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	<title>Rotary Fermo &#187; Articoli</title>
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		<title>2009.09.06 &#8211; Il Rotary di Fermo, per una risposta di solidarietà con l&#8217;infanzia d&#8217;Abruzzo colpita dal terremoto.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 16:02:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci siamo ritrovati in molti il 10 Maggio a Pescara durante l’Assemblea Distrettuale  e subito abbiamo percepito che il clima non era quello di sempre. Non era il clima consueto,rumoroso e cordiale che a noi Rotariani piace sentire negli incontri con il Governatore ma questa volta, insolitamente composto e noi consapevoli che anche per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-343" href="http://www.rotaryfermo.info/2008/06/20/discorso-di-commiato-per-la-conviviale-del-20-giugno-2008/dionisi/"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Norberto Dionisi" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Norberto Dionisi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci siamo ritrovati in molti il 10 Maggio a Pescara durante l’Assemblea Distrettuale  e subito abbiamo percepito che il clima non era quello di sempre. Non era il clima consueto,rumoroso e cordiale che a noi Rotariani piace sentire negli incontri con il Governatore ma questa volta, insolitamente composto e noi consapevoli che anche per il Rotary era il momento di confrontarsi con il terremoto che ancora, quel giorno, stava cambiando il volto ordinata dell’Aquila. Non a caso i lavori dell’Assemblea distrettuale presero subito quella direzione come d&#8217;altronde era nelle aspettative di tutti, con gli interventi degli Amministratori Locali ed il racconto di giornalisti che erano stati testimoni del panico, della disperazione,d ella paura e tanto ciascuno di noi voleva che fosse, quasi che la nostra partecipazione all’Assemblea si motivasse in  una testimonianza di solidarietà con l’Abruzzo, verso Giorgio Splendiani che fra breve avrebbe concluso la sua esperienza di Governatore, nel dover constatare la sua citta’  duramente provata e verso Ferruccio Squarcia nelle cui parole si percepiva forte la consapevolezza di accollarsi un impegno difficile con la Gente d’Abruzzo in nome del  Rotary. Noi tutti quel giorno, a Pescara, ci siamo sentiti ancor più Rotariani e solidali a fare qualche cosa nel Rotary e con il Rotary e dalle parole di Giorgio e di  Ferruccio ,quello che noi Rotariani volevamo che ci dicessero entrambi:che il Rotary poteva e doveva fare la sua parte, intervenire con le Istituzioni a fronteggiare la  emergenza, infondere la speranza ed anche il Rotary pronto subito a ricostruire la vita della gente perchè il Rotary vuol dire saper fare ed una raccolta immediata di fondi  è lo slancio che al Rotary non viene mai meno. “…..Anche noi come Club di Fermo andremo a fare qualche cosa! Non so, ma qualcosa!” Mi ha detto l’Incoming Paolo Appoggetti  durante il fragore spontaneo di apprezzamento per la continuità degli intenti da Giorgio  a Ferruccio. “&#8230;A Giugno avremo il passaggio del martelletto, a Luglio la già programmata regata velica per disabili e la visita al Club del Governatore, ma subito dovremo concretizzare una iniziativa fuori programma nel mese di Agosto per dare la  risposta concreta che si aspettano dai Clubs del Distretto iol Governatore e Ferruccio Squarcia.” Tutto il Club si è mosso anche in collaborazione con  Innher  Willer  ed il  Torneo di  Burraco tenutosi a Fermo presso l’Hotel Royal il 23 Agosto in nome della solidarietà con la Infanzia d’Abruzzo colpita dal terremoto, ha  avuto grande adesione.   È stata la risposta del Club in una  idea nata per contingenza,velocemente attuata,entusiasticamente scontata nel risultato con i suoi 200 partecipanti al Torneo nel segno  di voler condividere lo scopo fra i Rotariani del Club di Fermo fra gli amici,fra i Rotariani di alrti Clubs, fra i molti Sponsors che di slancio hanno donato i tanti premi  distribuiti e con un grazie speciale all’Hotel Royal ed a Gianni Lamponi che nella occasione hanno offerto ai partecipanti al Torneo la cena di chiusura. La raccolta di  fondi ha raggiunto i 5460 euro che il presidente del Club ha devoluto per la ricostruzione dell’Orfanotrofio di San Gregorio,frazione dell’Aquila distrutto dal sisma, una  località che noi Rotariani di Fermo Non conosciamo ma che sappiamo essere là,dietro al profilo delle montagne che scorgiamo ogni giorno da casa; là dove la terra ha tremato e distrutto. Il Rotary non è fatto per le cicale ma di formiche e, come le formiche sempre dinamico a fare, lavorare, ricostruire per ricominciare e quando il risultato è  vincente,la soddisfazione è quello che i Rotariani si aspettano in cambio. Abbiamo adottato l’Infanzia d’Abruzzo a cui il Rotary tornerà a dare un sorriso,il Club di Fermo come gli altri Clubs del Distretto, per darela risposta che Giorgio e Ferruccio si aspettavano dai Rotariani presenti all’Assemblea di Pescara; un impegno epocale in favore  dei terremotati dell’Aquila a cui è toccato di vivere la distruzione del terremoto ma  anche la solidarietà di tutti.<br />
Norberto</p>
