abitudine di farmi trasportare dalla passione nei miei tanti discorsi tenuti di fronte a voi e di adattarmi al vosto umore, questa volta sono obbligato a tenere una traccia ben precisa e prego voi di avere la pazienza, per una volta, di adattarvi al mio umore. Nel preparare questo momento di riflessione ho tenuto presente quanto ho avuto modo di dire nel mio discorso programmatico tenuto in occasione dell’Assemblea del Casale che ormai sembra lontana secoli, chiudendo il cerchio da dove era iniziato. Per prima cosa mi voglio scusare con tutti voi per le seccature che vi ho dato. Vi assicuro, però, che tutte le cosiddette stravaganze che hanno caratterizzato il mio anno sono state improntate alla più assoluta buona fede e sono state dettate dal desiderio di dare il mio contributo per allineare il Rotary alla evoluzione della società senza tradirne né lo spirito né le tradizioni Ho voluto dedicare questo anno ad un momento di riflessione e ad una introspezione per cercare di verificare se siamo al passo con i tempi, se lo spirito delle origini è ancora prevalente fra di noi e se la società ha ancora bisogno di noi. In altritermini mi sono dedicato allo sviluppo dell’effettivo non in termini numerici, ma qualitativi. Un brevissimo accenno all’effettivo in termini numerici: il numero dei soci alla fine dell’anno sarà aumentato di circa 60-65 unità. Credo che questo sia un ritmo più che fisiologico essendo una media di circa 1 socio per club. Per quanto riguarda i soci ddobbiamo constatare come la partecipazione alle conviviali non superi in media il 40% e questo viene spesso attribuito agli assenteisti cronici. Vorrei sgombrare subito il campo e ribadire ancora una volta che questo è un falso problema. Il problema non sono gli assenteisti, il problema vero è chi li tollera e non applica le regole che è chiamato a far rispettare, per conformismo? timore? connivenza? ipocrisia buonista? Tutto questo non lo si ritrova in nessuno dei nostri testi di riferimento ed è solo colpevole disattenzione. E’ importante, invece, concentrarsi sulla motivazione e sul reclutamento di veri rotariani. Dedicate le vostre energie a far crescere le forze positive, gli altri saranno emarginati secondo le leggi della selezione naturale. Ho mantenuto la mia promessa di non creare nessun nuovo club, ma ho messo le basi per la soluzione di problemi ormai cronicizzati, quali ad esempio la fondazione di un club a Recanati e per lo sviluppo ragionato ed equilibrato di nuovi club ad esempio in Albania. Come tutti i Governatori sono stato in Albania ed ho potuto constatare quali sia stato il valore della esperienza in un paese che usciva da una grande crisi. Credo che le parole di Shpetim Leka nella sua relazione tenuta nel primo giorno del nostro Congresso, abbiano delineato in maniera eccellente come il Rotary abbia giocato un ruolo importante nell’accompagnare il paese fuori dall’emergenza non solo con contributi economici, ma con il calore della solidarietà e con il sostegno all’orgoglio del popolo albanese. Ho potuto constatare in prima persona quale sia il rispetto che ogni autorità albanese ha nei confronti del Rotary e di questo dobbiamo anche e soprattutto ringraziare gli amici albanesi. I tempi sono maturi, e con grande attenzione ed equilibrio si sta agendo in tal senso, per una ulteriore espansione del Rotary in Albania, che permetta di uscire da una fase sperimentale durata ormai a sufficienza e prendere tutti noi coscienza che il nostro è un Distretto a carattere internazionale con tutto il valore aggiunto che questo comporta. Ho parlato spesso di “Stile rotariano”, intendendo con esso il rispetto di regole scritte e non scritte e di un protocollo, che non facciano meramente riferimento al galateo di Monsignor della Casa, ma che siano parte del nostro comportamento naturale per consentire i migliori rapporti all’interno ed all’esterno del club e per favorire la realizzazione dei nostri progetti. Noi veniamo giudicati per quello che facciamo e per come ci comportiamo. Oggi, ad esempio, non si può prescindere dalla puntualità. Chiunque affermava che questa non potesse trovare albergo nel Rotary è stato clamorosamente smentito: abbiamo, tutti, dimostrato in ogni occasione cosa significhi un orario di inizio e di fine di una manifestazione e come possano essere rispettati al secondo i tempi di una presentazione. Potremmo portare dei casi di conversioni strepitose, che sono ormai note e di esempio a tutti noi e per questo ringrazio gli amici che hanno risposto alla mia chiamata. Il rispetto dovuto all’oratore eliminando il malvezzo del brusio e della disattenzione è un dovere di tutti noi che però deve trovare un riscontro nella sinteticità delle nostre orazioni e deve essere sostenuto dalla perfetta organizzazione dei sistemi audiovisivi e della disposizione della platea, aspetti sui quali spesso abbiamo delle lacune. Nelle mie visite ho voluto riaffermare il valore dei simboli la cui importanza non deve essere trascurata ed il cui significato non deve essere dimenticato. In primo luogo ho voluto ribadire con forza il significato simbolico e rituale delle nostre riunioni