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		<title>2012.05.18 &#8211; &#8220;Il Giardino della Vita&#8221; di Marzia Marchionni</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Dedicato a te" di Marzia Marchionni]]></category>
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Marzia Marchionni
E’ frequente la metafora del giardino connessa alla vita. Abbiamo cura del Nostro giardino? A monte, lo apprezziamo? Se così fosse, ne avremmo cura. Viene da sé: quando una cosa mi sta a cuore, la preservo accudisco coltivo&#8230; la amo, non solo a parole, con i fatti. E con le persone? Che toni uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6568" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg"><img class="size-full wp-image-6568" title="Marzia Marchionni" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Marzia Marchionni</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ frequente la metafora del giardino connessa alla vita. Abbiamo cura del Nostro giardino? A monte, lo apprezziamo? Se così fosse, ne avremmo cura. Viene da sé: quando una cosa mi sta a cuore, la preservo accudisco coltivo&#8230; la amo, non solo a parole, con i fatti. E con le persone? Che toni uso abitualmente con coloro con cui mi rapporto, per pochi istanti o per anni? Mostro sincero interesse, mi accorgo di loro o mi limito a dare comandi? Dopo 20 anni di matrimonio..?? &#8230;è un dono. E con me stesso? Cosa sto facendo del mio Giardino?  Quando impariamo a ringraziare di cuore per quel fiore, è facile che ne sboccino altri dieci oppure che si vedano gli altri dieci già esistenti ma prima nascosti ai nostri occhi ancora velati.  Cosa posso fare per vedere, sentire, percepire il mio giardino, con tutti i suoi bei colori, inebrianti profumi, palpitanti movimenti ? E per farlo fiorire sempre più?<br />
Riporto un passo eloquente nella sua semplicità.<br />
&lt;&lt;Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: &#8220;Ci sono domande?&#8221;.  Uno studente gli chiese: &#8220;Professore, qual è il significato della vita?&#8221;. Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.  Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era.  &#8220;Ti risponderò&#8221;. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: &#8220;Quando ero bambino, un giorno sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Presi il frammento più grande e lo conservai. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio.  Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma il simbolo di quello che avrei potuto fare nella vita.  Anch&#8217;io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che sono, però, nonostante i miei limiti, posso riflettere la luce, la verità, la comprensione, la conoscenza, la bontà, la serenità, la tenerezza in tutti quei luoghi bui del cuore degli uomini (n.d.r.: compreso quello del narrante) e contribuire al cambiamento di qualcosa in e per qualcuno.  Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. Ecco, in questo per me sta il significato della vita&#8230;&gt;&gt; (anonimo).  Siamo Luce. Possiamo e dobbiamo risplendere in ciascuna azione che compiamo.  Cosa vuole Dio dalla mia Vita? A cominciare da… qui ed ora?  &lt;&lt;E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare&gt;&gt; (Anaïs Nin).<br />
Ad ognuno il suo percorso.  Buona Vita!<br />
Marzia Marchionni</p>
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		<title>2012.05.12 &#8211; &#8220;L’equivoco della crescita&#8221; di Luca Romanelli</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Res Publica" di Luca Romanelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Luca Romanelli
Adesso che Hollande ha vinto le elezioni in Francia e la gente comincia a sentire il morso della stretta fiscale si ritorna a parlare di crescita. Il lessico della Prima Repubblica ma anche dei suoi residui camuffati che ci hanno illuso fino a qualche mese fa faceva coincidere la parola crescita con spesa pubblica.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6858" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg"><img class="size-full wp-image-6858" title="Luca Romanelli" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Romanelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Adesso che Hollande ha vinto le elezioni in Francia e la gente comincia a sentire il morso della stretta fiscale si ritorna a parlare di crescita. Il lessico della Prima Repubblica ma anche dei suoi residui camuffati che ci hanno illuso fino a qualche mese fa faceva coincidere la parola crescita con spesa pubblica.<br />
Il duro sguardo della realtà ci dice tuttavia senza pietà che lo Stato non può spendere di più. Anzi dovrà spendere di meno, per la semplice ragione che i mercati finanziari non finanziano più il nostro debito e nuove tasse sarebbero semplicemente insopportabili. Lo spread si è assestato sul 4%, il che vuol dire, nel medio periodo, un peso addizionale sul nostro bilancio nazionale di 40-50 miliardi di euro. Dico “si è assestato” perché se sgarriamo salirà e se la banche, che Draghi ha riempito di liquidità perché acquistassero per suo conto debiti sovrani, daranno segnali di squilibrio saremo da capo. Il fallimento di Bankia in Spagna o le perdite spaventose di Monte Paschi o Intesa emerse in questi giorni non sono certo segnali di speranza.<br />
La sola politica credibile di crescita è quella che aiuta a ricostruire fiducia nel futuro ed a creare opportunità di lavoro ed investimento per lavoratori disoccupati o sottoccupati ed imprese in difficoltà. Fiducia ed opportunità vanno recuperate immediatamente, mentre si mettono in moto riforme con effetti nel medio termine. Come?<br />
1. sostituendo spesa improduttiva (sprechi, regalie ad imprese o corporazioni che alimentano il sottobosco della politica, sussidi a settori perdenti) con investimenti che aumentino la produttività del sistema economico (ricerca, infrastrutture critiche, ammodernamento della pubblica amministrazione);<br />
2. spezzando monopoli (spesso occulti) e corporazioni che fanno stagnare settori economici importanti e scoraggiano gli investimenti e la nascita di nuove imprese: non solo taxi e farmacie, ma anche, tra gli altri, i servizi professionali, ingessati dagli ordini e le così dette utilities (servizi ambientali, energia, trasporto locale) paralizzate dal cordone ombelicale con la politica;<br />
3. avviando, se necessario con l’accetta, la riforma della pubblica amministrazione, semplificando il sistema, eliminando sovrapposizioni, mettendo in rete o in comune i servizi (si pensi ai piccoli comuni, la cui spesa procapite esplode), redistribuendo i carichi di lavoro (vedi le circoscrizioni giudiziarie).<br />
Insomma decisioni coraggiose, che abbiano anche forti effetti simbolici, perché la gente non si adagi nella disperazione.<br />
Se il governo Monti può svolgere (speriamo) la prima parte del lavoro, spetta alla politica, tra un anno, finire il lavoro o mandarci alla rovina. La campana dell’ultimo giro è suonata alle ultime amministrative. La gente ha detto basta  ai partiti “fan club”, che inevitabilmente rivelano il villano o il farabutto in chi viene per anni celebrato come eroe, e chiede forze politiche trasparenti, fortemente competitive all’interno, finanziate dai cittadini, dove il ricambio ai vertici sia la regola e non l’eccezione. Solo partiti o movimenti fondati su questi principi sono in grado di tirarci fuori dai guai e ci converrà, come cittadini, esigerli con forza.<br />
Luca Romanelli <a href="http://www.lucaromanelli.it">www.lucaromanelli.it</a></p>
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		<title>2012.05.10 &#8211; Progetto &#8220;LA VITA NOVA&#8221; &#8211; Realizzazione di un Reparto di Cardiochirurgia Infantile presso l&#8217;Ospedale Italo-Zambiano di Lusaka (Zambia) &#8211; Rotary Club: Porto San Giorgio Riviera Fermana &#8211; Alto Fermano Sibillini &#8211; Fermo &#8211; Montegranaro &#8211; jesi &#8211; Fabriano &#8211; Alta Vallesina &#8211; Camerino</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La vita nova]]></category>
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		<description><![CDATA[Apri il link su Rotary 2090 &#8211; http://www.rotary2090.info/?p=2027
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			<content:encoded><![CDATA[<h2>Apri il link su Rotary 2090 &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=2027">http://www.rotary2090.info/?p=2027</a></h2>
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		<title>2012.05.10 &#8211; &#8220;Nella terra di nessuno&#8221; di Marchetto Morrone Mozzi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 19:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Economia e finanza" di Marchetto Morrone Mozzi]]></category>
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Marchetto Morrone-Mozzi
Con la ricorrenza del decimo anniversario dell’Euro desidero compiere alcune riflessioni alla luce sia dell’esperienza sin qui maturata e sia della discussione sulle criticità correlate alla crisi economica che stiamo vivendo.
E’ fuor di dubbio che i benefici addotti dall’adozione dell’Euro siano stati di notevole momento anche per i Paesi con elevato indebitamento quali l’Italia.
E’ [...]]]></description>
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<div id="attachment_6785" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Morrone-Mozzi-Marchetto.jpg"><img class="size-full wp-image-6785" title="Morrone-Mozzi Marchetto" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Morrone-Mozzi-Marchetto.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Marchetto Morrone-Mozzi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Con la ricorrenza del decimo anniversario dell’Euro desidero compiere alcune riflessioni alla luce sia dell’esperienza sin qui maturata e sia della discussione sulle criticità correlate alla crisi economica che stiamo vivendo.<br />
E’ fuor di dubbio che i benefici addotti dall’adozione dell’Euro siano stati di notevole momento anche per i Paesi con elevato indebitamento quali l’Italia.<br />
E’ altrettanto fuori di dubbio che nell’Eurozona il tasso di cambio dell’euro contro le principali valute estere abbia favorito il progressivo deterioramento economico, e la successiva crisi finanziaria, specie per quei Paesi a più bassa produttività per i quali quel tasso di cambio è rapidamente diventato insostenibile.  L’attuale crisi economica è quindi il risultato di un’unione monetaria fra realtà economicamente diseguali che ha penalizzato alcuni Paesi e ne ha favoriti altri.  L’evidenza dei fatti dimostra che l’euro è una moneta sottovalutata per la produttività tedesca, ma è una moneta troppo forte per i cosiddetti Paesi periferici.  Sarà elementare, ma quella è l’essenza dei problemi che ci attanagliano.   L’intenso dibattito che accompagna le attuali difficoltà non può pertanto prescindere da tale conclusione e la sua consapevolezza deve informare l’attività riformatrice dei Governi.<br />
Per uscire dalla morta gora occorre quindi intervenire energicamente per ridurre il gap di produttività che separa il nostro Paese dalla Germania. Infatti, e solo a titolo di cronaca, le riforme dei mercati (liberalizzazioni, mercato del lavoro, pensioni, solo per citare le principali emergenze) sono state affrontate e risolte dai tedeschi giusto dieci anni fa.  Nessuno, all’estero, se ne era accorto anche perché quel popolo ha realizzato le necessarie riforme senza schiamazzi, senza proclamare scioperi generali, senza isterismi collettivi.  In una parola, con disciplinata serietà.  Dalle nostre parti le cose non vanno propriamente allo stesso modo e non molti sembrano veramente accorgersi della gravità della situazione.<br />
Il ritardo con cui il nostro Paese sta affrontando le sue epocali difficoltà dovrebbe, al contrario, spingerci ad accelerare il processo riformista, ad invocare, anzi pretendere, un rapido riallineamento socio-economico alle condizioni largamente diffuse nella parte più virtuosa dell’Europa.  Invece mi pare di vedere una crescente insofferenza verso ogni forma di cambiamento che segni una discontinuità rispetto alle piacevoli ma costosissime, italiche abitudini del passato.  E anche la scoperta della solidarietà nazionale verso il popolo greco non sottintende, a mio modo di vedere, una reale volontà di soccorrere il vicino in preda ad un dramma (è proprio il caso di dirlo) sociale, ma rappresenta piuttosto una via di mezzo tra lo scongiuro (di finire così) e la supplica agli altri (se finiamo così, dateci una mano come noi avremmo fatto con loro).  Insomma, è come parlare a nuora perché suocera intenda!<br />
In assenza di chiare idee su come venir fuori dal pantano, la BCE ha offerto liquidità illimitata alle banche per fargli comprare titoli di Stato. Gli effetti finanziari si sono subito visti con temporanee riduzioni degli spread, ma gli effetti reali sono del tutto assenti.  E ciò non deve destare meraviglia poiché le sole politiche monetarie espansive sono una cura palliativa specie nelle fasi in cui le imprese ed i privati tutto vogliono fuorché aumentare il proprio indebitamento.  Anzi. Protrarre a lungo una situazione di abbondanza di liquidità equivale a gettare benzina sul fuoco rischiando di cadere nella ben nota “trappola della liquidità” dalla quale (forse) ora sta uscendo il Giappone, ma dopo vent’anni di economia sostanzialmente paralizzata.  E mentre i governi dimostrano di non riuscire a dipanare la matassa sul come coniugare le necessità della crescita con quelle del rigore, gli effetti delle incertezze sulla direzione da prendere sono chiaramente avvertiti dai mercati paralizzati dal timore di vedere alternativamente punita la mancanza della crescita o la mancanza di austerità.<br />
Con il cambio al vertice di alcuni importanti Paesi UE il partito della crescita sembra essersi rafforzato o, più semplicemente, ci si è resi conto che l’espansione non può essere perseguita aumentando il debito, già tragicamente ed insopportabilmente elevato.  Ma ci si sta altresì convincendo che il solo rigore è ben lungi dal portare al risanamento delle finanze pubbliche ma è viceversa foriero di incrementi incontrollati e disperati della spesa sociale.  Si sta insomma entrando in una terra di nessuno, dove le iniziali certezze lasciano il passo a possibili soluzioni di compromesso.  Forse si arriverà ad un do ut des dove a ogni progresso verso il risanamento dei bilanci pubblici e sulle riforme strutturali di uno Stato, corrisponda una messa in comune di una parte del suo debito pubblico dando così attuazione ai principi costituzionali alla base dell’Unione a partire da quella “volontà dei cittadini e degli Stati d’Europa di costituire un futuro comune”<br />
Diversamente l’Euro sarà sempre più a rischio.<br />
Marchetto Morrone Mozzi</p>
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		<title>2012.05.10 &#8211; Alessandro Cruciani &#8211; (Montegranaro, 1841 – Sant’Elpidio a Mare, 1912) &#8211; Il musicista poeta di Giovanni Martinelli</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 19:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Il Fermano terra della musica" di Giovanni Martinelli]]></category>
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Giovanni Martinelli
Alessandro Cruciani, di ragguardevole famiglia montegranarese, per quanto poco noto rappresenta una emblematica figura di intellettuale dell’800, romantico uomo di cultura, apprezzato musicista nonché versatile poeta e latinista.
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<div class="mceTemp">
<div id="attachment_6510" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg"><img class="size-full wp-image-6510" title="Giovanni Martinelli 2" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Martinelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Cruciani, di ragguardevole famiglia montegranarese, per quanto poco noto rappresenta una emblematica figura di intellettuale dell’800, romantico uomo di cultura, apprezzato musicista nonché versatile poeta e latinista.<br />
Nacque a Montegranaro il 24 maggio 1841 e già da bambino dimostrò predisposizione alla musica ma anche predilezione per le lettere. Dopo aver seguito gli studi a Fermo, fu avviato alla carriera ecclesiastica nel rigoroso e importante Collegio Capranica a Roma, dove continuò la sua formazione musicale (presentando, anni avanti, il suo curriculum per un incarico di maestro di cappella, scrisse di aver svolto attività musicale per ben nove anni «sotto la guida de’ più accreditati maestri»).<br />
Ben presto accortosi che l’abito talare non era tagliato per il suo futuro, decise di avviarsi allo studio delle72 leggi fino a che, nel 1869, ebbe l’occasione che aspettava in campo musicale candidandosi per l’incarico di maestro di cappella della Collegiata di Sant’Elpidio a Mare. Ottenuto il posto, si trasferì definitivamente a Sant’Elpidio dove sposò Christina Berdini, di buonafamiglia locale. In Collegiata fu maestro di cappella per soli due anni fino al 1871, sostituito da un altro noto musicista, Giulio Pompeo Colombati. Le ricerche di alcuni musicologi locali hanno riscoperto recentemente il profilo di un musicista di talento e di un uomo di raffinata cultura.<br />
Proprio al periodo elpidiense si riferisce la sua più nota attività. Di quegli anni restano alcune opere, conservate nell’archivio di famiglia: messe, sonate sacre, sonate per organo e voce, mottetti, melodie. Libero da incarichi, si dedicò al panismo (si racconta – come cita Giovanni Conti nella Strenna di Montegranaro – di un suo incontro romano con Listz, dal quale avrebbe avuto anche lezioni e che non avrebbe risparmiato elogi per il suo talento) componendo l’opera in tre atti Ildegonda, la Sinfonia moderna e altre sonate di autore romantico. Il suo Cor Jesu, dedicato a Leone XIII e dato alle stampe, gli diede la maggiore notorietà, anche interviste su importanti riviste musicali del tempo. La sua presenza come pianista e autore di brani da concerto al Teatro «Cicconi», come raccontano le cronache, riceveva ogni volta consensi entusiastici.<br />
Fu anche poeta, sia in lingua sia in latino, componendo versi ed epigrafi soprattutto in occasione di importanti eventi cittadini. Ma la musica restò la sua passione centrale, tanto da lasciar scritto che le sue composizioni si sarebbero dovute eseguire anche dopo la sua morte, che avvenne a Sant’Elpidio a Mare il 22 marzo 1912.<br />
Giovanni Martinelli</p>
</div>
<div id="attachment_7555" class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Cruciani-Alessandro.jpg"><img class="size-full wp-image-7555" title="Cruciani Alessandro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Cruciani-Alessandro.jpg" alt="" width="140" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Alessandro Cruciani </p></div>
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		<title>2012.05.06 – “Esperienze al Montessori” di Angelica Malvatani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Accade a Fermo" di Angelica Malvatani]]></category>
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Angelica Malvatani
Ci sono storie che non sa da quale parte prenderle, per raccontarle, storie che capisci solo se ti ci trovi dentro. Storie dei cosiddetti “esodati” quelli fuori dal mercato del lavoro ma ancora troppo lontani dalla pensione. Dunque senza risorse, senza passato e senza speranze di futuro. Un limbo di disperazione, praticamente. E poi [...]]]></description>
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<div id="attachment_6581" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg"><img class="size-full wp-image-6581" title="Angelica Malvatani" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Angelica Malvatani</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci sono storie che non sa da quale parte prenderle, per raccontarle, storie che capisci solo se ti ci trovi dentro. Storie dei cosiddetti “esodati” quelli fuori dal mercato del lavoro ma ancora troppo lontani dalla pensione. Dunque senza risorse, senza passato e senza speranze di futuro. Un limbo di disperazione, praticamente. E poi ci sono i sogni di alcuni che chiedono solo una spinta per partire e ricominciare. Questa è la storia di William Benfenati, Francesco Mureni e Anassia Marziali, sono arrivati al Montessori due anni e mezzo fa, lavoratori socialmente utili li chiamano, qualcosa come 600 euro di stipendio e un lavoro vero. Un lavoro che un mese dopo l&#8217;altro ha cambiato la vita ai tre operatori, arrivati per caso per poi scoprire un talento vero. Sanno trattare con i bambini e con i giovani anche gravemente disabili, sanno prenderli con cura, caricarli nelle auto attrezzate, sanno dare sorrisi e conforto alle famiglie. Apprezzati da tutti, dal direttore dell&#8217;istituto Marco Marchetti, dai genitori che al Montessori si affidano, arrivano oggi alla fine della loro esperienza, il tempo massimo per la borsa lavoro si va esaurendo e nuove possibilità non ce ne sono. Dunque tra pochi giorni saranno senza sussidi, senza lavoro, senza nulla di nulla. Ecco dunque l&#8217;idea, insieme vorrebbero mettere in piedi una associazione onlus, per continuare a lavorare con i disabili, per proseguire con questo mestiere che hanno scoperto per caso ma che è per loro un talento innato, di cuore, di pensieri. William, 54 anni, due figli all&#8217;università, per anni nel calzaturiero, la mobilità finisce a maggio 2012, si interrompono i versamenti pensionistici e la paura è di perdere anche alcuni diritti sanitari. William è un lavoratore instancabile, presente ben oltre l&#8217;orario, sempre attento, sempre pronto a darsi da fare: “Quello che chiediamo è di poter proseguire con questo nostro impegno perché siamo veramente felici di lavorare in questo settore, con i ragazzi che ormai sono nostri amici e compagni di viaggio. Ci piacerebbe studiare forme di collaborazione con i comuni, con varie associazioni, per continuare a fare trasporti e assistenza alla persone”. Anche Francesco, 56 anni, era nel calzaturiero, fino al 2007 la vita è andata avanti serena, con la moglie e tre figli. Poi la crisi, la fabbrica che chiude, i lavori di fortuna trovati per riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena, anche con l&#8217;aiuto dei nonni che ci mettono la pensione per far sopravvivere tutti. Poi l&#8217;arrivo al Montessori: “La prima settimana di lavoro qui è stata dura, pensavo di non farcela. Oggi sono veramente felice, mi trovo bene, mi rende felice che i genitori si fidino di me e mi lascino con serenità i loro ragazzi. Vorrei proseguire su questa strada, vorrei che tutta l&#8217;esperienza che ci siamo fatti non finisse qui. Facciamo appello a tutti, al Prefetto Zarrilli che sappiamo molto sensibile, al sindaco, al presidente della Provincia, perché ci diano una mano a continuare a lavorare”.<br />
I lavoratori socialmente utili sono disoccupati, iscritti alle liste di mobilità, in grado di occuparsi di un progetto che riguardi l&#8217;infanzia, la disabilità, gli anziani. Percepiscono un indennizzo pari a 600 euro, se i comuni intendono servirsi di loro per qualche ora in più devono corrispondere un proprio contributo. I lavoratori del Montessori si occupano soprattutto del trasporto disabili ma sono a disposizione del centro per qualsiasi cosa occorra. Vengono utilizzati anche in accordo con la Croce Verde, sui mezzi specializzati per gli spostamenti dei diversamente abili. Quando scadranno i contratti di William, Francesco e Anassia si dovrà procedere a nuove richieste, visto che i loro contratti sono già stati prorogati tutte le volte che è stato possibile, anche su espressa richiesta della direzione del centro che su di loro ha trovato validi collaboratori. Merito loro gran parte dell&#8217;organizzazione della partita della solidarietà, l&#8217;appuntamento annuale che il Montessori organizza per raccogliere fondi a supporto delle attività dei centri diurni e di riabilitazione. Dunque esperienze e professionalità che non devono andare disperse, persone che hanno diritto ad una nuova possibilità, ad un lavoro reale, all&#8217;occasione della vita.<br />
Angelica Malvatani</p>
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		<title>2012.05.06 – “Un grazie a Roberto ed Elena” di Angelica Malvatani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 10:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Angelica Malvatani