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		<title>2009.07.19 &#8211; A Fermo anche il Rotary vola insieme ai disabili liberi nel vento</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 06:02:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando ad Atene nel 1896 riprendevano i Giochi Olimpici per la iniziativa di Pierre de Cubertin, fu la prima occasione di affratellamento dei popoli attraverso l’agonismo in nome di quel principio  già affermato dagli antichi giochi ellenistici in onore di Zeus e restituito alla civiltà contemporanea che,ad ogni competizione sportiva come nella vita, lo spirito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-343" href="http://www.rotaryfermo.info/2008/06/20/discorso-di-commiato-per-la-conviviale-del-20-giugno-2008/dionisi/"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Norberto Dionisi" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Norberto Dionisi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quando ad Atene nel 1896 riprendevano i Giochi Olimpici per la iniziativa di Pierre de Cubertin, fu la prima occasione di affratellamento dei popoli attraverso l’agonismo in nome di quel principio  già affermato dagli antichi giochi ellenistici in onore di Zeus e restituito alla civiltà contemporanea che,ad ogni competizione sportiva come nella vita, lo spirito sia quello di partecipare e non quello di vincere. Con la regata velica in libera competizione fra disabili e normodotati tenutasi a Porto San Giorgio nei giorni 18 e 19  luglio, organizzata dal Club di Fermo in collaborazione con l’Associazione “Liberi nel Vento” e l’apporto tecnico della Lega Navale Italiana sezione di Porto San Giorgio, hanno vinto gli ideali rotariani del servire, della fratellanza, dell’entusiasmo, testimoniati dalla intensità e dall’ interesse dal Governatore Giuseppe  Ferruccio Squarcia che ha voluto essere presente alla premiazione dei vincitori. Ventidue i partecipanti alla manifestazione sportiva giunti dall’Italia e dall’estero per il trofeo “Rotary cinquantenario Club di Fermo”e trofeo “Sandro Ricci” vinti da George Delikouras, il greco venuto dal  Pireo, specialista tra i  migliori d’Europa nella categoria, privo di una gamba ma che in mare con il suo 2.4 S.I. è stato impareggiabile. Secondo si è classificato il Campione Italiano Sandro Olmi, che in fatto di capacità e di tecnica eguaglia il vincitore ed entusiasmante è stata la sfida ingaggiata fra loro con vento a 35 nodi e con la pari capacità di Carlo Annoni, a cui è andata la piazza d’onore. Che dire poi delle vincitrici, prima delle partecipanti donne e campionessa italiana Rossella Mengascini, seguita da Sara Conti e da Elena Polo D’ambrosio che parimenti hanno condotto una regata perfetta. Solo loro, le ventidue imbarcazioni 2.4 S.I .erano in acqua  quel giorno per  la sicurezza di vincere il vento dopo aver vinto sulla vita e con l’entusiasmo dei timonieri di volare liberi in mare. Il Club di Fermo si è aperto ad una iniziativa unica e ricca di significati per il Rotary da andare ben oltre alla soddisfazione dei vincitori, perfettamente riuscita nello scopo dopo aver visto i disabili vincere si, ma per convincere a non ritenerli diversi.<br />
Così nelle parole del Governatore, entusiasta ad attendere i vincitori sul molo e commosso durante la premiazione, a volersi congratulare con i partecipanti con gli accompagnatori, gli appassionati, gli organizzatori e con il Presidente della Lega Navale Italiana Carlo Jommi, Fabrizio Ortensi, Francesco Ciuccarelli  senza il cui apporto tecnico in mare, un risultato così non sarebbe stato possibile. ……”oggi hanno vinto tutti”dice Giuseppe Ferruccio Squarcia,”oggi ha vinto il Rotary ed i suoi ideali, la sua  capacità a metterli in atto e la determinazione  a realizzarli  con risultati eccellenti.” Ma il Governatore ha dato ben  altro, ha dato l’aspettativa che una tale esperienza di service e di sport non rimanga isolata, ma debba crescere, essere riproposta negli anni e con il Rotary impegnato in un servizio di affiatamento e di promozione attraverso lo sport e l’agonismo che oggi non ha eguali in Italia.  Al Rotary è stata offerta una grande occasione, di quelle che intervengono con qualche cosa di nuovo ed ha avuto dell’incredibile quando, nel corso della conviviale, dopo il saluto del Governatore e la soddisfazione per la regata, dopo l’auspicio del Presidente del  Club Paolo Appoggetti a tentare di nuovo l’esperienza per farne un evento distrettuale, ha preso la parola Daniele Malavolta, Presidente dell’associazione “Liberi nel Vento”, partecipante anche lui alla regata ed organizzatore instancabile. La figura è robusta, gli occhi ridenti con la sicurezza di chi sa affrontare e risolversi nei confronti peggiori e con tanti progetti ancora da realizzare. Daniele parla al Governatore di se della sua esperienza di lavoro che un giorno gli ha cambiato la vita e del suo sgomento a doversi reinventare di nuovo in un mondo fattosi improvvisamente difficile, le difficoltà di ogni giorno per non rimanere indietro; ma  Daniele parla anche  della sua volontà a non farsi da parte e di quanto il mare, la vela, l’agonismo gli abbia fatto ritrovare la fiducia di vivere. Nella grande sala del Royal piacevolmente  animata da brusio delle grandi occasioni per la visita al Club del Governatore dei Past Governors delle Autorita’ e degli ospiti, alle parole di Daniele si è fatto  improvvisamente il silenzio. Tutti lo abbiamo applaudito per la sua lezione di vita, qualcuno non ha vinto la commozione, tutti di quelle parole abbiamo raccolto il significato profondo, toccati da Daniele che ora stava gareggiando con noi. Questa del cinquantenario è stata la regata con cui il Club di Fermo il 19 di Luglio ha accolto  Ferruccio e Cristina, con un dono che il Governatore non si sarebbe atteso, una iniziativa che  a Fermo ha fatto volare il Rotary insieme ai disabili,in un bel giorno di sole liberi nel vento.<br />