conviviali le cui origini sono legate alle origini stesse della vita sociale dell’uomo e che è presente in tutte le civiltà di tutti i tempi. La condivisione del cibo rappresenta un elemento unificante che lega chi condivide valori ed aspettative. La società attuale, vittima di un consumismo condizionante, tende a dimenticare il valore del pasto comune, sia esso nella famiglia che nei consessi come il nostro riducendolo al mero consumo di alimenti indipendentemente dalla loro qualità, dalla loro quantità e dal contesto in cui si svolge. Anche il Rotary si deve porre in prima linea per combattere questa barbarie alimentare soprattutto con l’esempio: reagire al condizionamento consumistico, utilizzare al meglio il tempo delle nostre conviviali e le risorse che vi dedichiamo. Lo abbiamo sentito in questi giorni dalle fonti più diverse, il Presidente della Repubblica, la società moderna è entrata in una spirale di contraddizioni alimentari che deve essere spezzata con tutte le forze disponibili: mentre muore di fame un bambino ogni 30 secondi oltre il 50% della popolazione è obesa con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di salute e costi sociali. Ognuno deve fare la sua parte, e non sottovalutiamo la importanza dell’esempio che può derivare dalle nostre conviviali: noi rappresentiamo un gruppo che “fa tendenza” e di questo dobbiamo sentire la responsabilità morale. Ringrazio a questo proposito tutti i club che hanno capito ed hanno aderito alla mia richiesta di una conviviale essenziale in termini alimentari e di gestione dei tempi, non trascurando, però, la qualità della buona cucina, e ringrazio anche quanti, pur non avendo capito si sono adeguati pronti, se lo vorranno, a ritornare ad abitudini ormai superate dal tempo, moralmente inaccettabili ed organizzativamente deleterie. Voglio ringraziare in questa sede quei club che hanno capito il valore della conviale comune con gli altri club della stessa città in occasione della visita del Governatore. Qualcuno ha voluto pensare, maliziosamente, che questa richiesta fosse dettata dal desiderio del Governatore di risparmiare del tempo. Alla luce dei fatti sappiamo che non è così dato il tempo che è stato necessario dedicare al raggiungimento di questo risultato. Troppo spesso i club di una stessa città sono in forte competizione se non in aperto conflitto fra di loro, spessissimo senza una ragione, solo per tifoseria derivata magari da antichi screzi di cui si è persa la memoria e di cui sono spesso scomparsi gli attori. A volte vi è una percezione gerarchica fra club di più antica e di più recente costituzione che nulla dovrebbe avere a che vedere con i valori del Rotary, ma che pure esiste e sulla quale si dovrebbe fare una attenta riflessione, soprattuto da parte di chi dovrebbe avere una più lunga esperienza. Ed è stata una grande gioia partecipare a riunioni conviviali congiunte là dove sembrava impossibile potesse succedere, e vedere nascere da questo seme iniziative comuni che hanno rafforzato il ruolo del Rotary, coeso pur se nelle sue diverse articolazioni, nei confronti delle realtà cittadine in cui sono radicate. Non tutti hanno accettato l’invito a tenere conviviali comuni ed ho naturalmente rispettato questa volontà. Ma vorrei, qui, invitare questi club a riflettere sulle ragioni reali che hanno portato a questa scelta ed a cercare di capire dove sia andata a finire quell’amicizia di cui così spesso parliamo e che viene data per scontata. In effetti nel Rotary è presente il rischio di una conflitualità serpeggiante spesso dovuta ad una scarsa adesione ai valori rotariani, ma che spesso deriva dalla ignoranza delle regole che devono scandire le nostre attività. Non si finirà mai di dire che la conoscenza della macchina operativa del Rotary è essenziale per farci raggiungere gli obiettivi che ci prefiggiamo, ma soprattutto per risparmiare tempo, risorse, energie che vengono consumati in conflitti dovuti alla non conoscenza, o peggio al non rispetto delle regole. La applicazione delle regole è la soluzione semplice e lineare per risolvere dispute che potrebbero sembrare insanabili. Ho voluto ribadire il valore simbolico del dono nello scambio dei guidoncini che costituiscono l’essenza stessa del club rappresentando il suo territorio ed i rotariani del passato, del presente e del futuro uniti nei valori del Rotary e lo scambio simbolico di una rosa fra le nostri consorti. E’ stata per me e per Nicoletta fonte di grande commozione ricevere questi doni da tutti i club che ringrazio per aver aderito con grande generosità alla iniziativa lanciata dalle mogli dei Governatori italiani per una raccolta di fondi per il microcredito devolvendo a questo progetto con entusiasmo i fondi risparmiati. Sono stati raccolti in questo modo circa 25.000 Euro che permetteranno di sostenere progetti per il microcredito per un valore superiore ai 50.000 dollari. Tali fondi serviranno a sostenere due progetti condotti insieme agli altri distretti italiani per un valore di oltre 30.000 dollari ciascuno. Un progetto finanziato dal nostro Distretto è già stato individuato in India ed un ulteriore