Quando una storia è d&#8217;amore vero, finisce per colorare tutto intorno e per creare possibilità che non ti aspetti. La storia di Elena Vita e Roberto Tascini è così, due giovani, 24 anni lei, 36 lui, innamorati da tre anni e mezzo, sposi il prossimo 16 giugno. Un matrimonio del tutto originale, di questi [...]]]></description>
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<dl id="attachment_6581" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg"><img class="size-full wp-image-6581" title="Angelica Malvatani" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Angelica Malvatani</dd>
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<p style="text-align: justify;">Quando una storia è d&#8217;amore vero, finisce per colorare tutto intorno e per creare possibilità che non ti aspetti. La storia di Elena Vita e Roberto Tascini è così, due giovani, 24 anni lei, 36 lui, innamorati da tre anni e mezzo, sposi il prossimo 16 giugno. Un matrimonio del tutto originale, di questi tempi nei quali l&#8217;essenziale è apparire e anche le nozze diventano un business. Elena racconta così la loro idea di matrimonio: “Abbiamo sempre visto con scetticismo i matrimoni, non ci piaceva l&#8217;idea di dover spendere cifre assurde per organizzare il pranzo e la festa, sperando di rientrare con i regali degli invitati. Né ci attirava il pensiero di mettere in difficoltà i nostri amici e parenti per comprare regali costosi o per darci soldi”. Due anime gemelle fanno presto ad intendersi e Elena e Roberto hanno deciso insieme, sono capi scout e i valori essenziali della vita li hanno chiari in testa: “Abbiamo pensato ad una festa sobria, alla Cuccagna, a Porto San Giorgio, poco più di una merenda. Ci sposeremo a Porto San Giorgio e nel pomeriggio saremo tutti insieme a divertirci. In cambio abbiamo chiesto alle nostre persone care un pensiero diverso, qualcosa che ci proietta in un altrove più lontano e più vero”. I due promessi sposi hanno creato un sito internet, <a href="http://www.elenaeroberto.it">www.elenaeroberto.it</a>, pieno di colore come le loro anime, hanno messo il conto alla rovescia delle loro nozze. Alla voce lista nozze, i regali che non ti aspetti: “Agli scout avevamo con noi uno dei figli di Attilio Ascani del Cvm, lui ci ha fatto conoscere questa onlus che lavora nei posti più sperduti dell&#8217;Africa e porta vita e solidarietà e progetti concreti. Abbiamo pensato che erano loro, i volontari del Cvm, a meritare la solidarietà dei nostri cari”. Ed ecco pronta una lista nozze come non se ne vedono tante. Cinque le possibilità, a partire da 18 euro fino a 140 euro. La cosa grande è capire cosa ci si può fare con quelle cifre. Con 18 euro è possibile garantire acqua potabile ad una famiglia in Etiopia, La proposta di questo intervento è quello di rafforzare l’accesso all’acqua potabile, proteggendo le sorgenti e migliorando le condizioni igieniche e di salute delle comunità rurali più povere. C&#8217;è poi la proposta di 25 euro, per il sostegno scolastico a due bimbi orfani, in Etiopia, per un anno intero. Dunque, con un regalo di 250 euro, si possono sostenere venti bambini, una classe intera, una promessa di futuro. La proposta di 40 euro e per il sostegno alla formazione professionale, per una ragazza e per un mese, in Tanzania. L&#8217;istruzione è il presupposto fondamentale per evitare che le giovani finiscano in situazione di rischio. Bastano invece 80 per garantire la riunificazione di tre bambini di strade con le famiglie affidatarie, in Etiopia, e anche qui si parla di speranze di futuro, di evitare il virus dell&#8217;Hiv che flagella quelle zone e crea orfani. L&#8217;ultima proposta è di 140 euro e sostiene il prestito per una donna delle associazioni di microcredito, la possibilità cioè di avviare una piccola attività in proprio e cambiare un&#8217;esistenza, in Tanzania. “La cosa bella in tutto questo, conclude Elena, è che la prima settimana del viaggio di nozze la passeremo proprio in Tanzania, a vedere dove vanno a finire i soldi che raccoglieremo e siamo già elettrizzati all&#8217;idea. Per questo abbiamo chiesto a tutti di fare un piccolo sforzo che per noi è fondamentale, crediamo fortemente in questo progetto perché ci fidiamo del Cvm e sappiamo che i nostri regali porteranno fortuna anche a noi. Qualcuno è ancora perplesso, sorride, ci dicono che vorrebbero regalarci qualcosa che ci rimane. Noi rispondiamo che ci resterà una gioia grande, la felicità di aver fatto qualcosa per il mondo”.<br />
Angelica Malvatani</p>
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		<title>2012.05.03 &#8211; &#8220;Liberi nel vento&#8221; in visita alla base di Luna Rossa</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 21:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Gent.mo Presidente,
Gent.mi Soci del Rotary Club di Fermo,
ringraziando per la vicinanza ed il sostegno alle finalità sportive e sociali della Liberi nel Vento, comunichiamo che&#8230;ieri una giornata strepitosa per Liberi nel Vento e lo staff che sta organizzando l&#8217;edizione 2012 del CAMPIONATO DEL MONDO di Vela Classe 2.4mR:
LIBERI NEL VENTO ospite del TEAM LUNA ROSSA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/liberi-nel-vento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5148" title="liberi nel vento" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/liberi-nel-vento-150x125.jpg" alt="" width="150" height="125" /></a>Gent.mo Presidente,<br />
Gent.mi Soci del Rotary Club di Fermo,<br />
ringraziando per la vicinanza ed il sostegno alle finalità sportive e sociali della Liberi nel Vento, comunichiamo che&#8230;ieri una giornata strepitosa per Liberi nel Vento e lo staff che sta organizzando l&#8217;edizione 2012 del CAMPIONATO DEL MONDO di Vela Classe 2.4mR:<br />
LIBERI NEL VENTO ospite del TEAM LUNA ROSSA CHALLENGER!!!<br />
Il Mondiale di Vela tra i Mondiali della Vela!!!<br />
News pubblicata sul sito dell&#8217;Amercian&#8217;s Cup: ITA<br />
<a href="http://www.americascup.com/it/Teams/Luna-Rossa-Challenge-2013/ultime/ENG">http://www.americascup.com/it/Teams/Luna-Rossa-Challenge-2013/ultime/ENG</a><br />
<a href="http://www.americascup.com/en/Teams/Luna-Rossa-Challenge-2013/Latest/">http://www.americascup.com/en/Teams/Luna-Rossa-Challenge-2013/Latest/</a><br />
ACWS VENEZIA, L&#8217;ASSOCIAZIONE “LIBERI NEL VENTO” IN VISITA ALLA BASE DI LUNA ROSSA<br />
pubblicato in 03 maggio 2012<br />
Una delegazione di 16 soci dell’associazione “Liberi nel Vento”, impegnata nella promozione dello sport della vela per le persone disabili, ha visitato stamane la base del team Luna Rossa Challenge 2013 presso l’Arsenale di Venezia.<br />
Gli ospiti, accolti dallo skipper Max Sirena, hanno potuto visitare le installazioni tecniche e seguire le operazioni di armamento delle imbarcazioni e dell’ala rigida. In seguito la delegazione si è fermata a pranzo presso la base di Luna Rossa, familiarizzando con i vari componenti degli equipaggi e dello shore team.<br />
L&#8217;associazione Liberi nel Vento, nata nel 2002, promuove lo sport della vela ed il divertimento rivolgendosi a tutti, anche e soprattutto a persone con disabilità fisiche, mentali e sensoriali. Il sailing team è composto da sette atleti che regolarmente partecipano a tutte le più importanti regate del circuito italiano della Classe 2.4mR.<br />
Quest&#8217;anno, l&#8217;Associazione organizzerà il Campionato Mondiale 2.4.mR, in programma a Porto San Giorgio dal 16 al 22 settembre 2012.<br />
A.S.D. Liberi nel Vento<br />
Affiliazione Federazione Italiana della Vela n.1591<br />
Base Nautica c/o Porto Turistico Marina Porto San Giorgio Spa<br />
il mare per essere&#8230; Liberi nel Vento<br />
<a href="http://www.liberinelvento.it">www.liberinelvento.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="lightbox[2012-4-6-23-29-58]" href="http://lh6.ggpht.com/-CAuNRS-Fwys/T6VqqwCtvAI/AAAAAAAAffo/0tmnVJdnfYY/LiberiNelVento_jpg.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" style="margin: 10px 15px 10px 10px;" src="http://lh6.ggpht.com/-CAuNRS-Fwys/T6VqqwCtvAI/AAAAAAAAffo/0tmnVJdnfYY/s144-c/LiberiNelVento_jpg.jpg" alt="LiberiNelVento_jpg.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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		<title>2012.05.04 &#8211; &#8220;La crisi è opportunità&#8221; &#8211; Conferenza dibattito con Federico Vitali</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/05/05/2012-05-04-la-crisi-e-opportunita-conferenza-dibattito-con-federico-vitali/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 18:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<title>2012.05.03 &#8211; Conferenza del Rotaract Club di Fermo alla Facoltà di Ingegneria di Fermo dal titolo: &#8220;Contesto economico e opportunità lavorative per i giovani laureati in Ingegneria Gestionale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 17:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Apri relazione dell&#8217;Ing. Stefano Berdini &#8211; ingegneria gestionale

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<h2>Apri relazione dell&#8217;Ing. Stefano Berdini &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/ingegneria-gestionale.pdf">ingegneria gestionale</a></h2>
<p><a rel="lightbox[2012-3-3-19-38-6]" href="http://lh6.ggpht.com/-kjgDN4u_9bE/T5gyVP9FkQI/AAAAAAAAfdo/UR3fP0VPq9E/Conferenza%252520Rotaract.jpg?imgmax=800"></a></p>
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		<title>2012.04.28 &#8211; Lettera del mese di Maggio ai soci del Club</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/30/2012-04-28-lettera-del-mese-di-aprile-ai-soci-del-club/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere mensili]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Graziella Ciriaci Presidente anno 2011-2012
Care amiche e cari amici,
ringrazio i soci che numerosi hanno partecipato al concerto Requiem Kv 626 del 13 aprile al Teatro dell’ Aquila di Fermo  per commemorare le vittime del terremoto dell’Aquila al terzo anniversario dall’ evento. Anche il “ Torneo di burraco di beneficenza” del 15 aprile a favore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6024" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Graziella-Ciriaci1.jpg"><img class="size-full wp-image-6024" title="Graziella Ciriaci" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Graziella-Ciriaci1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Graziella Ciriaci Presidente anno 2011-2012</p></div>
<p style="text-align: justify;">Care amiche e cari amici,<br />
ringrazio i soci che numerosi hanno partecipato al concerto Requiem Kv 626 del 13 aprile al Teatro dell’ Aquila di Fermo  per commemorare le vittime del terremoto dell’Aquila al terzo anniversario dall’ evento. Anche il “ Torneo di burraco di beneficenza” del 15 aprile a favore del “Centro Educativo per Minori Opera Don Ricci” di Fermo ha avuto un importante successo, come la conferenza del 20 Aprile dott. Dott. Luciano Goffi,  Direttore Generale UBI Banca Popolare  di Ancona.<br />
Vi ricordo che è in svolgimento Sabato 28 e Domenica 29 aprile ad Ascoli Piceno – l’Evento distrettuale “Con gli Occhi nel cuore” ; vi allego il link della lettera del nostro Governatore Francesco Ottaviano che in maniera dettagliata ed esemplare illustra gli scopi e la finalità di questa grande iniziativa rotariana alla quale invito tutti a partecipare:  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1832">http://www.rotary2090.info/?p=1832</a><br />
Il nostro Club sarà presente anche con i Progetti “Fenice” rivolto alle nostre nuove generazioni &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=581">http://www.rotary2090.info/?p=581</a> e  “Una scossa per la vita” che da anni porta avanti con passione, impegno e dedizione il nostro socio Paolo Signore cui va tutto il nostro apprezzamento &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=3996">http://www.rotaryfermo.info/?p=3996</a><br />
Di seguito il programma del mese di maggio:<br />
<strong>- Giovedì 3 maggio</strong>, alle ore 16,00, Conferenza del Rotaract Club di Fermo alla Facoltà di   Ingegneria di Fermo dal titolo: &#8220;Contesto economico e opportunità lavorative per i giovani laureati in Ingegneria Gestionale&#8221;; tutti i soci sono invitati a partecipare; in allegato locandina dell’evento e il link sul sito del Rotary Club di Fermo &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7511">http://www.rotaryfermo.info/?p=7511</a><br />
<strong>- Venerdì 4 maggio</strong>, Hotel Royal ore 20,30, conviviale con coniugi e ospiti; nel corso della serata Federico Vitali, Amministratore Delegato, Presidente nonché socio fondatore della FAAM S.p.A., già Presidente di Confindustria Fermo e Confindustria Marche  ci intratterrà sul tema “La crisi è opportunità” -<br />
<strong>- Venerdì 18 maggio</strong>, Hotel Royal  ore 20,30, conviviale con coniugi e ospiti; nel corso della serata il Prof. Giampiero Macarri, Direttore U.O.C. di  Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Murri di Fermo ci intratterà sul tema “La prevenzione dei Tumori del Colon”<br />
<strong>- Mercoledì 30 maggio</strong>, dalle ore 16,30, tradizionale pomeriggio e serata interclub al Natural Village di Porto Potenza Picena insieme  agli ospiti del “Campus per disabili”, con i Club Alto Fermano Sibillini e  Porto San Giorgio Riviera Fermana. E’ superfluo raccomandare la vostra presenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Desidero anche rendervi partecipi delle comunicazioni che ha inviato il nostro Governatore Francesco Ottaviano nel mese di marzo ai Presidenti dei Club:<br />
Concerto del ricordo -    <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1948">http://www.rotary2090.info/?p=1948</a><br />
Lettera di aprile &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1967">http://www.rotary2090.info/?p=1967</a><br />
Forum sulle nuove generazioni &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1977">http://www.rotary2090.info/?p=1977</a><br />
Mostra dei progetti dei Club Rotary &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1988">http://www.rotary2090.info/?p=1988</a><br />
Discorso del Presidente del R.I.  Kalyan Banerjee all’Istitute di  Milano &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1994">http://www.rotary2090.info/?p=1994</a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordo gli appuntamenti rotariani distrettuali e le comunicazioni di interesse generale dai Club del Distretto:<br />
-Rotary Club Ancona e Senigallia – “Proposta di crociera rotariana” 11/18 Giugno 2012,  al link:  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1709">http://www.rotary2090.info/?p=1709</a><br />
-Rotary Club di Civitanova Marche – “Il Rotary e i Viaggi della Musica” – Monaco di Baviera e Salisburgo 22/25 Giugno 2012, al link <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1681">http://www.rotary2090.info/?p=1681</a><br />
Rotary Club Macerata – Rotary all’Opera  &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1981">http://www.rotary2090.info/?p=1981</a><br />
Rotary Teramo Est – XXVII Concorso di Esecuzione Musicale &#8211; <a href="http://rotaryteramoest.it/">http://rotaryteramoest.it/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio i soci che anche questo mese hanno inviato un articolo da pubblicare sulla Rubrica del sito del Club; questa proficua collaborazione ha determinato un maggiore interesse  e una grande visibilità del nostro Club ben oltre i confini del nostro territorio; per chi fosse interessato a leggere gli articoli pubblicati allego i link:<br />
Gennaro Natale  &#8211; &#8220;Simbolismo ne “La Grande Crocifissione” di Albrecht Durer  del 1498&#8243; -  <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7424">http://www.rotaryfermo.info/?p=7424</a><br />
Giovanni Martinelli  &#8211; serata dannunziana  &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7429">http://www.rotaryfermo.info/?p=7429</a><br />
Luca Romanelli &#8211; “Abitare le città: ricostruire un codice condiviso dello spazio” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7435">http://www.rotaryfermo.info/?p=7435</a><br />
Giovanni Martinelli &#8211; Giovanni Battista Boni (Potenza Picena 1875 – Fermo 1964) &#8211; Il “Perosi delle Marche” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7441">http://www.rotaryfermo.info/?p=7441</a><br />
Maria Pia Casarini &#8211; conferenza su Scott al Polo Sud &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7449">http://www.rotaryfermo.info/?p=7449</a><br />
Angelica Malvatani &#8211; Il 13 Aprile il &#8220;Concerto del ricordo&#8221; al Teatro dell&#8217;Aquila &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7454">http://www.rotaryfermo.info/?p=7454</a><br />
<a href="http://www.rotary2090.info/?p=1970">http://www.rotary2090.info/?p=1970</a><br />
Tommaso Fattenotte &#8211; concerto del ricordo &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1975">http://www.rotary2090.info/?p=1975</a><br />
<a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7468">http://www.rotaryfermo.info/?p=7468</a><br />
Tommaso Fattenotte – burraco di beneficenza per l’Opera Don Ricci &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7475">http://www.rotaryfermo.info/?p=7475</a><br />
Stefania Bellabarba -  &#8220;Near 0 Energy Building 2020&#8243; &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7479">http://www.rotaryfermo.info/?p=7479</a><br />
Margherita Bonanni – “Le tecnologie abilitanti” -  <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7489">http://www.rotaryfermo.info/?p=7489</a><br />
Alfonso Rossi -  &#8220;Sorte delle sopravvenienze attive dopo la cancellazione della società&#8221; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7500">http://www.rotaryfermo.info/?p=7500</a><br />
Tommaso Fattenotte – Domenico Gabrielli nuovo socio al Club di Fermo &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7507">http://www.rotaryfermo.info/?p=7507</a></p>
<p style="text-align: justify;">Un saluto particolare al nuovo socio Dott. Domenico Gabrielli che in questo mese è entrato a far parte della nostra famiglia.<br />
Sicura di incontrarvi numerosi negli eventi elencati, invio a tutti  voi un caro saluto.<br />
Un abbraccio<br />
<em>Graziella</em></p>
<p>Auguri ai soci:<br />
3 – Maurizio Romagnoli<br />
5  &#8211; Mario Lubinski<br />
7 – Gianfilippo Cisbani<br />
12 – Luigi Verdecchia<br />
15 – Giovanni Martinelli<br />
17 – Stefano Papetti  e Stefania Scatasta<br />
20 – Vincenzo Cappella</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2012.04.20 &#8211; Nuovo socio al Rotary Club di Fermo</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/25/2012-04-20-nuovo-socio-al-rotary-club-di-fermo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 17:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio fotografico]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Dott. Domenico Gabrielli, Direttore della O.U.C. di Cardiologia dell&#8217;Ospedale Murri di Fermo, è diventato socio del Rotary Club di Fermo.
&#160;






































&#160;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dott. Domenico Gabrielli, Direttore della O.U.C. di Cardiologia dell&#8217;Ospedale Murri di Fermo, è diventato socio del Rotary Club di Fermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>2012.04.19 &#8211; &#8220;Sorte delle sopravvenienze attive dopo la cancellazione della società&#8221;  di Alfonso Rossi</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/19/2012-04-19-sorte-delle-sopravvenienze-attive-dopo-la-cancellazione-della-societa-di-alfonso-rossi/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 17:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Il notaio consiglia" di Alfonso Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Alfonso Rossi
Nella prassi capita soventemente che cancellata una società dal registro delle imprese, emergano delle sopravvenienze o sopravvivenze attive o passive non considerate dai liquidatori. Prima della riforma del diritto societario, dottrina e giurisprudenza erano divise su posizioni diametralmente opposte in ordine alla problematica relativa agli effetti, sulla società, della cancellazione dal registro delle imprese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_7325" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rossi-Alfonso.jpg"><img class="size-full wp-image-7325" title="Rossi Alfonso" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rossi-Alfonso.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Alfonso Rossi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nella prassi capita soventemente che cancellata una società dal registro delle imprese, emergano delle sopravvenienze o sopravvivenze attive o passive non considerate dai liquidatori. Prima della riforma del diritto societario, dottrina e giurisprudenza erano divise su posizioni diametralmente opposte in ordine alla problematica relativa agli effetti, sulla società, della cancellazione dal registro delle imprese. Da una parte, la dottrina prevalente riconnetteva un&#8217;efficacia costitutiva alla cancellazione della società dal registro delle imprese, con la onseguenza che a seguito della cancellazione si determinava l&#8217;estinzione della società, indipendentemente dalla presenza di attività o di passività sociali. Diversamente la  iurisprudenza, orientata alla salvaguardia degli interessi dei creditori sociali, era quasi unanime nel sostenere che la comunicazione di avvenuta cancellazione della società presso il registro delle imprese avesse effetto meramente dichiarativo, con la conseguenza che lestinzione della società non si verificasse fino a che non si fossero esauriti tutti i rapporti patrimoniali. Il legislatore della riforma, con l&#8217;introduzione dell&#8217;inciso “Ferma restando lestinzione della società” al nuovo art. 2495 c.c., nel quale è stato trasfuso il vecchio art. 2456 c.c., secondo la dottrina e la giurisprudenza (Cass. Civ. 28 agosto 2006, n. 18618; Cass. Civ. 15 ottobre 2008, n. 25192; Cass. Civ. 12 dicembre 2008, n. 29242; Cass. Civ. 13 novembre 2009, n. 24037), ha compiuto una scelta inequivocabile in favore della tesi dell&#8217;efficacia costitutiva della cancellazione dal registro delle imprese. Anche se non sono mancate pronunce  (Cass. Civ. 09 settembre 2004, n. 18191; Cass. Civ. 10 ottobre 2005, n. 19732; Cass. Civ. 02 marzo 2006, n. 4652; Cass. 15 gennaio 2007, n. 646), che sulla scia del precedente orientamento, hanno continuato ad affermare che latto formale di cancellazione di una società dal registro delle imprese non determina lestinzione della persona giuridica ove non siano esauriti tutti i relativi rapporti giuridici a seguito della procedura di liquidazione. Seppur la riforma ha riguardato esclusivamente le società di capitali, non sono tardati i tentativi di estendere la portata del nuovo art. 2495 c.c. alle società di persone (Cass. 8 ottobre 2010, n. 20878; Cass., sez. II, 15 ottobre 2008, n. 25192, Cass., 15 ottobre 2008, n. 25192, Trib. Torino 5 settembre 2008), sebbene gli artt. 2312 co. 2 e 2324 c.c. siano rimasti immutati. Il legislatore della riforma, con le modifiche apportate al nuovo art. 2495 c.c., seppur mosso dall&#8217;intento di porre fine alla nota querelle sul destino delle società dopo la cancellazione dal registro delle imprese, non ha risolto la vexata quaestio della sorte delle sopravvenienze e sopravvivenze attive. In particolare, in caso di sopravvenienze costituite da beni immobili o beni mobili registrati si pone il problema della trascrizione dell&#8217;acquisto degli ex soci. Sono state proposte diverse soluzioni. Alcuni suggeriscono l&#8217;applicazione della normativa in merito alla trasformazione della società di capitali in comunione d&#8217;azienda; altri assimilano l&#8217;acquisto degli ex soci ad una successione universale ereditaria; altri ancora ritengono che il titolo di acquisto dei soci sarebbe costituito dal bilancio finale di liquidazione, la cui approvazione consentirebbe l&#8217;imputazione dei beni ai soci. Nessuna delle soluzioni prospettare appare convincente. In particolare l&#8217;ultima teoria è stata aspramente criticata da dottrina (Spolidoro; Pandolfi) e giurisprudenza (Trib. Como 18 maggio 2007), definendola un “improbabile miscuglio di regole”. Date le difficoltà di applicazione concreta delle soluzioni escogitate per risolvere le questioni relative alle sopravvivenze e sopravvenienze attive, si ritiene (Spolido; Ungari Transatti) che l&#8217;unica soluzione sia quella della c.d.  &#8220;cancellazione della cancellazione&#8221; della società, ossia l&#8217;esercizio, da parte del giudice del registro delle imprese, dei poteri di cui all&#8217;art. 2191 c.c. La scoperta o l&#8217;insorgenza di sopravvivenze o sopravvenienze attive è indice del fatto che la cancellazione della società non è avvenuta nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, o meglio, che essa è stata richiesta prima che le operazioni di liquidazione si siano concluse. In quest&#8217;ottica è allora possibile la cancellazione dell&#8217;iscrizione nel registro delle imprese della cancellazione della società ex art. 2191 c.c.  Ad esempio, il Tribunale di Udine (15 settembre 2005) ha disposto la &#8220;cancellazione della cancellazione&#8221; dal registro delle imprese di una s.r.l. a seguito dell&#8217;emersione di alcune sopravvenienze attive relative ad un bene immobile. Per il Tribunale di Udine “la cancellazione d&#8217;ufficio di un atto o fatto iscritto nel registro delle imprese è consentita, ai sensi dell&#8217;art. 2191 c.c., quando risulta che l&#8217;iscrizione è avvenuta senza che sussistessero le condizioni previste dalla legge [...] e che, nella fattispecie in esame, la  cancellazione non avrebbe dovuto essere effettuata, in quanto l&#8217;affermazione del liquidatore di aver completato le operazioni di liquidazione e il bilancio finale di liquidazione non corrispondevano al vero&#8221;.  Nello stesso senso si è pronunciato anche il Tribunale di Padova (13 agosto 2004), il quale ha osservato che “la cancellazione della società, che ne comporta l&#8217;estinzione, può essere legittimamente chiesta solo quando tutti i rapporti sono definiti, cioè a conclusione della procedura di  liquidazione&#8221;. Lo stesso Tribunale di Padova (26 giugno 2003)  si era già espresso in tal senso in una pronuncia precedente all&#8217;entrata in vigore della riforma.  In linea con questo orientamento si è espresso il Tribunale di Como (18 maggio 2007 e 24 aprile 2007), secondo cui “la presenza di attività non distribuite ai soci al momento della cancellazione della società di capitali dal registro delle imprese o il loro sopravvenire dopo la cancellazione  costituiscono circostanze nelle quali la cancellazione è avvenuta in mancanza delle condizioni previste dalla legge e può pertanto essere disposta la sua cancellazione ex art. 2191  c.c.”.  La Corte di Cassazione, a sezioni Unite (Cass. Sez. Un. n.  8426 del 9 aprile 2010), a pochi mesi dalle note sentenze del  22 febbraio 2010, smorzando i toni drastici assunti nelle precedenti pronunce a sezioni unite, è ritornata, seppur  incidentalmente, sulla tematica della cancellazione delle  società, ritenendo ammissibile la teoria della c.d.  “cancellazione della cancellazione”. Per la Suprema Corte,  una società cancellata ingiustamente potrebbe essere  nuovamente iscritta, con provvedimento che ai sensi dell&#8217;art. 2191 c.c. cancelli la cancellazione.  Ad ogni buon conto il rimedio ex art. 2191 c.c. è applicabile  solo in caso di sopravvenienze o sopravvivenze attive. Mentre  nel caso in cui vi siano solo sopravvenienze o sopravvivenze  passive, non si potrà far ricorso al rimedio in parola, in  considerazione del fatto che queste ipotesi trovano già  un&#8217;ampia disciplina negli artt. 2312 e 2495 c.c.  Solo brevi cenni sul procedimento ex art. 2191c.c. La  legittimazione a sollecitare l&#8217;intervento del giudice si  ritiene spetti a chiunque vi abbia interesse, quindi ex soci e  liquidatore.  La cancellazione viene ordinata con decreto, sentiti gli  interessati. Contro il decreto del giudice del registro è  ammesso ricorso ex art. 2192 c.c., da proporsi entro quindici  giorni dalla comunicazione.La cancellazione opera  retroattivamente, rimuovendo ex tunc gli effetti  dell&#8217;iscrizione cancellata.<br />
ASPETTI PRATICI<br />
IL NOTAIO CONSIGLIA: prima di addivenire allo scioglimento di  una società e sua relativa cancellazione dalla Camera di  Commercio, occorre che si effettui un accurato controllo per<br />
verificare che la società sia priva di patrimonio onde essere  certi che la stessa non risulti titolare di entità economiche  di non facile reperibilità quali ad esempio licenze  commerciali (tenendo presente che queste potrebbero essere in quiescienza), brevetti intestati ma di fatto non utilizzati,  relitti stradali, aree di risulta, immobili anche se privi di ditta catastale come ad esempio nel caso di beni comuni censibili o non censibili o di relitti derivanti da un accatastamento in NCEU con residua parte immobiliare rimasta in NCT, e in genere di immobili che potrebbero non risultare da semplici controlli basati sui soli dati soggettivi.</p>
<p>Alfonso Rossi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>2012.04.16 &#8211; &#8220;Le Tecnologie abilitanti&#8221; di Margherita Bonanni</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 17:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Voci dalla scuola" di Margherita Bonanni]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Margherita Bonanni