Norberto Dionisi</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>18 e 19 luglio &#8211; regata velica tra disabili e normodotati</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 17:37:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti sono stati i Club che nel 1960 hanno avuto il loro anno di fondazione, quando il Distretto 2090 era più vasto, si denominava distretto 180 e vi comprendeva oltre che l’Umbria, le Marche, il Molise e l’Abruzzo anche il Lazio e la Sardegna. Anche il Rotary è nato a Fermo nel 1960 e celebra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-343" href="http://www.rotaryfermo.info/2008/06/20/discorso-di-commiato-per-la-conviviale-del-20-giugno-2008/dionisi/"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Norberto Dionisi" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Norberto Dionisi</p></div>
<p style="text-align: justify;">Molti sono stati i Club che nel 1960 hanno avuto il loro anno di fondazione, quando il Distretto 2090 era più vasto, si denominava distretto 180 e vi comprendeva oltre che l’Umbria, le Marche, il Molise e l’Abruzzo anche il Lazio e la Sardegna. Anche il Rotary è nato a Fermo nel 1960 e celebra in quest’anno il suo cinquantenario; un appuntamento per il Club che ormai è storia, quando i rotariani di Ascoli Piceno ne furono i padrini e Lorenzo Mancini Spinucci il suo primo presidente. Da allora, anno dopo anno e come ora, il Rotary testimonia a Fermo mezzo secolo di azione rotariana intonata al dinamismo intellettuale e professionale, sempre in uno spirito di service che nell’occasione irripetibile del cinquantenario il Club riconferma con la regata velica Trofeo Rotary cinquantenario Club di Fermo e Trofeo Sandro Ricci insieme all’associazione sportiva Liberi nel vento, per partecipanti disabili in barca a vela e per normodotati, in una libera competizione nazionale a Porto San Giorgio nei giorni 18-19 luglio 2009 e con l’apporto tecnico offerto dalla sezione locale della Lega Navale Italiana. Due giorni di agonismo in mare e di competizione su imbarcazioni classe 2.4 S.I. per vincere il trofeo messo in palio dal Rotary Club di Fermo in cinque prove classificate di categoria C in relazione al codice ISAF di Pubblicità e un massimo di tre prove giornaliere a punteggio minimo come previsto dalla appendice A del R. di R. da tenersi nello spazio di mare antistante il porto turistico Marina di Porto San Giorgio, a cui potranno partecipare imbarcazioni della classe 2.4 M.r. in regola con il certificato di stazza e i concorrenti in possesso di tessera F.I.V. valida per l’anno in corso in regola con le prescrizioni sanitarie e con l’iscrizione alla propria classe con copertura assicurativa RC dell’imbarcazione come da normativa F.I.V. e regatare con numero velico indicato nel certificato di stazza. Il bando di regata potrà essere richiesto e consultato nel sito <a href="http://www.rotaryfermo.info">www.rotaryfermo.info</a> oltre che in quello dell’associazione Liberi nel vento con sede in Fermo, Viale del Lido 9 &#8211; tel. 333.6703976 fax 0734.643100 e-mail <a href="mailto:info@liberinelvento.it">info@liberinelvento.it</a> e ancora nel sito della Lega Navale Italiana &#8211; Sezione di Porto San Giorgio, Lungomare Gramsci &#8211; tel. 0734.678705 &#8211; e-mail portosangiorgioleganavale.it. Solo la preparazione tecnica, la volontà e l’inventiva dei regatanti saranno i requisiti del vincitore al quale andrà il Trofeo Rotary Cinquantenario Club di Fermo come primo disabile classificato e il Trofeo Challenger Sandro Ricci al primo classificato. Il Rotary a Fermo per il cinquantenario del Club si propone con un evento sportivo unico in Italia tra le attività rotariane, un esempio di interesse particolare e la testimonianza del Rotary che anche nello sport la partecipazione dei disabili in competizione non è per vincere ma un’opportunità<br />
per convincere di non ritenerli diversi. La presenza dei rotariani all’evento sportivo così unico sarà l’occasione per vivere un service.</p>
<p style="text-align: justify;">Norberto Dionisi</p>
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		<title>2009.06.05 &#8211; L&#8217;Università denigrata</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 17:59:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1064" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.rotaryfermo.info/2009/04/16/20090416-mauro-bignami-limportanza-dellinformazione-locale/bignami-mauro-1/"><img class="size-thumbnail wp-image-1064" title="Bignami Mauro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/bignami-mauro-1-150x150.jpg" alt="Mauro Bignami" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Mauro Bignami</p></div>
<p style="text-align: justify;">Titolo quanto mai provocatorio, quello che Marco Pacetti, Magnifico Rettore dell’Università Politecnica de lle Marche, ha scelto per la sua conversazione al Club di Fermo. Un titolo quasi obbligato visto che, “da tempo, politica, mezzi di comunicazione e spesso anche sedicenti studiosi del sistema universitario sembrano colpiti da una sorta di bulimia denigratoria nei confronti dell’Università”, ha esordito Pacetti, sottolineando come tutti i giudizi siano basati su scarsa conoscenza dei fatti i quali, ripetuti ossessivamente, disorientano l’opinione pubblica. Non solo, ma “isolano l’Università dalla società e forniscono una splendida giustificazione a una drastica diminuzione delle risorse, già scarse, che il Paese investe nell’istruzione superiore e nella ricerca.” Nella pressoché generale geremiade, diversi luoghi comuni e slogan ossessivamente ripetuti sono facilmente confutabili: i costi alti, l’eccesso di offerta formativa, l’inefficienza del sistema connessa agli abbandoni e al numero