progetto, interamente progettato dal nostro Distretto è in fase di avvio in Cameroon. Spero che questo possa servire di esempio per altre simili iniziative e vorrei segnalare come questo messaggio sia stato già recepito da un consorzio di club abruzzesi e molisani. Vorrei sottolineare, a tale proposito il ruolo sempre più importante che viene attribuito dal Rotary ai coniugi dei rotariani, che sono chiamati a svolgere un ruolo attivo, propositivo nella attività del club e non solo un ruolo di supporto occasionale. Questo ruolo viene considerato essenziale per la crescita dei club, per la realizzazione di programmi e soprattutto per favorire i vincoli di amicizia nel contesto del Rotary. Credo sia opportuno, peraltro, fare un piccolo inciso relativamente alla adesione dei coniugi ad altre associazioni quali ad esempio l’Inner Weel. Io sono stato considerato non amico dell’Inner Weel, e questo non è esatto. Come ormai sapete tutti, a me piace la chiarezza basata sulla esperienza e sulla consapevolezza dei termini di riferimento. In effetti dalla costituzione dell’Inner Weel il mondo è cambiato, non c’è più la guerra mondiale, la struttura della famiglia è profondamente cambiata con la diffusione del divorzio: non esiste più “la moglie finchè morte non ci divida”, ma esistono la prima, la seconda, la terza moglie e così via; che piaccia o meno, le compagne ed i compagni (non in senso politico) sono ormai tranquillamente e giustamente socialmente accettati anche se la dinamica di coppia ne risulta influenzata. Il Rotary non è più lo stesso con la introduzione delle donne, il che comporta il cambiamento dal riferimento alle mogli dei rotariania a quello ai coniugi dei rotariani; l’Inner Weel non è più la stessa, ormai le mogli dei rotariani rappresentano solo una percentuale dei soci destinata progressivamente a ridursi in termini percentuali. Inoltre le due associazioni rispondono a consigli di legislazione diversi che definiscono in maniera del tutto autonoma le leggi che ne regolano la vita. Del tutto recentemente, alla fine, quasi, del mio mandato, dopo aver riflettuto su questo argomento anche alla luce della esperienza acquisita nel corso dell’anno, ho avuto un lungo e bel colloquio con Roberta Renzi, Governatrice dell’Inner Weel, presente fra di noi e che saluto. Ebbene con Roberta ci siamo trovati perfettamente d’accordo, forse anche in virtù della comune esperienza rotaractiana, tanto che nulla più delle parole inviatemi da Roberta dopo il nostro incontro può meglio sintetizzare la natura dei rapporti fra Rotary ed Inner Weel evitando confusioni e fraintendimenti: “collaborazione nel rispetto delle proprie autonomie e competenze, per un comune scopo umanitario e sociale”. Diverso naturalmente è il rapporto con il Rotaract, ed a questo proposito credo vi sia bisogno di un momento di riflessione: i club padrini, in molti casi sono poco attenti alla vita del Rotaract ed in alcuni casi ne hanno dimenticato il significato più profondo. Tutto questo è stato oggetto di una analisi molto precisa da parte della Commissione Distrettuale per il Rotaract  insieme agli organi direttivi Distrettuali del Rotaract. Ed a questo proposito mi sembra doveroso ringraziare sia il presidente della commissione Rotaract, Carlo Alberto Nicolini che il Rappresentante Distrettuale Rotaract, Federico Guerrero ed il suo staff, per la serietà e l’impegno posti in questa analisi. Alcuni provvedimenti sono stati già presi, come quello della normalizzazione della età degli iscritti al Rotaract. Ma un grande sforzo deve essere fatto a livello dei club padrini per garantire quella osmosi di valori e di esperienze che rappresentano il reale valore aggiunto della nostra organizzazione giovanile della cui evoluzione noi dobbiamo sentire in pieno la responsabilità per le potenzialità che essa rappresenta nel proiettare i nostri valori sulle generazioni future. Più delicato è il discorso dell’Interact. Nel nostro distretto stenta ad affermarsi; di fatto sono rimasti, 3 club, non sufficienti neanche per consentire una strutturazione di tipo distrettuale. Il ruolo dei club padrini in questo caso è ancora più rilevante per la responsabilità che questo comporta nei confronti di giovani minorenni, esposti a tutti i rischi della società attuale e che, per quanto brillanti, sono in una fase di strutturazione delle loro personalità. L’Interact non può essere considerato come un Rotary in miniatura, in cui i giovani coinvolti giocano a fare i piccoli leader distorcendo completamente il significato formativo di questa iniziativa. Ricordiamo, inoltre, che essi fanno parte del Rotary e come tali, nel bene o nel male, ci rappresentano ed hanno un impatto sulla nostra stessa immagine nei confronti della società che ci circonda. Parlando di associazioni strettamente collegate al Rotary voglio ricordare la Associazione Alumni che da quest’anno è presente anche nel nostro distretto grazie all’impegno di Federico Barbieri che ringrazio ed all’aiuto prezioso del responsabile per l’Italia della Associazione Franco Kettmaier. La Associazione Alumni raccoglie tutti quanti quelli che per un motivo o per