Con il &#8220;Progetto Fenice&#8221;, grazie agli esperti del settore,  nel nostro Istituto si è iniziato a parlare di tecnologie abilitanti.  Che cosa sono le tecnologie abilitanti? Per comprendere  questo concetto basta pensare che ogni volta che nel corso della storia si sono verificati cambiamenti significativi in una tecnologia abilitante sono avvenuti una serie di cambiamenti strutturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_7141" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg"><img class="size-full wp-image-7141" title="Bonanni Margherita 5" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Margherita Bonanni</dd>
</dl>
<p>Con il &#8220;Progetto Fenice&#8221;, grazie agli esperti del settore,  nel nostro Istituto si è iniziato a parlare di tecnologie abilitanti.  Che cosa sono le tecnologie abilitanti? Per comprendere  questo concetto basta pensare che ogni volta che nel corso della storia si sono verificati cambiamenti significativi in una tecnologia abilitante sono avvenuti una serie di cambiamenti strutturali che hanno aperto nuove opportunità di investimento e di sviluppo. In alcuni periodi della preistoria umana l&#8217;uso di materiali particolari ha condizionato la vita degli individui e dei popoli, il modo di coltivare la terra e di fare la guerra, così che questi periodi sono oggi conosciuti come età del bronzo, età del ferro, etc.  Le  tecnologie abilitanti vengono anche definite  General Purpose Technology, GPT, cioè tecnologie pervasive che trovano applicazione in tutti i settori dell’economia e della società.  Il Miur, (CNR Piano Triennale 2003 – 2005)  ha fornito indicazioni precise sulle modalità di presentazione delle attività scientifiche e delle risorse necessarie per svilupparle.  Per questa ragione sembra opportuno fare una riflessione sulle tecnologie abilitanti che rappresentano il futuro portante della ricerca scientifica.</p>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">La UE nel VI Programma Quadro annovera le seguenti aree di concentrazione dell&#8217;azione europea nel settore scientifico tecnologico:<br />
1_ Genomics and biotechnology for health<br />
2_ Information Society technologies<br />
3_ Nanotechnologies and nanosciences, Knowledge-based multi-functional materials and new production processes and devices<br />
4_ Aeronautics and space<br />
5_ Food Quality and Safety<br />
6_ Sustainable development, global change and ecosystems<br />
7_ Citizens and Governance in a Knoweldge-based society</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo Italiano nel documento “Linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo” ha coniugato le indicazioni europee costruendo una interessante struttura basata sull&#8217;interconnessione tra aree produttive prioritarie e tecnologie abilitanti, nuove o già disponibili che siano, che stanno alla base dello sviluppo delle aree produttive suddette.<br />
Le Aree produttive che sono citate come prioritarie dal Governo sulla base di fattori quali impatto economico, impatto sulla spesa pubblica, impatto sociale, posizionamento competitivo etc. sono:<br />
1. Sistemi di produzione<br />
2. Informatica e telecomunicazioni<br />
3. Energia<br />
4. Ambiente<br />
5. Trasporti<br />
6. Agroalimentare<br />
7. Salute<br />
8. Beni culturali</p>
<p style="text-align: justify;">Più nel profondo il Governo ha individuato anche l&#8217;insieme di quelle tecnologie abilitanti il cui ruolo è fondamentale per lo sviluppo delle Aree produttive sopra individuate:<br />
Tecnologie Abilitanti Miur<br />
1. Biotecnologie<br />
2. Informatica avanzata multimediale e distribuita<br />
3. Microelettronica e sensoristica intelligente<br />
4. Laser optoelettronica<br />
5. Tecnologie biomedicali<br />
6. Micro e nano tecnologie<br />
7. Tecnologie dei materiali strutturali e funzionali<br />
8. Processi separativi, tecnologie chimiche, elettrochimica<br />
9. Fluidodinamica e tecnologia della combustione<br />
10. Elettronica, sistemi di attuazione e controllo e reti<br />
11. Robotica e sistemi avanzati di progettazione e fabbricazione</p>
<p style="text-align: justify;">Al fine di offrire una panoramica sulle dimensioni dell’attività degli Istituti si è fatta un’analisi indipendente delle relative tecnologie e sono stati individuati i seguenti temi:<br />
Biotecnologie<br />
Tecnologie agricole e biotecnologie vegetali<br />
Informatica avanzata multimediale e distribuita<br />
Elettronica, sistemi di attuazioni e controllo e reti<br />
Microelettronica e sensoristica intelligente<br />
Laser optoelettronica<br />
Micro e nano tecnologie<br />
Tecnologie biomedicali<br />
Tecnologie dei materiali strutturali e funzionali<br />
Processi separativi, tecnologie chimiche, elettrochimica<br />
Fluidodinamica e tecnologia della combustione<br />
Robotica e sistemi avanzati di progettazione e fabbricazione<br />
Tecnologie di controllo del territorio<br />
Meteorologia e tecnologie di controllo del clima<br />
Tecnologie del mare<br />
Ricerche giuridico-economiche per i fenomeni dell’innovazione<br />
Ricerche umanistiche</p>
<p style="text-align: justify;">La visione generale che emerge dal documento “Linee guida per la politica scientifica e tecnologica del Governo” e dal presente Piano Triennale è armonica e strettamente correlata sia alla visione UE sia allo scenario che emerge a livello internazionale nel mondo della scienza e della tecnologia. Nei fatti, bioscienza, nanoscienza ed infoscienza sono le grandi parole chiave che caratterizzano le linee di azione formulate dal Governo e il presente piano.<br />
Dare un contributo significativo al Paese nello scenario sopra delineato significa muoversi lungo i quattro assi strategici individuati dal Governo:<br />
1. Avanzamento delle frontiere della conoscenza</p>
<p style="text-align: justify;">2. Sostegno della ricerca orientata allo sviluppo di tecnologie chiave abilitanti a carattere multisettoriale<br />
3. Potenziamento della attività di ricerca industriale e relativo sviluppo tecnologico;<br />
4. Promozione della capacità d&#8217;innovazione nei processi e nei prodotti delle PMI e creazione di aggregazioni sistemiche a livello territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce della logica di utilizzo degli strumenti suddetti, descritta nelle Linee guida Governo, lo sforzo del CNR nelle tecnologie abilitanti costituisce un asse sul quale la nazione può comunque contare, derivando esso dalla attività ordinaria e istituzionale dell’Ente.<br />
Nel primo capitolo quindi si presenta l’articolazione del CNR in aree scientifico – tecnologiche e in istituti, che all’interno di una certa area svolgono la propria attività prevalente.<br />
Si rammenta che il CNR opera secondo le seguenti cinque aree scientifiche:<br />
1_ Scienze di base<br />
2_ Scienze della vita<br />
3_ Scienze della terra e dell’ambiente<br />
4_ Scienze sociali ed umanistiche<br />
5_ Scienze tecnologiche, ingegneristiche e dell’informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La particolarità delle tecnologie abilitanti è che queste opportunità non riguardano soltanto il settore industriale o l’area di applicazione iniziale del cambiamento tecnologico, ma tutta l’economia nel suo insieme. Infatti la diffusione di una nuova tecnologia abilitante, oltre ad essere caratterizzata dalla comparsa di nuovi prodotti e di nuovi sistemi, evidenzia anche una nuova dinamica della struttura relativa dei costi degli input della produzione. La relazione tra cambiamento tecnologico e crescita economica di lungo periodo è stata ampiamente riconosciuta soprattutto nei filoni dell’economia istituzionale ed evolutiva che si basano su approcci più eterodossi rispetto a quelli dell&#8217;economia classica<br />
Nell&#8217;attuale periodo storico, la struttura economica e industriale dei paesi avanzati è profondamente influenzata dai cambiamenti che avvengono nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ma esistono altre potenziali tecnologie abilitanti, per esempio le biotecnologie e le nanotecnologie, la cui evoluzione e diffusione nel sistema socio-economico può generare nel prossimo futuro nuovi fenomeni di crescita e di sviluppo.<br />
La National Science Foundation (NSF) americana prevede che il prossimo futuro sarà dominato dal paradigma della convergenza tecnologica tra ICT, biotecnologie, nanotecnologie e neuroscienze (convergenza che ha dato vita a nuove discipline come la neuroinformatica), che sta già orientando gli investimenti in ricerca e innovazione nella Silicon Valley e in altre aree high-tech degli Stati Uniti.<br />
Oggi la competitività di un paese dipende sempre di più dalla capacità di individuare ed esplorare le traiettorie tecnologiche emergenti. Questa capacità è basata su efficaci politiche per la scienza e la tecnologia, sul technology foresight, sulle consultazioni pubbliche, etc. In questa direzione si sta muovendo la Commissione Europea, che con il Piano di Azione per la Ricerca ha proposto la creazione di Piattaforme Tecnologiche Europee relative ad alcune tecnologie chiave.<br />
L’istituto Tecnico Industriale Montani, come ha sempre fatto dal 1854, vuole preparare gli studenti  a comprendere ed utilizzare le tecnologie abilitanti  per la crescita competitiva e sostenibile che le imprese italiane dovranno impiegare per confrontarsi sui mercati.<br />
L’offerta formativa quest’anno 2012/2013  è caratterizzata  da sei indirizzi perfettamente in linea con le tecnologie abilitanti e le esigenze lavorative del territorio:<br />
•  Agraria, agroalimentare e agroindustria<br />
• Chimica, Materiali e Biotecnologie<br />
• Elettronica ed Elettrotecnica<br />
• Informatica e Telecomunicazioni<br />
• Meccanica, Meccatronica ed Energia<br />
• Trasporti e logistica</p>
<p style="text-align: justify;">Margherita Bonanni</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012.04.16 &#8211; &#8220;Near 0 Energy Building 2020&#8243; di Stefania Bellabarba</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 17:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Consumo zero nei nostri manufatti" di Stefania Bellabarba]]></category>
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Stefania Bellabarba


Cari amici, il 2020 non è poi cosi lontano, dobbiamo prepararci a quello che il futuro ci impone: “NEAR 0” ( consumo zero dei nostri manufatti).
La direttiva 2010/31/EU articolo 9, prevede che “gli Stati membri provvedono affinché entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici siano quasi a zero energia e che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bellabarba-Stefania.jpg"></a></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_7480" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bellabarba-Stefania.jpg"><img class="size-full wp-image-7480" title="Bellabarba Stefania" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bellabarba-Stefania.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Stefania Bellabarba</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, il 2020 non è poi cosi lontano, dobbiamo prepararci a quello che il futuro ci impone: “NEAR 0” ( consumo zero dei nostri manufatti).<br />
La direttiva 2010/31/EU articolo 9, prevede che “gli Stati membri provvedono affinché entro il 31 dicembre 2020 tutti i nuovi edifici siano quasi a zero energia e che i nuovi edifici occupati e di proprietà di autorità pubbliche siano quasi edifici a energia zero entro il 31 dicembre 2018”.<br />
Le nostre costruzioni costituiscono ben il 75% dell’emissione di CO2 nell’atmosfera, i nostri edifici riscaldano l’esterno, le dispersioni causano bollette ingenti, i ponti termici provocano muffe come l’alternaria che alterano la salubrità dell’aria interna alle abitazioni, creando anche danni agli intonaci, rivestimenti, impianti e altro. Quando si parla di comfort si pensa ad un costoso impianto d’aria condizionata, non conosciamo i requisiti di un sistema di ventilazione meccanica controllata, percepiamo il sostenibile come inserimento di un potente impianto fotovoltaico.  Eccellenti infissi ad alte prestazioni se inseriti in un involucro COLABRODO (che disperde) creano problemi anziché portare vantaggi.  Quanto sopra, è il contenuto informativo che viene divulgato, i fatti non stanno cosi!   Si può e si deve intervenire nel nuovo e nell’esistente rispettando l’uomo nella sua sfera intima personale, il focolare domestico tenendo conto che la salute, la sicurezza, la spesa e non ultimo il comfort devono essere le prerogative di una buona costruzione.  La salubrità dell’aria interna agli edifici soddisfa completamente le capacità cognitive dell’abitante, pensiamo alle scuole, agli ospedali, agli uffici del pubblico e non per ultima all’abitazione propriamente detta.  Noi progettisti potremmo attivarci al riguardo, con grande rispetto dell’esistente, cura nella progettazione finalizzata alla creazione di una abitazione che nobiliti l’arte del costruire, rispettando sempre l’uomo e l’ambiente.  Sostenibilità  è anche efficienza energetica degli edifici, capire e prevedere il consumo dell’involucro.  Quando progettiamo l’acquisto di una nuova auto, subito ci adoperiamo a scegliere la casa automobilistica, il modello, il colore, però quello che ci interessa maggiormente è conoscerne il CONSUMO. La stessa procedura dovrebbe essere applicata alla nuova costruzione o alla ristrutturazione, perché avere la sorpresa finale di una casa che è costata il doppio o anche più rispetto alle previsioni iniziali, perché questa discordanza? Deve, lo sottolineo, il progettista quantificare interamente il consumo globale dell’involucro ultimato.  Esistono  oggi infiniti materiali con caratteristiche eccellenti da utilizzare tenendo sempre un alto rispetto verso l’ambiente. Il fossile sta esaurendo, ci rivolgiamo al nucleare allora?  Il segreto sta nel produrre in proprio quanto ci occorre, possiamo e dobbiamo farlo!  Credere che abitazioni NEAR 0 costino molto di più è errato, teniamo conto che quel potenziale 7% o 10% in più rispetto ad un involucro tradizionale, sarà completamente debellato dalla mancanza di bollette riguardo metano e corrente.  Cari amici possiamo fare veramente tanto, per i nostri cari, per il nostro ambiente ed anche per il nostro portafoglio, il 2020 deve trovarci preparati, dobbiamo attivarci subito.<br />
Arch.Stefania Bellabarba</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>2012.04.15 &#8211; Burraco di beneficenza per l&#8217;Opera Don Ricci di Fermo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 07:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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&#160;
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-50-53]" href="http://lh3.ggpht.com/-tBPFA-R2gXs/T4vLucoumpI/AAAAAAAAfcg/hnPyS5MC4lY/IMG_1499.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/-tBPFA-R2gXs/T4vLucoumpI/AAAAAAAAfcg/hnPyS5MC4lY/s144-c/IMG_1499.jpg" alt="IMG_1499.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-50-53]" href="http://lh5.ggpht.com/-zkg05vetOuc/T4vLwe88gOI/AAAAAAAAfc8/hEOsNEz_53c/IMG_1502.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/-zkg05vetOuc/T4vLwe88gOI/AAAAAAAAfc8/hEOsNEz_53c/s144-c/IMG_1502.jpg" alt="IMG_1502.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>2012.04.13 &#8211; Immagini dal &#8220;Concerto del Ricordo&#8221; al Teatro dell&#8217;Aquila di Fermo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 07:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-40-6]" href="http://lh5.ggpht.com/-ujgTjSrKjVg/T4vLT00-lTI/AAAAAAAAfbI/O6fbLFLY9_A/DSC01004.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/-ujgTjSrKjVg/T4vLT00-lTI/AAAAAAAAfbI/O6fbLFLY9_A/s144-c/DSC01004.jpg" alt="DSC01004.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-40-6]" href="http://lh6.ggpht.com/-dNYgWJbYt6Y/T4vLU7_3iEI/AAAAAAAAfbg/v2hNGzHORqs/DSC01007.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/-dNYgWJbYt6Y/T4vLU7_3iEI/AAAAAAAAfbg/v2hNGzHORqs/s144-c/DSC01007.jpg" alt="DSC01007.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-40-6]" href="http://lh3.ggpht.com/-cePSjNLyIho/T4vLVPs3Q-I/AAAAAAAAfbc/wWFIA0SzBkE/DSC01008.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/-cePSjNLyIho/T4vLVPs3Q-I/AAAAAAAAfbc/wWFIA0SzBkE/s144-c/DSC01008.jpg" alt="DSC01008.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-1-9-40-6]" href="http://lh4.ggpht.com/-qtqzz_tl7kg/T4vLVaSHoKI/AAAAAAAAfbo/yY75ZDWKAd0/DSC01009.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh4.ggpht.com/-qtqzz_tl7kg/T4vLVaSHoKI/AAAAAAAAfbo/yY75ZDWKAd0/s144-c/DSC01009.jpg" alt="DSC01009.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>2012.04.12  &#8211; Delegazione FAI di Fermo &#8211; Gita ad Urbino per visitare la mostra:&#8221;LA CITTA&#8217; IDEALE, L&#8217;UTOPIA DEL RINASCIMENTO&#8221; sabato 12 maggio 2012</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/12/2012-04-12-delegazione-fai-di-fermo-gita-ad-urbino-per-visitare-la-mostrala-citta-ideale-lutopia-del-rinascimento-sabato-12-maggio-2012/</link>
		<comments>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/12/2012-04-12-delegazione-fai-di-fermo-gita-ad-urbino-per-visitare-la-mostrala-citta-ideale-lutopia-del-rinascimento-sabato-12-maggio-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 20:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[New]]></category>

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		<description><![CDATA[partenza da Fermo Piazza Dante alle ore 07,20
da Porto San Giorgio Piazza del Teatro alle ore 07,25
i partecipanti di Porto Sant&#8217;Epidio possono salire all&#8217;ingresso del casello autostradale di Porto Sant&#8217;Elpidio alle ore 07,40
arrivo previsto alle ore 10,30
breve presentazione della Mostra da parte della curatrice Dott.ssa Lorenza Mochi Onori Direttore generale della Sovrintendenza della Regione Marche
al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5139" title="fai fermo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg" alt="" width="200" height="125" /></a>partenza da Fermo Piazza Dante alle ore 07,20<br />
da Porto San Giorgio Piazza del Teatro alle ore 07,25<br />
i partecipanti di Porto Sant&#8217;Epidio possono salire all&#8217;ingresso del casello autostradale di Porto Sant&#8217;Elpidio alle ore 07,40<br />
arrivo previsto alle ore 10,30<br />
breve presentazione della Mostra da parte della curatrice Dott.ssa Lorenza Mochi Onori Direttore generale della Sovrintendenza della Regione Marche<br />
al termine effettueremo la visita accompagnati dal Prof. Stefano Papetti<br />
pranzo al ristorante e rientro in serata<br />
Contributo FAI compreso il pranzo € 60,00<br />
prenotarsi inderogabilmente entro il 30 aprile 2012 presso i soliti punti FAI<br />
Fermo Farmacia Cisbani<br />
Porto San Giorgio Abbigliamento Di Stefano<br />
Porto Sant&#8217;Elpidio Ottica Viozzi<br />
versando l&#8217;anticipo di € 20</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2012.04.12 &#8211; Delegazione FAI di Fermo &#8211; Visita dei Giardini Vaticani e Palazzo Spada a Roma &#8211; Sabato 21 aprile 2012</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/12/2012-04-12-delegazione-fai-di-fermo-visita-dei-giardini-vaticani-e-palazzo-spada-a-roma-sabato-21-aprile-2012/</link>
		<comments>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/12/2012-04-12-delegazione-fai-di-fermo-visita-dei-giardini-vaticani-e-palazzo-spada-a-roma-sabato-21-aprile-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 20:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[New]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza da Fermo Piazza Dante alle ore 7,30.
Porto San Giorgio Piazza del Teatro alle ore 7,45
Verranno formati due gruppi per la visita ai Giardini
il primo formato da 28 persone inizierà il percorso alle ore 12,00
il secondo formato dei restanti partecipanti inizierà il percorso alle ore 13.20
SI RICORDA A TUTTI I PARTECIPANTI DI PORTARE CON SE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5139" title="fai fermo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg" alt="" width="200" height="125" /></a>Partenza da Fermo Piazza Dante alle ore 7,30.<br />
Porto San Giorgio Piazza del Teatro alle ore 7,45<br />
Verranno formati due gruppi per la visita ai Giardini<br />
il primo formato da 28 persone inizierà il percorso alle ore 12,00<br />
il secondo formato dei restanti partecipanti inizierà il percorso alle ore 13.20<br />
SI RICORDA A TUTTI I PARTECIPANTI DI PORTARE CON SE UN FOTOCOPIA DELLA PROPRIA CARTA DI IDENTITA&#8217; DA CONSEGNARE ALLA RECEPTION<br />
LO MANCATA CONSEGNA COMPORTERA&#8217; L&#8217;IMPOSSIBILITA&#8217; DI ACCEDERE ALLA VISITA DEI GIARDINI<br />
nel pomeriggio ci sarà la visita a Palazzo Spada<br />
Sosta pranzo libera rientro in serata.<br />
Ci accompagnerà il prof. Stefano Papetti<br />
Contributo FAI € 70,00</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2012.04.12 &#8211; Il 13 Aprile il &#8220;Concerto del ricordo&#8221; al Teatro dell&#8217;Aquila di Angelica Malvatani</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/12/2012-04-11-il-concerto-del-ricordo-di-angelica-malvatani/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Accade a Fermo" di Angelica Malvatani]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;



Angelica Malvatani


Una musica struggente per un sogno grande. Sarà il teatro dell&#8217;Aquila ad ospitare, venerdì prossimo alle 21, il Concerto del ricordo, dedicato alle vittime del terremoto dell&#8217;Aquila, una vicenda che ha toccato il cuore di tutti gli italiani della quale ricorre in questi giorni il terzo anno. Un grande momento di musica, organizzato dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_6581" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg"><img class="size-full wp-image-6581" title="Angelica Malvatani" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Angelica Malvatani</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Una musica struggente per un sogno grande. Sarà il teatro dell&#8217;Aquila ad ospitare, venerdì prossimo alle 21, il Concerto del ricordo, dedicato alle vittime del terremoto dell&#8217;Aquila, una vicenda che ha toccato il cuore di tutti gli italiani della quale ricorre in questi giorni il terzo anno. Un grande momento di musica, organizzato dai Rotary club del fermano insieme con il Distretto 2090 e la delegazione di Fermo del Fai, per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione della facoltà di ingegneria dell&#8217;Aquila ma anche alla ristrutturazione di una delle tele presenti nella chiesa di San Filippo a Fermo, un angolo di storia e d&#8217;arte da recuperare al più presto. In programma, il Requiem Kv 626 di Mozart, per soli, coro e orchestra, protagonista l&#8217;Orchestra e il coro del &#8217;700 italiano. La voce soprano sarà quella di Sara Di Giampietro, mezzosoprano Marina Pinchuk, tenore Carlo Giacchetta e basso Cesare Lana, il direttore è Alfredo Sorichetti. Prima dell&#8217;esecuzione del concerto, il Maestro Sorcihetti insieme con il critico d&#8217;arte Stefano Papetti illustreranno le qualità storico artistiche del teatro dell&#8217;Aquila e le eccezionalità della composizione che Mozart ideò quando era ormai morente. Rotary e Fai insieme, per regalare al territorio un evento che unisca solidarietà, valorizzazione del territorio e recupero delle sue bellezze architettoniche. Un teatro, quello fermano, inaugurato proprio nell&#8217;anno in cui Mozart componeva il suo requiem, dal nome che evoca la sfortunata città abruzzese che tanto ha pagato per quel devastante sisma. L&#8217;obiettivo è di realizzare un dvd con la registrazione della serata e le immagini del teatro dell&#8217;Aquila commentate dal professor Papetti. L&#8217;appello è al cuore grande dei fermani, che partecipino in massa per sostenere non solo la rinascita del capoluogo abruzzese ma anche lo splendore di una delle chiese più antiche di Fermo. Per prenotazioni biglietteria del teatro 0734 284295.<br />
Angelica Malvatani</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="pie-gallery alignGalleryLeft">
<div class="pie-item" style="margin: 10px 15px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-4-15-8-1]" href="http://lh4.ggpht.com/-kSbvH14_9n0/T4bTTIuZu1I/AAAAAAAAfVM/rxyUsy8ZaBM/Concerto%2525201.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh4.ggpht.com/-kSbvH14_9n0/T4bTTIuZu1I/AAAAAAAAfVM/rxyUsy8ZaBM/s144-c/Concerto%2525201.jpg" alt="Concerto 1.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 15px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-4-15-8-1]" href="http://lh5.ggpht.com/-WrXEB52OGaI/T4bTTAWqIgI/AAAAAAAAfVQ/V-WeeG_1jnw/Concerto%2525202.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/-WrXEB52OGaI/T4bTTAWqIgI/AAAAAAAAfVQ/V-WeeG_1jnw/s144-c/Concerto%2525202.jpg" alt="Concerto 2.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
<div class="pie-item" style="margin: 10px 15px 10px 10px;">
<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-3-4-15-8-1]" href="http://lh3.ggpht.com/-ayMpV9gPphc/T4bTTLn8ruI/AAAAAAAAfVU/c1Ci6HrghUY/Concerto%2525203.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/-ayMpV9gPphc/T4bTTLn8ruI/AAAAAAAAfVU/c1Ci6HrghUY/s144-c/Concerto%2525203.jpg" alt="Concerto 3.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012.04.11 &#8211; Sabato 14 aprile conferenza su Scott al Polo Sud</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:57:33 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.rotaryfermo.info/?p=7449</guid>
		<description><![CDATA[Maria-Pia Casarini
Informo che sabato 14 aprile, alle 21.30, farò una conferenza su Scott al Polo Sud, propedeutica alla visita alla Mostra &#8220;The Lost Photographs of Captain Scott&#8221;, presso la libreria Ferlinghetti, Corso Cefalonia 87, Fermo.
Maria Pia Casarini
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6711" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Casarini-Maria-Pia.jpg"><img class="size-full wp-image-6711" title="Casarini Maria-Pia" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Casarini-Maria-Pia.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Maria-Pia Casarini</p></div>
<p>Informo che sabato 14 aprile, alle 21.30, farò una conferenza su Scott al Polo Sud, propedeutica alla visita alla Mostra &#8220;The Lost Photographs of Captain Scott&#8221;, presso la libreria Ferlinghetti, Corso Cefalonia 87, Fermo.</p>
<p>Maria Pia Casarini</p>
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		<title>2012.04.11 &#8211; Giovanni Battista Boni (Potenza Picena 1875 – Fermo 1964) &#8211; Il “Perosi delle Marche” di Giovanni Martinelli</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 10:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Il Fermano terra della musica" di Giovanni Martinelli]]></category>
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		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