dei laureati, la bassa produttività della ricerca scientifica. “Spendere meno ma spendere meglio?”, ha domandato Pacetti. “Ma l’università italiana costa poco, meno che negli altri Paesi europei!”, ha risposto. Del resto, il numero dei corsi di studio, con qualche sporadico caso un po’ stravagante e ben presto soppresso, è non solo inferiore alla media europea ma anche rispondente alle necessità della società contemporanea, che richiede percorsi più articolati e flessibili. E anche il decentramento non è un problema in sé, ma legato al come e dove si decentra. Riguardo agli abbandoni, è bene ricordare sia la mancanza di filtri iniziali sia un carente sostegno al diritto allo studio per gli studenti economicamente svantaggiati. Infine, è da smentire la scarsa produttività scientifica. E’ vero che siamo indietro perché “le persone dedicate alla ricerca scientifica sono meno che in altri Paesi (la metà dei tedeschi, per esempio), ma non è vero che in Italia la produttività della ricerca scientifica sia bassa.” Una clamorosa smentita viene dalla rivista Nature, su cui si legge che i ricercatori italiani guadagnano il 3° posto al mondo precedendo USA, Francia e Germania e superando di cinque volte il Giappone. Dunque, non di tagli c’è bisogno, perché “l’investimento più importante che il Paese può fare è quello sul capitale umano e sui il futuro”, ha concluso Pacetti, ricordando che “un Paese che disinveste nella formazione è sicuramente destinato al declino.”<br />
Mauro Bignami</p>
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		<title>I 50 anni del Club di Fermo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 06:56:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I 50 anni del Club di Fermo
Ancora pochi mesi, poi anche il Rotary a Fermo avrà compiuto cinquant’anni e il Club già si prepara a vivere con entusiasmo questo appuntamento che ormai è storia iniziata nel 1960, quando i rotariani di Ascoli ne furono i padrini e Lorenzo Mancini Spinucci il suo primo presidente. Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Presidente anno 2007-2008" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Presidente anno 2007-2008</p></div>
<p style="text-align: justify;">I 50 anni del Club di Fermo</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora pochi mesi, poi anche il Rotary a Fermo avrà compiuto cinquant’anni e il Club già si prepara a vivere con entusiasmo questo appuntamento che ormai è storia iniziata nel 1960, quando i rotariani di Ascoli ne furono i padrini e Lorenzo Mancini Spinucci il suo primo presidente. Da allora il Club ha testimoniato a Fermo mezzo secolo di vita rotariana grazie a quell’immutato spirito di service continuativamente affermato dai quarantanove presidenti che alla guida del Club si sono succeduti. Il ricordo va con affetto a quei venti soci fondatori del Club, soltanto animati dalla stima nella capacità di ciascuno e convinti che insieme e con il Rotary sarebbero andati lontano, anno dopo anno, a svolgere un ruolo che a noi, rotariani di oggi, ci fa dire: grazie del loro impegno a fondare una associazione fatta di idee, di professionalità, di altruismo che noi, dopo cinquant&#8217;anni, vogliamo condividere. Ottanta sono i soci del Club che oggi hanno raccolto lo spirito di quell’impegno con il risultato di aver creato due Club  nel territorio a dimostrare quanto attuali siano le idealità rotariane. Oggi Eugenio Tosco e Paolo Appoggetti nei ruoli di presidente in carica e di presidente incoming  lavorano insieme, con i loro Consigli e il Comitato dei past president istituito per l’occasione ed insieme lavorano al progetto di iniziative per il cinquantenario, mirate  a coinvolgere la partecipazione dei Club del Distretto per confrontarci su tematiche di interesse, incontrarsi per dialogare, constatare dai risultati di aver bene operato nel tempo. I momenti importanti saranno quelli dedicati al territorio della restituita Provincia di Fermo nei suoi connotati topografici mutuati dalla storia e culturali,  sintetizzati poi nell&#8217;impegno alla pubblicazione di un atlante che racconti le evoluzioni territoriali attraverso i secoli; occasioni piacevoli per incontrarsi fra rotariani,  appuntamenti musicali, forum sulle dinamiche dei flussi turistici, la valorizzazione del territorio, strategie di mercato, convegni sulle risorse energetiche e sulla ergenza  acqua; un Forum distrettuale sulla ricerca di nuove  fonti energetiche alternative e l’apporto del Rotary. II progetto per il cinquantenario del Club annovera poi l’organizzazione di un raduno per auto storiche a Fermo, l&#8217;apporto al territorio con la realizzazione di una guida ragionata sui luoghi da visitare. Una manifestazione significativa, fra le molte del cinquantenario, sarà la organizzazione della Regata nazionale per disabili insieme all’associazione Liberi nel Vento, da tenersi a Porto S. Giorgio, anche con l’apporto tecnico della locale sezione della Lega Navale Italiana; cinque giorni di gare in barca  a vela, di agonismo e di autentico service. Per il Rotary di Fermo vivere il suo cinquantenario sarà anche la promessa rivolta al futuro per altrettanti anni di impegno e di risultati che prescinderanno dal tempo perché lo spirito dei rotariani è saper guardare lontano, insieme in questo cinquantenario che il Club si appresta a vivere come un anno speciale, per affermare e per sperare che anche il Rotary contribuirà a un mondo migliore, saprà dove andare e come arrivare fino a concretizzare i sogni.<br />
Norberto Dionisi</p>