l’altro siano stati coinvolti nelle attività del Rotary, dal GSE, alle borse degli Ambasciatori, al Rotaract. Sono persone che sono state esposte ed hanno vissuto la parte più interessante del Rotary e possono rappresentare un cordone ombelicale privilegiato con la società ed un bacino di grande interesse per il reclutamento di nuovi soci. A Federico, che è attualmente il segretario, ed a Francesco Ottaviano che ne è il presidente un augurio di buon lavoro per lo sviluppo della associazione. Nel corso di questo anno sono state fondate nel nostro distretto le prime due fellowships rotariane, quella della Flotta del Medio Adriatico, grazie all’impegno di Andrea Tranquilli e quella delle Auto Storiche grazie a Luigi Cafasi. Non mi dilungo sul significato delle fellowships che sono state argomento della mia lettera di Giugno, ma mi auguro che altre ne possano essere costituite perchè rappresentano un terreno fertilissimo per lo sviluppo dell’amicizia. Penso ad esempio alla possibile fellowship del Golf o dei Cavalieri Rotariani che sono già di fatto operative, ma che ancora non sono evolute verso la necessaria formalizzazione. Nel corso dell’anno, insieme ai miei successori e quindi soprattutto con l’amico Giorgio Splendiani ma anche con Ferruccio Squarcia e Mario Struzzi, si è iniziato a dare forma operativa al concetto della continuità che ormai è un fatto acquisito nella vita del Rotary. Perché questa sia veramente esecutiva non bastano solo le dichiarazioni di principio, ma servono anche gli strumenti operativi. Ed in questo senso si è proceduto ad una profonda revisione degli aspetti organizzativi della attività di supporto distrettuale quali la segreteria e la tesoreria. Si è passati, infatti, dal concetto di segreteria e tesoreria del governatore che, secondo le indicazioni precedenti del Rotary International, veniva impostata dal singolo governatore ed esauriva le sue funzioni con il termine del mandato del governatore stesso, a quello di segreteria e tesoreria distrettuale che mantiene la continuità delle sue funzioni indipendentemente dal succedersi dei governatori. Questa operazione è risultata abbastanza complessa nel nostro distretto dove non esiste una sede fissa distrettuale e, data la assenza di un baricentro distrettuale, è molto improbabile che la possa avere in futuro. Si è optato, pertanto, per la soluzione, resa oggi possibile dalle nuove tecnologie, della segreteria e tesoreria distrettuali virtuali. Si armonizzano le procedure che transitano da una sede all’altra con il succedersi dei governatori. Vi è un progressivo trasferimento di funzioni fra le sedi successive con il training del nuovo personale destinato ad assumere la responsabilità della gestione pratica del distretto. Naturalmente tali funzioni vengono progressivamente affinate in relazione alla esperienza acquisita che diviene un patrimonio comune in grado di determinare la crescita progressiva della funzionalità del distretto e non va dispersa, come in precedenza, a causa del rigido schema di gestione annuale del passato. Questo ha dato origine a delle considerazioni su quale debba essere la funzione degli organi distrettuali e su come debbano essere utilizzate le risorse distrettuali. E’ sempre più evidente che gli organi distrettuali possano e debbano svolgere una funzione di servizio per tutti i club facilitandone la operatività e consentendo un incremento delle loro potenzialità in modo omogeneo. Quello che può fare il Distretto in questo senso è molto e molto più potrà fare mano a mano che questa visione si radicherà nella nostra cultura distrettuale. Sicuramente tali strutture potranno consentire un supporto operativo alle varie commissioni distrettuali che potranno, in tale modo, avere maggiore continuità ed efficacia. Risulta pertanto evidente come le risorse distrettuali possano rappresentare un vantaggio sostanziale per tutti i club consentendo un generale risparmio nella attuazione delle singole iniziative. Da qui ne deriva la considerazione che non è più concepibile che i fondi distrettuali vengano elargiti in modo disomogeneo ai singoli club, che in assenza di criteri uniformi di distribuzione mettono in serio imbarazzo chi deve decidere sulla loro allocazione sulla base di consuetudini che divengono progressivamente sempre più gravose ed a volte non riflettono più un reale interesse distrettuale, se mai lo hanno avuto. In linea di principio dovrebbe valere il concetto secondo il quale ogni club deve essere responsabile delle proprie iniziative, mentre il distretto dovrebbe intervenire solo là dove vi siano attività di interesse comune o di alto valore umanitario alle quali deve essere dato il giusto risalto distrettuale. Non posso, a questo proposito non menzionare le iniziative dei Campus Disabili dei club delle Marche e dei club dell’Abruzzo e del Molise, chi non vi è mai stato ci vada ed impari cosa vuol dire Rotary; e le iniziative per i non vedenti nelle Marche ed ora anche in Umbria. L’altro aspetto positivo di una segreteria virtuale in grado di mantenere una sua continuità operativa, è quello di consentire, finalmente, la costruzione di un archivio