Giovanni Martinelli
Nato a Potenza Picena il 19 dicembre 1875, Giovanni Battista Boni può essere considerato fermano a tutti gli effetti, essendosi trasferito a Fermo, dove poi morì, sin dal 1912.
Quasi autodidatta, studiò musica con il padre, musicista anch’egli, e con il direttore della banda locale, poi prese gli ordini e, sacerdote, fu musicista versatile, agile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_6510" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg"><img class="size-full wp-image-6510" title="Giovanni Martinelli 2" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Martinelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nato a Potenza Picena il 19 dicembre 1875, Giovanni Battista Boni può essere considerato fermano a tutti gli effetti, essendosi trasferito a Fermo, dove poi morì, sin dal 1912.<br />
Quasi autodidatta, studiò musica con il padre, musicista anch’egli, e con il direttore della banda locale, poi prese gli ordini e, sacerdote, fu musicista versatile, agile compositore, ma soprattutto didatta e promotore della formazione e della pratica musicale.<br />
Visse, ai primi dello scorso secolo, il fermento che andava montando anche in ambiente musicale dopo la riforma in senso ceciliano voluta, nella proposta musicale, da Pio X. In questo contesto, come ha scritto il musicologo Peretti, fu sorprendente la sua attività di didattica e di propaganda della musica sacra «riformata» e, al di là del valore della prolifica produzione musicale, ancora sorprende la capacità che ebbe nel valorizzare e promuovere le sue opere.<br />
Con il fratello impiantò a Fermo la «Edizioni Samel» (che sta per Società anonima musicale editrice libraria) per la quale uscirono a stampa sia le partiture delle composizioni di Giovanni Battista sia i testi da lui composti. Fondò diverse riviste di musica sacra, liturgia e teologia(«La Cappella Aloisiana» poi «Rivista delle Riviste di Musica Sacra», «Sal Terrae»; «Tesoro musicale dalle piccole cantorie») tutte indirizzate verso la promozione della musica sacra e delle formazioni musicali locali.<br />
Fondò e diresse cappelle musicali, compose decine di opere di buona qualità, e musica che propose e diffuse negli ambienti ecclesiastici del tempo. Boni ebbe il merito di comporre musica sì pregevole, ma comunque di facile esecuzione, per cui le sue composizioni, stampate e diffuse, potevano essere utilizzate intutte le parrocchie, e la formula editoriale d’avanguardia da lui introdotta di allegare partiture alle riviste musicali funzionò. Purtroppo non ebbe le necessarie risorse economiche per ampliarne la diffusione, altrimenti si sarebbe trattato di un vero evento editoriale.<br />
«Scuola pratica d’armonia senza maestro», editata prima a fascicoli poi ristampata più volte in unico testo, consentì lo studio della musica in modo elementare ed efficace, anche al di fuori delle scuole proprie. Centoquindici le sue composizioni censite, mentre non si ha più traccia delle sue opere Il guitto della Maremma, melodramma in due atti su libretto di A. Rapanelli, allestito con successo a Fermo, e Fanciulla di Loreto, opera lirica ispirata alla vita di Giovanna d’Arco.<br />
La notorietà che acquisì e i meriti raggiunti, guadagnarono al Boni l’appellativo di «Perosi delle Marche», e ciò basta per affermare l’importanza della sua opera. Morì a Fermo il 31 ottobre 1964.<br />
Giovanni Martinelli</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_7442" class="wp-caption alignleft" style="width: 169px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Boni-Giovanni-Battista.jpg"><img class="size-full wp-image-7442" title="Boni Giovanni Battista" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Boni-Giovanni-Battista.jpg" alt="" width="159" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Giovan Battista Boni</p></div>
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		<title>2012.04.11 &#8211; &#8220;Abitare le città: ricostruire un codice condiviso dello spazio&#8221; di Luca Romanelli</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 07:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Res Publica" di Luca Romanelli]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;
Luca Romanelli
Il ciclo di incontri che il Centro Culturale San Rocco (www.centrosanrocco.it) dedica quest’anno al tema dell’abitare declina con chiarezza le criticità che affliggono la vita urbana ed il paesaggio. Le riflessioni che seguono debbono quasi tutto alla relazione del 10 marzo di Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano.
Il rapido passaggio all’economia industriale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6858" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg"><img class="size-full wp-image-6858" title="Luca Romanelli" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Romanelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il ciclo di incontri che il Centro Culturale San Rocco (<a href="http://www.centrosanrocco.it">www.centrosanrocco.it</a>) dedica quest’anno al tema dell’abitare declina con chiarezza le criticità che affliggono la vita urbana ed il paesaggio. Le riflessioni che seguono debbono quasi tutto alla relazione del 10 marzo di Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano.<br />
Il rapido passaggio all’economia industriale e le grandi migrazioni dalle campagne alle città (inclusa quella “città adriatica continua” che è diventata la nostra costa) hanno stravolto, specialmente in Italia,  quello che Salvatore Settis chiama “il codice dello spazio” urbano e rurale. Il codice dello spazio è un sistema di elementi architettonici ed urbanistici chiaramente leggibili da una comunità e che ne esprimono, funzionalmente e simbolicamente, il modello di convivenza. Il compito dell’architettura e dell’urbanistica è costruire codici dello spazio, paesaggi urbani e rurali, adattandoli all’evoluzione economica e sociale.<br />
Nella città medioevale o rinascimentale italiana, che il mondo ci invidia, il codice era fatto di  piazze, palazzi comunali, teatri storici, mercati, reticoli di vicoli convergenti sulle chiese o i mercati delle contrade. Il codice è anche la relazione che si stabilisce tra interno ed esterno, tra abitazione e strada, tra vita privata e pubblica. Il modo in cui si pensa la strada urbana ci dice molto sulle relazioni sociali: la disposizione degli edifici, i loro accessi, l’arredo, la presenza di servizi commerciali e di prossimità. Anche l’architettura dei manufatti marca con potente forza simbolica lo stile di vita degli abitanti: si pensi ai nuovi ed eleganti quartieri umbertini a Roma, o, da noi, a come erano il settecentesco Borgo Marinaro di Porto San Giorgio, geometrico e razionale pur nella sua povertà, ed il Viale della Vittoria, spaziato da graziose rotonde e coronato da ville e villini liberty, spazio ideale per una borghesia nascente ed una nobiltà che voleva uscire dagli atavici palazzi fermani. Il codice dello spazio rurale era fatto invece di muretti, filari di piante, pievi, corsi d’acqua, dalle “comunanze” nate per rispondere collettivamente a bisogni comuni, dal reticolo delle colture con i loro colori.<br />
Che cosa è successo nel dopoguerra in Italia, ma anche più recentemente, con la crescita esponenziale dell’immigrazione straniera?<br />
E’ successo che né la politica nè l’architettura, soprattutto per la presenza di forti conflitti di interessi, hanno saputo costruire un  nuovo codice condiviso dello spazio che interpretasse i nuovi assetti sociali, favorendo processi virtuosi di re-integrazione dei migranti. Gli spazi urbani si sono spesso disintegrati in unità isolate tra loro, diventando a volte fabbriche di solitudine ed alienazione, “non luoghi” privi di identità. Inoltre ci stiamo rapidamente mangiando quella bellezza ed unicità del paesaggio per cui da secoli siamo considerati “il Bel Paese”: stiamo segando il ramo dove sediamo, svuotando un giacimento unico di bellezza.<br />
Ecco di seguito un piccolo dizionario del degrado paesistico italiano (e non solo).<br />
1. <strong>Sprawling:</strong> crescita “spontanea” di anonime agglomerazioni urbane senza un progetto unitario che identifichi organicamente spazi pubblici, servizi, tipologie costruttive, arredo urbano che diano un “carattere” di quartiere ai nuovi insediamenti. Questa “urbanistica a pezzetti”, modellata sugli interessi dei privati e su trattative con amministrazioni comunali inconsapevoli anche quando in buona fede, ci hanno regalato (solo per rimanere in casa) Santa Petronilla, l’occupazione indiscriminata dei crinali dal centro storico di Fermo verso il mare con una serie di manufatti spesso orribili e senza nessuna continuità, quartieri dormitorio scoordinati e brutti come San Michele e Marina Palmense.<br />
In questi “non luoghi” si rompe la tradizionale e virtuosa relazione tra interno ed esterno. Gli individui e le famiglie si introvertono e perdono progressivamente l’ amor loci, l’attaccamento al luogo dove vivono. Divengono quindi anche più difficili le tradizionali relazioni solidali e di supporto alle persone in difficoltà, un tempo un punto di forza delle nostre comunità. I “non luoghi” rendono la vita più dura per gli anziani soli, gli immigrati che si vogliono integrare, i separati.<br />
2. <strong>Banalizzazione, snaturamento o svuotamento dei centri storici.</strong> La mancanza di una programmazione urbanistica coerente e di lungo periodo ha favorito l’esodo della popolazione e la morte del commercio nei centri storici. Quando va bene, nelle località di maggior prestigio, i centri si riempiono di un commercio seriale, con le stesse griffe che si vedono oramai ovunque e che ne distruggono l’atmosfera unica, oscurando i segni della storia e i caratteri del genius loci.<br />
Oppure proliferano le seconde case: ben tenute ma vuote gran parte dell’anno.<br />
Forse il male forse peggiore è lo snaturamento dei centri attraverso il succedersi di interventi incongrui e scoordinati. A Porto San Giorgio, nel Borgo Marinaro, i manufatti storici sono stati sostituiti nel tempo da un caos sgradevole di edifici di diverse altezze, senza balconi o con balconi disallineati tra loro, con mattoni o intonaci, di mille colori diversi. Il quartiere è afflitto dalla babele dei mercati di strada e dal traffico dello struscio sui viali. Gli anziani rimasti si barricano nella loro solitudine. Molti dei loro vicini arrivano solo d’estate, o nei fine settimana, o affittano a turisti.<br />
3. <strong>Eccesso di edificazione e consumo del suolo</strong>. Gli (ancora oggi) alti profitti per i costruttori, la loro contiguità con la politica ed i tecnici comunali, le speculazioni finanziarie delle banche nel concedere finanziamenti senza garanzie adeguate, il riciclo di capitali sporchi, la fame di risorse dei comuni e dei politici locali stanno generando un dissennato consumo di territorio, mai così alto come negli ultimi 5 anni, malgrado la crisi, specie nei piccoli comuni.<br />
4<strong>. “Fordismo” alienante delle zone produttive</strong>. I mega centri commerciali e le (troppe da noi) aree produttive, pur necessari per lo sviluppo e la modernizzazione delle aziende, sono stati pensati mortificando  le relazioni sociali e le attività creative implicate nel commercio e nella produzione. In questi contesti il consumatore o il lavoratore tendono ad agire isolati, sopraffatti dagli stimoli all’acquisto o dagli input della macchina. Tutto il contrario dei mercati cittadini di un tempo. La stessa grande distribuzione o le imprese più innovative si stanno rendendo conto di quanto sia controproduttivo questo approccio, che induce crescente insofferenza in clienti e collaboratori. In campo turistico, si pensi all’eccessiva cementificazione della spiaggia fermana (come tante altre) che ha separato i nuclei urbani dal mare, creando una innaturale “fabbrica del divertimento” in un luogo incongruo, con ricadute sul benessere dei cittadini e l’ordine pubblico. Oppure al mostro Tre Archi, un lager illusorio di vacanza per gli operai del nord che volevano finalmente comprare la prima casa al mare.<br />
5. <strong>Compromissione del paesaggio rurale</strong>: sprawling nei fondovalle, tipologie costruttive incongrue nei fondi rurali, specie sui crinali, dissesto idrogeologico, abbandono delle campagne.<br />
<strong>Che fare allora?</strong><br />
La sfida è quasi disperata, perché gli architetti (anche l’accademia)  in Italia sono sostanzialmente al servizio dei costruttori, la politica è troppo fragile ed incompetente per gestire un cambio di rotta radicale, c’è un pregiudizio diffuso anche tra gli economisti che costruire (anche male) è essenziale per la crescita. Soprattutto vi è un legame fortissimo e perverso, come la cronaca ci racconta ogni giorno, tra interessi immobiliari, tecnici e politici.<br />
La cosa più urgente sarebbe quindi spezzare questo legame e togliere l’urbanistica dalle mani della politica, per affidarla ad organismi tecnici, facendo di tutto perché questi siano svincolati dalle pressioni dei gruppi di interessi. Naturalmente la politica griderebbe all’”esproprio della democrazia” ma non sarebbe proprio così.<br />
Si potrebbe immaginare un sistema ove la politica decide ciò che le è proprio nella programmazione urbanistica, cioè gli obiettivi in termini di crescita della popolazione, risposta alle esigenze della produzione, integrazione sociale, tutela del patrimonio culturale ecc. Di fronte ad un dibattito pubblico serio, dubito che tali indirizzo sarebbero moto difformi da quanto si è argomentato sopra. La politica potrebbe  invece non entrare necessariamente nelle scelte tecniche, anche perché è lì che si cade più fortemente in tentazione.<br />
L’attuazione tecnica dei principi guida dovrebbe essere affidata ai tecnici attraverso l’elaborazione di strumenti pianificatori complessivi e vincolanti, come le VAS (valutazioni ambientali strategiche), i PPAR (Piani Paesistici) e PTC (Piani Territoriali di Coordinamento) e i PRG (Piani Regolatori). Il processo decisionale dovrebbe attraversare un severo e trasparente  meccanismo di revisione e controllo delle scelte da parte di altri tecnici, associazioni ambientaliste e forze sociali, la stessa politica. Bisognerebbe inoltre limitare al massimo o forse proibire le “varianti urbanistiche ad hoc”, che sono il spesso il cavallo di Troia delle operazioni più devastanti.<br />
Bisogna inoltre gravare le nuove edificazioni con oneri corrispondenti ai costi reali della loro integrazione organica nel tessuto paesaggistico locale, vincolando i fondi alla effettiva realizzazione di investimenti pubblici in tale direzione, e non, come dal 2008, consentire che questi (gli oneri di urbanizzazione) finanzino la spesa corrente dei Comuni.<br />
In attesa di una riforma radicale, occorre alimentare segnali di speranza, puntando su progetti più circoscritti ma significativi, che puntino sull’innovazione ed il recupero di spazi pubblici e di convivenza, a partire dalle situazioni più disagiate. Elena Granata ne ha indicati alcuni (la Barona a Milano, Le “Case Canguro”, le comunanze di Cassego in Liguria) il cui tratto comune è la ri-connessione degli abitanti non solo attraverso spazi dedicati, spesso sottratti al degrado, ma anche processi quali le banche del tempo, il lavoro volontario comunitario, il co-finanziamento di beni e servizi comuni.<br />
Luca Romanelli -  <a href="http://www.lucaromanelli.it">www.lucaromanelli.it</a></p>
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		<title>2012.04.03 &#8211; L&#8217; Academia elpidiana organizza il 27 aprile una Serata Dannunziana a Villa &#8220;Il Cannone&#8221;</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/04/03/2012-04-03-l-academia-elpidiana-organizza-il-27-aprile-una-serata-dannunziana-a-villa-il-cannone/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 16:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Giovanni Martinelli


Serata Dannunziana a Villa “il Cannone” &#8211; via dei Palmensi, 108 &#8211; Marina Palmense (Fermo)
ore 18.30 &#8211; D’Annunzio cronista della modernità fra Roma e l’Adriatico &#8211; Conversazione di Andrea Lombardinilo &#8211; Università di Chieti – Centro nazionale Studi Dannunziani
ore 20.30 &#8211; A cena con D’Annunzio &#8211; Intrattenimento musicale con le cantate scritte dal poeta [...]]]></description>
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<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_6510" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg"><img class="size-full wp-image-6510" title="Giovanni Martinelli 2" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giovanni Martinelli</dd>
</dl>
</div>
<p>Serata Dannunziana a Villa “il Cannone” &#8211; via dei Palmensi, 108 &#8211; Marina Palmense (Fermo)<br />
ore 18.30 &#8211; D’Annunzio cronista della modernità fra Roma e l’Adriatico &#8211; Conversazione di Andrea Lombardinilo &#8211; Università di Chieti – Centro nazionale Studi Dannunziani<br />
ore 20.30 &#8211; A cena con D’Annunzio &#8211; Intrattenimento musicale con le cantate scritte dal poeta &#8211; su musiche di Francesco Paolo Tosti &#8211; Clara Renzi soprano – Maria Chiara Virgili pianoforte<br />
Introduzione di Paolo Santarelli musicologo<br />
Organizzazione: Academia Elpidiana, Sant’Elpidio a Mare<br />
Partecipazione (cena-concerto) € 40,-<br />
Prenotazioni: 334.3202625 – <a href="mailto:academiaelpidiana@gmail.com">academiaelpidiana@gmail.com</a></p>
<p><a rel="lightbox[2012-3-2-18-3-29]" href="http://lh4.ggpht.com/-QWgEgTMFqeo/T3saIiCqJKI/AAAAAAAAfU8/79p7InMIiLQ/serata%252520dannunziana.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" style="margin: 10px 15px 10px 10px;" src="http://lh4.ggpht.com/-QWgEgTMFqeo/T3saIiCqJKI/AAAAAAAAfU8/79p7InMIiLQ/s144-c/serata%252520dannunziana.jpg" alt="serata dannunziana.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
</div>
</div>
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		<title>2012.03.30 &#8211; &#8220;Simbolismo ne “La Grande Crocifissione” di Albrecht Durer  del 1498&#8243; di Gennaro Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 10:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Spigolature" di Gennaro Natale]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Gennaro Natale

Ormai mancano pochissimi giorni alla Pasqua cristiana e ho piacere di condividere con gli amici rotariani quanto scaturisce dall’interpretazione del significato simbolico dell’opera del Durer. Partiamo da quanto la tradizione ci ha sempre detto sull’età di Cristo all’atto della Sua crocifissione: 33 anni. Tale età non è citata direttamente dai Vangeli canonici, i quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="mceTemp" style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<dl id="attachment_6805" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Natale-Gennaro.jpg"><img class="size-full wp-image-6805" title="Natale Gennaro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Natale-Gennaro.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Gennaro Natale</dd>
</dl>
<p style="text-align: justify;">Ormai mancano pochissimi giorni alla Pasqua cristiana e ho piacere di condividere con gli amici rotariani quanto scaturisce dall’interpretazione del significato simbolico dell’opera del Durer. Partiamo da quanto la tradizione ci ha sempre detto sull’età di Cristo all’atto della Sua crocifissione: 33 anni. Tale età non è citata direttamente dai Vangeli canonici, i quali ci dicono solamente che Gesù condusse una vita privata fino a circa 30 anni prima di iniziare a predicare nella Sua terra d’origine.<br />
I tre Sinottici (Matteo, Marco e Luca) sostengono che a un certo punto Gesù andò a Gerusalemme per la Pasqua (quindi porterebbero a pensare a un solo anno di vita pubblica) . Giovanni invece afferma che le Pasque furono tre, che sommate ai “circa” 30 anni di vita privata danno appunto i tradizionali 33 anni di vita di Gesù.  E’ evidente che i 33 anni di Cristo sono un numero caro alla tradizione ricchissimo di simbologia e, appunto per questo, senza alcuna attinenza con la realtà storica, qualunque essa sia stata. La scena rappresentata da Durer  è stracolma di simboli, sui quali ad oggi  pochi ormai sono sensibili, compresi i fedeli.<br />
Analizziamo l’opera di Durer.<br />
Notiamo innanzitutto il SOLE e la LUNA PIENA  sospesi ai due lati della Croce.<br />
Secondo la tradizione Gesù venne crocifisso il venerdì che precedeva il giorno di Pasqua sotto il dominio dell’Imperatore Tiberio.<br />
La Pasqua, nel calendario lunare ebraico, cadeva il sabato successivo (per esattezza il 14 del mese di Nisan) alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera (e anche oggi la data della Pasqua cristiana viene determinata in tal modo). Dunque quando Cristo venne crocifisso la luna doveva essere piena o quasi.<br />
Ora si può pensare che questo particolare sia casuale; si potrebbe obiettare che se Gesù fosse stato arrestato in un altro periodo, forse sarebbe stato crocifisso sotto una luna diversa. Ma quando si ha a che fare con eventi mitici, nulla accade per caso. Ogni particolare va letto con un occhio che guarda “al di là”.<br />
Per millenni l’uomo ha visto e seguito il ciclo “incostante” della luna, crescente e calante. Il ciclo della luna è paragonabile al ciclo dell’uomo: nascita (luna nuova), giovinezza (primo quarto), maturità (luna piena) , vecchiaia (ultimo quarto) e morte (luna nuova; notare la coincidenza con la nascita!).<br />
Nascita e morte si incontrano nella luna nuova come a voler significare la continuità della vita al di la della morte (o nascere a vita nuova o, come dice Dante, “Vita Nova”).<br />
Di fronte il sole, che non muta mai il suo aspetto. Il suo cerchio è costante, perfetto, non è soggetto all’incostanza e alla temporalità lunare. Se la luna è simbolo della ciclicità temporale, il sole è il simbolo dell’eternità: l’ETERNO PRESENTE.<br />
La luna rappresenta la provvisorietà della vita umana, il sole diventa il segno dell’immutabile eternità di Dio. “Di Te, Altissimo, porta significazione” dirà San Francesco di Frate Sole, e Dante aggiungerà : “Nullo sensibile in tutto lo mondo è più degno di farsi essemplo di Dio che l’Sole” (Convivio).<br />
Ora, da un punto di vista astronomico, la luna piena si trova in opposizione al sole. Questo significa che sul far dell’alba c’è un magico istante in cui il sole e la luna si trovano l’uno di fronte all’altra: il sole sorge ad oriente, la luna tramonta ad occidente. Entrambi i dischi appaiono pieni e perfetti. E’ il momento in cui la luna pare forgiata a immagine e somiglianza del sole.<br />
Se all’epoca dell’evento la media della vita umana era di circa 70 anni, il culmine della maturità dell’uomo era intorno ai 35 anni.<br />
Questo è il momento in cui il divino e l’umano si sfiorano, si toccano, si compenetrano, così come la luna a metà del suo corso si specchia nel sole, Gesù, nell’attimo supremo del suo viaggio terreno, sospeso all’albero della Croce, tra il sole a la luna che si specchiano l’uno nell’altra, simboleggia l’istante in cui l’umanità si fonde con la divinità, in cui l’uomo si libera dal peccato e soprattutto dalla mortalità ad esso connessa, per trascendere la sua materialità e innalzarsi in una sfera metafisica.<br />
Dobbiamo notare, e questo non deve meravigliarci, che 35 anni è l’età simbolica d’incontro tra l’umano e il divino. Zarathustra aveva quest’età quando ricevette la chiamata da Ahura Mazdah, e il Buddha aveva 35 anni quando ricevette l’illuminazione. Dante, in qualità di mistico pellegrino, intraprenderà il suo viaggio ultraterreno proprio nell’anno 1300, quand’egli “nel mezzo del cammin di nostra vita”, aveva (caso strano !) 35 anni. Il suo viaggio, che gli procurerà la purificazione e illuminazione dell’anima , lo porterà infine al cielo fino a fondersi con quell’Amor “che move il Sole e l’altre stelle”. Il medesimo simbolismo si ripresenta dovunque si ripropongono gli stessi motivi mistici destinati agli Iniziati, ossia coloro che hanno occhi e orecchie per intendere…<br />
Qualcuno potrà obiettare che Cristo non fu crocifisso all’alba. Giovanni ci dice all’ora sesta (mezzogiorno) i Sinottici ci parlano dell’ora terza (circa le 9 del mattino). Di certo Durer non era così sprovveduto da ignorare le effettive posizioni del sole e della luna nel momento della morte di Gesù, sulla base delle ore indicate nei Vangeli canonici.<br />
In realtà la scelta grafica di Durer è una precisa indicazione di come certi elementi debbano essere presi nel loro significato simbolico ed esoterico. Un modo di rappresentare quel qualcosa “di più”.<br />
La Crocifissione, prima di essere un evento storico o religioso, è uno straordinario fenomeno mitico e simbolico. Non si può negare quest’assunto, se definiamo mito qualcosa che, al di la della sua realtà storica, indica una verità trascendente e metaforica. Un simbolismo che, come tale, acquista il valore dell’universalità per chiunque abbia “gli occhi” per intenderlo, prescindendo dalla sua natura fideistica.<br />
Tale simbolismo è ancor più lampante con la presenza del teschio ai piedi della croce. Golgota significa “monte del teschio” perché, secondo la tradizione, vi era seppellito il teschio di Adamo, colui il quale, mangiando il frutto dell’Albero della Conoscenza,  aveva causato la caduta del’umanità dal suo stato di perfezione e grazia, operando la rottura primordiale tra l’uomo e Dio.<br />
Dal teschio di Adamo sorge ora un altro albero, quello della Croce, su cui, grazie al sacrificio di Cristo, l’umanità può ritrovare la perduta unità con Dio.<br />
Tra l’Albero della Conoscenza e l’Albero della Croce, esiste una specularità straordinaria. Non a caso infatti la Crocifissione avviene alla vigilia della Pasqua.<br />
La parola ebraica “Pesach”  (come ci ha già detto la nostra amica Marzia), significa “passaggio”. Si intende qui l’episodio della schiavitù degli Ebrei in Egitto, allorché l’Angelo della Morte evitò le case degli Ebrei che avevano cosparso le porte delle loro case con il sangue di un agnello (ed è proprio in ricordo di quella notte che nella tradizione ebraica &#8211; e successivamente anche cristiana &#8211; è previsto l’agnello quale cibo tradizionale nell’Agape Pasquale).<br />
Cristo, con il Suo sacrificio alla vigilia di Pasqua, si configura come “agnello universale” il cui sangue allontana la morte dall’intera umanità. Pesach, “passaggio”, dalla vita umana , condizionata dal peccato e dalla morte, alla vita che è Vera Vita: IL RITORNO ALL’UNITA’ CON IL PRINCIPIO DIVINO DA CUI TUTTO PROVIENE.<br />
Ci sarebbero ancora molti elementi simbolici da analizzare nel disegno del Durer, come le tre donne ai piedi della Croce, i due ladroni , gli angeli che raccolgono nel calice il sangue di Cristo, ecc. ; vi è un labirinto di simboli e di valenze.<br />
Ma è importante riscoprire che il senso di queste corrispondenze mitico-religiose, per avere un significato universale valido per tutti, vanno lette in senso esoterico e non teologico. Non dovremmo preoccuparci di affermare o negare la storicità del Cristo, o se sia stato davvero crocifisso, ma dobbiamo ritrovare, in questo labirinto di simboli, il più autentico significato esoterico che , nel caso di specie, forse ci insegna che beatitudine e dannazione non sono termini applicabili soltanto alla vita dopo la morte, ma a questa stessa esistenza, nella condizione di vicinanza o lontananza dal PRINCIPIO UNO che è Dio.<br />
Gennaro Natale</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_7425" class="wp-caption aligncenter" style="width: 304px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Durer.jpg"><img class="size-full wp-image-7425" title="Durer" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Durer.jpg" alt="" width="294" height="436" /></a><p class="wp-caption-text">“La Grande Crocifissione” di Albrecht Durer  del 1498</p></div>
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		<title>2012.03.30 &#8211; Lettera del mese di Aprile ai soci del Club</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 08:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere mensili]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Graziella Ciriaci Presidente anno 2011-2012
Fermo, 29 Marzo 2012
Care amiche e cari amici,
ringrazio i numerosi partecipanti alla conferenza di Vittorio Sgarbi ed alla successiva conviviale del giorno 8 marzo in concomitanza con la “Festa della donna”;  chi non ha potuto partecipare può visionare  qualche immagine dei due eventi nel link pubblicato nel sito del Rotary Club [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6024" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Graziella-Ciriaci1.jpg"><img class="size-full wp-image-6024" title="Graziella Ciriaci" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Graziella-Ciriaci1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Graziella Ciriaci Presidente anno 2011-2012</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fermo, 29 Marzo 2012<br />
Care amiche e cari amici,<br />
ringrazio i numerosi partecipanti alla conferenza di Vittorio Sgarbi ed alla successiva conviviale del giorno 8 marzo in concomitanza con la “Festa della donna”;  chi non ha potuto partecipare può visionare  qualche immagine dei due eventi nel link pubblicato nel sito del Rotary Club di Fermo: <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7345">http://www.rotaryfermo.info/?p=7345</a> ; anche il torneo di burraco organizzato il giorno 8 marzo ha avuto una notevole presenza di partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il programma del mese di Aprile:<br />
- <strong>Venerdì 13 Aprile</strong>, alle ore 21,00 al Teatro dell’ Aquila della Città di Fermo  i Rotary Club e Rotaract Club del Fermano, assieme al Distretto 2090 del Rotary Intemational e alla Delegazione FAI di Fermo, intendono promuovere nella Città di Fermo un grande evento culturale che unisca solidarietà, valorizzazione del territorio e recupero delle sue bellezze architettoniche: verrà eseguito  il Requiem Kv 626, capolavoro incompiuto di Mozart, per commemorare le vittime del terremoto al terzo anniversario dall’ evento; i proventi della serata verranno interamente devoluti per la ricostruzione della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila e per il restauro di una tela della Chiesa di San Filippo Neri di Fermo. Vi prego di estendere l’invito ai vostri familiari, amici e conoscenti. In allegato la locandina dell’evento.<br />
- <strong>Domenica 15 Aprile </strong>si svolgerà a Pescara la XXIX Assemblea Distrettuale,  a conclusione del percorso formativo dei Presidenti eletti, e rivolta ai Segretari, Tesorieri, Prefetti e Presidenti delle Commissioni dei Club eletti per il nuovo anno rotariano che andrà ad iniziare il 1° luglio; in allegato locandina dell’evento cui sono invitati a partecipare tutti i nuovi dirigenti del nostro Club dell’anno rotariano 2012-2013.<br />
<strong>- Domenica 15 Aprile</strong>, alle ore 16,00 a Piane di Moresco, presso la sala conferenze dello stabilimento “Agroalimentare Ciriaci &#8211; 5 Ghiande” si svolgerà un “ Torneo di burraco di beneficenza e altri giochi” il cui ricavato sarà interamente devoluto al sostentamento del “Centro Educativo per Minori Opera Don Ricci” di Fermo; in allegato locandina esplicativa dell’attività del “Don Ricci” e planimetria per raggiungere la località ove si svolgerà il burraco. Il “Centro Educativo per Minori Opera Don Ricci” è presente con una sua pagina su facebook  -  Centro Educativo per Minori Opera Don Ricci | Facebook : cliccando questo link potrete entrare nella pagina e verificare la lodevole opera quotidiana che svolge il “Centro”. Vi invito a sostenere il “Centro” anche visitando spesso la sua pagina facebook che merita tutta la nostra attenzione e solidarietà.<br />
<strong>- Venerdì 20 Aprile</strong>, alle ore 20,30 Hotel Royal, conviviale con coniugi ed ospiti; il Dott. Luciano Goffi,  Direttore Generale UBI Banca Popolare  di Ancona, ci illustrerà le problematiche, le novità e le mutazioni del credito bancario con una relazione dal titolo: &#8220;Un uomo, una banca, il territorio&#8221;.<br />
<strong>- Sabato 28 e Domenica 29 Aprile </strong>ad Ascoli Piceno – Evento distrettuale “Con gli Occhi nel cuore” ; vi allego il link della lettera del nostro Governatore Francesco Ottaviano che in maniera dettagliata ed esemplare illustra gli scopi e la finalità di questa grande iniziativa rotariana alla quale invito tutti a partecipare:  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1832">http://www.rotary2090.info/?p=1832</a> .<br />
Il nostro Club sarà presente anche con i Progetti “Fenice” rivolto alle nostre nuove generazioni &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=581">http://www.rotary2090.info/?p=581</a> e  “Una scossa per la vita” che da anni porta avanti con passione, impegno e dedizione il nostro socio Paolo Signore cui va tutto il nostro apprezzamento &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=3996">http://www.rotaryfermo.info/?p=3996</a></p>
<p style="text-align: justify;">Desidero anche rendervi partecipi delle comunicazioni che ha inviato il nostro Governatore Francesco Ottaviano nel mese di marzo ai Presidenti dei Club:<br />
-&#8221;Relazione di Fine Lavori dell’Edificio A della Facoltà d’Ingegneria&#8221;  -  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1943">http://www.rotary2090.info/?p=1943</a><br />
-Forum a Vasto sulle nuove generazioni  &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1860">http://www.rotary2090.info/?p=1860</a><br />
-Borse di studio in Albania ed altre attività &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1916">http://www.rotary2090.info/?p=1916</a><br />
-Video di presentazione “Con gli occhi del Rotary” &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1895">http://www.rotary2090.info/?p=1895</a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordo gli appuntamenti rotariani distrettuali e le comunicazioni di interesse generale dai Club del Distretto:<br />
-Rotary Club Ancona e Senigallia – “Proposta di crociera rotariana” 11/18 Giugno 2012,  al link:  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1709">http://www.rotary2090.info/?p=1709</a><br />
-Rotary Club di Civitanova Marche – “Il Rotary e i Viaggi della Musica” – Monaco di Baviera e Salisburgo 22/25 Giugno 2012, al link <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1681">http://www.rotary2090.info/?p=1681</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio i soci che anche questo mese hanno inviato un articolo da pubblicare sulla Rubrica del sito del Club; questa proficua collaborazione ha determinato un maggiore interesse  e una grande visibilità del nostro Club ben oltre i confini del nostro territorio; per chi fosse interessato a leggere gli articoli pubblicati allego i link:<br />
-Alfonso Rosi  – “Noterelle in materia di liberalizzazioni” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7324">http://www.rotaryfermo.info/?p=7324</a><br />
-Giovanni Martinelli – “Domenico Alaleona – pioniere della musicologia” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7334">http://www.rotaryfermo.info/?p=7334</a><br />
-Tommaso Fattenotte – Rotary Club della Provincia di Fermo – La Festa della donna con Sgarbi &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7345">http://www.rotaryfermo.info/?p=7345</a><br />
-Luca  Romanelli – “L’idea della giustizia” – <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7340">http://www.rotaryfermo.info/?p=7340</a><br />
-Margherita Bonanni  &#8211; Progetto Fenice &#8211; Seminario in videoconferenza: La situazione della chimica in Bologna e in Italia &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7352">http://www.rotaryfermo.info/?p=7352</a><br />
-Norbeto Dionisi -  &#8220;A Fermo con il Rotary, una esecuzione del requiem di Mozart per non dimenticare l&#8217;Aquila&#8221;    -   <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7366">http://www.rotaryfermo.info/?p=7366</a><br />
<a href="http://www.rotary2090.info/?p=1930">http://www.rotary2090.info/?p=1930</a><br />
-Angelica  Malvatani &#8211; &#8220;Il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno con sede in Fermo&#8221; -    <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7373">http://www.rotaryfermo.info/?p=7373</a><br />
-Angelica Malvatani – “Festa della donna con Vittorio Sgarbi”  &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7377">http://www.rotaryfermo.info/?p=7377</a><br />
-Maria Pia Casarini -   Inaugurazione della mostra delle &#8220;Foto Perdute del Capitano Scott&#8221;.           <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7387">http://www.rotaryfermo.info/?p=7387</a><br />
-Margherita Bonanni &#8211; &#8220;Cittadinanza scientifica e Cultura della scelta&#8221; &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7396">http://www.rotaryfermo.info/?p=7396</a><br />
-Tommaso Fattenotte  &#8211; III concorso “Premio Matteo Biancucci  &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7292">http://www.rotaryfermo.info/?p=7292</a><br />
<a href="http://www.rotary2090.info/?p=1935">http://www.rotary2090.info/?p=1935</a><br />
-Marzia Marchionni – il significato della Pasqua -  <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7406">http://www.rotaryfermo.info/?p=7406</a><br />
-Marzia Marchionni – La storia della matita &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7411">http://www.rotaryfermo.info/?p=7411</a></p>
<p style="text-align: justify;">Sicura di incontrarvi numerosi negli eventi elencati, invio un caro saluto e colgo l’occasione per inviare a voi e alle vostre famiglie i migliori auguri per una Pasqua serena.<br />
Un abbraccio<br />
Graziella</p>
<p style="text-align: justify;">Auguri ai soci:<br />
03 – Giuseppe Marziali<br />
15 – Alba Bertoli<br />
29 – Antonio Grisostomi Travaglini</p>
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		<title>2012.03.25 &#8211; &#8220;La storia della matita&#8221; di Marzia Marchionni</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:44:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA["Dedicato a te" di Marzia Marchionni]]></category>
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Marzia Marchionni
Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: &#8220;Stai scrivendo una cosa che è capitata a noi? E che magari parla di me. La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: &#8220;E&#8217; vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6568" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg"><img class="size-full wp-image-6568" title="Marzia Marchionni" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Marzia Marchionni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto, le domandò: &#8220;Stai scrivendo una cosa che è capitata a noi? E che magari parla di me. La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote: &#8220;E&#8217; vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.  &#8220;Ma è uguale a tutte le matite che ho visto nella mia vita!&#8221; Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell&#8217;esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo. &#8220;Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste  una Mano che guida i tuoi passi.&#8221; &#8220;Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E&#8217; un&#8217;azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita.&#8221; Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo  migliore. &#8220;Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato.&#8221; Correggere un&#8217;azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la via migliore. &#8220;Quarta qualità: ciò che è realmente importante  nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa.&#8221; Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te. &#8220;Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di  conseguenza, impegnati ad avere piena coscienza di ogni tua azione.&#8221; (Anonimo). Non rileva chi l&#8217;ha scritto, ma cosa ha scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Marzia Marchionni</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>2012.03.25 &#8211; &#8220;Il significato della Pasqua&#8221; di Marzia Marchionni</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 08:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Dedicato a te" di Marzia Marchionni]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
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Marzia Marchionni