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		<title>2009.04.16 &#8211; Mauro Bignami &#8211; L&#8217;importanza dell&#8217;informazione locale</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 13:29:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’IMPORTANZA DELL’INFORMAZIONE LOCALE
Un incontro in due tempi distinti, quello organizzato sul tema dell’informazione locale dal Rotary Club di Fermo, che ha avuto come ospite di spicco il direttore de Il Resto del Carlino QN, Pierluigi Visci, che ha parlato sul tema Ruolo e contributo dell’informazione locale per lo sviluppo di un territorio. Una presenza significativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/bignami-mauro-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1064" title="bignami-mauro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/bignami-mauro-1-150x150.jpg" alt="bignami-mauro" width="150" height="150" /></a>L’IMPORTANZA DELL’INFORMAZIONE LOCALE<br />
Un incontro in due tempi distinti, quello organizzato sul tema dell’informazione locale dal Rotary Club di Fermo, che ha avuto come ospite di spicco il direttore de Il Resto del Carlino QN, Pierluigi Visci, che ha parlato sul tema Ruolo e contributo dell’informazione locale per lo sviluppo di un territorio. Una presenza significativa, perché proprio con la nascita della nuova Provincia il quotidiano ha aperto la sua redazione fermana ma anche per un altro motivo tutto otariano: il direttore del Carlino è legato infatti da una lunghissima e salda amicizia nonché da una grande stima reciproca a un past presidente del Club, Giovanni Martinelli, con il quale ha condiviso da ragazzo la passione per uno sport minore, ma in auge diversi decenni fa lungo la costa: il tennis da tavolo. Ed è cominciata con questo ricordo vivace e personale e l’ammissione di non essere potuto rimanere sordo agli inviti pressanti  dell’amico la prima parte dell’iniziativa rotariana, all’interno dell’Auditorium San Martino e alla presenza del presidente Eugenio Tosco, del sindaco Saturnino Di Ruscio, del presidente del consiglio comunale Nello Raccichini, del PDG Alberto Breccia Fratadocchi e di numerosi rotariani e cittadini non solo fermani. Il sindaco Di Ruscio, sottolineando che alla redazione di Fermo de Il Resto del Carlino “è legata la nascita di questa provincia”, ha attribuito al quotidiano “un gran merito, in un momento in cui tutto è globalizzato e tutto passa su internet, tutto è grande e piccolo insieme.” Insomma, “il Carlino ha seguito e accompagnato il cammino della città verso l’affermazione come Provincia al termine di una lunga storia fatta di battaglie vinte”, ha ricordato Eugenio Tosco e non è un caso il fatto che, nella sua visita alla redazione fermana (aperta nel 2001, con la prima edizione di Fermo nel 2004 ndr), il direttore abbia notato in bella vista la civetta, o locandina che dir si voglia, dove era finalmente annunciata la nascita del nuovo ente. Ed è stato anche detto che conservare le Province e averne di nuove non è affatto, come è opinione di molti, uno spreco di denaro pubblico. Anzi si è in tal modo più vicini alle esigenze locali e partecipi dei bisogni, dei problemi dei cittadini, conoscendone le richieste. Con giusto orgoglio Visci ha ricordato la costante presenza sul territorio (c’era un’edizione Marche-Umbria fin dal 1910) e l’attenzione per la cronaca locale di un giornale che vanta centoventiquattro anni di attività, una vita più lunga di quella poco più che centenaria del Rotary International, “le cui attività il Carlino ha seguito spesso”. E a n c o r a c o m e , n e l l ’ e p o c a dell’informatizzazione, la cronaca locale non conosca crisi. La testata QN, nelle sue diversificazioni territoriali, non conosce né un calo di tirature, né di vendite e mantiene saldamente il primo posto in moltissime località dell’Italia centro settentrionale, dove pure sono diffusi grandi quotidiani nazionali. La crisi indubbiamente c’è e coinvolge in questo momento particolare anche la comunicazione sulla carta stampata: sempre più spesso infatti le notizie che si leggono di prima mattina sul quotidiano sono già note ai lettori mediante la televisione o internet: ma ciò che non può essere diffuso su largo raggio è proprio il contatto diretto, il dialogo con la comunità cittadina e il futuro della stampa per il Carlino è e sarà ancora e sempre in ambito locale, per dare voce ai cittadini e raccontare le loro difficoltà e le loro storie. Ulteriore conferma che il giornale del territorio sia sulla strada giusta, è data indirettamente dal fatto che, da anni. i giornali nazionali hanno iniziato ad aprire redazioni locali, aiutati certo dalle nuove tecnologie che permettono impaginazioni sempre più complesse. Il microfono è poi passato di mano in mano per le domande e gli interventi di quanti, in platea, non avevano perso una parola dell’intervento articolato e concreto di Visci, che ha avuto una risposta per ogni richiesta di chiarimento.Il dialogo è poi ripreso, proprio dal punto in cui si era concluso nell’auditorium di San Martino, nella sede del Club.</p>
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		<title>I coni di Sisto V</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 16:53:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mostra di monete e medaglie commemorative sul Pontificato di Sisto V, per raccogliere fondi da impiegare nel programma di aiuti del Club all&#8217;Africa a Fermo con Mimmo Grisostomi o si va in Africa o fai qualcosa per l&#8217;Africa, come testimonia la mostra di monete e medaglie commemorative di Felice Peretti, nato a Grottammare da genitori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-343" href="http://www.rotaryfermo.info/2008/06/20/discorso-di-commiato-per-la-conviviale-del-20-giugno-2008/dionisi/"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Presidente anno 2007-2008" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Presidente anno 2007-2008</p></div>