distrettuale. Il nostro distretto, purtroppo non ha una fonte a cui attingere le informazioni sulla sua storia. I tentativi attuati nel passato non hanno potuto essere coronati da successo, nonostante l’impegno titanico di alcuni di noi, un esempio per tutti l’amico Breccia Fratadocchi, proprio per la mancanza di continuità. Insieme a Giorgio, Ferruccio e Mario abbiamo condiviso la necessità di un intervento risolutore, abbiamo concordato che la soluzione elettronica è quella che consente le maggiori speranze di successo. Stiamo vagliando gli strumenti migliori esistenti sul mercato, che consentano l’inserimento di tutte le informazioni disponibili in modo organico e facilmente fruibile da tutti i soci. Spero che prima della fine del mio mandato si potrà prendere la decisione definitiva circa il metodo da adottare. E’ questo un altro esempio di come le risorse del distretto debbano essere utilizzate per strumenti che siano al servizio di tutti i club. Un servizio fondamentale è quello della comunicazione. Nel corso di quest’anno è stata adottata la posta elettronica come strumento di comunicazione prioritario nel network distrettuale. La comunicazione cartacea è stata pressochè abbandonata con evidente vantaggio in termini di costi, di tempo risparmiato, di rapidità dell’informazione, di consumo di carta con beneficio sia per le foreste che per le discariche. Quanto sembrava impossibile non più tardi di uno, due anni fa è oggi divenuto pratica di routine. Chi non la usa è ormai pressochè emarginato dal sistema. Non si creda però che tutto questo sia automatico ed indolore. Anche questo passo richiede attenzione ed impegno da parte delle strutture distrettuali. Infatti spesso gli indirizzi sono errati, le cassette di posta elettronica non svuotate regolarmente divengono stracolme e non consentono di far giungere le informazioni, l’uso eccessivo con ridondanza di messaggi a volte inutili, l’uso improprio, spesso ad opera di entusiasti neofiti che inviano messaggi pesantissimi, magari con interi set di fotografie, ignari di bloccare il traffico di tutto il sistema, rappresentano elementi critici da affrontare con grande attenzione. Nuove regole di buona creanza devono essere condivise e purtroppo ancora non disponiamo di una versione aggiornata in tal senso del già citato Galateo di Monsignor della Casa. Immaginiamo, però, quale possa essere il beneficio se i segretari di club inserissero con attenzione gli indirizzi di posta elettronica di tutti i soci che ne dispongano, in termini di distribuzione capillare delle notizie. E’ evidente la necessità di adottare uno stretto codice di sicurezza per evitare ogni possibile abuso. Ed allora eviteremmo di perdere, o di non trasmettere la famosa password per l’accesso al data base distrettuale per l’aggiornamento dei dati dei club, come purtroppo ancora troppo spesso avviene. Diviene sempre più evidente che il superamento di questo scenario caratterizzato da un traffico elettronico selvaggio può avvenire attraverso lo sviluppo mirato ed efficiente dei siti web. Come avveniva ieri per la posta elettronica, ancora oggi i siti web vengono considereati come un giocattolo per un divertimento di tipo dilettantesco ed amatoriale senza una funzione veramente necessaria. Le previsioni ci dicono diversamente ed è per questo che si è anche investito sull’adeguamento del sito internet del distretto che è in rapida evoluzione e ricalca gli schemi del sito del Rotary International. Ma un sito distrettuale perde molto del suo valore se non ha dei siti di club a cui collegarsi. Molti club stanno sviluppando dei siti interessanti, spesso però mancano di continuità e di tempestività nell’aggiornamento delle informazioni. Credo che su questo i club debbano investire dedicando delle risorse che possano assicurare tali funzioni. E’ ormai dimostrato che non esistono vie di mezzo: un sito o funziona o non funziona. Se vi si trovano informazioni utili ed aggiornate si crea un flusso di accessi regolare e progressivamente crescente, se le informazioni sono datate, il sito rappresenta solo uno spreco di risorse per minime che siano, ma crea senza dubbio un notevolissimo danno di immagine. Non si deve dimenticare il potenziale di tali strumenti nel campo della educazione e della formazione della cui necessità siamo tutti ben consapevoli dato il livello di conoscenza delle regole e delle procedure di funzionamento del Rotary drammaticamente scarso, spesso anche da parte di chi crede di sapere molto. Naturalmente, quando si parla di continuità, non possiamo restringere il campo ai soli aspetti tecnologici ed organizzativi. La continuità più importante è quella culturale e di indirizzo. A questo proposito devo esprimere un profondo ringraziamento al Consiglio dei Governatori, il nuovo organo costituito dai Past Governors, dal Governatore in carica e dai Governatori incoming, eletto e designato, che si è rivelato un forum ideale per la trasmissione di esperienze consolidate in supporto alla organizzazione ed alla programmazione di attività distrettuali attuali e future. Anche se le nuove tecnologie ci offrono delle opportunità di