Ci stiamo appropinquando alla Pasqua&#8230; che significa?
Testualmente, dal dizionario etimologico: lat., Pàscha; ebr., Pesàch (= aram., Pascha); &#8220;passaggio, liberazione; da Påsàch, passare oltre.
A prescindere dal credo religioso di ciascuno, indubbio è il forte connotato di &#8220;regilosità&#8221;. Che valenza ha per noi questo evento?
Ciascuno è libero di percepirlo e/o viverlo come sente. Per ciascuno, nell&#8217;ambito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_6568" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg"><img class="size-full wp-image-6568" title="Marzia Marchionni" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Marzia-Marchionni.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Marzia Marchionni</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ci stiamo appropinquando alla Pasqua&#8230; che significa?<br />
Testualmente, dal dizionario etimologico: lat., Pàscha; ebr., Pesàch (= aram., Pascha); &#8220;passaggio, liberazione; da Påsàch, passare oltre.<br />
A prescindere dal credo religioso di ciascuno, indubbio è il forte connotato di &#8220;regilosità&#8221;. Che valenza ha per noi questo evento?<br />
Ciascuno è libero di percepirlo e/o viverlo come sente. Per ciascuno, nell&#8217;ambito delle proprie credenze e della propria scala di valori, è in ogni caso un evento che può rappresentare un momento di svolta e rinnovamento.  Sta a noi scegliere se avvalercene o meno.  Per ogni tipo di &#8220;appuntamento&#8221; (dalla cena con l&#8217;amico alla partita di calcio, dall&#8217;incontro di  lavoro  al matrimonio) c&#8217;è una fase di preparazione, calibrata all&#8217;importanza che attribuiamo all&#8217;evento. Così anche per la Pasqua.  Può essere vissuta come &#8220;momento significativo&#8221; nella nostra vita, allorché ci predisponiamo a viverla in tal senso. Siamo pronti a cogliere questa occasione?  Mi chiedo: pongo attenzione a questa &#8220;opportunità&#8221; e a questi giorni antecedenti lo &#8220;Evento&#8221;? Come li sto vivendo? In modo &#8220;speciale&#8221; o stanno scorrendo come quelli del resto dell&#8217;anno? Fermo restando che ogni giorno, ogni istante, è unico e speciale, questo è un periodo&#8230; dai &#8220;connotati peculiari&#8221;..  di preparazione, appunto. Ci sto mettendo qualcosa di &#8220;diverso&#8221;?  Bene. È il momento di fermarsi un attimo, per un check-point. Come opportuno in ogni percorso di preparazione, fare il punto dela situazione. Prendere atto di quanto si è fatto, cosa si possa fare di meglio, aggiustare il tiro e proseguire. Il &#8220;suggerimento&#8221;, proposto anche dalla religione cristiana, di  fare rinunce-digiuni (materiali e/o emozionali) è un utilissimo strumento per creare spazio! Gettare quel &#8220;di più&#8221; nel cestino della spazzatura -che, pure nel + bello dei giardini, è &#8220;buono&#8221; che ci sia- permettere la pulizia (esteriore ed interiore). Una volta individuata, la &#8220;spazzatura&#8221;, va gettata: focalizzarsi su quella, preclude di vedere, apprezzare e godere del giardino&#8230; Vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Marziz Marchionni</p>
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		<title>2012.02.17 &#8211; Rotary Club della Provincia di Fermo &#8211; AIDO &#8211; 3° Concorso &#8220;Premio Matteo Biancucci&#8221; 2011 &#8211; 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 15:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[AIDO]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il premio Matteo Biancucci nasce da un evento di cronaca: la tragica scomparsa in un incidente automobilistico di un quindicenne.
I genitori sconvolti dal dolore riuscirono a reagire e con uno splendido atto di amore ed altruismo donarono gli organi del loro figliolo ridando speranza di vita a delle persone la cui sorte era altrimenti irrimediabilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il premio Matteo Biancucci nasce da un evento di cronaca: la tragica scomparsa in un incidente automobilistico di un quindicenne.<br />
I genitori sconvolti dal dolore riuscirono a reagire e con uno splendido atto di amore ed altruismo donarono gli organi del loro figliolo ridando speranza di vita a delle persone la cui sorte era altrimenti irrimediabilmente segnata.<br />
Il gruppo comunale AIDO Fermo, da sempre impegnato nell’attività di sensibilizzazione alla tematica della donazione, e i quattro Rotary Clubs del fermano (Alto fermano- Sibillini, Fermo, Montegranaro e Porto San Giorgio-Riviera fermana), il cui motto è “Servire al di sopra di ogni interesse personale”, grazie alla condivisione dei comuni ideali, in omaggio al gesto infinito di pietà dei genitori di Matteo Biancucci, hanno dato vita, unitamente alla fattiva collaborazione con l’ASUR Area Vasta n°4 Fermo, al Concorso intitolato al giovane scomparso. Esso rappresenta la sintesi conclusiva degli incontri annuali con gli studenti degli istituti scolastici di II grado del territorio provinciale finalizzata alla sensibilizzazione delle giovani generazioni sulla tematica della donazione degli organi.<br />
L’evento, giunto quest’anno alla terza edizione, è riservato agli allievi dell’ultimo biennio delle scuole di II grado della Provincia di Fermo ed ha per argomento la donazione. Esso è articolato nelle seguenti tipologie espressive dato il diverso indirizzo del corso di studi dei vari istituti:<br />
 componimento letterario;<br />
 componimento pittorico-fotografico;<br />
 componimento multimediale<br />
Nella splendida cornice del Centro Congressi S. Martino di Fermo, ove si tiene la cerimonia di premiazione, in ognuna delle edizioni, sono stati presentati i risultati di indagini statistiche effettuate su un campione di oltre 1000 studenti con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale- Ufficio V- Ambito territoriale di Ascoli Piceno-Fermo e del Dipartimento territoriale Dipendenze patologiche della ASUR Area Vasta 4 &#8211; Fermo:<br />
• in quella dell’anno scolastico 2009-2010 è stato analizzato il grado di conoscenza della tematica della donazione e la propensione dei giovani verso di essa;<br />
• in quella dell’anno scolastico 2010-2011 è stato preso in considerazione lo stile di vita dei giovani;<br />
• quella dell’anno in corso è nata dall’esigenza di verificare a livello locale tra le giovani generazioni la relazione esistente tra la messa in atto di comportamenti a rischio per la salute e le competenze sociali intese come “insieme di abilità utili per affrontare la vita”. Le competenze sociali sono ritenute dalla letteratura scientifica come abilità alla base anche delle scelte di comportamenti di salute degli individui. I risultati finali sono in corso di elaborazione. Il quadro complessivo del comportamento dei giovani diventa poi elemento di discussione tra le varie componenti sociali.<br />
Il Premio Matteo Biancucci in tre anni ha raggiunto un alto livello di interesse non solo nell’ambito scolastico, dove ormai è istituzionalizzato tra tutte le scuole di II grado della Provincia di Fermo, ma anche in quella sociale perché ogni nuovo anno mette in luce un aspetto diverso del comportamento giovanile.<br />
Fabrizio Ioiò<a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rotary-Provincia-Fermo.jpg"></a></p>
<p>Sabato 17 marzo alle ore 9,30 al  Centro Congressi San Martino di Fermo si è svolta la cerimonia della premiazione del 3° Concorso &#8220;Premio Matteo Biancucci&#8221; 2011 &#8211; 2012</p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-3-22-32-12]" href="http://lh6.ggpht.com/-TuG5_AywdiQ/T2pFycea5gI/AAAAAAAAfUY/6xBFzYCIJMw/Resto%252520del%252520Carlino%252520Fermo%2525201.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/-TuG5_AywdiQ/T2pFycea5gI/AAAAAAAAfUY/6xBFzYCIJMw/s144-c/Resto%252520del%252520Carlino%252520Fermo%2525201.jpg" alt="Resto del Carlino Fermo 1.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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		<title>2012.03.19 &#8211; &#8220;Cittadinanza scientifica e Cultura della scelta&#8221; di Margherita Bonanni</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 11:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Voci dalla scuola" di Margherita Bonanni]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;



Margherita Bonanni


La scienza si fa con i fatti come una casa si fa con i mattoni, ma l’accumulazione dei fatti non è scienza più di quanto un mucchio di mattoni non sia una casa (Jules-Henri Poincarè)
Il  ministro Francesco Profumo, in occasione della cerimonia per le celebrazioni dei 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, festeggiata al Quirinale alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_7141" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg"><img class="size-full wp-image-7141" title="Bonanni Margherita 5" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Margherita Bonanni</dd>
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<p style="text-align: justify;">La scienza si fa con i fatti come una casa si fa con i mattoni, ma l’accumulazione dei fatti non è scienza più di quanto un mucchio di mattoni non sia una casa (Jules-Henri Poincarè)<br />
Il  ministro Francesco Profumo, in occasione della cerimonia per le celebrazioni dei 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, festeggiata al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha detto che bisogna pensare a una nuova alleanza fra formazione e professione: &#8220;In questa delicata fase di discussione che riguarda il tema del lavoro, dobbiamo pensare a una nuova alleanza tra formazione e professione, nella logica di un processo che si snodi lungo tutto il corso della vita, con un&#8217;alternanza scuola-lavoro che diventi elemento anticipatorio rispetto all&#8217;invecchiamento precoce delle conoscenze&#8221;.<br />
Il ministro ha pure aggiunto:“Questo obiettivo deve partire dalla formazione, che dovrà rilanciarsi nel futuro attraverso nuovi strumenti e strategie in grado di preparare gli studenti a un ruolo di protagonisti in una società sempre più competitiva e globalizzata.”<br />
Con queste parole si è voluto giustamente  mettere in evidenza il problema fondamentale della scuola italiana: la necessità di trasformare la tradizionale scuola dei saperi nell’attuale scuola delle competenze. Questo processo richiede un percorso lungo di metabolizzazione e di ri-educazione formativa del personale docente, anche perché di fronte a qualunque proposta innovativa si tende sempre a ripetere “ma è quello che è sempre stato fatto!”…”basta adeguare e sistemare le carte”. Tutto rischia di cambiare per tornare sempre come prima.<br />
La nostra scuola si è sempre caratterizzata per “l’astrattezza del sapere” e perpetuando il concetto crociano secondo cui “aritmetica e biologia non sono in rado di raggiungere le vette dello spirito”, ha assegnato alle discipline scientifiche un ruolo quasi secondario nella formazione della persona. Al contrario esse hanno un ruolo fondamentale nell’acquisizione della cittadinanza attiva per cui occorre creare un sistema educativo che partendo dal processo  di apprendimento metta in essere strategie educative volte “a far costruire il sapere” e condizioni tali da portare i ragazzi a capire ed applicare nella vita quotidiana quanto appreso. A questo proposito segnalo  il Convegno &#8220;Experimenta 2&#8243; che il  MIUR , in collaborazione con il Comitato per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica, ha organizzato  il 20 e 21 Ottobre 2011 a Roma, con lo scopo di proseguire la riflessione sull&#8217;insegnamento delle scienze nella scuola secondaria superiore. All’apertura del Convegno il prof. L.  Berlinguer ha detto che l’Italia dovrebbe far proprio il motto mens et manus, già da tempo adottato dagli americani.<br />
Il dibattito ha messo a fuoco tante criticità del nostro sistema scolastico, come la mancanza di ricerca in campo didattico-educativo, un vuoto di sistema nella formazione del personale docente, la carenza di laboratori e di personale tecnico e la non collaborazione dei genitori, troppo spesso presenti a scuola solo come “sindacalisti” dei figli.<br />
Queste le linee emerse per uscire dal gap culturale:<br />
1. Definire le azioni per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica<br />
2. Proporre e definire progetti e azioni di sistema rivolti alla scuola e all’università<br />
3. Proporre , in particolare, azioni e servizi per la formazione dei docenti e per il sostegno alla loro attività professionale<br />
4. Suggerire soluzioni metologico-didattiche in vista di un miglioramento dei percorsi formativi<br />
Il percorso da seguire si può sintetizzare nelle quattro parole “chiave” proposte dal gruppo di lavoro: Creatività,  Laboratorialità, Cittadinanza scientifica, Cultura della scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Margherita Bonanni</p>
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		<title>2012.03.17 &#8211; Istituto Geografico Polare &#8220;Silvio Zavatti&#8221; di Fermo &#8211; Inaugurazione della mostra delle &#8220;Foto Perdute del Capitano Scott&#8221;.</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/16/2012-03-17-istituto-geografico-polare-silvio-zavatti-di-fermo-inaugurazione-della-mostra-delle-foto-perdute-del-capitano-scott/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 16:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il  17 marzo, alle ore 17,30 avverrà l&#8217;inaugurazione della Mostra a Villa Vitali delle &#8220;Foto Perdute del Capitano Scott&#8221;. In esclusiva da Londra le immagini scattate dal Capitano Scott 100 anni fa in Antartide. Queste foto uniche sono state recentemente ritrovate, vendute ad un’asta a New York e restaurate da ATLAS Gallery.  Il Capitano Robert [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Museo-polare-fermo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5482" title="Museo polare fermo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Museo-polare-fermo1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a>Il  17 marzo, alle ore 17,30 avverrà l&#8217;inaugurazione della Mostra a Villa Vitali delle &#8220;Foto Perdute del Capitano Scott&#8221;. In esclusiva da Londra le immagini scattate dal Capitano Scott 100 anni fa in Antartide. Queste foto uniche sono state recentemente ritrovate, vendute ad un’asta a New York e restaurate da ATLAS Gallery.  Il Capitano Robert Falcon Scott raggiunse il Polo Sud il 17 gennaio 1912, dopo il norvegese Roald Amundsen (14 dicembre 1911) e morì con i suoi quattro compagni.</p>
<p>Maria Pia Casarini &#8211; Direttore Museo Polare</p>
<p>Apri locandina invito   <a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/INVITO-SCOTT2.pdf">INVITO SCOTT(2)</a></p>
<p>Visita il sito del Museo Polare di Fermo -  <a href="http://www.museopolare.it/">http://www.museopolare.it/</a></p>
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		<title>2012.03.16 &#8211; Delegazione FAI di Fermo &#8211; Invito conferenza stampa presentazione Giornate di Primavera 2012 e libro Dora Ricci &#8211; 20 marzo ore 16,00, Villa Lattanzi.</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/16/2012-03-16-delegazione-fai-di-fermo-invito-conferenza-stampa-presentazione-giornate-di-primavera-2012-e-libro-dora-ricci/</link>
		<comments>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/16/2012-03-16-delegazione-fai-di-fermo-invito-conferenza-stampa-presentazione-giornate-di-primavera-2012-e-libro-dora-ricci/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 16:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[New]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici del FAI,
siete invitati alla presentazione delle Giornate di Primavera che si terrà martedì 20 marzo alle ore 16 presso Villa Lattanzi. Al termine seguirà la presentazione del libro di Dora Ricci.
In occasione delle Giornate di Primavera (24 e 25 marzo) renderemo fruibili: Palazzo Pucci, Palazzo Pelagallo e “I Tesori del  Campoleggio” (Fermo); Rocca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5139" title="fai fermo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/fai-fermo.jpg" alt="" width="200" height="125" /></a>Cari amici del FAI,<br />
siete invitati alla presentazione delle Giornate di Primavera che si terrà <strong>martedì 20 marzo alle ore 16 presso Villa Lattanzi</strong>. Al termine seguirà la presentazione del libro di Dora Ricci.<br />
In occasione delle Giornate di Primavera (24 e 25 marzo) renderemo fruibili: Palazzo Pucci, Palazzo Pelagallo e “I Tesori del  Campoleggio” (Fermo); Rocca Montevarmine (Carassai); Villa Lattanzi (Torre di Palme) e Villa Bezzi (Porto Sant’Elpidio).<br />
Sarà presente il coordinatore culturale del FAI prof. Stefano Papetti.<br />
Cordiali saluti<br />
Patrizia Marini Cirilli</p>
<h6>Delegazione di Fermo<br />
Capo delegazione Prof.ssa Patrizia Marini Cirilli<br />
Via IV novembre, 94 &#8211; Porto San Giorgio &#8211; 0734676415</h6>
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		<title>2012.03.15 &#8211; &#8220;Festa della donna con Vittorio Sgarbi&#8221; di Angelica Malvatani</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/15/2012-03-15-festa-della-donna-con-vittorio-sgarbi-di-angelica-malvatani/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 08:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Accade a Fermo" di Angelica Malvatani]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;
Angelica Malvatani
Una festa della donna diversa, con il protagonista che non ti aspetti, un Vittorio Sgarbi in grande forma che ha cominciato il suo intervento con una vera provocazione. Ha parlato di prostituzione e di donne che scelgono di lavorare col proprio corpo, senza alcuna forzatura, donne per le quali chiudere le case di appuntamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_6581" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg"><img class="size-full wp-image-6581" title="Angelica Malvatani" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Angelica Malvatani</p></div>
<p style="text-align: justify;">Una festa della donna diversa, con il protagonista che non ti aspetti, un Vittorio Sgarbi in grande forma che ha cominciato il suo intervento con una vera provocazione. Ha parlato di prostituzione e di donne che scelgono di lavorare col proprio corpo, senza alcuna forzatura, donne per le quali chiudere le case di appuntamento è stato un errore: “La senatrice Merlin, socialista, ha voluto restituire una qualche dignità alla donna, idea progressista di rendere una donna libera, rimandarla sulla strada, senza più controllo neppure sanitario”. E ancora, la difesa dei diritti di tutti, nella consapevolezza che ognuno sceglie cosa fare della propria sessualità, scherzando con l&#8217;amico Saturnino Di Ruscio. E ancora, i suoi racconti, le donne raccolte in giro per l&#8217;Italia e lasciate dopo pochi mesi, il racconto attorno ad una foto del suo passaggio a Fermo, diversi anni fa, con una bella ragazza accanto e un incontro col Vescovo Bellucci. Tutto quello che non ti aspetteresti, per la festa della donna, con quel maschilismo neppure tanto vago che fa parte del personaggio. Ad invitare Sgarbi a Fermo i quattro Rotary del territorio, da Fermo all&#8217;Alto fermano, Porto San Giorgio e Montegranaro, con il supporto del critico d&#8217;arte Stefano Papetti, per una serata che in realtà era dedicata al libro di Sgarbi, “Piena di grazia”. Varie idee delle possibilità del mondo femminile, prima di finire per parlare davvero del suo lavoro, di un libro dedicato ai volti delle donne, ed è a quel punto che il pubblico si incanta: “Un libro serio, rigoroso, partendo da un tema che oggi è centrale, senza ammiccamenti. Le donne sono in almeno quattro quinti delle opere d&#8217;arte, parlare di loro è parlare di tutta la storia dell&#8217;arte. Pensiamo alla preminenza della figura di Maria, con almeno 15 diversi temi. Penso al vostro Rubens, che mi è stato prestato dall&#8217;amico Di Ruscio. L&#8217;ho chiesta in tre occasioni in prestito, per mostre importantissime per le quali sono passati almeno 100 mila visitatori. Ho fatto incontrare con i loro lavori Rubens e Caravaggio grazie alla vostra opera, a Messina, per la prima volta i due pittori si sono guardati negli occhi con la loro arte, attraverso due capolavori dipinti nello stesso anno, stessa dimensione, stesso tema, l&#8217;adorazione dei pastori. Si vede che Rubens fino all&#8217;ultimo ha cercato di essere al pari di Caravaggio che però è sempre un passo avanti, si sono incontrati dopo 400 anni come fossero ancora vivi. Ancora ringrazio per questo la città di Fermo”. Tra il pubblico in silenzio ad ascoltare, l&#8217;onorevole Remigio Ceroni, lo stesso ex sindaco Di Ruscio, tanti fermani, arrivati per un incontro aperto dall&#8217;assessore comunale alla cultura Francesco Trasatti, che ha sottolineato: “Nel giorno dedicato alle donne, parliamo di cultura che è arte e femminilità, per riflettere sul concetto di bellezza e sul valore della donna”.<br />
Angelica Malvatani</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2012.03.15 &#8220;Il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno con sede in Fermo&#8221; di Angelica Malvatani</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/15/2012-03-15-il-tribunale-ecclesiastico-regionale-piceno-con-sede-in-fermo-di-angelica-malvatani/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 08:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Accade a Fermo" di Angelica Malvatani]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[Angelica Malvatani
Un lavoro silenzioso, fin dentro la vita delle persone, e il risultato è che da qui emerge la fotografia di chi siamo e di quello che succede ai nostri legami più stretti. Sono i numeri diffusi dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, che ha sede a Fermo, un anno di lavoro attorno all&#8217;universo delle coppie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6581" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg"><img class="size-full wp-image-6581" title="Angelica Malvatani" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Angelica-Malvatani1.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Angelica Malvatani</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un lavoro silenzioso, fin dentro la vita delle persone, e il risultato è che da qui emerge la fotografia di chi siamo e di quello che succede ai nostri legami più stretti. Sono i numeri diffusi dal Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, che ha sede a Fermo, un anno di lavoro attorno all&#8217;universo delle coppie unite in un matrimonio che non c&#8217;è più. Nel 2011 sono state presentate 88 cause provenienti maggiormente dalla diocesi di Fermo (22 cause equivalenti al 25%), 13 dalla diocesi di Macerata, 10 dalla diocesi di Ancona, 8 da quella di S. Benedetto del Tronto, 6 da quelle di Fano e di Ascoli e a decrescere dalle restanti diocesi. Quest’anno si è verificata la coincidenza tra donne ed uomini che hanno introdotto lo stesso numero di cause di nullità: l’età si aggira sui quarant’anni per gli uomini, leggermente minore è quella delle donne. La maggior parte di queste ultime sono impiegate mentre la maggioranza degli uomini sono operai.  La coppia tipica che ricorre all’annullamento non ha figli, è rimasta sposata da 1 a 7 anni, nella maggior parte dei casi aspetta da 1 a 5 anni dalla separazione di fatto prima di presentare la richiesta di nullità, anche se non mancano ricorsi più tardivi, trascorsi più di quindici anni, è separata legalmente, non ancora divorziata. Il capo di nullità che si chiede più frequentemente al Tribunale Ecclesiastico di verificare è il grave difetto di discrezione di giudizio in entrambi i coniugi, seguito o accompagnato dall’incapacità ad assumere gli obblighi coniugali ora nell’uomo, ora nella donna, alcune volte in tutti e due, ma accanto ad essi anche motivi di simulazione parziale del consenso concernenti l’esclusione dell’indissolubilità del vincolo e l’esclusione della prole da parte di uno di essi. Le cause decise nel 2011 sono state 121, le sentenze emesse e pubblicate 147; le cause decise affermativamente, cioè che dichiarano la nullità del matrimonio, sono 97 di cui 71 per riconosciuto grave difetto di discrezione di giudizio, 19 quelle negative e 5 rinviate ad un ampliamento di istruttoria.  Le cause pendenti all’inizio dell’anno erano 306; considerato che sono state evase 147 cause con sentenza e 3 sono state archiviate, l’attuale carico di lavoro di questo Tribunale al 31 dicembre 2011 risulta essere di 244 cause. Numeri e storie che sono stati illustrati all’inaugurazione del nuovo anno, al Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, all’auditorium Armando Marziali di Villa Nazareth. A spiegare cosa succede nell’universo della coppia, Don Mario Colabianchi, il vicario giudiziale, che racconta: “Si assiste ad una generale diminuzione delle richieste di annullamento del matrimonio che però parla anche di un calo dei matrimoni religiosi, il legame del &#8216;per sempre&#8217; spaventa, si fanno scelte diverse, le convivenze, le relazioni senza impegno. Qualche volta è anche un problema economico e si sceglie di non sposarsi per non avere una responsabilità in più”. Perché si arriva invece a chiedere un annullamento che è quasi un voler rinnegare quello che è stato? “Principalmente per motivi religiosi, per non sentirsi lontani dalla Chiesa, anche se la Chiesa non li scomunica di certo, anzi. Si sentono distanti per coscienza e vogliono tornare nella comunità religiosa in pieno, magari darsi un&#8217;altra possibilità per un nuovo matrimonio religioso”. Un percorso complesso, due i gradi di giudizio, uno a Fermo e l&#8217;altro a Firenze, un tempo di due anni e mezzo e 525 euro di spese di partenza, con la possibilità di avere un patrono stabile come avvocato gratuito, pagato con l&#8217;8 per mille: “Un tempo, due anni e mezzo, prosegue Colabianchi, che vale come ricerca della verità dentro al matrimonio, spesso mancano i figli, spesso c&#8217;è la paura di perdere la libertà. Nella sostanza è un problema di maturità dei coniugi. Incontriamo spesso persone ferite, un&#8217;umanità disperata a cui cerchiamo di ridare una speranza, di spiegare perché vale la pena aprirsi alla vita, agli altri. Capitano sempre di più situazioni estreme, abbiamo addirittura rateizzato i costi per le persone in difficoltà, siamo davvero nel cuore di una crisi che si misura anche da qui”. Colabianchi spiega che manca la giusta informazione attorno al procedimento di annullamento del matrimonio, si temono i costi eccessivi e un percorso complicato: “In realtà c&#8217;è un percorso serio che indaga alle origini di una sofferenza, di sicuro non si affronta con leggerezza nessuna situazione ma se c&#8217;è la giusta convinzione e una motivazione fondata non vi sono ostacoli”.<br />
Angelica Malvatani</p>
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		<title>2012.03.14 &#8211; &#8220;A Fermo con il Rotary, una esecuzione del requiem di Mozart per non dimenticare l&#8217;Aquila&#8221; di Norberto Dionisi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 06:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Norberto Dionisi]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Norberto Dionisi