<p style="text-align: justify;">Mostra di monete e medaglie commemorative sul Pontificato di Sisto V, per raccogliere fondi da impiegare nel programma di aiuti del Club all&#8217;Africa a Fermo con Mimmo Grisostomi o si va in Africa o fai qualcosa per l&#8217;Africa, come testimonia la mostra di monete e medaglie commemorative di Felice Peretti, nato a Grottammare da genitori Montaltesi nell&#8217;anno 1520, eletto al Soglio Pontificio nel 1585 con il nome di SistoV. Dal carattere forte, risoluto, non incline a compromessi, proprio come la Gente Picena, questo papa ha vissuto con intensità il Pontificato, annientando il brigantaggio, ponendo ordine all&#8217;organizzazione dello Stato, dando un assetto urbanistico nuovo a Roma, garantendo autonomia alla Chiesa che sono momenti salienti del suo Pontificato, oggi ripercorsi attraverso le importanti medaglie commemorative<br />
e le monete sistine che ne hanno affermato la Sovranità, in una mostra che il Rotary Club di Fermo ha inaugurato la mattina del 25 luglio nei locali della Chiesa di San Rocco in Piazza del Popolo, alla presenza del Governatore Giorgio Splendiani. L&#8217;allestimento è stato coordinato da Mimmo Grisostomi e dal sottoscritto in sintonia con il presidente in carica Eugenio Tosco, allo scopo di reperire fondi per l&#8217;allestimento di una camera operatoria ortopedica presso l&#8217;ospedale di Lilongwe nel poverissimo Stato del Malawi, il cui progetto è stato fatto proprio dalla Commissione Distrettuale APIM con finalità di sopperire alle endemiche carenze sanitarie di quel Paese. Il Rotary di Fermo ancora una volta ha saputo cogliere l&#8217;opportunità di coniugare con una mostra di spessore culturale e scientifico, il momento della solidarietà rotariana per alleviare le sofferenze nel mondo con il richiamo storico del marchigiano Sisto V: Pontefice straordinario in soli cinque anni, gigante della Chiesa e della Picenità. Questa volta, grazie a Mimmo Grisostomi, che da anni porta avanti con il Club il suo sentimento rotariano di aiutare l&#8217;Africa, lo scopo è quello di raccogliere fondi attraverso la visita alla mostra e l&#8217;acquisizione del catalogo descrittivo dei pezzi esposti, autentiche rarità numismatiche; un evento che si pone nel panorama culturale fermano in correlazione con l&#8217;altra importante mostra delle opere pittoriche di Vincenzo Pagani organizzata dal Comune. II Rotary di Fermo ricorda dunque Sisto V, affinché non soltanto Mimmo Grisostomi conosca la disperazione dell&#8217;Africa, ma perché la partecipazione alla Mostra aiuti l&#8217;iniziativa di rispondere ai bisogni sanitari della gente africana in Malawi com&#8217;è stato nell&#8217;auspicio del Governatore.</p>
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		<title>Il lavoro tra etica e antropologia nella dottrina sociale della Chiesa</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 16:55:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla necessità di aprire un proficuo confronto con la cultura e con il mondo. Il mondo, pur se lontano spesso dalla morale cristiana, è pur sempre opera di Dio e quindi luogo in cui Dio manifesta la sua presenza. Si considerò pertanto compito della Chiesa, dei laici in primo luogo, ma non solo, quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.rotaryfermo.info/2009/04/16/20090416-mauro-bignami-limportanza-dellinformazione-locale/bignami-mauro-1/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1064" title="bignami-mauro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/bignami-mauro-1-150x150.jpg" alt="bignami-mauro" width="150" height="150" /></a>Sulla necessità di aprire un proficuo confronto con la cultura e con il mondo. Il mondo, pur se lontano spesso dalla morale cristiana, è pur sempre opera di Dio e quindi luogo in cui Dio manifesta la sua presenza. Si considerò pertanto compito della Chiesa, dei laici in primo luogo, ma non solo, quello di riallacciare profondi legami con «gli uomini e le donne di buona volontà», soprattutto nell&#8217;impegno comune per la pace, la giustizia, le libertà fondamentali, la scienza. Infine &#8211; conclude Alici- nel 1991, con la Centesimus annus di Giovanni Paolo II nel centenario della Rerum novarum, il problema del lavoro diventa antropologico e morale, prima ancora che etico e sociale. La preoccupazione centrale di Giovanni Paolo II, profondamente radicata nella teologia e nell&#8217;antropologia bibliche, è che l&#8217;uomo produttore non perda il contatto con l&#8217;uomo sapienziale: senza la sapienza l&#8217;uomo è «incapace di comprendere la giustizia.» Un tempo l&#8217;homo faber e l&#8217;homo sapiens (nel senso etimologico di assaporatore, ossia dotato della sensibilità ai valori) erano uniti; nella società moderna tendono a separarsi, perché la forma di pensiero del primo è divenuta radicalmente diversa. Nell&#8217;intreccio tra antropologia ed etica, il lavoro è dunque un medium tra noi e gli altri e il bene comune è molto di più della somma dei beni individuali e comprende un&#8217;intera gamma di virtù sociali, dalla sobrietà dei consumi alla sincerità del dialogo e alla generosità della cooperazione. La tematica del lavoro è stata scelta dal governatore Massimo Massi Benedetti come filo conduttore di tutti gli eventi del suo anno ed anche il Rotary Club di Fermo, sempre attento ai temi sociali, ha ritenuto di