comunicazione impensabili fino ad un recentissimo passato, non possiamo prescindere dalla comunicazione tradizionale. Un giornale diastrettuale rappresenta comunque uno strumento irrinunciabile che deve soddisfare le richieste di informazione in linea con i tempi. Il nostro giornale, che ha ormai una storia ultradecennale, è una realtà viva che evolve con l’evoluzione delle richieste dei suoi lettori. E noi non ci siamo tirati indietro di fronte a questa ultriore sfida con l’aiuto preziosissimo di Ferruccio Squarcia che a malinquore ha dovuto lasciare la sua posizione di Direttore responsabile avendo assunto responsabilità ben superiori dopo aver garantiti la evoluzione del giornale nei primi sei mesi di questo anno, quando a lui si è avvicendato Mauro Bignami che sta gestendo con grande competenza, professionalità ed impegno la rivista, sostenuto dalla creatività sempre efficace di Angelo Buonumori. A loro deve andare il nostro più sentito ringraziamento per quanto hanno fatto e stanno facendo. Naturalmente la rivista non vive senza il contributo di tutti noi, sia che questo sia su di una base regolare, come negli articoli sempre puntuali di Urbano Urbinati accompagnati dalla vignetta anonima la cui autrice sembra conoscere molto da vicino il pensiero di Urbano, che quelli occasionali inviati da ognuno di voi. Gli obiettivi che ci si è posti sono molteplici. In primo luogo quello che i rotariani ricevano regolarmente la rivista e questo non sembri un obiettivo banale, perché passa attraverso il corretto aggiornamento dell’indirizzario da parte dei club. Essendo consci delle difficoltà che questo semplice adempimento comporta si è semplificata la procedura di aggiornamento del data base, mentre ad opera della segreteria distrettuale vengono continuamente sollecitati quei club in cui si osservano dei dati mancanti. Abbiamo dato credito al sistema postale albanese ed oggi anche gli amici albanesi ricevono la rivista presso le loro case. Il secondo obiettivo è quello che un numero progressivamente crescente di rotariani tolgano il cellophane che avvolge la rivista. Questo è un indicatore fondamentale quale segno di interesse per una pubblicazione e riteniamo di aver centrato anche questo obiettivo. Ma l’obiettivo più importante è quello di far sì che il giornale divenga uno strumento di lavoro dei rotariani attraverso il quale venire a conoscenza e far conoscere in tempo utile le attività svolte e da svolgere in ambito rotariano con degli spunti di interesse su argomenti di ordine generale osservati alla luce dei valori del Rotary. Abbiamo lavorato molto anche sui tempi di pubblicazione e devo dire con soddisfazione che finalmente l’obiettivo di stampare il giornale prima della fine del mese precedente alla data di pubblicazione per farlo giungere ai rotariani ai primi del mese è stato finalmente raggiunto. Questo anche attraverso una operazione abbastanza complessa e laboriosa il cui artefice è l’amico Marco Bellingacci che ha coinvolto una azienda, la BrandUp, in grado di garantire la pubblicazione del giornale a costo zero per il distretto attraverso la raccolta di pubblicità eseguita in maniera sistematica e professionale e non più basata sulla buona volontà dei tanti amici rotariani che nel corso degli anni hanno dato il loro sostegno economico più come service e per amicizia verso il governatore di turno, ma come vera e propria operazione commerciale in cui l’inserzionista vede nel giornale un importante veicolo per la conoscenza dei suoi prodotti. E’ evidente che anche in questo scenario verranno privilegiati i tanti imprenditori rotariani, anche considerando che secondo gli accordi preliminarmente discussi insieme ai miei successori, una consistente percentuale dell’eventuale surplus pubblicitario potrà essere investito nella Rotary Foundation secondo le indicazioni dei club che hanno facilitato la raccolta pubblicitaria. Vi è, inoltre, l’intenzione di pubblicare una rivista elettronica di approfondimento su tematiche rotariane. Questo progetto è in fase di strutturazione e la prima bozza di questa iniziativa è rappresentata dalla raccolta di tutti i contributi presentati nel corso dei Forum distrettuali tenutisi questo anno. Maggiori difficoltà, invece le incontriamo relativamente alla rivista nazionale “Rotary”, ho più volte espresso in modo formale e progressivamente più esplicito al Coordinatore Editoriale ADIRI, Gianni Jandolo, il disappunto per la scarsa rappresentazione del nostro distretto nella rivista, per i tagli a cui sono stati sottoposti gli articoli inviati, per i tempi assolutamente inadeguati per chiedere articoli ai club in relazione ai temi del mese, per la opinabilità delle scelte per le interviste ed infine per alcuni aspetti di ordine gestionale che possono sollevare alcune perplessità. Non ho avuto il piacere di avere alcuna risposta e spero che Giorgio Splendiani abbia un maggior successo. Di notevole soddisfazione, invece, sono state le iniziative intraprese di concerto con gli altri Distretti Italiani qui rappresentati dal carissimo amico Franco Arzano, Governatore del Distretto 2080 e Rosanna, che saluto con