L&#8217; iniziativa è dei Rotary Club della Provincia di Fermo che invita i Rotariani del Distretto il 13/04/2012 al Teatro dell&#8217; Aquila per ascoltare insieme la grande &#8220;Messa del Requiem&#8221; composta da Mozart nel 1791, lasciata incompiuta, eseguita per l&#8217; occasione dal Coro e dall&#8217; Orchestra del 700 Italiano diretta dal Maestro rotariano Alfredo Sorichetti che al [...]]]></description>
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<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_7367" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Dionisi-Norberto.jpg"><img class="size-full wp-image-7367" title="Dionisi Norberto" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Dionisi-Norberto.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Norberto Dionisi</dd>
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<p style="text-align: justify;">L&#8217; iniziativa è dei Rotary Club della Provincia di Fermo che invita i Rotariani del Distretto il 13/04/2012 al Teatro dell&#8217; Aquila per ascoltare insieme la grande &#8220;Messa del Requiem&#8221; composta da Mozart nel 1791, lasciata incompiuta, eseguita per l&#8217; occasione dal Coro e dall&#8217; Orchestra del 700 Italiano diretta dal Maestro rotariano Alfredo Sorichetti che al Rotary ha dedicato appuntamenti musicali di rilievo in Italia e all&#8217; Estero, per tenere vivo l&#8217; impegno del Club e del Distretto alla ricostruzione della Facoltà di Ingegneria nella Università dell&#8217; Aquila.<br />
Coerente alla sensibilità musicale di noi fermani, non è da poco che il Rotary proponga l&#8217; ultima e la più discussa delle composizioni di Mozart, il suo testamento musicale di musicista e di uomo per avere affidato alla musica il mistero della morte attraverso sensazioni sonore a volte forti, a volte modulate e dolcissime contemperate in un continuo fra loro, legate dalla connotazione di un quadro timbrico trascendente, unico ed irripetibile in Mozart che senza accorgersene, stava chiudendo la sua vita di genio, proprio sulle partiture del Requiem.<br />
Rattristato e disilluso dal quel mondo che poc&#8217; anzi lo aveva ammirato, dimenticato dal pubblico ma non dai creditori e compromesso in salute, dopo otto anni Mozart torna alla solennità della musica religiosa accettando per 50 ducati la commissione del conte Walsegg di comporre una messa da requiem con il segreto intento a farla propria solo dopo la morte del Compositore, per esaltarsi a suo modo di far intendere che con 50 ducati potesse comprarsi l&#8217; immortalità.<br />
Nel fluire dell&#8217; opera, l&#8217; armonia è semplicemente grandiosa e solenne ma anche dolce e disperata nella incarnazione musicale di una spiritualità che non ha pari, filtrata delle invenzioni stravaganti e giocose di un Mozart questa volta e per l&#8217; ultima volta, serio e maturo, che nella &#8220;Messa da Requiem&#8221; si mescolano e si stemperano fino ad impadronirsi dell&#8217; animo di chi la ascolta e con la musica inseguire Mozart verso la trascendenza.<br />
Le linee vocali sono purissime ed il dialogo degli strumenti è mesto e grandioso, in un ordito composito tragico ma anche poetico con cui quel &#8220;figlio della luce&#8221; si confronta in uno slancio supremo di coniugare insieme ragione e religione attraverso un quadro sonoro di ineguagliabile suggestione, quasi a percepire armonie non di valenza terrena e sulle misure del &#8220;Lagrimosa&#8221;, con l&#8217; immagine persa della Vergine sotto la croce, nella notte del 4 dicembre 1791 Mozart cessava di vivere.<br />
Aveva 35 anni, troppo pochi per morire, ma a lui sufficienti per garantirsi l&#8217; immortalità anche nella fine di un genio che il giorno seguente, sotto la pioggia e senza amici veniva sepolto in una fossa comune, preceduto da un prete e seguito da un cane randagio; non da quel pubblico che molte volte lo aveva applaudito e tanto spesso anche allora, di corta memoria nel riconoscergli lo spirito incredibilmente grande e non sempre meritato.<br />
Sovente, nel corso della esecuzione del &#8220;Requiem&#8221; giunto alla misura del &#8220;Lagrimosa&#8221;, l&#8217; orchestra ed il Coro si tace per ricordare in silenzio con quell&#8217; ultima nota la fine di un genio irripetibile che a sei anni lasciava ammirata l&#8217;imperatrice Maria Teresa quando volle sentirlo suonare ed a 35 anni essere il più grande musicista del suo tempo, anche se il suo tempo non se ne accorse o meglio, non volle più accorgersi di un musicista morente che lasciava il dono di un lavoro immortale e con la voce ha dato voce all&#8217; animo umano, fino a sentire la musica ascoltando il silenzio nel momento in cui il Coro si tace, perchè la musica è dentro di noi a parlarci di sentimenti.<br />
Quando allo Sferisterio, in una serata d&#8217; estate l&#8217; orchestra intonò le prime misure del &#8220;Lagrimosa&#8221; ed il Coro si tacque, quel momento mi sembrò senza tempo, tanto subii quel silenzio. Alzai lo sguardo e vidi quell&#8217; ultima nota salire alle stelle e sparire con esse.<br />
Pensai che qualcosa di bello stesse volando per sempre, ma abbiamo la musica che Mozart ci ha lasciato per ultima e quelle note del Requiem, le sue ultime stesse che il Rotary di Fermo ci invita ad ascoltare e sentire che ci brillano dentro, serene e silenziose, belle e luminose, proprio come in una notte di stelle.<br />
Norberto Dionisi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/concerto-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7266" title="concerto 1" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/concerto-1.jpg" alt="" width="546" height="768" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>2012.03.10 &#8211; Rotary Club Alto Fermano Sibillini &#8211; Per il progetto interclub &#8220;Il nostro dialetto per l&#8217;Aquila&#8221;, commedia dialettale “Li sòrdi fa ji l’acqua per nenzù” il 18 marzo al Teatro Alaleona di Montegiorgio</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 16:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dai Club]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 18 marzo, organizzato dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini il primo appuntamento per il progetto interclub “Il nostro dialetto per L’Aquila”:
alle ore 13,00 ritrovo per la conviviale aperta agli ospiti presso la sede del Club all&#8217; Hotel San Marco di  Servigliano  in via Garibaldi, 6;
alle ore 16,30 inizio rappresentazione presso il teatro “Domenico Alaleona” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Alto-fermano-sibillini-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6705" title="Alto fermano sibillini 2" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Alto-fermano-sibillini-2.jpg" alt="" width="200" height="125" /></a>Domenica 18 marzo, organizzato dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini il primo appuntamento per il progetto interclub “Il nostro dialetto per L’Aquila”:<br />
alle <strong>ore 13,00 </strong>ritrovo per la conviviale aperta agli ospiti presso la sede del Club all&#8217; Hotel San Marco di  Servigliano  in via Garibaldi, 6;<br />
alle <strong>ore 16,30 </strong>inizio rappresentazione presso il teatro “Domenico Alaleona” di Montegiorgio dove la compagnia teatrale “La Nuova”(<a href="http://www.compagnialanuova.it">www.compagnialanuova.it</a>) ci presenterà la commedia dialettale<strong><em> “Li sòrdi fa ji l’acqua per nenzù”, </em></strong>spettacolo che ha permesso agli artisti di aggiudicarsi molti premi a carattere regionale. La commedia sarà aperto al pubblico e  il prezzo del biglietto sarà di € 15,00.<br />
Per le prenotazioni contare il prefetto del Club Sandro Lautizi tel.348 7310113, oppure la segreteria  Manuela Pallotti tel. 346 9405938.<br />
Link del progetto “Il nostro dialetto per L’Aquila” &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=563">http://www.rotary2090.info/?p=563</a></p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Ilari &#8211; Presidente Rotary Club Alto Fermano Sibillini</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-28-58]" href="http://lh3.ggpht.com/-rjhQBMWZAPM/T1t8hh89VeI/AAAAAAAAfQo/NLuRLfcFgvA/2012.03.18%252520-%252520Alto%252520Fermano.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" style="margin: 10px 15px 10px 10px;" src="http://lh3.ggpht.com/-rjhQBMWZAPM/T1t8hh89VeI/AAAAAAAAfQo/NLuRLfcFgvA/s144-c/2012.03.18%252520-%252520Alto%252520Fermano.jpg" alt="2012.03.18 - Alto Fermano.jpg" width="144" height="144" /></a><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Alto-fermano-sibillini-2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>2012.03.10 &#8211; Progetto Fenice &#8211; Seminario in videoconferenza: La situazione della chimica in Bologna e in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 16:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fenice]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Margherita Bonanni
Oggi, 9 marzo alle ore 10, in videoconferenza presso l&#8217;aula Magna dell&#8217;ITI di Fermo si è tenuto il Seminario organizzato dall&#8217;Accademia delle scienze dell&#8217;istituto di Bologna (vedi depliant allegato).
Il programma  (vedi &#62; allegato) ha previsto l&#8217;intervento della nostra prof. Teresa Cecchi che ha parlato di &#8220;Un esempio di sviluppo di una linea di ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_7141" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg"><img class="size-full wp-image-7141" title="Bonanni Margherita 5" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Bonanni-Margherita-5.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Margherita Bonanni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Oggi, 9 marzo alle ore 10, in videoconferenza presso l&#8217;aula Magna dell&#8217;ITI di Fermo si è tenuto il Seminario organizzato dall&#8217;Accademia delle scienze dell&#8217;istituto di Bologna (vedi depliant allegato).<br />
Il programma  (vedi &gt; allegato) ha previsto l&#8217;intervento della nostra prof. Teresa Cecchi che ha parlato di &#8220;Un esempio di sviluppo di una linea di ricerca presso i Corsi di Chimica dell&#8217;Istituto Tecnico Industriale Montani di Fermo nell&#8217;ambito del Progetto Fenice, &#8220;Tecnica innovativa per la stima del potere antiossidante&#8221;.<br />
Sponsor per il Montani la Termo Scientific, il Laboratorio di analisi chimiche Serroni  la Chemicontrol. Il seminario che come si vede dai relatori è stato di elevatissimo livello a affrontato nel pomeriggio temi fondamentali come i principi etici dell Scienze nell&#8217;eliminazione dell Armi di distruzione di massa, la convenzione sul disarmo chimico come espressione dei Principi Etici della scienza e la pandemia da armi biologiche e bioterrorismo come distruttori di pace.<br />
Siamo molto orgogliosi che la nostra docente sia stata invitata come relatrice ad un convegno di elevatissio livello culturale e dedicato a chimici di livello nazionale ed internazionale.<br />
Margherita Bonanni<br />
Preside ITIS di Fermo</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-17-29]" href="http://lh5.ggpht.com/-NZGtzw8AyWg/T1t8gGUJ_KI/AAAAAAAAfQA/CgVRMIxRNco/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525201.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/-NZGtzw8AyWg/T1t8gGUJ_KI/AAAAAAAAfQA/CgVRMIxRNco/s144-c/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525201.jpg" alt="2012.03.09 - ITI - 1.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-17-29]" href="http://lh3.ggpht.com/-rFNR6dMGf-0/T1t8gafOezI/AAAAAAAAfQI/gxbE0dk5Cfk/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525202.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/-rFNR6dMGf-0/T1t8gafOezI/AAAAAAAAfQI/gxbE0dk5Cfk/s144-c/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525202.jpg" alt="2012.03.09 - ITI - 2.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-17-29]" href="http://lh5.ggpht.com/-0LOwg3vZHZg/T1t8fz8a6hI/AAAAAAAAfQE/YHnQRoxTH6Y/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525203.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh5.ggpht.com/-0LOwg3vZHZg/T1t8fz8a6hI/AAAAAAAAfQE/YHnQRoxTH6Y/s144-c/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525203.jpg" alt="2012.03.09 - ITI - 3.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-17-29]" href="http://lh3.ggpht.com/-XbwDO5VtBbY/T1t8gvl5g_I/AAAAAAAAfQM/q-vnJgXdebY/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525204.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh3.ggpht.com/-XbwDO5VtBbY/T1t8gvl5g_I/AAAAAAAAfQM/q-vnJgXdebY/s144-c/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-%2525204.jpg" alt="2012.03.09 - ITI - 4.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p class="pie-img-wrapper"><a rel="lightbox[2012-2-6-17-17-29]" href="http://lh6.ggpht.com/-za3aiDyog_4/T1t8hHn6KXI/AAAAAAAAfQY/au0G_eNFGoI/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-5.jpg?imgmax=800"><img class="pie-img" src="http://lh6.ggpht.com/-za3aiDyog_4/T1t8hHn6KXI/AAAAAAAAfQY/au0G_eNFGoI/s144-c/2012.03.09%252520-%252520ITI%252520-5.jpg" alt="2012.03.09 - ITI -5.jpg" width="144" height="144" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>2012.03.10 &#8211; Rotary Club della Provincia di Fermo &#8211; La &#8220;Festa della donna&#8221; con Vittorio Sgarbi</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/03/10/2012-03-08-i-rotary-club-della-provincia-di-fermo-hanno-festeggiato-la-festa-della-donna-con-vittorio-sgarbi/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 15:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<title>2012.03.10 &#8211; &#8220;L&#8217;idea di giustizia&#8221; di Luca Romanelli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Res Publica" di Luca Romanelli]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Luca Romanelli
Tutti amiamo la Giustizia e la invochiamo, tuttavia definire cos’è esattamente la Giustizia non è facile.
Si potrebbe pensare che sia il rispetto delle norme, ma sorgono vari problemi: le norme stesse potrebbero non esse giuste, ad esempio essere l’espressione di gruppi di interesse dominanti, a scapito di quelli subalterni. Inoltre, come è noto, ogni [...]]]></description>
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<div id="attachment_6858" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg"><img class="size-full wp-image-6858" title="Luca Romanelli" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Luca-Romanelli2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Romanelli</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tutti amiamo la Giustizia e la invochiamo, tuttavia definire cos’è esattamente la Giustizia non è facile.<br />
Si potrebbe pensare che sia il rispetto delle norme, ma sorgono vari problemi: le norme stesse potrebbero non esse giuste, ad esempio essere l’espressione di gruppi di interesse dominanti, a scapito di quelli subalterni. Inoltre, come è noto, ogni legge o regola contiene in sè un certo grado di stupidità se non viene interpretata nel contesto: summum ius, summa iniuria. Alcuni sistemi giuridici, come la common law anglosassone, privilegiano per questo motivo il “buon senso” del giudice e la consuetudine, che meglio si adattano nel tempo alla percezione sociale di ciò che è “giusto”. Infine la semplice e cieca applicazione di una norma, specie in campo penale, produce effetti negativi. Per questo il diritto prevede istituti come la messa in prova, la grazia, l’amnistia, che in qualche modo contraddicono la norma in nome del valore riabilitativo del perdono e della clemenza. Il Cristianesimo associa in maniera profonda il perdono all’idea di Giustizia: rimetti a noi i nostri debiti.<br />
La norma giuridica quindi cattura con difficoltà i “valori” della Giustizia.<br />
Inoltre gli stessi principi ispiratori delle norme (quelli che leggiamo nelle Costituzioni) non sempre si “giustificano” con evidenza, anche se c’è un crescente consenso globale intorno ad una serie di inderogabili diritti umani, specie relativi alla libertà e dignità della persona. Non è sempre stato così, però: in un passato non tanto lontano, per dirne una, si considerava la tortura un mezzo legittimo di accertamento della verità o esisteva l’apartheid negli USA. Ancora oggi tradizioni culturali diverse dal mondo occidentale, come quelle islamica ed orientale, assegnano tutele assai diverse all’individuo rispetto alle esigenze collettive e sociali.<br />
Il pensiero illuminista identifica nella razionalità il fondamento della giustizia. Per Kant la Ragione umana, che è universale e trascende quella individuale, è la sorgente della giusta prassi. La Ragione è il fondamento dell’Umanità e ci dona la più alta dignità, perché siamo liberi di scegliere, mentre il mondo è dominato dalla rigida casualità delle sue leggi. La prassi si deve quindi conformare alla “legislazione universale della ragione” piuttosto che agli interessi personali ed alle passioni, che sono schiavitù che ci tengono legati alla necessità cieca della natura.<br />
Secondo l’approccio utilitarista, specie anglosassone, la giustizia corrisponde alla felicità ed è quindi giusto l’assetto in cui viene massimizzato il benessere degli individui che compongono la società, se essi esercitano liberamente la ragione per conseguirlo.<br />
In una mirabile sintesi delle due tradizioni, Rawls ha elaborato il celebre principio del “velo di ignoranza”: i principi di una società giusta ed anche le istituzioni che la governano si ricavano da un accordo, anch’esso a suo modo “trascendentale” , a cui i componenti della società arrivano “dimenticando” i propri interessi per formulare principi condivisibili da tutti gli interessati.<br />
La centralità della Ragione in queste correnti di pensiero è di grande potenza, specie se pensiamo alla miseria ed alle meschine furbizie del dibattito politico attuale, dove domina la demagogia e l’eccitazione del pregiudizio e degli istinti più bassi della gente.<br />
La tradizione illuminista e liberale è stata tuttavia sottoposta a varie critiche. In primo luogo quella marxiana, che “smaschera” la pretesa “metafisica” di un concetto oggettivo di giustizia, per collocarlo invece all’interno della dialettica storica del conflitto di classe.<br />
Anche da pensatori contemporanei, come il Premio Nobel indiano Amartya Sen, sono venuti contributi importanti, che in qualche modo riflettono anche la crescente influenza di prospettive diverse da quelle dell’Occidente. Sen ha dimostrato matematicamente l’incapacità dei comportamenti utilitaristici e razionali degli individui di produrre contemporaneamente libertà e massimizzazione del benessere e ha criticato (per dirla rozzamente) l’identità tra felicità e ricchezza.<br />
Nel suo “L’idea di Giustizia” (Mondadori, 2010) Sen ripropone il suo approccio più olistico al tema della felicità, fondandola non tanto su quello che un uomo ha quanto su ciò che è,  in particolare sulle capacità di raggiungere i propri obiettivi attraverso l’effettiva libertà e consapevolezza delle scelte. Sen abbandona l’idea dei principi universali di giustizia per indicare la strada di obiettivi più circoscritti e, se si vuole, sub-ottimali, che hanno tuttavia il pregio dell’aderenza alla realtà perché tengono in considerazione le effettive capacità delle persone ed anche i loro distinti background culturali o religiosi.<br />
Ne conseguono implicazioni interessanti per l’idea di democrazia, specie nel contesto di un mondo globalizzato e multiculturale. La democrazia può produrre giustizia in quanto renda effettivi processi di  confronto e decisione che esaltino lo sviluppo delle capacità degli individui e tengano conto di tutte le prospettive rilevanti. La Giustizia non scende quindi dal cielo né risiede nell’intimo dell’intelletto umano, ma scaturisce dal perseguimento incessante della libertà e dal confronto rispettoso e solidale tra gli uomini. (segue)<br />
Luca Romanelli &#8211; <a href="http://www.lucaromanelli.it">www.lucaromanelli.it</a></p>
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		<title>2012.03.08 &#8211; &#8220;Domenico Alaleona &#8211; (Montegiorgio, 1881 – 1928) &#8211; Pioniere della musicologia&#8221; di Giovcanni Martinelli</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 15:14:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Il Fermano terra della musica" di Giovanni Martinelli]]></category>
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Giovanni Martinelli
Il 28 dicembre 1928 moriva a Montegiorgio, dov’era nato nel 1881 e dove, già malato, si era ritirato per godere migliore salute, il maestro Domenico Alaleona, uno dei protagonisti della musica italiana del ovecento, pioniere della musicologia.
D’animo inquieto, nella sua breve vita teorizzò l’armonia verso schemi più moderni, delineando, da esperto di musica vocale, [...]]]></description>
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<div id="attachment_6510" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg"><img class="size-full wp-image-6510" title="Giovanni Martinelli 2" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Giovanni-Martinelli-2.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Martinelli</p></div>
<p>Il 28 dicembre 1928 moriva a Montegiorgio, dov’era nato nel 1881 e dove, già malato, si era ritirato per godere migliore salute, il maestro Domenico Alaleona, uno dei protagonisti della musica italiana del ovecento, pioniere della musicologia.<br />
D’animo inquieto, nella sua breve vita teorizzò l’armonia verso schemi più moderni, delineando, da esperto di musica vocale, la nuova teoria della divisione dell’ottava in parti uguali. Il suo lavoro e i suoi scritti (critico musicale per le maggiori testate del tempo, pubblicò tra le altre opere Moderni orizzonti della tecnica musicale / L’armonia modernissima, Studi sulla storia dell’oratorio musicale, Il libro d’oro dei musicisti) ne fanno tuttora uno dei protagonisti più importanti della moderna musicologia.<br />
Diplomato in composizione, insegnò estetica e storia della musica al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma,<br />
dove fu anche fondatore della Società nazionale di Musica moderna, del Gruppo dei Madrigalisti Romani, del Concorso nazionale di canto vocale.<br />
Oltre che didatta, musicologo, critico musicale, direttore di coro (diresse la Corale «G. Monaco» di Livorno portandola a una prestigiosa affermazione nel Concorso internazionale di Marsiglia) fu anche apprezzato e prolifico compositore. Scrisse non meno di 600 composizioni per orchestra, coro, quartetto d’archi, pianoforte, banda (giovanissimo aveva diretto quella del suo paese). La sua opera maggiore, concretizzazione di teorie d’avanguardia, è Mirra (1913), la cui prima al «Costanzi» di Roma, proprio per la sua espressione modernista, divise il pubblico, destando consensi e polemiche.<br />
Appassionato ricercatore nel campo della musica e del canto tra ’500 e ’700, ha lasciato composizioni e testi di grande importanza, oltre a trascrizioni da antiche composizioni e oratori sacri. Appartenente alla «Giovane scuola d’avanguardia», fu coerente con le sue convinzioni e con la necessità di un rinnovamento musicale per riavvicinare l’artista alla gente e per ricollegare la musica alle origini e alla tradizione popolare, verso la quale ebbe per tutta la vita una particolare predilezione.<br />
Scrisse di lui l’Enciclopedia della Musica: «pur aperto a ogni nuova forma della cultura […] serbò sempre religioso amore per le memorie e i luoghi della sua infanzia […] il folklore e il paesaggio marchigiano rivivono nella sua musica».<br />
Nell’insegnare, egli stesso diceva di non badare a «dati biografici insignificanti che ognuno può trovare in mille libri» ma al «succo, lo spirito, il nesso, il nerbo delle cose». Nella sua attività, nelle sue convinzioni, nelle sue opere, conservò sempre l’animo della nostra terra.<br />
A Montegiorgio lo ricorda, e non poteva essere altrimenti, il Teatro cittadino, che a lui fu intitolato<br />
Giovanni Martinelli</p>
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<div id="attachment_7335" class="wp-caption alignleft" style="width: 153px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Alaleona-Domenica.jpg"><img class="size-full wp-image-7335" title="Alaleona Domenica" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Alaleona-Domenica.jpg" alt="" width="143" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Domenico Alaleona</p></div>
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		<title>2012.03.07 &#8211; &#8220;Notarelle in materia di normativa di liberalizzazioni&#8221; di Alfonso Rossi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 12:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Liberalizzazioni" di Alfonso Rossi]]></category>
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Alfonso Rossi
Scusate &#8230; prendo la parola in materia di liberalizzazioni però, visto che sono il &#8220;vostro&#8221; Notaio mi sembra giusto che due parole in materia le debba proprio dire.
Sono diverse cose che in questa normativa sulle liberalizzazioni sono &#8220;tutto fumo&#8221; e in realtà finiscono per essere dannose.
La prima cosa di cui vi voglio parlare è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rossi-Alfonso.jpg"></a></p>
<div id="attachment_7325" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rossi-Alfonso.jpg"><img class="size-full wp-image-7325" title="Rossi Alfonso" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Rossi-Alfonso.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Alfonso Rossi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Scusate &#8230; prendo la parola in materia di liberalizzazioni però, visto che sono il &#8220;vostro&#8221; Notaio mi sembra giusto che due parole in materia le debba proprio dire.<br />
Sono diverse cose che in questa normativa sulle liberalizzazioni sono &#8220;tutto fumo&#8221; e in realtà finiscono per essere dannose.<br />
La prima cosa di cui vi voglio parlare è la possibilità che delle società di capitali esterne partecipino agli studi professionali.<br />
Adesso sembra che dagli ultimi emendamenti vogliono ridurre questa partecipazione al 30%. Comunque non lo ritengo un qualcosa di positivo perchè la legge impone al professionista, e in particolar modo al Notaio, di essere &#8220;imparziale&#8221; tra le parti, &#8220;professionale&#8221;, e quindi non interessato a lucri  vantaggi economici.<br />
La possibilità che società di capitali vengano a partecipare alla vita di uno studio professionale organizzato come un&#8217;impresa o un&#8217;azienda in quote percentuali &#8220;mi puzza&#8221; perchè mi fa pensare che il ruolo di &#8220;imparzialità&#8221; o &#8220;neutralità&#8221; il mio &#8220;mantello a ruota&#8221; di Notaio mi difende e mi riveste come uno scudo possa essere leso solo al pensiero che ad esempio in una mia attività professionale mi vedo partecipare una società di capitali.<br />
Io quello che vedo è la possibilità che grossi enti economici (banche, assicurazioni) già forniti di propri studi legali interni, per &#8220;guadagnare&#8221; sul lavoro dei propri avvocati interni facciano con loro delle società e che gli utili derivanti dalle pratiche svolte nei confronti dei loro &#8220;debitori&#8221; vengano cumulati in una specie di &#8220;cassaforte comune&#8221; alla quale possa partecipare l&#8217;ente capitalista (la banca o l&#8217;assicurazione), riducendo quindi il guadagno in termine di onorari dei professionisti incaricati.<br />
In fondo la stessa parola &#8220;onorario&#8221; nella sua etimologia, che richiama il concetto di &#8220;onore&#8221; e che deve &#8220;onorare&#8221; il lavoro &#8220;professionale&#8221; del professionista che viene meno nel suo concetto ontologico, poichè a quel punto diventa un puro lucro, un guadagno, e non più una remunerazione il lavoro intellettuale.<br />
Ugualmente, quasi per gli stessi motivi, non mi convince l&#8217;eliminazione del cosiddetto &#8220;onorario minimo&#8221; perchè non sarà mai il cittadino, l&#8217;uomo della strada, l&#8217;uomo qualunque, il &#8220;cipputi&#8221; di turno che si presenterà da un professionista (avvocato o Notaio) ad imporre un onorario ma sarà soltanto un ente economico superiore (banche, assicurazioni, enti pubblici) che tratteranno per scendere sotto determinati importi &#8220;onorevoli&#8221; del lavoro del professionista. Saranno pertanto solo banche e assicurazioni ad imporre ai propri studi legali o professionali (commercialisti, Notai, ecc.) dei minimi tariffari ma non il cosiddetto &#8220;cliente qualunque&#8221; il quale non trarrà nessun beneficio. Ma a quel punto ci saranno una pletora di &#8220;professionisti precari&#8221; che svenderanno il loro lavoro per &#8220;trenta denari&#8221; o andranno a fare gli inservieri di banche ed assicurazioni, senza nessuna garanzia per la loro professionalità e imparzialità perchè  essendo in un momento &#8220;fungibili&#8221; con altri professionisti precari come loro, dovranno accettare ogni tipo di condizione (più o meno legale) che verrà loro imposta.<br />
Ugualmente non sono per niente convinto neppure dall&#8217;eliminazione dei cosiddetti &#8220;onorari massimi&#8221;, perchè ciò presta il fianco ad aspetti poco puliti e ricattatori cui un professionista non corretto potrebbe ricorrere. Si pensi ad attività professionali obbligate dalla legge se il professionista non corretto fuori uscisse da un minimo legale di onorario e alzasse l&#8217;importo a sua discrezione questo potrebbe arrivare al punto di essere ricattatorio nei  confronti del cliente. Nell&#8217;attività notarile mi viene pensato immediatamente alla redazione di un testamento, alla pubblicazione di un testamento, al rilascio di una copia.<br />
La legge essendo anche io un Pubblico Ufficiale mi vieta di omettere il mio ministero quando è obbligatorio e sarebbe addirittura un reato penale (omissione d&#8217;ufficio) non prestare la propria assistenza professionale nei casi in cui c&#8217;è l&#8217;obbligo ma, indirettamente, avendo la normativa nuova vietato i limiti massimi, consente indirettamente proprio questo perchè a quel punto un professionista che vuole o &#8220;ricattare il cliente&#8221; o esimersi dall&#8217;attività professionale avrà il gioco facile, basterà alzare la previsione del proprio onorario ad una cifra a cui il cliente non potrebbe arrivare.<br />
Ugualmente ho il dubbio che si presti a supporto di attività &#8220;poco legali&#8221; la previsione che non serva l&#8217;assistenza del Notaio per la costituzione di società anche di piccolo importo perchè ciò presterebbe il fianco (per le ditte individuali senza Notaio quante volte ci sono stati casi di soggetti che utilizzavano documenti e codici fiscali altrui hanno rilasciato assegni a destra e a manca anche nel nostro territorio?) e sarà facile pertanto anche per la criminalità far costituire società a soggetti la cui identità non è stata controllata da nessuno (ma qui l&#8217;emendamento ci ha messo una pezza prevedendo comunque il ministero del Notaio seppur gratuito).<br />
Infine ritengo che prevedere dei concorsi di 500 posti da Notaio ogni sei mesi leda l&#8217;immagine &#8220;sacra&#8221; che finora la professione notarile ha conservato nei secoli.<br />
La corporazione dei Notai ha infatti origini storiche nel profondo dei secoli, a partire dal tardo medioevo, proprio perchè è stata sempre rispettata stante la &#8220;sacralità&#8221; della sua funzione. Quest&#8217;aria di &#8220;misticismo&#8221; che aleggiava intorno alla professione notarile derivava anche dalla difficoltà per essere ammessi a questa professione.<br />
Quando vinsi il concorso notarile lo superavano solo non più di cento persone ogni due anni e sembrava di essere un &#8220;eletto&#8221;. Fu per me grande orgoglio aver vinto quel concorso perchè era il cosiddetto &#8220;concorso più difficile d&#8217;Italia&#8221;.<br />
Adesso invece che ne ammetteranno 500 ogni sei mesi che garanzia abbiamo sulla loro preparazione? E con che orgoglio questi vivranno la vincita di questo concorso, tenuto conto della necessità, per poterli ammettere, di ridurre le difficoltà per risultare vincitori?<br />
Non è che le università italiane nel giro di due anni sono migliorate per garantire la migliore preparazione ai candidati! Le università sono state sempre le medesime, quindi la preparazione di questi vincitori non potrà essere la medesima dei vincitori dei passati concorsi!<br />
Quindi finirebbe per esserci un notariato di &#8220;serie A&#8221; con riferimento ai vincitori dei concorsi precedenti quando veramente se ne ammettevano molto pochi e un notariato di &#8220;serie B&#8221; per i vincitori dei prossimi concorsi?<br />
Alfonso Rossi</p>
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		<title>2012.03.08 &#8211; Per la &#8220;Festa della donna&#8221; Vittorio Sgarbi presenterà il libro &#8220;Piene di grazia &#8211; il volto della donna nell&#8217;arte&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 09:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la festa della donna i Rotary Club della Provincia di Fermo hanno organizzato l&#8217;incontro con Vittorio Sgarbi alle ore 18,00,  nella Sala dei Ritratti del Palazzo dei Priori di Fermo per la presentazione del suo ultimo libro &#8220;Piene di grazia &#8211; il volto della donna nell&#8217;arte&#8221;; alle ore 20,30 seguirà la conviviale interclub dove sarà possibile seguitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Piene-di-grazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7314" title="Piene di grazia" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Piene-di-grazia.jpg" alt="" width="242" height="350" /></a>Per la festa della donna i Rotary Club della Provincia di Fermo hanno organizzato l&#8217;incontro con Vittorio Sgarbi alle ore 18,00,  nella Sala dei Ritratti del Palazzo dei Priori di Fermo per la presentazione del suo ultimo libro &#8220;Piene di grazia &#8211; il volto della donna nell&#8217;arte&#8221;; alle ore 20,30 seguirà la conviviale interclub dove sarà possibile seguitare l&#8217;incontro con il relatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>“Possiamo immaginare che un libro sui volti della donna sia in realtà un libro sulla storia dell’arte e sulla storia della letteratura, e che io possa raccontare figure di donne che, nella dimensione della creatività, vanno anche oltre la corporeità – come le sante, con la loro iconografia, e le eroine mitologiche. Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. Chi leggerà questo libro non farà fatica a vederlo come uno strumento che al tempo stesso determina la curiosità e si avvicina a risolverla, come se tanti accostamenti, tante illustrazioni di opere d’arte, tanti commenti a testi poetici, potessero se non risolvere quantomeno illuminare il mistero della donna. Un libro di storia dell’arte potrebbe essere quasi esclusivamente un libro sulla donna, tanta è la quantità di opere che la donna ha ispirato dal mondo antico al mondo moderno. Perché la donna è il tema più discusso, più affrontato, più considerato e desiderato fra tutte le manifestazioni letterarie e artistiche dell’uomo.”</em></span><br />
<span style="color: #000080;"><em> Vittorio Sgarbi<a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Piene-di-grazia.jpg"></a></em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012.03.01 &#8211; Lettera del mese di Marzo ai soci del Club</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2012/02/29/2012-03-01-lettera-del-mese-di-marzo-ai-soci-del-club/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 20:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011-2012]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere mensili]]></category>