dover dare un suo contributo al dibattito di idee che si è snodato nel corso di questi mesi e lo ha fatto durante una conviviale in cui il relatore, Luigi Alici, Ordinario di Filosofia morale all&#8217;Università di Macerata e presidente nazionale dell&#8217;Azione cattolica, ha trattato il tema Il lavoro tra etica e antropologia nella dottrina sociale della Chiesa. Nella società attuale, ha esordito Alici, si è perso il concetto dell&#8217;associazione tra lavoro e fatica, a causa della tecnica, che ha modificato il rapporto preesistente tra i due termini. Ciò è avvenuto attraverso tre momenti.Nel 1891 la Rerum novarum di Leone XIII (in cui si trova abbozzato il principio di sussidiarietà ndr) prendeva atto di trasformazioni profonde e interpretava il lavoro in termini sociali. «Il principio che il lavoro non è una merce qualsiasi &#8211; ha chiosato Alici- che la dignità della persona umana del lavoratore è un criterio di valutazione giuridica prevalente sulla considerazione economica del lavoro come fattore della produzione oggi sembra molto semplice e intuitivo, ma all&#8217;epoca della Rerum novarum era un principio rivoluzionario, perché si poneva in contrasto col concetto di libertà su cui era fondata la società uscita dal rivolgimento del 1789 e di esso postulava una radicale modificazione. L&#8217;avere rivendicato questo principio al sistema dei valori cristiani, l&#8217;averlo formulato come principio di progresso sociale e non di violenta distruzione dell&#8217;ordine esistente, fu l&#8217;opera della Rerum novarum.» Nel 1931 l&#8217;enciclica Quadragesimo anno di Pio XI metteva a fuoco i diritti naturali, dal salario alla proprietà. Una riflessione laica suggerisce che il problema è di carattere etico: occorre infatti anteporre l&#8217;etica dei bisogni all&#8217;economia dei consumi (la paura dell&#8217;artificiale) altrimenti si scatena un consumismo selvaggio. La terza data significativa in questo processo di progressivo cambiamento è quella del 1981 quando, nel 90° anniversario della Rerum Novarum, il tema del lavoro umano fu affrontato dall&#8217;enciclica Laborem exercens di Giovanni Paolo II; si tratta però di un documento -aggiunge Alici- che arriva dopo la pastorale Gaudium et spes sulla Chiesa nel mondo: uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II e della Chiesa Cattolica, promulgata da Paolo VI l&#8217;8 dicembre 1965, ultimo giorno del Concilio. Nella Gaudium et spes i padri conciliari avevano posto l&#8217;attenzione della Chiesa</p>
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		<title>Fermo ricorda il Prof. Vincenzo Tosco</title>
		<link>http://www.rotaryfermo.info/2008/02/24/fermo-ricorda-il-prof-vincenzo-tosco/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 16:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_343" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a rel="attachment wp-att-343" href="http://www.rotaryfermo.info/2008/06/20/discorso-di-commiato-per-la-conviviale-del-20-giugno-2008/dionisi/"><img class="size-thumbnail wp-image-343" title="Norberto Dionisi " src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/dionisi-150x150.jpg" alt="Presidente anno 2007-2008" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Presidente anno 2007-2008</p></div>
<p style="text-align: justify;">ll Rotary di Fermo sente commosso la perdita di un socio come il prof. Vincenzo Tosco, che per molti anni lo ha visto nel Club punto di riferimento per la cultura profonda e preparazione umanistica di cui è stato eccellente maestro nelle scuole italiane e nelle scuole d’Europa, in cui pure, lungo tempo ha insegnato con grande prestigio per il nostro Paese. Il Rotary ha avuto in lui un socio partecipe, sensibile, cordiale, disponibile a vivere l’etica rotariana del Servire con la sua vasta esperienza di docente, di cui il Rotary di Fermo ne ha avuto vanto e decoro allorché lo ha fatto suo socio onorario. Quando anni fa entrai a far parte del Rotary, al mio primo incontro con i soci, il professore mi salutò fra i primi. Non c’eravamo più incontrati dagli anni di Liceo, in cui fui suo alunno. “Ciao Norberto, come stai? Benvenuto nel Rotary”, mi disse con quel suo immutato, inconfondibile accento siciliano che non ne tradiva certo l’origine. “Grazie professore, la saluto anch’io”; e lui, di rimando: “Ma che, ancora vuoi darmi del ‘lei’? Non sai forse che nel Rotary tutti i soci si danno del ‘tu’?” Più volte ci siamo trovati insieme nel Club ma non sono mai riuscito a togliermi quel rispetto di alunno e a dare del tu al mio professore. Solo oggi ricambio la familiarità di quel saluto e come Presidente del Rotary di Fermo, “di cui tu hai fatto parte, con quella stessa familiarità con cui tu mi hai salutato, oggi ti dico: ciao Enzo, grazie da parte dei Soci per il prestigio che hai dato al Club con il tuo vasto sapere”. Appena il tempo di mia designazione a Presidente del Club e non ti ho più visto fra i Soci; sapevo della tua non buona salute ma speravo incontrarti quanto prima e dirti che questo mio incarico non è&#8217; stato un evento accaduto per caso, né mi sarei cimentato nel ruolo se non avessi acquisito sui banchi di scuola i giusti metodi per capire oggi la vita, per svolgere una professione, per sapermi correlare con gli altri, trovare connaturale vivere i principi rotariani dell’altruismo, della condivisione, del servire. In questo non è più un rotariano che parla ma uno fra i molti tuoi alunni, che si fa interprete dei sentimenti di tutti e ti dice: “Grazie professore per quello che abbiamo col tempo compreso, per come abbiamo germogliato nel lavoro che ciascuno di noi