grandissimo affetto e che ringrazio per averci fatto l’onore di essere con noi qui a Norcia. Fra queste mi piace ricordare l’iniziativa “Rotary al Cinema” che ha consentito di raccogliere una cifra globale di oltre 250.000 dollari, con una quota di circa 20.000 dollari da parte del nostro distretto, che sono stati devoluti alla Rotary Foundation e presentati al Presidente Internazionale Wilf Wilkinson in occasione dell’Institute tenutosi a Salerno. Altra iniziativa di succcesso è stata quella della raccolta dei fondi per il Microcredito che porterà al finanziamento di due progetti italiani per oltre 50.000 dollari. E’ da notare che questa iniziativa su scala nazionale ha generato una serie di altre iniziative simili sia su scala distrettuale che a livelo di club, come già indicato nel nostro distretto. Con grande sforzo siamo riusciti a pubblicare l’annuario entro Novembre, solo l’inefficienza dell’editore ha fatto sì che la distribuzione subisse dei ritardi, ma abbiamo messo i nostri successori nella condizione di poter pubblicare il prossimo annuario quasi all’inizio dell’anno. Speriamo che questa volta l’editore non faccia altri scherzi. Però, l’amicizia che ci ha legato nel corso di quest’anno, non è stata sufficiente a risolvere l’annoso problema dei rapporti fra ICR, Istituto Culturale Italiano, associazione riconosciuta e proprietaria, fra le altre cose della testata del giornale nazionale Rotary, ed ADIRI, Associazione Distretti Rotary Italiani, associazione non riconosciuta il cui compito esclusivo è quello di gestire la pubblicazione del giornale nazionale e di pubblicare l’annuario secondo un comodato siglato con ICR. E’ impossibile in questa sede entrare nei dettagli di questa vicenda complessa e sicuramente non esaltante. Vorrei però, in questa sede, riconoscere ancora una volta il servizio svolto da quanti hanno avuto a cuore la soluzione di questo problema salvando la onorabilità del Rotary Italiano e di tutti quei rotariani che nel tempo hanno operato nell’ambito di ICR con spirito di servizio e competenza e che nulla hanno avuto a che fare con le vicende sicuramente non improntate allo spirito roatariano che ne hanno causato la crisi. A tale proposito vorrei ringraziare per il loro impegno veramente “al disopra di ogni interesse personale” degli amici Vincenzo Monatalbano Caracci, Luciano Pierini, Antonio Guarino, Tullio Tonelli e Riccardo Marrollo. Passando ad argomenti di maggior soddisfazione ho il piacere di comunicarvi che la raccolta fondi per la Rotary Foundation ha raggiunto la cifra record per il nostro distretto in tempi normali di ben oltre 250.000 dollari. Ringrazio tutti voi ed in particolare Mario Giannola che nel nostro distretto rappresenta il punto di riferimento irrinunciabile e sempre disponibile per ogni iniziativa legata alla Rotary Foundation. Il numero dei Matching Grants è notevolmente aumentato grazie al progressivo incremento della capacità operativa dei singoli club. Non posso non menzionare che finalmente dopo anni di gestazione è stato approvato il complesso progetto di intervento sui bambini affetti da diabete in Cameroon, lanciato durante l’anno di governatorato di Vincenzo Montalbano, che coinvolge ben sei club del nostro distretto ed altrettanti del Cameroon con il coinvolgimento di una serie di partners a livello internazionale e la finalizzazione della iniziativa per l’acquedotto di Durazzo il cui progetto operativo è stato approvato nei giorni scorsi dalleautorità albanesi. Vorrei descrivere tutti i progetti realizzati dai club nel corso di questo anno, ma è impossibile ed è per questo che sono stati messi a disposizione degli spazi espositivi per ciascun club, per dare ad ognuno la possibilità di mostrare quanto realizzato, ma soprattutto per dare a tutti noi la consapevolezza dell’enorme massa di attività che il Rotary, nella sua globalità può svolgere e di quale impatto questo possa avere sulla società. Fra i programmi della Rotary Foundation non posso non soffermarmi sul GSE. Quest’anno il nostro team brillantemente guidato da Lisa Minelli è stato accolto con grande calore dagli amici del Distretto 6450 di Chicago ed ha avuto la opportunità di visitare il club N°1 e la sede di Evanston. Ma la più grande soddisfazione deriva dalla scommessa vinta grazie a tanti di voi che hanno ospitato nelle loro case i ragazzi, che avete appena conosciuto. In nessuna tappa, tranne naturalmente quella attuale, i ragazzi sono stati ospitati in albergo. Sembrava che nel nostro distretto questo fosse impossibile perché non vi era questa consuetudine. Invece si è dimostrato che tale percezione era del tutto sbagliata e che i rotariani del nostro distretto sono generosi ed aperti come tutti gli altri rotariani del mondo. Certo il percorso è stato inusuale, tortuoso, con qualche assenza clamorosa, ma sicuramente i ragazzi hanno percorso, come per le strade che oggi vanno di moda del vino o dell’olio DOC, la strada del Rotary DOC. Probabilmente gli impegni sono stati troppi, anche se tutti di grande interesse e dettati dal desiderio di far vedere tutte le bellezze del nostreo territorio, e questo sarà bene tenerlo