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		<description><![CDATA[Graziella Ciriaci - Presidente anno 2011-2012
Care Amiche e cari Amici,
ringrazio i soci che hanno partecipato alla conviviale del 17 febbraio e che hanno potuto apprezzare le relazioni dei nostri soci Paolo Appoggetti, Tommaso Fattenotte, Mimmo Grisostomi e Luca Romanelli sulle iniziative e programmi del Club e del Distretto 2090.
Di seguito il programma del mese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4888" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Ciriaci-Graziella.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4888" title="Ciriaci Graziella" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Ciriaci-Graziella-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Graziella Ciriaci - Presidente anno 2011-2012</p></div>
<p>Care Amiche e cari Amici,<br />
ringrazio i soci che hanno partecipato alla conviviale del 17 febbraio e che hanno potuto apprezzare le relazioni dei nostri soci Paolo Appoggetti, Tommaso Fattenotte, Mimmo Grisostomi e Luca Romanelli sulle iniziative e programmi del Club e del Distretto 2090.</p>
<p>Di seguito il programma del mese di marzo:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Domenica 4 marzo </strong>alle ore 16,30 al Teatro dell&#8217;Aquila di Fermo, organizzato dalla Lega Navale Italiana di Porto San Giorgio e dall&#8217;Associazione Liberi nel vento,  presentazione del Campionato del Mondo di Vela 2.4 mR. L&#8217;ingresso è gratuito. Il Rotary Club di Fermo, da anni, sostiene l’attività dell’associazione “Liberi nel vento” con il “Trofeo Rotary Fermo”.<br />
Link della manifestazione e del “Trofeo Rotary Fermo” del 2010 &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/2010/06/14/2010-06-13-premiazione-dei-vincitori-della-regata-nazionale-2-4-s-i-trofeo-rotary-fermo/">http://www.rotaryfermo.info/2010/06/14/2010-06-13-premiazione-dei-vincitori-della-regata-nazionale-2-4-s-i-trofeo-rotary-fermo/</a><br />
Link della manifestazione e del “Trofeo Rotary Fermo” del 2011 –<br />
<a href="http://www.rotaryfermo.info/2011/06/27/2011-06-2425-trofeo-rotary-fermo-campinato-italiano-classe-2-4-s-i-organizzato-dallassociazione-liberi-nel-vento-in-collaborazione-con-la-lega-navale-italiana-di-p-s-giorgio/">http://www.rotaryfermo.info/2011/06/27/2011-06-2425-trofeo-rotary-fermo-campinato-italiano-classe-2-4-s-i-organizzato-dallassociazione-liberi-nel-vento-in-collaborazione-con-la-lega-navale-italiana-di-p-s-giorgio/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovedì 8 marzo</strong>, in concomitanza con la “Festa della donna” , Vittorio Sgarbi presenterà,     alle ore 18,00,  nella Sala dei Ritratti del Palazzo dei Priori di Fermo il suo ultimo libro &#8220;Piene di grazia &#8211; il volto della donna nell&#8217;arte&#8221;;  in fondo troverete la recenzione del libro e la foto della copertina; il libro potrà essere acquistato al prezzo di 12,00 Euro.<br />
alle ore 20,30 seguirà la conviviale interclub con i Rotary Club della Provincia di Fermo all&#8217;Hotel Royal.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 11 marzo </strong>alle ore 15,30 all’Hotel Royal si svolgerà il “Gran Torneo di burraco”, organizzato dai Rotary e Rotaract Club della Provincia di Fermo, dal Inner Wheel di Fermo e dalla Delegazione FAI di Fermo per una raccolta fondi per la ricostruzione dell’Università dell’Aquila ed il restauro di una tela nella Chiesa di San Filippo Neri di Fermo; in allegato la locandina dell’evento che vi prego di distribuire ai vostri amici e conoscenti perché la partecipazione possa essere più numerosa possibile<br />
alle ore 20,30 cena offerta dall’Hotel Royal alla quale sono invitati a partecipare anche i non giocatori di burraco per sostenere l’iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 17 marzo </strong>– alle ore 9,30 all’Auditorium San Martino di Fermo – Interclub con i Rotary Club della Provincia di Fermo in collaborazione con l’AIDO per la cerimonia della premiazione dei vincitori del 3° Concorso “Premio Matteo Biancucci” 2011-2012<br />
Link della locandina invito &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7292">http://www.rotaryfermo.info/?p=7292</a><br />
Link della manifestazione del 2° Concorso “Premio Matteo Biancucci” 2010-2011<br />
<a href="http://www.rotaryfermo.info/2011/04/29/2011-04-29-fermo-centro-congressi-san-martino-aido-e-rotary-club-della-provincia-di-fermo-premiazione-del-2%c2%b0-concorso-matteo-biancucci/">http://www.rotaryfermo.info/2011/04/29/2011-04-29-fermo-centro-congressi-san-martino-aido-e-rotary-club-della-provincia-di-fermo-premiazione-del-2%c2%b0-concorso-matteo-biancucci/</a><br />
Link della manifestazione del 1° Concorso “Premio Matteo Biancucci” 2009-2010 –<br />
<a href="http://www.rotaryfermo.info/2010/05/08/2010-05-08-fermo-auditorium-san-martino-cerimonia-ufficiale-di-premiazione-del-1%c2%b0-concorso-premio-matteo-biancucci-2009-2010/">http://www.rotaryfermo.info/2010/05/08/2010-05-08-fermo-auditorium-san-martino-cerimonia-ufficiale-di-premiazione-del-1%c2%b0-concorso-premio-matteo-biancucci-2009-2010/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 18 marzo </strong>– Organizzato dal Rotary Club Alto Fermano Sibillini il primo appuntamento per il progetto interclub “Il nostro dialetto per L’Aquila”:<br />
alle ore 13,00 ritrovo per la conviviale aperta agli ospiti presso la nostra sede “Hotel San Marco” di  Servigliano  in via Garibaldi, 6;<br />
alle ore 16,30 inizio rappresentazione presso il teatro “Domenico Alaleona” di Montegiorgio dove la compagnia teatrale “La Nuova”(<a href="http://www.compagnialanuova.it">www.compagnialanuova.it</a>) ci presenterà la commedia dialettale “Li sòrdi fa ji l’acqua per nenzù”, spettacolo che ha permesso agli artisti di aggiudicarsi molti premi a carattere regionale. La commedia sarà aperto al pubblico e  il prezzo del biglietto sarà di € 15,00.<br />
Per le prenotazioni contare il prefetto del Club Sandro Lautizi tel.348 7310113, oppure la segreteria  Manuela Pallotti tel. 346 9405938.<br />
Link del progetto “Il nostro dialetto per L’Aquila” &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=563">http://www.rotary2090.info/?p=563</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 24 marzo </strong>– Forum a Vasto sulle “Nuove generazioni” –<br />
Link della comunicazione del nostro Governatore sull’evento: <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1860">http://www.rotary2090.info/?p=1860</a><br />
Il Club di Fermo parteciperà con il  “Progetto Fenice &#8211; La rinascita e lo sviluppo della capacità formativa avanzata delle strutture operanti nel territorio Fermano nel campo della formazione tecnico/professionale in risposta ai bisogni di crescita competitiva delle aziende del Territorio e non solo”.<br />
Link del progetto &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=581">http://www.rotary2090.info/?p=581</a><br />
Tutti i soci sono invitati a partecipare per rendersi partecipi ed appoggiare la nostra importante iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi ricordo i Rotary e Rotaract Club del Fermano assieme al Distretto 2090 del Rotary Intemational e la Delegazione FAI di Fermo intendono promuovere nella Città di Fermo un grande evento culturale che unisca solidarietà, valorizzazione del territorio e recupero delle sue bellezze architettoniche.<br />
<strong>venerdì 13 Aprile </strong>2012, alle ore 21,00 ci si propone di eseguire in concerto nel Teatro dell’ Aquila nella Città di Fermo, il Requiem Kv 626, capolavoro incompiuto di Mozart, per commemorare le vittime del terremoto al terzo anniversario dall’ evento.<br />
Tutte le informazioni sull’evento e le finalità dell’iniziativa al link: <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1755">http://www.rotary2090.info/?p=1755</a></p>
<p>Desidero anche rendervi partecipi delle comunicazioni che ha inviato il nostro Governatore Francesco Ottaviano nel mese di febbraio ai Presidenti dei Club:<br />
-La continuità come nostro obiettivo primario &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1785">http://www.rotary2090.info/?p=1785</a><br />
-Il sito di Generazione futura è in rete &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1823">http://www.rotary2090.info/?p=1823</a><br />
-Seminario distrettuale dell’effettivo-  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1823">http://www.rotary2090.info/?p=1823</a><br />
-Con gli occhi nel Rotary &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1832">http://www.rotary2090.info/?p=1832</a><br />
-23 febbraio &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1832">http://www.rotary2090.info/?p=1832</a><br />
-Forum a Vasto sulle nuove generazioni &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1832">http://www.rotary2090.info/?p=1832</a><br />
-Collaborazione tra Distretto 2090 e Università Luiss: borsa di studio &#8211; <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1877">http://www.rotary2090.info/?p=1877</a></p>
<p>Vi ricordo gli appuntamenti rotariani distrettuali e le comunicazioni di interesse generale dai Club del Distretto:<br />
-3 marzo  – Perugia &#8211; “I giovani e la sfida dell’innovazione<br />
-9-10 marzo  &#8211; Lanciano (Ch) -Orientamento Scuola: “Scegli la tua strada”<br />
-Rotary Club Ancona e Senigallia – “Proposta di crociera rotariana” 11/18 Giugno 2012,  al link:  <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1709">http://www.rotary2090.info/?p=1709</a><br />
-Rotary Club di Civitanova Marche – “Il Rotary e i Viaggi della Musica” – Monaco di Baviera e Salisburgo 22/25 Giugno 2012, al link <a href="http://www.rotary2090.info/?p=1681">http://www.rotary2090.info/?p=1681</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ringrazio i soci che anche questo mese hanno inviato un articolo da pubblicare sulla Rubrica del sito del Club; questa proficua collaborazione ha determinato un maggiore interesse  e una grande visibilità del nostro Club ben oltre i confini del nostro territorio; per chi fosse interessato a leggere gli articoli pubblicati allego i link:</p>
<p>-Luca Romanelli – “Gli spread dietro lo spread”  di Luca Romanelli &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7112">http://www.rotaryfermo.info/?p=7112</a> -<br />
-Margherita Bonanni – “La cooperazione tra docente e discente” – Cap. II &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7144">http://www.rotaryfermo.info/?p=7144</a><br />
-Alberto Valentini – “Cominciamo a prenderci…” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7160">http://www.rotaryfermo.info/?p=7160</a><br />
-Gennaro Natale – “Sul significato delle feste “carnevalesche” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7171">http://www.rotaryfermo.info/?p=7171</a><br />
-Margherita Bonanni – “Cerimonia consegna dei diplomi ITIS Montani” -  <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7191">http://www.rotaryfermo.info/?p=7191</a><br />
-Giovanni Martinelli -  “Francesco Graziani &#8211; (Fermo, 1828 – Grottazzolina, 1901) -  La voce che conquistò l’Europa” -  <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7195">http://www.rotaryfermo.info/?p=7195</a><br />
-Tommaso Fattenotte – “Benvenuti a Fermo” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7210">http://www.rotaryfermo.info/?p=7210</a><br />
-Silvana Zummo – “Pazienti , utenti  e cittadini” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7216">http://www.rotaryfermo.info/?p=7216</a><br />
-Alberto Breccia Fratadocchi &#8211; &#8220;Ruolo del Rotary e della società civile per la pace: Disarmo e Controllo degli armamenti&#8221; &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7231">http://www.rotaryfermo.info/?p=7231</a><br />
-Stefania Scatasta &#8211; “Prima scuola di virtù sociali …” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7237">http://www.rotaryfermo.info/?p=7237</a><br />
-Daniele Travaglini – “Le barriere architettoniche” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7246">http://www.rotaryfermo.info/?p=7246</a><br />
-Carlo Iommi. “Il Rotary Club di Fermo in Uruguay” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7254">http://www.rotaryfermo.info/?p=7254</a><br />
-Paolo Signore – “Wolfgang Amadeus Mozart: il timpano di Dio” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7280">http://www.rotaryfermo.info/?p=7280</a><br />
Marchetto Morrone Mozzi – “I nuovi Mostri” &#8211; <a href="http://www.rotaryfermo.info/?p=7287">http://www.rotaryfermo.info/?p=7287</a> -</p>
<p>Sicura di incontrarvi numerosi negli eventi elencati, invio un caro saluto e un abbraccio.<br />
Graziella</p>
<p>Auguri ai soci:<br />
6 – Fabrizio Emiliani<br />
9 – Nazzareno Di Chiara<br />
12 – Ignazio Breccia Fratadocchi<br />
16 – Tommaso Fattenotte<br />
25 – Silvana Zummo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>Recenzione del libro &#8220;Piene di grazia &#8211; il volto della donna nell&#8217;arte&#8221;</em></span><br />
<span style="color: #000080;"><em>“Possiamo immaginare che un libro sui volti della donna sia in realtà un libro sulla storia dell’arte e sulla storia della letteratura, e che io possa raccontare figure di donne che, nella dimensione della creatività, vanno anche oltre la corporeità – come le sante, con la loro iconografia, e le eroine mitologiche. Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio. Chi leggerà questo libro non farà fatica a vederlo come uno strumento che al tempo stesso determina la curiosità e si avvicina a risolverla, come se tanti accostamenti, tante illustrazioni di opere d’arte, tanti commenti a testi poetici, potessero se non risolvere quantomeno illuminare il mistero della donna. Un libro di storia dell’arte potrebbe essere quasi esclusivamente un libro sulla donna, tanta è la quantità di opere che la donna ha ispirato dal mondo antico al mondo moderno. Perché la donna è il tema più discusso, più affrontato, più considerato e desiderato fra tutte le manifestazioni letterarie e artistiche dell’uomo.” </em></span><br />
<span style="color: #000080;"><em>Vittorio Sgarbi</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012.02.25 &#8211; &#8220;I nuovi mostri&#8221; di Marchetto Morrone Mozzi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 22:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Economia e finanza" di Marchetto Morrone Mozzi]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Marchetto Morrone-Mozzi