ha scelto di vivere, per averci insegnato a ragionare alla ‘greca’, darci le regole per conoscere innanzitutto noi stessi, il rispetto degli altri e delle istituzioni, lo spirito democratico del convivere mutuato attraverso lo studio dei classici: Sofocle e la caducità della fortuna di Edipo, di Antigone e la fermezza dell’Essere oltre le leggi degli Uomini. E come non ricordare l&#8217;’insegnamento forte dell’amore familiare nell’Odissea, fra le cui pagine, tu ci dicevi: “mormora il mare”; quel mare che certo ti era rimasto nell’animo; il mare di Senofonte e dei Greci al grido “Thalassa, Thalassa”. Il mare, finalmente il mare. Anche tu professor Tosco per gli alunni, Enzo per noi rotariani, anche tu hai percorso il tuo lungo cammino di terra e sei arrivato al mare, a quel mare da cui non si torna più indietro, ma in cui ogni verità è svelata e ogni sapere si appaga.</p>
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		<title>Corea del Nord: un Paese eremita</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 17:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Serata storica quella del 30 novembre organizzata dal Rotary Club di Fermo, nella quale il dr. Massimo Urbani, medico, già corrispondente Consolare e coordinatore degli affari italiani in Corea del Nord per dieci anni, ha parlato ai numerosi soci e ospiti sul tema: ‘Corea un paese eremita; immagini ed esperienze in un paese in bilico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1064" href="http://www.rotaryfermo.info/2009/04/16/20090416-mauro-bignami-limportanza-dellinformazione-locale/bignami-mauro-1/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1064" title="bignami-mauro" src="http://www.rotaryfermo.info/wp-content/uploads/bignami-mauro-1-150x150.jpg" alt="bignami-mauro" width="150" height="150" /></a>Serata storica quella del 30 novembre organizzata dal Rotary Club di Fermo, nella quale il dr. Massimo Urbani, medico, già corrispondente Consolare e coordinatore degli affari italiani in Corea del Nord per dieci anni, ha parlato ai numerosi soci e ospiti sul tema: ‘Corea un paese eremita; immagini ed esperienze in un paese in bilico fra tradizione e tecnologia’. Una veloce panoramica storica e, soprattutto, una interessante illustrazione del processo di riunificazione in atto fra la Corea del Nord con quella del Sud, ancora tagliata in due dal 38° parallelo, dopo sessanta anni di belligeranza, di incomprensioni, di isolamento quasi assoluto dal mondo occidentale. Il 14 novembre, a Seoul, è iniziato uno storico incontro durato tre giorni tra i primi ministri delle due Coree: Han Duck-soo (Corea del Sud) e Kim Yong-il (Corea del Nord). Al centro del vertice &#8211; il primo da 15 anni tra i premier dei due Paesi &#8211; c’era l’attuazione degli accordi negoziali raggiunti a settembre a Pyongyang dai due capi di Stato, Roh Moo-hyun e Kim Jong-il. Tra i più importanti dossier sul tavolo c’erano la cogestione dell’area industriale nella città di Kaesong, l’istituzione di una zona comune di pesca sul confine marino occidentale, (conteso dai due Pesi e già teatro di dispute e scaramucce militari) e la creazione di una zona economica nei pressi del porto militare settentrionale di Haeju, che verrebbe così aperto agli scambi commerciali con il Sud. Secondo il calcolo fatto da economisti sudcoreani, gli investimenti in Corea del Nord &#8211; che comprendono anche la costruzione di cantieri navali, strade e infrastrutture ferroviarie &#8211; equivarrebbero a diversi milioni di dollari. Va ricordato che non tutti, nei due Paesi sono favorevoli alla riunificazione, tant’è che la visita del premier nordcoreano a Seoul è stata accompagnata da manifestazioni di protesta. «Oggi la Corea del Nord, con una rappresentanza diplomatica ad alto livello, ha avuto il suo primo contatto con la realtà economica della provincia Fermana grazie al Rotary Club di Fermo, che si è fatto promotore dell’iniziativa anche con una visita fra le più accreditate aziende calzaturiere, gradite ai diplomatici che si sono intrattenuti con dirigenti e maestranze, in prospettive di cooperazioni future, compiaciuti per la cortesia loro riservata dal Calzaturificio Gallucci di Monte Urano e dal Calzaturificio Giorgio Fabiani di Fermo», ha detto Massimo Urbani. In conclusione, il Presidente del Rotary Fermo Norberto Dionisi, ha sottolineato che il Club è strumento efficace per favorire occasioni di confronto fra le idee, fra esperienze di quanti si impegnano in attività lavorative proficue e per promuovere incontri su temi di interesse internazionale e gettare basi di dialogo da sviluppare in futuro fra persone interessate che il Rotary ha fatto conoscere. «Questa sera, ha aggiunto il Presidente, il Rotary ha gettato un ponte ideale lungo 15.000 Km. verso la Corea del Nord, non più lontana, se su questo ponte correranno interessi, idee, scambi di cooperazione e opportunità di lavoro e di ciò il Rotary International vuole essere il propositore.» All’evento hanno partecipato il Vice Ambasciatore della Corea del Nord in Italia, Signor Sochiamg Sik e il Console John Wong, i quali hanno risposto alle numerose domande di imprenditori presenti sulle tematiche di prospettive economiche future in quel paese ancora estraneo alla tecnologia diffusa e ai prodotti di massa. Gradita e qualificante la partecipazione per un saluto agli ospiti coreani, del sottosegretario per gli Affari regionali e le autonomie locali, On. Pietro Colonnella e dell’On. Pietro Paolo Menzietti, che hanno plaudito all’iniziativa e sottolineato l’importanza dell’incontro.</p>
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