presente nei programmi dei prossimi anni. Nel corso di questo anno abbiamo affrontato il tema del ruolo del Rotary nella società attuale in cui si avverte una crisi profonda in tutti i campi e di cui si stenta a capire quali possano essere i rimedi. Ho percepito da parte dei rotariani la determinazione a voler riaffermare la validità dei valori che ci uniscono e di volere con orgoglio essere protagonisti come rotariani e come membri della cosiddetta società civile di un cambiamento di tendenza volto ad arrestare un declino che sembra venire accettato come una ineludibile fatalità. Per avere la consapevolezza della propria potenzialità a volte sono necessarie delle manifestazioni semplici, ma concrete e simbolicamente rilevanti per dimostrare che “se si vuole si può”. E’ questo il vero significato della sfida delle cosiddette “stravaganze” che vi ho lanciato e che il corpo dei rotariani, soprattutto di quelli silenti, ha accolto con grande favore determinandone il successo. La linearità dei menu e dei tempi delle nostre conviviali, la abolizione di regali non necessari ed il recupero forte del valore dei nostri simboli, la puntualità nelle nostre iniziative, la apertura delle nostre case ai giovani del GSE, la rivisitazione di usanze obsolete, la necessità di mettersi in discussione ogni giorno eliminado il rassicurante paravento della retorica e dei luoghi comuni, una politica dei costi volta ad assicurare la massima partecipazione alle nostre manifestazioni, queste sono le “stravanganze” alle quali ho esposto il Distretto. Un Governatore non ha nessun potere, non ha la possibilità di imporre nessuna di queste cose, per semplici che possano apparire. Un Governatore ha, però, il dovere di recepire quella che è la volontà della massa dei rotariani e non dei loro sacerdoti, di mettersi al suo servizio e di darle voce e strumenti per affermarsi. Carissimi amici quelle che abbiamo soddisfatto non erano le “stravaganze” di un governatore, ma il vostro profondo desiderio di concretezza e di adeguamento ai tempi per essere incisivi su di una società che ha bisogno del nostro intervento, per uscire dalla spirale del consumismo che ci attanaglia e del relativismo che mina alle radici la nostra civiltà. Per riaffermare il ruolo dell’individuo, della sua creatività individuale, del suo orgoglio di leadership, dell’orgoglio nel riaffermare e pretendere la selettività sulla base dei valori che ci uniscono e per riaffermare il valore dell’etica e della responsabilità individuali in una società in cui è divenuto argomento di contrattazione sindacale la possibilità per un medico di fare certificazioni false. Ma per rafforzare questo nostro desiderio di servire la società in un momento di grande bisogno, è necessario, anche, fare riferimento a dei principi ideologici, ed ecco, allora il significato della riconsiderazione delle nostre radici storiche e culturali anche alla luce dei valori del Rotary con la percezione sempre più chiara che gli deali ed i valori del Rotary sono connaturati con la parte migliore della nostra storia millenaria e fanno parte del nostro DNA, anche se hanno trovato una formalizzazione pragmatica ed operativa oltre oceano. E di nuovo, è questa la chiave di lettura del tema scelto quest’anno e della sua trattazione in un numero inusuale di Forum, organizzati su tutto il territorio del Distretto con la artecipazione di personalità di grande rilievo, rotariane e non rotariane, e della sintesi che è stata fatta in questa sede, difficile, ma dal valore simbolico irrinunciabile. Come è di rito, e con grande piacere, concludo ringraziando chi mi ha aiutato e sostenuto in questo anno per me di grande impegno, molto faticoso, ma anche, grazie a tutti voi, bellissimo ed indimenticabile. Ringrazio il Consiglio dei Governatori che non mi ha fatto mancare i suoi suggerimenti ed il suo appoggio; ringrazio tutti i componenti dell’organigramma e soprattutto i miei Assistenti con i quali abbiamo instaurato una fantastica simbiosi operativa; ringrazio tutti i componenti dello Staff, che hanno rappresentato la spina dorsale di ogni iniziativa intrapresa. Ringrazio gli amici di Norcia che ci hanno aiutato nella organizzazione del Congresso e non posso non fare una menzione particolare per le nostre assistenti di Segreteria, Anna Rita e Grazia per la loro paziente e sempre premurosa disponibilità nel sobbarcarsi una attività pesante e la cui gentilezza tutti voi avete avuto modo di conoscere. Desidero, non mi ha mai fatto mancare il suo appoggio e la sua comprensione. Con Nicoletta abbiamo trascorso un anno intenso, bellissimo, ma non sempre facile, ed a lei devo il ringraziamento più grande, per i consigli, la disponibilità, l’aiuto concreto, ma soprattutto per il suo grande e paziente affetto senza il quale ben poco avrei potuto fare nel Rotary e nella vita. E insieme a Nicoletta, desidero, infine, ringraziare tutte le Amiche e gli Amici Rotariani e le loro famiglie per la grande amicizia di cui ci hanno voluto onorare e che rimarrà per noi il dono più bello che potessimo ricevere.
Massimo Massi Benedetti

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