Il ministro Tremonti, preoccupato del succedersi ripetuto e continuo di sempre nuove difficoltà per l’economia, nel descrivere la situazione congiunturale, amava ripetere la metafora del video-game dove, dopo aver sconfitto un mostro, se ne presenta sempre un altro.
Ed in effetti dal 2008 e fino ad oggi, la crisi economica ha avuto caratteristiche e forme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_6785" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Morrone-Mozzi-Marchetto.jpg"><img class="size-full wp-image-6785" title="Morrone-Mozzi Marchetto" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Morrone-Mozzi-Marchetto.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Marchetto Morrone-Mozzi</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il ministro Tremonti, preoccupato del succedersi ripetuto e continuo di sempre nuove difficoltà per l’economia, nel descrivere la situazione congiunturale, amava ripetere la metafora del video-game dove, dopo aver sconfitto un mostro, se ne presenta sempre un altro.<br />
Ed in effetti dal 2008 e fino ad oggi, la crisi economica ha avuto caratteristiche e forme del tutto nuove tanto che i paragoni con altre crisi economiche, quale quella del 1929, rappresentano solo spunti per i ragionamenti, ma il più grave degli errori è sicuramente quello di andare a rintracciare con meticolosità parallelismi e similitudini.<br />
No, quella attuale è una crisi dei nostri tempi. Ne porta i segni distintivi ed inconfondibili. Pensiamo solo a come è iniziata. La crisi del colosso bancario Lehman ha scoperchiato una serie di inefficienze nei controlli, nelle normative e nella deontologia dominante di cui non solo erano affetti gli Stati Uniti.<br />
Ma il mondo intero.<br />
A metà settembre 2008 Lehman viene posta in amministrazione straordinaria e già a fine ottobre il sistema bancario occidentale era in ginocchio.<br />
A dicembre dello stesso anno si inizia a parlare di credit crunch. Il Prodotto Nazionale lordo di tutti gli Stati industrializzati crolla a picco e la disoccupazione inizia a toccare livelli drammatici.<br />
La diffusione degli strumenti finanziari “infetti” ha messo a nudo un aspetto estremamente insidioso della globalizzazione. Non erano cadute solamente le barriere doganali per lo scambio delle merci ma la finanza, specie quella d’assalto e più spregiudicata, aveva contagiato il modo d’intendere le attività creditizie stravolgendo anche le normative.<br />
In Italia, ad esempio, alla fine degli anni novanta si è abbandonata la c.d. specializzazione del credito che, in buona sostanza significava che il credito a medio e lungo termine veniva effettuato da Istituti all’uopo specializzati, e si è andati nella direzione inversa della despecializzazione del credito dove anche le banche ordinarie, che raccolgono il risparmio prevalentemente a breve termine, potevano effettuare operazioni di credito a lungo termine.<br />
La gravissima crisi di liquidità di cui sono vittime, oggi, banche e più ancora, le imprese, in parte è partita proprio da lì.<br />
Chi lascia la strada vecchia per la nuova …<br />
Allo stato attuale, alcuni dei problemi generati dalla crisi sono stati risolti, ma altri sono ancora da affrontare.<br />
Ma dobbiamo usare prudenza nei giudizi poiché lo scenario è estremamente volatile. A leggere la stampa specializzata di fine 2011, le proiezioni erano colorate a fosche tinte.<br />
Il mondo sembrava sull’orlo di una crisi finanziaria globale, la Cina era data per prossima all’atterraggio duro, l’euro era visto come una valuta zombie, le banche e le imprese preparavano piani di emergenza in caso di ritorno alle valute nazionali.<br />
Ci si dimentica in fretta delle cose, ma si riprendano i quotidiani di novembre e si potranno riassaporare il panico e l’isteria di quel periodo.<br />
Da allora, la Cina è passata da una politica restrittiva a una leggermente espansiva.<br />
L’Europa non è più vista in caduta libera, ma in una situazione di crescita zero e forse addirittura simbolicamente positiva. Ora si dice che non conta la dimensione striminzita del segno positivo, conta il cambiamento di segno. Prima si stigmatizzava l’insufficienza dello sviluppo.<br />
L’America sta crescendo meno rispetto alla fine dell’anno scorso, ma quello che conta è che il segno è indiscutibilmente positivo. Gli utili delle società non sono stati formidabili, qua e là hanno anche deluso, ma la tendenza rimane ancora orientata alla crescita.<br />
Le politiche monetarie, infine, sono ora perfettamente allineate e in tutti i cinque continenti i tassi. La liquidità nel sistema, in compenso, sarà ancora più ampia. Le banche centrali emergenti, che avevano iniziato ad alzare i tassi, sono tutte tornate indietro e lo stesso ha fatto la Bce dopo la follia dei due rialzi dell’anno scorso.<br />
I mercati finanziari sembrano aver imboccato un percorso virtuoso dimostrando di aver superato anche le incertezze di almeno tre incognite non ancora espunte dallo scenario.<br />
Ma tutte e tre potenzialmente devastanti.<br />
La prima.<br />
La Grecia è quella di cui i mercati sono più consapevoli se solo si considera che il Pil cinese cresce di una Grecia ogni dodici settimane. La Grecia, non c’è niente da fare, tiene tutti con il fiato sospeso.<br />
Tra Grecia ed Europa si gioca una grande partita di poker ormai da due anni. I due giocatori bluffano e sperano di prevalere bluffando più dell’avversario.<br />
￼In realtà, né i Greci né i tedeschi hanno mai voluto la rottura tanto temuta dai mercati e non la vogliono nemmeno questa volta. Le trattative infinite producono vantaggi interni in termini di consenso rilevanti per tutti e quindi continueranno ancora per un po’.<br />
La seconda.<br />
La seconda incognita nota è la tensione crescente tra Israele e Iran. Da molti anni si grida al lupo e il lupo non arriva.<br />
Adesso però la bomba è quasi pronta, è questione di pochi mesi e la ￼finestra per un intervento preventivo israeliano si sta chiudendo.<br />
Non va dimenticato che Israele confina politicamente con l’Iran a nord, con il Libano  controllato dagli sciiti e a sud con Gaza controllata da Hamas.<br />
L’Iran ha astutamente finto di trattare e finto di voler utilizzare il nucleare per produrre energia elettrica. Strano quel Paese che esporta il 40% del greggio mondiale e dice di aver bisogno di uranio arricchito per mandare le proprie lavatrici.<br />
Se un attacco israeliano dovesse esserci i risultati non sarebbero affatto garantiti ma il mondo sarò divorato dall’ansia. I mercati finanziari non vedono questa possibilità. Solo il prezzo del petrolio sta timidamente iniziando a tenerne conto.<br />
La terza.<br />
Benchè non se ne parli più molto, v’è ancora il problema irrisolto del caos fiscale americano in un  clima politico che diviene sempre più incandescente.<br />
Le discussioni sono polarizzate sugli obiettivi ( e sui destinatari) della politica di stimolo che avrà dimensioni mostruose e pari al 4% del PIL americano.<br />
Un compromesso dell’ultima ora resta l’ipotesi più probabile, ma l’attesa sarà comunque snervante e l’accordo potrebbe essere in realtà l’ennesimo rinvio. Sopporteranno, i mercati, l’idea di altri quattro anni di disordine fiscale americano?<br />
Le tre incognite pesano dunque sui mercati finanziari e, come la recente esperienza insegna, pesano anche sui destini dei Popoli.<br />
Sono questi dunque, i nuovi mostri.<br />
Marchetto Morrone Mozzi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>2012.02.24 &#8211; &#8220;Wolfgang Amadeus Mozart: il timpano di Dio&#8221; di Paolo Signore</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 08:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA["Pazienti illustri della nostra storia" di Paolo Signore]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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Paolo Signore
La morte a soli 36 anni di Wolfgang Amadeus Mozart ha dato luogo alle ipotesi più disparate: da quella dell’avvelenamento da parte del maestro Salieri, invidioso ed ossessionato dalla forte e dirompente personalità musicale dello stesso Amadeus, all’errore dei suoi medici curanti, evento questo peraltro inevitabile dato il basso livello di conoscenza della medicina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp">
<div id="attachment_6082" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Signore-Paolo.jpg"><img class="size-full wp-image-6082" title="Signore Paolo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Signore-Paolo.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Paolo Signore</p></div>
<p style="text-align: justify;">La morte a soli 36 anni di Wolfgang Amadeus Mozart ha dato luogo alle ipotesi più disparate: da quella dell’avvelenamento da parte del maestro Salieri, invidioso ed ossessionato dalla forte e dirompente personalità musicale dello stesso Amadeus, all’errore dei suoi medici curanti, evento questo peraltro inevitabile dato il basso livello di conoscenza della medicina nell’epoca, a quella della malattia cronica complicata da un evento acuto, ipotesi questa che percorreremo nella dissertazione dell’argomento.<br />
Mozart nacque il 27 Gennaio 1756 a Salisburgo ed ereditò dal padre Leopold, noto violinista, non solo le doti musicali, ma anche l’arguta intelligenza, la capacità di osservazione, la perseveranza e l’impegno nel lavoro.  Il genio di Mozart comincia ad esprimersi quando alla tenera età di appena 4 anni impara rapidamente a leggere la musica e suonare violino e pianoforte che diventano i suoi giocattoli preferiti ed alla stessa età  compone il suo primo “concerto per clavicembalo”  divenendo così il perno della famiglia.  Il sogno del padre Leopold col fiuto del vero impresario diventa quello di portar via il figlio da Salisburgo e quando  Wolfgang raggiunge i 6 anni viene condotto con la sorella Marianne, anche lei dotata di una eccezionale musicalità, in giro per l’Europa, nei salotti e nei teatri più importanti e più volte alla corte imperiale di Maria Teresa d’Austria, presentandolo come ragazzino prodigio che sbalordisce il pubblico con le eccezzionalità del bambino/spettacolo, vero e proprio fenomeno da baraccone:  oltre che eseguire melodie difficilissime, riusciva ad accompagnare le sinfonie al pianoforte con la tastiera coperta con un panno o rieseguire all’istante e scrivere partiture di sinfonie appena ascoltate per la prima volta.<br />
Ma in questo peregrinare senza sosta i bacilli rappresentano una minaccia reale, sono sempre in agguato e così a Linz il giovane Mozart ammala di “un’affezzione catarrale” e poco dopo a Vienna di scarlattina da cui guarisce, ma le cui tossine continueranno lentamente, per anni a minare il suo fisico, esplicando i loro nefasti effetti sui reni.  Leopold però non ha tempo di preoccuparsi della salute del figlio e torna a Salisburgo dove Wolfgang si ammala di reumatismo articolare.  Lo strapazzo dei viaggi in carrozza da una città all’altra, i frequenti cambiamenti di clima ed alimentazione non mancano di mettere a dura prova un organismo già minato e debole e provocano malanni vari che il padre Leopold tenta di curare con intrugli quali la Soluzione di Schwartz (a base di mirra, lombrichi, cuore di rana ed altre sostanze disgustose) o la Polvere di Marck Grafen (miscuglio di carbonato di magnesio, radice di peonia ed iris, vischio e polvere di avorio).  Scrive Leopold: “il mio caro Wolfgang è stato colpito da catarro con un mal di gola da soffocare … qui i medici vogliono convincermi ad inoculare il vaiolo, ma io lascio questa possibilità a Dio: solo Lui può far vivere questo miracolo della natura, così come lo ha mandato sulla terra” .  E così continuano i frenetici viaggi, ma a Vienna Mozart ammala prima di Tifo addominale e poi di Vaiolo, terribile malattia che riuscirà a superare, ma di cui porterà i segni sul viso per tutto il resto della sua vita ed a tredici anni intraprende il suo primo viaggio in Italia, ben sopportando i lunghi trasferimenti in diligenza con tappe a Roma, Napoli, Bologna, Milano e Loreto:  tra una esibizione e l’altra a Bologna trova il tempo di comporre “Mitridate Re del Ponto”, conosce i più importanti musicisti italiani dell’epoca ed a Roma offre ancora prova della sua eccezionale memoria musicale riuscedo a trascrivere l’intera partitura del Miserere di Allegri avendolo ascoltato soltanto una sola volta.<br />
Dopo i viaggi in Italia a sedici anni Mozart viene colpito da ascessi dentari che gonfiano il suo viso e, dopo un attacco di “Eritema nodoso” (chiazze dolenti a carico degli arti accompagnate da febbre), da ricorrenti crisi di “Reumatismo articolare” con conseguenti deformità delle ossa, ginocchia, caviglie e mani, tanto che di lui scrive Beethoven:  “Ha le mani talmente deformi che non riesce a tagliarsi da solo la carne”.  Se Mozart da piccolo viene descritto come bambino carino, dolce e simpatico, altrettanto non si può dire nell’età adulta:  a venti anni infatti non ha proprio l’aspetto di un Adone in quanto alto poco più di un metro e mezzo, dal fisico tozzo e corpulento con occhi chiari, capelli biodo cenere, viso pallido, giallastro e butterato dagli esiti del vaiolo, evidenti segni di rachitismo con bozze frontali sporgenti, naso arcuato e mani deformi.  Scrivono inoltre di lui:  “E’ piccolo, nasutissimo, dallo’occhio stupido, dalla figura mediocre ed anche miope”.<br />
Nell’età adulta, con l’avvento di notorietà e fama, lo stile di vita di Mozart si fa via via sempre più sregolato, così come la sua alimentazione che più che da buongustaio è da vero e proprio crapulone: salsicce, crauti, trote, storione, lardo ed altre succulenti leccornie fanno da base al suo pasto quotidiano, beve, fuma la pipa, eccede nei caffè che aveva apprezzato nei suoi viaggi in Italia, ma la “Malattia reumatica”, questa terribile affezione causata dallo Streptococco beta-emolitico che, come dicevano gli antichi maestri della medicina, “accarezza le articolazione e morde reni e cuore”, iniziata nel nostro illustre paziente con le tonsilliti infantili e proseguita poi con l’eritema nodoso ed il reumatismo articolare migrante, seguita il suo inesorabile percorso.  Intorno ai trenta anni infatti Mozart comincia a manifestare i primi segni della glomerulonefrite con insufficienza renale secondaria e nel Settembre del 1791 è costretto a letto, edematoso, gonfio, anasarcatico al punto che non si alza né riesce a girarsi, ma continuerà a lavorare per ultimare la messa di Requiem.  Al suo capezzale il medico personale, dottor Klosset, , tenta eroiche terapie con  Acqua tofana (soluzione a base di arsenico) e Preparati mercuriali, ma le sue condizioni si aggravano sempre più:  “non durerò a lungo, ho il sapore della morte nella lingua” dice di sé, ma nonostante tutto continua a lavorare finchè nel Novembre viene colto da una intensa debolezza che lo costringe nuovamente a letto, ricompaiono i gonfiori alle gambe, cefalea, insonnia, vomito ed una enorme tumefazione dell’addome.  Il dottor Sallaba, primario dell’Ospedale di Vienna, chiamato a consulto, prescrive applicazioni di impacchi freddi, improbabili pozioni ed i soliti, infallibili, presunti miracolosi salassi.<br />
La situazione precipita rapidamente e la sua vita si chiude inesorabilmente il 5 Dicembre dello stesso anno sulle pagine incompiute del Requiem.<br />
Paolo Signore</p>
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<div id="attachment_7281" class="wp-caption alignleft" style="width: 355px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/WOLFGANG-AMADEUS-MOZART-IL-TIMPANO-DI-DIO.jpg"><img class="size-full wp-image-7281" title="WOLFGANG AMADEUS MOZART  IL TIMPANO DI DIO" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/WOLFGANG-AMADEUS-MOZART-IL-TIMPANO-DI-DIO.jpg" alt="" width="345" height="417" /></a><p class="wp-caption-text">Wolfgang Amadeus Mozart</p></div>
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		<title>2012.04.13 &#8211; Rotary e Rotaract Club della Provincia di Fermo &#8211; Inner Wheel di Fermo &#8211; Delegazione FAI di Fermo &#8211; Fermo, Teatro dell&#8217;Aquila 13 Aprile 2012 &#8211; Concerto del ricordo in memoria delle vittime del terremoto de L&#8217;Aquila a tre anni dal tragico evento.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 17:52:36 +0000</pubDate>
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		<title>2012.03.11 &#8211; Rotary e Rotaract Club della Provincia di Fermo &#8211; Inner Wheel di Fermo &#8211; Delegazione FAI di Fermo &#8211; Gran torneo di burraco interclub</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 17:46:16 +0000</pubDate>
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		<title>2012.02.18 &#8211; &#8220;Il Rotary Club di Fermo in Uruguay&#8221; di Carlo Iommi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 10:11:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carlo Iommi
Il nostro socio Carlo Iommi e la gentile consorte Nunzia, nella loro permanenza in Uruguay,  hanno visitato i Rotary Club di Colon (Montevideo) e di Durazno, dove sono stati calorosamente accolti dai due Presidenti e dai soci, hanno partecipato alla conviviale del Club ed hanno gettato le basi per una duratura amicizia rotariana e per una futura collaborazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7256" class="wp-caption alignleft" style="width: 125px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Iommi-Carlo.jpg"><img class="size-full wp-image-7256" title="Iommi Carlo" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Iommi-Carlo.jpg" alt="" width="115" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Iommi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il nostro socio Carlo Iommi e la gentile consorte Nunzia, nella loro permanenza in Uruguay,  hanno visitato i Rotary Club di Colon (Montevideo) e di Durazno, dove sono stati calorosamente accolti dai due Presidenti e dai soci, hanno partecipato alla conviviale del Club ed hanno gettato le basi per una duratura amicizia rotariana e per una futura collaborazione del nostro Club con i nuovi amici uruguaiani.</p>
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		<title>2012.02.15 &#8211; &#8220;Le barriere architettoniche&#8221; di Daniele Travaglini</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:47:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Daniele Travaglini
Caro Tommaso, carissime/i  amici, per la prima volta, mi  accingo a scrivere  il  mio  articolo  del  mese, tema: &#8220;Le  bariere architettoniche&#8221;. Mi sono danneggiato la caviglia dx e  non  posso appoggiare  il  piede  per alcune  settimane. Perdere  la  propria autonomia  è  un&#8217;esperienza  difficile,con  gli  amici che ti ripetono: finalmente puoi  riposare, e tu che  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7247" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Travaglini-Daniele.jpg"><img class="size-full wp-image-7247" title="Travaglini Daniele" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Travaglini-Daniele.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Daniele Travaglini</p></div>
<p style="text-align: justify;">Caro Tommaso, carissime/i  amici, per la prima volta, mi  accingo a scrivere  il  mio  articolo  del  mese, tema: &#8220;L<strong>e  bariere architettoniche&#8221;.</strong> Mi sono danneggiato la caviglia dx e  non  posso appoggiare  il  piede  per alcune  settimane. Perdere  la  propria autonomia  è  un&#8217;esperienza  difficile,con  gli  amici che ti ripetono: finalmente puoi  riposare, e tu che  ragioni  come fare per salire  e  sopratutto scendere  le scale. Un  pensiero sopra gli altri: imparo  ad  usare,  da  solo, il  compiuter, mi  sarà  molto  utile nei  prossimi  impegni  rotariani. Vi  abbraccio  con  affetto.<br />
Daniele</p>
<div class="mceTemp">
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<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Travaglini-Daniele.jpg"></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
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		<title>2012.02.15 &#8211; &#8220;Prima scuola di virtù sociali …” di Stefania Scatasta</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 08:10:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA["L'istruzione professionale" di Stefania Scatasta]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[RUBRICHE]]></category>

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		<description><![CDATA[


Stefania Scatasta

Alla famiglia spetta ancora il compito di essere la “prima scuola di virtù sociali“ e la guida all’inserimento dei giovani nella società? Viviamo un tempo di grandi e rapide trasformazioni in tutti i campi e certo non è facile trovare delle giuste motivazioni per ognuna di esse, né possiamo negare un generale disorientamento che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_7056" class="wp-caption alignleft" style="width: 135px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Scatasta-Stefania.jpg"><img class="size-full wp-image-7056" title="Scatasta Stefania" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/Scatasta-Stefania.jpg" alt="" width="125" height="125" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Stefania Scatasta</dd>
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<p>Alla famiglia spetta ancora il compito di essere la “prima scuola di virtù sociali“ e la guida all’inserimento dei giovani nella società? Viviamo un tempo di grandi e rapide trasformazioni in tutti i campi e certo non è facile trovare delle giuste motivazioni per ognuna di esse, né possiamo negare un generale disorientamento che ha messo in dubbio non solo le tradizioni e le strutture sociali, ma anche i valori fondamentali. Il segno di questo cambiamento è riconducibile all’esigenza di un nuovo stile di vita, di nuove forme di rapporti e di modi nuovi di testimoniare certi valori, che pur sempre  restano ancoraggi imprescindibili al nostro vivere sociale. Il cambiamento in atto, infatti, annuncia la riscoperta delle nostre radici in una prospettiva rinnovata, che ci impegna a trovare forme diverse di rapporti ed un nuovo stile di vita con gli altri nel pieno rispetto delle diverse culture. Tra i cambiamenti che registro in questo nostro tempo, connotato da così tanta violenza, c’è la nostra capacitò di amare, convinta come sono che senza amore non si può fare del bene a nessuno. Sì, nella famiglia il cambiamento. Essa deve interrogarsi per comprendere se è a causa della sua difficoltà di amare in modo nuovo che le riesce così difficile educare. La funzione educativa primaria è nella famiglia ed è determinante per lo sviluppo armonico della personalità dei figli, in quanto condiziona, a volte in modo decisivo, il loro essere adulti. Nella famiglia le relazioni educative coinvolgono tutti i membri e così si crea un clima educativo che è diverso da interventi educativi specifici, perché non è intenzionale, ma è dato dall’apporto di ciascuno e si accresce ad opera di tutti, nessuno escluso! Credo fermamente nell’educazione familiare come ad un’educazione “indiretta” e “continuativa” e non certo frutto di interventi educativi specifici: è dall’esperienza della vita quotidiana, dall’ascolto di parole, dall’esempio di azioni, che si educa; gli avvenimenti incarnano i valori e li rendono imitabili nel bene e nel male! Un ambiente familiare connotato da queste caratteristiche, immerso nel suo “ clima educante”  è capace di resistere alla trasformazione in atto nell’ambiente culturale e multietnico contemporaneo, ma soprattutto non teme smentite perché la bontà e la verità che si costruiscono con la testimonianza e con l’esempio del vivere quotidiano non potranno mai essere negate. In questi anni abbiamo registrato le condizioni difficili della famiglia in relazione alla sua funzione educativa per effetto di quelle trasformazioni e di quei mutamenti di cui si parlava. I genitori ammettono di non sapere cosa fare e come orientarsi con i figli; i figli chiedono ai genitori sicurezze e valori per i quali valga la pena di impegnarsi, ma nei genitori sembra ormai evidente la tentazione di delegare ad altri responsabilità e competenze. Senza dubbio la funzione educativa della famiglia si trasforma profondamente nello spazio di una generazione, ma le difficoltà non devono certo portare all’abdicazione di responsabilità, semmai devono condurre ad una più sollecita divisione delle competenze. La giusta pluralità delle istituzioni educative (scuola, associazioni, parrocchia…) trova in ciò il suo motivo di essere, ed offre allo stesso tempo un prezioso aiuto integrativo perché nessuna famiglia mai è stata in grado di assolvere da sola il compito educativo. La scuola impone un’azione educativa di corresponsabilità, nel rispetto e nella valorizzazione delle single competenze, nella convinzione che vada ribadita e difesa l’insostituibile funzione della famiglia. Risulta quindi fondamentale operare con le famiglie nella certezza che le difficoltà che incontriamo nel dialogo educativo devono stimolarci a scoprire e a riscoprire i valori di sempre attraverso modi nuovi per interpretarli e viverli. Famiglia e scuola possono sperimentare un nuovo stile educativo che da una parte cerchi di evitare alla famiglia l’errore di considerarsi autosufficiente, dall’altra eviti la facile tentazione di delegare irresponsabilmente ad altri ciò che le compete inderogabilmente. Emerge allora il valore della sinergia tra famiglia e scuola ed il buono che essa produce: il criterio da seguire è quello della collaborazione. La famiglia, che ha dato al bambino un ambiente favorevole per la sua crescita personale, lo guida nella vita sociale dove troverà ciò che gli sarà necessario per maturare come cittadino. Ogni ambiente educativo offre esperienze e contributi propri, così la scuola, i gruppi sportivi, le associazioni, la parrocchia daranno spunti di crescita diversi al bambino, fondamentali per la sua maturazione umana. L’dea centrale di questi momenti sta nell’alleanza educativa: solo lavorando insieme si può superare questo grande disorientamento. La sinergia diventerà strategica se noi adulti sapremo essere sufficientemente umili, rispettosi delle competenze altrui, reciprocamente disposti allo scambio di idee ed esperienze, ma soprattutto aperti all’altro. Credo che educare significhi principalmente insegnare ad amare: nessuno è capace di amare se non è mai stato amato ed ognuno ama come è stato amato; l’unica chiave capace di aprire il cuore dell’uomo è ancora l’amore ed in questa società della conoscenza bisogna saper affermare, con voce ferma, che non si può conoscere senza amare!<br />
Stefania Scatasta</p>
</div>
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